"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

RUSSIA E BRICS CONTRO IL NWO, O FORSE NO

The Brics new world power

di Anacronista

Come non provare ammirazione per i lodevoli successi di Vladimir Putin? Da molti, non solo in Russia, dove il suo tasso di approvazione si aggira intorno all’80%, ma anche nel resto del mondo, perfino tra gli statunitensi più informati, Putin viene ormai considerato il leader mondiale più importante del momento, l’uomo che, con abilità e sangue freddo, sta ostacolando l’imperialismo americano e i piani mondialisti del NWO sionista. Colui che ha risollevato la Russia dal disastro degli anni ’90, che ha cacciato gli oligarchi, che ha fatto espandere grandemente la classe media, che incentiva le famiglie numerose, che ha legiferato per impedire che gli orfani russi vengano adottati da coppie omosessuali, che ha impedito agli USA di attaccare la Siria, che ha rinnovato il volto della Russia con le belle olimpiadi di Sochi, che è vicino alla Chiesa ortodossa, che vieta gli OGM, e che ha tanti altri meriti.


Come non ammirare il nuovo zar, e non confrontarlo con il suo corrispettivo oltre Atlantico, che non fa che sfornare menzogne, invasioni, destabilizzazioni, minacce, che ha distrutto la prospera Libia, che vuole imporre all’Europa un trattato commerciale che la renderà un’appendice americana, che finanzia i tagliagole in Medio Oriente e in Ucraina, e che combina tante altre nefandezze?
Non si può. E’ inevitabile ammirare Putin. E, di fronte alla prepotenza, le minacce, le guerre americane, è inevitabile confidare nella speranza che un cambiamento globale possa arrivare dalla Russia e dagli altri paesi che si contrappongono agli Stati Uniti e, così si crede, alla finanza internazionale, ovvero dai cosiddetti BRICS: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, oltre ad Iran, Venezuela ed altri minori.

Perciò la speranza che va diffondendosi suona così: finalmente l’imperialismo americano-sionista ha trovato pane per i suoi denti, Russia e Cina sono militarmente abbastanza forti per fermarlo, e in più i BRICS abbandoneranno presto il sistema di pagamenti internazionali basato sul dollaro, facendo finalmente crollare la potenza americana e sionista e aprendo la strada ad un mondo più equo, più pacifico, più prospero, un mondo “multipolare”.

Ebbene, non è mia intenzione tagliare le ali a tale speranza, né contestare tale interpretazione dei fatti. Vorrei solo condividere i miei dubbi, così che si tenga la porta aperta a spiegazioni diverse. Solo il tempo poi potrà dire come stanno effettivamente le cose.
Cominciamo da una frase ben nota a chi legge l’informazione alternativa: quella di Mayer Amschel Bauer Rothschild, che disse: “Datemi il controllo del denaro di una nazione, e non mi interessa chi fa le sue leggi.”
Nel nostro caso, vediamo un po’ chi ha il controllo del denaro della Russia: chiaramente la Banca Centrale Russa. E chi ne è il proprietario? Per qualche ragione, questa informazione non si riesce a reperire. Vero è che l’attuale sua governatrice, Elvira Nabiullina, è una fedelissima di Putin. Ma non è strano che l’effettiva proprietà della banca sia un mistero?

Consideriamo poi il prossimo abbandono, da parte dei BRICS, del sistema del dollaro; mossa che, nelle intenzioni di Glaziev, consigliere economico di Putin, ridurrà drasticamente la domanda mondiale di dollari, impedendo quindi a Washington di stamparne all’infinito per finanziare le sue guerre in giro per il pianeta. Molti evidenziano come la decisione russa di formare con i BRICS un’alleanza anti-dollaro, e la spinta a trovare l’accordo con la Cina per la vendita di gas, siano state accelerate dal colpo di stato degli USA in Ucraina, che ha creato problemi nel transito del gas russo verso l’Europa, il che è lampante. Ora, mi chiedo: quando lorsignori a Washington hanno deciso di rovesciare Yanukovych e cominciare il massacro dei russi d’Ucraina, possibile che tutti i loro think-thank non abbiano previsto che ciò avrebbe inevitabilmente avvicinato Russia e Cina, creando un blocco economico pericoloso per gli USA? Tutti quegli esperti sono davvero stupidi e miopi, come dice Paul Craig Roberts, oppure sapevano benissimo che il colpo di stato in Ucraina avrebbe causato problemi al dollaro, e magari è proprio quello che vogliono?

