"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Ritornano d’attualità le “verità nascoste ” del caso Moro

Moro e Kissinger (foto web)

di Maurizio Barozzi

UN MAGISTRATO CHIEDE DI INDAGARE SU STEVE PIECZENIYK QUALE RESPONSABILE DELL’ASSASSINIO DI ALDO MORO, DOPO CHE VIENE DICHIARATO CHE IN VIA FANI C’ERANO ANCHE I SERVIZI STRANIERI, MA NON POTENDOLI INDIVIDUARE SI CHIESE DI ARCHIVIARNE L’INCHIESTA. RESTARE PERPLESSI È IL MINIMO.

La vicenda dell’assassinio di Moro, come del resto lo stragismo in Italia, non sono comprensibili con i soli canoni storiografici. In questi casi occorre ricorrere al “complottismo” (termine errato , ma di comodo). Ci proveremo avvalendoci di considerazioni di chi è ben informato e riassumendo, ma “Chi “sa”, capirà.
Prima del rapimento di Moro le BR erano state ristrutturate da personaggi che un tempo erano vicini ad altri personaggi che poi daranno vita a Parigi , ad un Centro “ispiratore” crocevia dei Servizi di mezza Europa, Mossad compreso. Questo avvicendamento nelle BR era stato possibile dopo gli arresti predisposti da Carlo Alberto Dalla Chiesa, un Generale dei CC, sembra non alieno dalla Massoneria, e dal suo nucleo speciale di carabinieri al tempo già da anni sotto il comando generale di Arnaldo Ferrara durante il cui lungo e straordinario decennale di comando, a quanto si dice, i Servizi israeliani in Italia, rafforzarono la loro influenza.

Dalla Chiesa (che per la sua attitudine a “girare” a ruota libera e a confidare, come a Mino Pecorelli, certi segreti innominabili, venne poi mandato a morte sicura, spedendolo a Palermo) aveva reso possibile l’avvicendamento nelle BR arrestando e togliendo di mezzo il nucleo storico BR di Curcio e Franceschini, contrari a svolte di attentati cruenti, e lasciando invece in circolazione Mario Moretti, a suo tempo membro di quel Superclan poi finito a Parigi.

A questa operazione aveva dato anche un indiretto contributo il “Candido”, il giornale di Giorgio Pisanò, un amico dei “camerati in divisa”, a quanto sembra emerso, vicino ad un Servizio anomalo detto il “noto Servizio” o “Anello, dedito ad operazioni poco lecite.
Fatto sta che un paio di anni dopo, le BR presero in considerazione di rapire Aldo Moro.

PERCHÉ MORO?

Moro era, guarda caso, un importante uomo politico inviso all’Occidente e ad Israele. A Moro si rimproverava il suo atteggiamento equidistante nel conflitto arabo – israeliano, le operazioni che aveva fatto per tenere il nostro paese fuori dagli attentati palestinesi e ritorsioni israeliane, concedendo la liberazione di alcuni guerriglieri palestinesi arrestati in Italia, le iniziative autonomiste in politica estera, l’interesse con i tempi non maturi , data Jalta , a voler portare il PCI nel governo mettendo in crisi l’Alleanza Atlantica, e soprattutto il suo diniego, nel 1973, a concedere le basi italiane per gli scali agli arei americani impegnati a rifornire Israele durante la guerra del Kippur: un atto da meritare esplicita condanna a morte.
Fatto sta che Moro in quel fatidico 1978 era finito nelle mani delle BR, ed ora “chi di dovere” si voleva premurare che non ne uscisse vivo.

Cossiga davanti auto di Moro

All’uopo venne spedito in Italia, STEVE PIECZENIYK (” Piceni-K”, con accento sulla ‘E’: ad attestare, nell’americano dello State Department al servizio di Kissinger & Brzezinskij – il ‘polacco’ mandato in Italia e messo alle costole del ministro degli interni Cossiga, “per non lasciare solo il cugino Enrico Berlinguer, fermo nel non trattare con i brigatisti” e quindi di fatto intenzionato a non far uscire Moro vivo dalla sua prigionia, come lo stesso di fatto ammette nella straordinaria intervista a Giovanni Minoli di Radio-24.

