"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Riscoprire chi siamo grazie all’Isis: per loro, l’Italia è ancora Roma

di Adriano Scianca

Appena ieri davamo conto di come, nelle minacce all’Italia lanciate dal numero due di Al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi), l’algerino Abu Ubaydah Yusuf al-Anabi, l’immagine della nostra nazione ne uscisse paradossalmente più interessante e attraente di quella reale: l’esponente jihadista parlava per esempio di “Italia romana”, istituiva una continuità tra il Paese odierno e lo Stato che negli anni ’20 e ’30 ambiva a un protagonismo in tutto il Mediterraneo, Libia compresa, ci attribuiva addirittura velleità neo-coloniali. Un quadro ben più esaltante della squallida realtà attuale, francamente.

Ma si tratta di un dato su cui riflettere: nonostante la nostra marginalità geopolitica attuale, l’immaginario dei terroristi ruota ancora attorno a Roma. La potenza “magica” di questa città, la sua centralità storica e metastorica, continua a esercitare il suo magnetismo, nonostante il fatto che la Roma reale, al di sotto della Roma ideale, sia una città che affonda letteralmente e simbolicamente nel guano, nonché capitale di una nazione senza più coscienza di sé. Insomma: i terroristi sanno chi siamo meglio di quanto non lo sappiamo noi. Certo, quando i fondamentalisti wahabiti pensano a Roma hanno in mente spesso la capitale del cattolicesimo: come non ricordare la copertina di Dabiq, la rivista dell’Isis, che mostrava la bandiera jihadista sventolare in piazza San Pietro? Il riferimento, quindi, avrebbe a che fare con un “derby monoteista”.

Roma blindata

Ma a parte il fatto che se Roma è la capitale del cattolicesimo questo deriva esattamente dalla sua importanza sacrale (che la nuova religione ha inteso perpetuare, secondo alcuni, o profanare, secondo altri), il riferimento all’Urbe nei discorsi di propaganda islamista spesso trascende anche questo dato. In uno degli ultimi video dell’Isis, oltre che a San Pietro, i carri armati con la bandiera nera dello Stato Islamico arrivavano sotto il Colosseo, a Piazza Navona e all’Altare della Patria. Si colpisce Parigi, per tutta una serie di ragioni molto concrete, ma quando si sogna la conquista dell’Europa, con tutto quel che ne consegue anche in termini simbolici, si pensa a Roma.

Roma Basiliche
Roma Basiliche

Se ogni guerra vera è anche guerra di “magie” contrapposte, i terroristi mostrano di avere una sensibilità non comune facendo questa scelta. E noi dovremmo imparare da loro. Se qualcuno, nel mondo, guarda ancora l’Italia e pensa a Roma, il nostro dovere è quanto meno quello di essere all’altezza di una tale responsabilità.

Fonte: Il Primato Nazionale

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