Perché noi, ingenuamente, continuiamo a ragionare in termini di America, Russia, Cina. Ma l’elite finanziaria non ha patria. Non per nulla li chiamiamo “i banchieri internazionali”. Il crollo del dollaro danneggerà qualcuno a Washington, senza dubbio, ma siamo sicuri che questo non rientri nelle intenzioni di lorsignori lì in alto?
Il presidente della Banca di Francia, sig. Noyer, di recente ha affermato che, come ritorsione per quanto gli americani hanno fatto alla BNP Paribas, il commercio con la Cina dovrebbe essere effettuato in yuan o in euro. Cosa devo pensare quanto sento che la banca di Francia suggerisce di abbandonare il dollaro? Che i sionisti non vogliono più essere sionisti, o piuttosto che abbandonare il dollaro rientra nei piani sionisti?

Ho letto recentemente (Russia Hires Goldman as Corporate Brooker to boost immage) che nel 2012 Putin ha dato incarico al governo di migliorare la posizione della Russia nella classifica stilata dalla Banca Mondiale sui paesi più attraenti per gli investitori. La Russia era oltre il 100° posto, e Putin la vuole al 20° entro il 2018. Vuole anche trasformare Mosca in un centro finanziario mondiale di prim’ordine. Per questo, indovinate a chi ha deciso di chiedere consiglio? A 23 banche russe e straniere, tra cui… Goldman Sachs! Ma come, la banca al centro del sistema finanziario globale, cuore della potenza americana e delle nefandezze? Sì, proprio quella. Ha stipulato un accordo di 3 anni, anche per ottenere consulenza riguardo a un piano di privatizzazioni per 33 miliardi di dollari. Inoltre la Goldman Sachs, insieme alla BlackRock Inc. e a una compagnia di Singapore, ha firmato un accordo con il fondo sovrano russo per investire nelle aziende russe. E chi è il direttore del fondo? Kirill Dmitriev, già banchiere di Goldman Sachs.
Al che, la domanda che mi pongo è duplice: in primo luogo, come mai la Russia ha bisogno di promuovere la sua immagine per attirare gli investitori stranieri? Ma non era un paese sovrano? Possiede il territorio di gran lunga più vasto al mondo, trabocca di risorse naturali, e ha bisogno dei pezzetti di carta o bit elettronici stranieri? In secondo luogo, perché si affida a Goldman Sachs? Credere alla sua indipendenza dal sistema finanziario sionista a questo punto non mi riesce facile.
Tra l’altro, mi viene in mente un documentario dove si mostrava che gli uffici commerciali di Gazprom sono in Olanda, nello stesso grattacielo dove hanno sede molte altre compagnie “occidentali” interessate ad eludere le tasse. Il che fa pensare: un paese che noi speriamo porti avanti un’alternativa al sistema finanziario “occidentale”, che ne usa la stessa struttura?