MA CHI ERA QUESTO, DA ALLORA DEFINITO B.R.ERLIGUER?
I Berlinguer, capostipite Mario, già massone, posto nel 1944 dal PWB britannico a fare l’Alto commissario alle epurazioni, erano dei latifondisti, in qualche modo attigui ad altre famiglie sarde, a volte tra loro imparentate per via endogamiga: i Cossiga, i Segni, i Siglienti (IMI), i Manconi (Giuseppe, padre di Luigi passato in Lotta Continua, che sposerà Bianca Berlinguer), i Pintor (Luigi, tri fondatori del Manifesto), ecc., tutte famiglie sarde in vista, notabili, intellettuali, spesso facoltosi latifondisti, in una realtà storico geografica dove operavano da sempre lobby di massoneria britannica. L’Euro comunismo berlingueriano, che poteva essere giustificato come “terza via” pr l’Europa, aveva però dei presupposti politici ed ideali di stampo “occidentale” che avrebbero facilmente portato, come infatti è poi avvenuto, il PCI nell’orbita occidentale e in quella Atlantica.

Considerando poi, nel contesto o a latere dell’Affaire Moro, tutta un altra serie di personaggi, molti oggi rispettabili e noti, ma al tempo facenti parte di Potere Operaio e di Lotta Continua, movimenti “manipolati” dai soliti Servizi Occidentali, quali i vari Piperno, Paolo Mieli (figlio di Renato Mieli, alias Randolf Merril, “colonnello” britannico del PWB, e preposto durante la guerra ad organizzare cellule comuniste e nel dopoguerra vicino alla sinistra, mentre J. J. Angleton dell’Oss, controllava la “destra), Luigi Manconi, Adriano Sofri, e compagnia cantante, per non parlare delle BR, andrà a finire che la sorte di Moro, dentro una bara, divenne irreversibile.
Ma perche’ mai, trattandosi di terrorismo militare, a controllare che Cossiga non interferisse nel volere “intransigente” di suo cugino E. B.R.erlinguer, non venne mandato un agente della CIA, o dello F.B.I., della DEA o della NSA, ma bensì dello State Department?

Perche’ era una questione politica: assassinare Moro voleva anche dire intronare E. B.R.linguer, alla prima occasione con apposite elezioni anticipate e con la Democrazia cristiana decapitata, non solo di Aldo Moro, ma anche del presidente Giovanni Leone, destituito su imposizione, dello stesso E. B.R.erlinguer, grazie alla campagna diffamatoria contro di lui condotta da “La Repubblikina” di Eugenio Scalfari – in De Benedetti.

Far assumere a B.R.erlinguer un ruolo assoluto ed egemone nel PCI, significava instradare definitivamente il partito sulle sponde Occidentali, in attesa che la fine, oramai imminente di Jalta, lo sdoganasse dall’entrare nei governi.
Questo progetto però subì una momentanea battuta di arresto perchè il PCI nel 1979 non ottenne il successo previsto (non è escluso che nel mancato successo elettorale del partito comunista vi ebbe un merito quello che restava dell’ala “nazionale” Togliattiana che aveva da sempre capito il ruolo filo occidentale dei B.R.erlinguer).

E OGGI?
Oggi questa richiesta di indagare su Pieczeniyk, che ovviamente non porterà a nulla, a parte il contentino per compensare l’archiviazione sui nomi dei possibili Servizi presenti in via Fani, di fatto svergogna, quello che potrebbe così definirsi il ”giudice bendato”, Ferdinando Imposimato, istruttore delle indagini condotte, sul caso-Moro, che una volta però andato in pensione si è messo a rompere le uova, partecipando al team di studiosi che indagano sugli attentati dell’11 Settembre quali una false flag, e scrivendo un libro dove indica nel Bilderberg, un burattinaio dietro la strategia della tensione e lo stragismo (informazione questa di capitale importanza, perchè sta a significare che dietro lo stragismo non c’era solo la CIA, e quindi obiettivi limitati al momento, ma anche lobbies mondialiste e quindi vi erano anche obiettivi a lunga scadenza).

Sul caso Moro, però Imposimato continua a sfornare testi che vorrebbero escludere il Moro tenuto prigioniero anche in altra prigione che non sia via Montalcini (e un altra prigione, nel caso, come indicò l’informato Pecorelli, non poteva che essere nel ghetto ebraico) e ad accentuare, nella morte di Moro, le responsabilità di Andreotti e Cossiga. Perché?

Nella foto in alto: Aldo Moro con Kissinger, segretario di Stato USA che minacciò apertamente Moro

Nella foto al centro: Cossiga dietro l’auto dove fu ritrovato il corpo di A. Moro

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