"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Russia delenda est (La Russia deve essere distrutta)

Quella che segue è una parte dell’articolo che John Wight ha pubblicato su CounterPunch, con il titolo “Russia Must be Destroyed: John McCain and the Case of the Dodgy Dossier”:
Cartago delenda est” (Cartagine deve essere distrutta) sono le parole che ci arrivano dalla Storia antica. Furono pronunciate da Marco Porcio Catone, detto “Catone il censore”, il famoso console romano, statista ed oratore, e non ci sono mai state parole più adatte di queste nel descrivere la situazione di questi tempi.
La Roma del nostro tempo è Washington, la Russia è Cartagine, e il Catone il censore di oggi è il senatore statunitense John McCain, la cui ossessiva ricerca di un conflitto con la Russia non ha limiti. Di fatto, per McCain, l’opinione che la Russia debba essere distrutta, è stata elevata come condizione base di una verità evidente e rivelata.

La demonizzazione della Russia

Circa la questione del perchè ci sia stato questo profondo impegno degli Stati Uniti e dell’establishment liberale di Washington nel mantenere la Russia sotto l’aspetto del nemico mortale, la risposta è molto semplice: il denaro.


Grandi e possenti interessi economici ideologici sono vincolati alla nuova Guerra Fredda degli ultimi anni. Stiamo parlando dei giganteschi budget previsti per la Difesa e l’Intelligence del paese, che derivano dall’appoggio e dal finanziamento della NATO da parte degli USA, assieme con il motivo di mantenere in esistenza continua la vasta rete di think tanks polítici a Washington ed in Occidente. Tutto questo è collegato con il mantenimento di uno Status Quo dell’egemonia e unipolarità degli Stati Uniti.
L’apparizione della Russia come un contrappeso strategico per l’Occidente negli ultimi anni, ha sfidato e continua a sfidare questa egemonia di Washington, fino ad ora incontestabile. Questo ha favorito opportunità lucrative per le organizzazioni, gruppi ed individui con un interesse diretto nella conseguente nuova guerra fredda. Rispetto a questo, per persuadere gli scettici su questo tema, rimandiamo all’impressionante avvertenza pronunciata dall’ex presidente degli USA, Dwight D Eisenhower, prima di lasciare l’incarico nel 1960 e cedere il posto al suo sostituto, John F. Kennedy.

Nel suo discorso televisivo di congedo al popolo statunitense nel 1961, Esenhower disse:

“noi ci siamo visti obbligati nel creare una industria degli armamenti permanente di vaste proporzioni. Inoltre circa tre milioni e mezzo di uomini e donne sono direttamente coinvolti nel lavorare nella Difesa. Spendiamo annualmente in sicurezza militare più del fatturato netto di tutte le imprese degli Stati Unti”.
E continuò dicendo:
“Questo apparato congiunto di un immenso sviluppo militare ed industriale  di armamenti è la nuova esperienza statunitense. L’influenza totale – economica, politica, incluso spirituale-si percepisce in ogni città, in ogni ufficio dello Stato, in tutti gli uffici del Governo Federale. Riconosciamo la necessità imperativa di questo sviluppo. Tuttavia. non dobbiamo smettere di comprendere le sue gravi conseguenze. Sono incluse nel nostro lavoro, risorse e sistemi di vita. Così è la stessa struttura della nostra società”.

Alla fine, Eisenhower avvisò il popolo statunitense dei pericoli:

“Nelle riunioni di governo, dobbiamo evitare che il complesso miltare ed industriale militare acquisti una influenza ingiustificata, che sia cercata oppure no. Esiste e persisterà il pericolo di un disastroso aumento di un potere fuori di ogni portata”.
Per quanto i neoconservatori già non possano essere collocati nella poltrona di comando di Washington, senza dubbio sono idee dei neocons. E prima di questi c’è l’idea del fatto che non si deve attribuire soltanto verso la Russia l’intenzione di distruggerla ma anche a qualsiasi paese che ardisca ad interporsi nel percorso di questo rapporto, persino l’attuale Presidente eletto Donald J. Trump.

Nota: In realtà l’ex Generale Eisenhower, mentre metteva in guardia i suoi concittadini contro l’incombente, grande ed ingiustificata influenza (foriera di una disastrosa crescita del potere mal riposto) del famoso “military-industrial-complex”, la cui ascesa lui stesso, a suo tempo, aveva del resto ritenuta necessaria, allo stesso tempo si faceva anche cura di caldeggiarne l’esistenza presente e futura. Evidentemente una vita nei militari e molti anni in “high office” ne avevano affinato la logica versatile (e si tenga conto del fatto che si rivolgeva a quegli stessi americani che, secondo John Edgar Hoover, non avrebbero dovuto pensare per più di cinque minuti).

Il generale divenuto presidente, infatti, sosteneva  anche che il “military-industrial-complex” ormai nato doveva essere tenuto in vita ed anzi potenziato giacchè il suo sviluppo era divenuto una esigenza imperativa per la nazione nel suo insieme. Anche se la saldatura di un establishment militare immenso con una grande industria degli armamenti è una novità nell’esperienza americana, l’esistenza di tale moderno leviatano doveva essere indefinitivamente prolungata.   (……………..)
Eisenhower naturalmente tendeva a giustificare lo stato delle cose da lui descritto sia con la minaccia allora rappresentata dall’URSS, con la sua “ideologia ostile – globale negli scopi, atea in carattere, senza scrupoli nei fini e insidiosa nei metodi”, sia con il fatto che il confronto fra le due superpotenze, molto convenientemente, “prometteva di essere di indefinita durata”.