Ancora: la Cina, ci dicono, sta diventando la prima economia mondiale, surclassando gli Stati Uniti. Com’è stato possibile? La globalizzazione. In Cina la manodopera costa poco, e quello è stato il suo punto di forza perché moltissime manifatture, tra cui anche quelle statunitensi, hanno delocalizzato laggiù. Vero. Ma chi l’ha voluta, la globalizzazione? Chi ha deciso le nuove regole per cui un imprenditore può chiudere bottega e riaprirla dove meglio crede, chi ha voluto la libera circolazione di merci e capitali a livello globale? Pare sia stato Ronald Reagan. Fu lui ad eliminare le barriere commerciali e a spingere per la “deregulation”, o almeno fu lui a darvi l’impulso decisivo. Ovviamente, delocalizzare le imprese aumentava i profitti di Wall Street, ma ha finito con il rendere la Cina un gigante manifatturiero che ora, dicono, impensierisce gli USA, tanto che questi la stanno circondando di basi militari per controllarla. Di nuovo, mi chiedo: possibile che i think-thank di Reagan non l’avessero previsto? Furono stupidi e miopi anche quelli, come sostiene il già citato Paul Craig Roberts? Sarà. Eppure, a ben guardare, ci potrebbe essere un’altra spiegazione. Ovvero, che ai “globalizzatori” di Wall Street non interessasse minimamente il futuro degli americani, perché i banchieri internazionali sono per loro natura parassiti: prima sfruttano un paese, poi finiscono con il distruggerlo e con il trasferire il quartier generale altrove, lasciando il guscio vuoto a sbrigarsela da solo. Se questo è vero, l’ascesa della Cina non sarebbe una conseguenza non prevista da lorsignori, ma semplicemente la loro scelta di usare al posto degli USA un altro braccio armato. Qualcosa di simile al passaggio dello scettro di superpotenza dall’Inghilterra agli USA, dopo la prima guerra mondiale. Questo spiegherebbe come mai gli Stati Uniti stiano seminando distruzione a destra e a manca senza preoccuparsi troppo del crollo della loro reputazione a livello globale. Ormai tre quarti di mondo li considerano bulli esaltati e pericolosi, hanno perso qualsiasi credibilità. Ma ai banchieri dei piani alti forse questo va bene, forse stanno sfruttando al massimo il braccio armato americano finché dura, per poi trasferire il “quartier generale” in Russia e Cina se e quando gli USA cadranno in disgrazia.
A questo proposito, non vi pare strano che Russia e Cina stiano facendo incetta di oro? Guarda caso, l’oro si sta trasferendo in massa da occidente a oriente… e chi mai starà dirigendo tale processo? Proviamo a indovinare. Sarà più probabile che le dinastie bancarie che da secoli hanno dato forma al mondo moderno siano prese alla sprovvista dal “crollo del dollaro”, oppure che siano esse stesse a volerlo e dirigerlo, per ottenere finalmente il loro sogno: una valuta unica mondiale basata sull’oro, di cui nel frattempo magari saranno gli unici proprietari? Chissà.

Però, mi si dirà, se i banchieri al vertice della piramide stanno di proposito affondando gli USA per portare il quartier generale a oriente, come mai dall’altra parte stanno armando USA e paesi NATO fino ai denti, per contrastare Russia e Cina?
E qui viene il bello (si fa per dire). Forse il punto non è che vogliono impedire l’ascesa di Russia e Cina, ma che vogliono creare una grande guerra che porti l’umanità alla disperazione e la convinca che è assolutamente necessario dare vita ad un unico governo mondiale, ovvero al NWO. Questo spiegherebbe come mai stanno armando non solo USA e NATO, ma anche Cina e Russia, fino ai denti. Insomma la contrapposizione tra “Occidente” e BRICS sarebbe costruita apposta. Esattamente come lo era quella tra USA e URSS, che davanti al mondo davano spettacolo di guerra fredda mentre ai livelli superiori erano complici, perché entrambe nelle mani di lorsignori.

Del resto, se davvero il mondo fosse diviso in blocchi contrapposti, come potremmo spiegare che la Francia, paese NATO e sionista per eccellenza, sta costruendo per la Russia porta-elicotteri di classe Mistral? Ma come: fornisce al nemico armi avanzate? Il che invece si spiega se pensiamo che i banchieri lassù, che di fatto controllano le maggiori industrie di armamenti, stiano preparando il mondo per un conflitto che illustri la necessità del governo centralizzato globale. La solita strategia massonica: problema-reazione-soluzione. La corrispondenza del 1871 tra Albert Pike e Giuseppe Mazzini definiva il piano massonico per tre guerre mondiali. Vedremo presto se verrà portato a compimento.
Guerra a parte, davvero i BRICS rappresentano un modello alternativo al cosiddetto “Occidente”? La Cina, dove ogni anno 600.000 persone muoiono per troppo lavoro? (fonte: China Youth Daily, il giornale ufficiale della Lega Giovanile Comunista). La Cina che produce il 60% del cemento mondiale, dove nelle regioni carbonifere tutti indossano abiti scuri perché la polvere li renderebbe grigi comunque, e la luce del sole è perpetuamente oscurata? Il Sud Africa, dove viene disincentivata l’assunzione di bianchi a cariche governative, e dove la polizia spara ai minatori in sciopero? Sono questi, i modelli alternativi al capitalismo sionista? Oppure, forse, ne fanno parte? Forse è solo un caso che Sir Evelyn Rothschild abbia aperto negli anni ’90 una banca dell’oro a Hong Kong, o che Mandela fosse una spia dei servizi britannici. Quante coincidenze, a questo mondo.
Quindi ricapitoliamo: abbiamo una banca centrale russa di proprietari ignoti; il governo Putin che affida le privatizzazioni alla Goldman Sachs; Gazprom che elude le tasse come qualsiasi altra multinazionale; la Cina che diventa potenza mondiale grazie alle politiche di Reagan; Russia e Cina che stanno facendo incetta d’oro; i Rothschild che hanno la banca dell’oro a Hong Kong; le industrie belliche che stanno rifornendo sia USA e NATO che Russia e Cina. E aggiungiamo: Putin che, per qualche strano motivo, non denuncia né l’11 settembre né le scie chimiche, anche se così facendo potrebbe annientare per sempre la fiducia dei popoli “occidentali” nei loro governi, portandoli tutti dalla sua parte in un batter di ciglio.
Be’, almeno a me, tutto questo fa venire qualche dubbio sul fatto che Russia e Cina stiano davvero contrastando il piano per il NWO. Mi sembra quasi che, al contrario, siano funzionali al piano. Poco importa se Putin o gli altri leader dei BRICS siano parte attiva, passiva, o inconsapevole. Il presunto confronto tra “Occidente” e BRICS, sia esso solo economico o anche militare, pare porterebbe comunque a un governo unico mondiale ancora bancario-capitalista, ancora tecnocratico, ancora industrialista, ancora in mano ai Rothschild, magari però non più con capitale a Washington.
Mi sbaglio? Lo spero. Però, prima di affidare le mie speranze alla Russia o ai BRICS, preferisco pensarci molto bene. Vi immaginate che sorpresa sarebbe aver partecipato alla lotta, dall’una o dall’altra parte, per poi scoprire che era l’ennesima manipolazione e che, senza volerlo, ho dato una mano a realizzare il piano di lorsignori? No. Preferisco non affidare le mie speranze a nessuno e continuare a fare i conti con la mia realtà quotidiana, per capire cosa posso fare concretamente per vivere il può possibile senza la grande industria, gli OGM, i centri commerciali, lo stato, le banche, le farmacie, e consumando meno gas possibile. Non importa se di Gazprom o di qualche magnate “occidentale”. Il vero cambiamento, per me, è questo.