In realtà, come sappiamo bene, altre erano le cause che, dietro le quinte, spingevano nella direzione additata dal presidente USA (e d’altra parte è tipica delle gerarchie militari USA legate all’industria degli armamenti la perenne invenzione “o fabbricazione se necesario”, dice Hossein-Zadeh, di presunte minacce esterne alla sicurezza nazionale per legittimare le cicliche impennate del budget del Pentagono e di conseguenza dei profitti dei suoi “industrial contractors”. (…………..)

La tendenza a cooptare gli alti gradi delle forze armate nell’esecutivo , e in posizioni chiave, è naturalmente cresciuta nel corso degli anni ed ha raggiunto il suo culmine con i due mandati di George W. Bush, il presidente USA che ha incarnato i progetti del PNAC (Project for the New American Century) culminati l’11 Settembre del 2001, l’inside job che ha dato inizio all’ennesima escalation militare all’inizio del Nuovo Millennio.

Vedi: Franco Soldani (Geopolitica Planetaria dell’Impero).

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Vittoriano 2 mesi fa

    Su Eisenohower

    vorrei segnalare :

    Dwight David Eisenhower – Chiesa viva
    http://www.chiesaviva.com/giganti%20del%20male%20DWIGHT%20DAVID%20EISENH...
    TORNA. I GIGANTI DEL MALE. – DWIGHT DAVID EISENHOWER -.

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  2. Ubaldo Croce 2 mesi fa

    Gentile Direttore,
    sono un vostro lettore e vi seguo da tempo con grande interesse
    e attenzione.Per quanto questo articolo contenga verità assolutamente
    indiscutibili é sbagliato nel titolo e nelle intenzioni.
    Paragonare l’attuale voglia di imperialismo USA a quello della Roma che fu
    é una totale bestemmia in termini.Tra gli Usa e la Russia
    se c’è una fra le due che si possa paragonare
    all’Impero Romano NON sono certamente gli USA
    ma la Russia. L’autore di tale articolo,seppur bravo,
    ha commesso un’errore. Casomai sono gli Usa che
    si possono paragonare a Cartagine,essendo stata
    Cartagine una potenza marittima come lo sono oggi
    gli Usa. La Russia, come la Roma della guerra contto
    Cartagine é più una potenza continentale che marittima
    (essendo la Marina Usa più potente,in numero di
    navi etc.).I fatti, dopotutto,lo dimostrano ampiamente.
    In ogni caso ,vorrei che fosse chiaro che questo mio appunto
    venga considerato come una semplice nota amichevole e non una critica,tanto per polemizzare.Continuate così e speriamo in bene.Ho ancora molto timore
    per il prossimo futuro dell’umanità.

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  3. Paolo 2 mesi fa

    La leadership mondiale, gli usa tentano di mantenerla oggi piu’ che mai con l’industria bellica perchè una serie complessa di ragioni: crea immense ricchezze in un’economia zoppicante, militari e intelligence sono ormai da tempo poteri paralleli e perchè giustificare la voragine di miliardi di dollari che ingoiano si industriano incessantemente a destabilizzare e distruggere il mondo, lasciando le carcasse agli avidi predatori loro compatrioti ovviamente. La strategia della tensione e della paura permette all’impero di sentirsi dominatore e giudice del mondo gratificando il loro delirio di onnipotenza.Un tempo gli eserciti e gli armamenti erano un costo ingente, oggi un profitto. Quando il mezzo diventa il fine tradisce la fragilita’ di un sistema che non ha piu’ niente di autentico, destinato ad inesorabile declino

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  4. Manente 2 mesi fa

    Come ha già evidenziato Ubaldo Croce nel suo post, la Cartagine di oggi non è la Russia, ma gli Usa la cui democrazia è, speriamo per pochi giorni ancora, in mano alla setta dei satrapi orientali del terzo millennio, la lobby Neo-con degli Obama e dei Clinton che, insieme alla entità sionista, sono i degni alleati dei peggiori regimi dittatoriali ancora presenti sul pianeta, le petro-monarchie del golfo persico. I principi ed i valori di civiltà e di giustizia che fecero di Roma un faro di civiltà riconosciuto come tale anche dai popoli “sottomessi”, sono ora rappresentati dalla Russia post-comunista riconsacrata al Cuore di Maria che, dopo Roma e Bisanzio, è di fatto e di diritto “la terza Roma”, la sola potenza al Mondo in grado di fermare la minaccia dei nuovi barbari ordo-liberisti che hanno lo scopo dichiarato di porre fine alle plurimillenaria civiltà occidentale, per sostituirla con un “nuovo ordine”, quello del mondo di Orwell in cui i cittadini, sradicati dalla loro storia, cultura ed identità, sono ridotti ad una mandria di pecore belanti sotto il dominio assoluto degli “eletti” della finanza di usura globale. In tale contesto, il gen. McCaine appare per quello che realmente è, un piccolo gangster senza morale e cultura al soldo delle lobby mondialiste e trans-gender, che non fa distinzione alcuna tra l’onore di un sodato e la violenza dei tagliagole del Daesh con cui abitualmente si accompagna. L’esatto opposto di Marco Porcio Catone il “censore” il quale, oltre che uomo di grandissima cultura e rigore morale, fu sempre rispettato e considerato come un esempio degli antichi e più genuini costumi romani che difese contro ogni sorta di “contaminazione”, convinto come era che la fine dei popoli coincide con la corruzione dei costumi, il “disprezzo” per le proprie tradizioni e l’abbandono di ogni morale.

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