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  1. Luciano Lago 2 anni fa

    Condivido in buona parte quello che sostiene l’autore dell’articolo riguardo ai dubbi relativi all’essenza dello Stato russo e del suo sistema capitalistico. Lo avevamo già sostenuto da tempo di ritenere che la Russia sia stata pesantemente infiltrata dal grande capitale finanziario (soprattutto nell’epoca di Eltsin) e che i motivi di attrito con gli USA siano essenzialmente riconducibili a rivalità geopolitiche, nonostante quella valida copertura ideologica che Putin si è dato con i discorsi di Valdai e gli ultimi davanti alla dieta nei quali si è riallacciato alla tradizione culturale della Grande Russia ed ai valori spirituali del mondo cristiano ortodosso. Questo è un fatto incontrovertibile poichè in quei discorsi c’era un attacco esplicito all’ideologia mondialista prevalente in Occidente ed alla pretesa “eccezionalità” degli Stati Uniti,
    Nella Russia convivono in questo momento varie forze e lo stesso Putin in questo momento è attorniato da alcuni consiglieri e gode dell’appoggio anche della Chiesa ortodossa. Non è facile prevedere quale sarà la forza che nel tempo sarà destinata a prevalere e da questo dipenderà la connotazione che si darà la Russia in un nuovo assetto del mondo multipolare prossimo venturo.
    Nessun dubbio tanto meno sulla Cina e sull’essenza dei Brics, da considerare un contropotere di natura capitalistica con proprie peculiarità che cerca una propria via di sviluppo alternativo, se pur mantenendo i legami con il mondo finanziario sovranazionale e conservando le connotazioni proprie (con le dovute differenze) di sistemi liberal capitalisti o, nel caso cinese, eventualmente ispirati dal taoismo.
    Andrei però cauto nel sostenere che ci sia un unico disegno ed un unico grande complotto mondiale dietro il consolidarsi di questi paesi e considerando i legami ambigui di taluni con parte della finanza sovranazionale. La Storia ci insegna che non esiste mai un unico centro di potere ma che spesso si costituiscono una serie di entità centrali in competizione fra loro per la supremazia e questo secondo me può spiegare parte di quello che oggi sta avvenendo, con la supremazia della finanza anglosassone che, utilizzando il proprio braccio armato (USA , NATO, Israele) tende ad una globalizzazione totale nell’ottica della realizzazione di un NWO, dominato dalle proprie cerchie di potere (elites). Un ordine ed un centro di dominio che viene insidiata nei suoi asset strategici dai nuovi competitors emergenti (Russia, Cina, India) che cercano a loro volta di controllare le risorse strategiche e costituire dei bastioni finanziari alternativi.
    Il modello di sviluppo, quello si, sostanzialmente rimane simile se pur con le dovute differenze ed in questo posso dare ragione all’autore dell’articolo: una reale alternativa deve venire da qualche cosa di più profondo che non può essere quello di un dominio di nuovi mandarini o di autocrati che si sostituisca (se ci riesce) al dominio anglosassone.
    Occorre tornare alle radici dell’uomo, della sua essenza spirituale, alla tradizione ed alle culture dei popoli per avere un modello valido da contrapporre al mondialismo dominante.

    Luciano Lago

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  2. Werner 2 anni fa

    Di sicuro era finta la contrapposizione USA-URSS del secolo scorso, visto che il potere politico in entrambi gli stati era in mano ai sionisti. Se era reale, la “guerra fredda” durata dal 1947 al 1989, non sarebbe stata una semplice guerra diplomatica e psicologica tra le due potenze, ma una guerra totale vera e propria.

    D’altronde ricordiamoci che la creazione di queste finte contrapposizioni geopolitiche come fu quella tra USA e URSS, rientra tra i piani dei Protocolli dei Savi di Sion, con le quali la gente viene ingannata e distratta per poter loro compiere ogni genere di nefandezza alle loro spalle.

    Inoltre, rifacendomi all’articolo mi chiedo come mai Putin che a capo dellaRussia si pone come difensore dei valori europei e cristiani, non abbia mai usato parole di condanna per il Sud Africa – uno dei BRICS – sul fatto che quotidianamente la popolazione boera e in generale bianca, é oggetto di ripetute violenze da parte dei negri (non solo la maggioranza civile ma anche le autorità stesse). Insomma, adesso in Sudafrica c’é un apartheid al contrario, perché dunque non lo si isola esattamente come quando fu in vigore l’apartheid vero e proprio quando a comandare politicamente era la minoranza bianca?

    Tra l’altro, il Sudafrica quando erano i bianchi a comandare e il terrorista Mandela in carcere, era un paese progredito e sviluppato, oggi invece, a situazione capovolta, col potere in mano ai negri, é tale e quale a tanti altri paesi africani.

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  3. Alessandro 2 anni fa

    Ok tutto, l’articolo è ben meditato ed interessante, l’idea che la contrapposizione Occidente e Oriente sia un inganno è un’ottima deduzione, complimenti all’autore, però come si spiegherebbe che gli USA, a proposito della vendita di portaelicotteri Mistral, avevano deciso di sanzionare la BNP Paribas? Se consideriamo questo allora un’antitesi esiste, seppur costruita o minima.

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    1. Anacronista 2 anni fa

      Buonasera, Alessandro. Le sanzioni alla Francia si spiegano con il fatto che non sono gli USA a tirare le fila al massimo livello, ma i banchieri internazionali della BIS. A Washington qualcuno sicuramente crede che la Russia sia un nemico, così come a Mosca lo credono degli statunitensi. In realtà, sia gli USA che la Russia sembrano manovrati da un livello più alto, quello appunto dei banchieri internazionali, che li sta portando verso un conflitto per poi offrire la “soluzione”, ovvero il governo mondiale.

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      1. Alessandro 2 anni fa

        Ciao Anacronista, grazie per aver risposto. Anch’io credo che a manovrare la storia siano due categorie: banchieri e capitalisti, ovvero coloro che producono il denaro e ne controllano i flussi. Questi sono i registi. Ad una livello più basso, ma sempre nell’orbita dei registi, grandi corporations/multinazionali, che per funzionare e comandare devono possedere del denaro prodotto proprio dalle grandi banche e sono alle dipendenze di esse. Si tratta di poteri sovranazionali che, come dici tu stesso nell’articolo, non hanno patria. Scendendo incontriamo gli attori, coloro che sono in prima linea agli occhi dell’opinione pubblica, ovvero istituzioni sovranazionali (ONU, FMI, WTO), intergovernative (UE, Lega Araba, Unione Eurasiatica) e Stati.
        Poi abbiamo gli Stati, quindi le istituzioni politiche, che attuano le decisioni prese dai registi e sono prive di una propria autonomia (che dovrebbe possedere in quanto governanti, ovvero coloro che selezionano l’interesse pubblico e lo attuano attraverso una classe tecnicamente addestrata, l’amministrazione pubblica). Poi abbiamo le forze armate e forze dell’ordine, soggette agli organi politici, e detengono l’uso della forza.
        Non saprei dove collocare i servizi segreti però, da un lato dovrebbero essere soggetti alle istituzioni politiche, dall’altro le loro conoscenze ben avanzate, le loro tecnologie e strumenti che nessun altro possiede li rende potenzialmente un potere incontrollabile, in grado di sfuggire.
        Infine i cittadini, che sono spettatori passivi del sistema così ben congegnato.
        Chissà però quali sono i nomi dei banchieri internazionali che tutto governano tramite le loro banche d’affari e la BIS……………

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  4. Massimo Lodi Rizzini 2 anni fa

    stranamente in tutto il pezzo non ha considerato minimamente 2 fattori, il primo è che il sistema finanziario occidentale è irrimediabilmente fallito, il secondo e più importante ancora è il ruolo dell’impero britannico nel dirigere lo scontro tra civiltà.

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    1. Anacronista 2 anni fa

      Provi a interrogarsi su cosa significa “fallimento”, e su chi tira le redini degli imperi, che siano il britannico, lo statunitense o qualsiasi altro. Le sarà certamente utile per avere idee più precise sullo stato del mondo.

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  5. Mauro 2 anni fa

    Io credo viceversa che il sistema di potere globale sia ormai diventato una specie di organismo vivente autonomo che si autoorganizza indipendentemente dai vari “attori” che di volta in volta si avvicendano. .. va bene il dramma teatrale della rappresentazione di una vetero-visione dualistica che al solito contrappone i blocchi oriente-occidente…del resto ha funzionato egregiamente come diversivo da oltre settanta anni in qua e la questione palestinese ancora oggi è la cartina di tornasole di questo inganno…sulla base di questo ragionamento non credo alla utilità di una terza guerra mondiale. .. la terza guerra mondiale è già perennemente in atto e non finirà mai.. costituita dalla miriade sterminata di guerre a “bassa intensità” che sono il vero lucro… la attuale recrudescenza in Palestina ad esempio è stata una straordinaria opportunità di marketing una vetrina eccezionale per la promozione dello scudo antimissilistico israeliano. .. e già fioccano gli ordini. .. la Libia ..la Siria…il conflitto Ucraino… e tutti gli altri microconflitti in atto nelle più disparate aree di crisi mondiale sono già la terza guerra mondiale in atto dal dopo Berlino 89… la guerra permanente…si muove …ed i capitali la seguono assecondandola…

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  6. Angelo Rizzo 2 anni fa

    Che dire..
    mi complimento davvero per l’articolo, hai espresso in “poche righe” un pensiero che mi sovrasta da tempo.
    Noto ormai da parecchio con sempre più evidenza che l’imperialismo americano è una nota costante e soprattutto una realtà alla portata di tutti, un po come se tutto sia volutamente messo in mostra esattamente come da te espresso.
    Non resta altro allora che augurarci di aver supposto male

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  7. Marco 2 anni fa

    L’articolo, seppur dia uno spunto interessante sotto un altro punto di vista, non tiene conto del fatto che la costituzione russa è stata completamente riscritta da Eltsin, il quale si avvalse di economisti americani, il problema della banca centrale risiede in quello. Putin tira le orecchie alla banca centrale e cerca di tenerla a bada, ma più di questo non può per il semplice motivo che dovrebbe riscrivere l’intera costituzione, cosa che purtroppo con gli attuali strumenti non può fare. Quindi dovremmo prendercela di più con Eltsin che in quasi 10 anni ha rischiato di mettere in ginocchio la Russia, per compiacere gli USA.

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  8. Gabriele 1 anno fa

    Scusami sono d’accordo con quasi tutti, ma mi sento in disaccordo sul passaggio cittadini, noi non siamo parte passiva, SPETTATORI; siamo qui, siamo la parte parte più importante del sistemae siamo il 99,9 % della popolazione e p bello è che abbiamo tutti lo stesso sogno profondo di pace e di amore, a tutti noi sta incredibilmente stretta questa realtà precostituita, tutti noi nel profondo odiamo fare i criceti nella ruota; ma siamo incredibilmente divisi perché abbiamo paura prima so noi stessi e poi di conseguenza negli altri .
    Pensi davvero che il tuo pensiero sia ininfluente sul mondo che ti circonda?? Pensi davvero che quello che le persone intorno a te pensano non possa cambiare le cose? Tuttavia in parte hai ragione, unaggran parte di noi ( io compreso molto spesso) siamo passivi… Ma siamo passivi proprio perché pensiamo di essere ininfluenti, di essere spettatoria questa sicuramente è il più grande inganno di questa società! E la più grande riuscita di ” lorsignori” infatti noi facciamo parte di questo mondo e si questa realtà; ora a mio parare il problema fondamentale è che pensando di essere ininfluenti permettiamo che qualcuno organizzi la nostra realtà. Questo è terribile soffrendo regaliamo sofferenza agli altri e neanche ce ne rendiamo conto, la nostra insinsoddisfazione interiore ci porta all’annichilimento. Noi dobbiamo a tutti o costi diventare consapevoli di chi siamo e di quanto sia grande il nostro potere. Nell’atto pratico credo che la cosa più importante sia unirci e organizzarci organizzarci nel miglior modo possibile, organizzarci proprio come tutta la parte “nera” sempre fa e sempre vha fatto per permettere la sue realizzazioni, io credo in questo e la cosa che mi dà più speranza è proprio il percepire di trovarsi sempre immersi in un mondo dinamico dove è onnipresente la battaglia.
    Un grande abbraccio amico mio

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