"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Rischia di franare l’accordo europeo sui migranti mentre cresce l’insofferenza verso la UE

Cresce in Europa l’insofferenza verso le politiche di Bruxelles. Un avvenimento che non è stato riportato in evidenza dalla stampa nazionale è stato  quello degli ultimi risultati delle elezioni in Austria che hanno visto crescere in maniera esponenziale il partito dei nazionalisti di Heinz-Christian Strache, il FPO i cui risultati hanno superato tutti i pronostici.

Si era votato Domenica scorsa nella regine austriaca della Stiria (capitale Graz), dove si è registrato il crollo dei partiti tradizionali come il Spoe (socialdemocratici) e l’Oevp (popolari) mentre ha trionfato l’Fpoe, il Partito della Libertà, che ha superato il 30 per cento per la prima volta. Un risultato che pone questo movimento, lo stesso che fu di Joerg Haider, in proiezione per ottenere una maggioranza anche nelle elezioni politiche, visto che questa percentuale è stata raggiunta al di fuori dalla Carinzia, quella che si considera la roccaforte della destra austriaca.

Il partito di Christian Strache ha manifestato una forte opposizione contro le politiche di apertura all’immigrazione praticate dall’attuale governo ed è in forte polemica con la sottomissione dell’Austria alle direttive ed alle regole dettate da Bruxelles, in aperta polemica con i filo europeisti. Si tratta dello stesso  partito che al Parlamento europeo fa gruppo con il Front National della Marine Le Pen e con la Lega di Salvini.
L’Fpoe ha visto triplicati i propri consensi, ed ha sorpreso tutti, perché i sondaggi non lo avevano rilevato, e questo dimostra la scarsa affidabilità di questi sondaggisti se si tratta di “sondare” le preferenze di voto contrarie all’establishment al governo.

Il segretario nazionale dei liberalnazionali, Hans-Christian Strache, si è dichiarato molto soddisfatto del risultato elettorale ed ha ipotizzato un effetto trainante per le prossime elezioni a Vienna e in Austria.
Il tema che ha dominato nella campagna elettorale era stato il modo in cui gestire il problema dell’invasione dei clandestini, tanto che, come recitava un manifesto dell’Fpoe, «i cittadini si sentono stranieri nel loro Land».
Un vero e proprio terremoto elettorale viene definito questo risultato dai quotidiani austriaci, a cominciare dal Kronen Zeitung, che parlano di tempi difficili che si prevedono per la formazione di un governo nel Land, dato che la coalizione Popolari-Verdi non ha più i numeri per governare.

La percentuale dei votanti è stata comunque molto alta (80%) e questo fa pensare ad una vera crescita dei consensi fra le classi media e popolari del paese. Ora si attendono i ballottaggi in molti comuni per capire quale sarà il numero dei seggi conquistati dal FPO.
In realtà il malcontento contro Bruxelles on si limita all’Austria ma anche ad altri paesi, in particolare nell’Esta Europa: Ungheria, Repubblica Ceka ed in Slovacchia.

In questo ultimo paese, in particolare, è stato rigettato il piano previsto dalla UE sull’accoglienza ai migranti e si sono manifestati forti dissensi circa le politiche della UE.

Da Euro News – Dopo le minacce di sabotare i provvedimenti della Commissione Europea, la Slovacchia è pronta a passare ai fatti: Bratislava presenterà un ricorso alla Corte di Giustizia europea contro la decisione dell’Ue di procedere alla redistribuzione di 120mila rifugiati dai Paesi più colpiti agli altri. Ad annunciarlo il premier, Robert Fico, dopo una riunione dei membri del governo nella città slovacca di Nitra durante la quale è stata formalizzata l’intenzione di procedere per vie legali. “Non siamo d’accordo con quote obbligatorie e oggi abbiamo formalizzato questa opinione”, ha spiegato lo slovacco.

Slovacchia, Romania, Repubblica Ceca e Ungheria avevano già manifestato apertamente l’opposizione contro il meccanismo di redistribuzione, ma la proposta è stata comunque adottata con un voto a maggioranza qualificata. Fino a questo momento la Slovacchia è l’unico Paese ad avere annunciato il ricorso. Sarà stilato dagli avvocati entro i prossimi due mesi, ha annunciato il ministro della Giustizia.

Nota: Il modello  di aggregazione europea si sta progressivamente sgretolando sotto i colpi della crisi economica e della crisi migratoria mentre l’Europa, nel contesto delle guerre che investono lo scacchiere mediterraneo,  si dimostra come sempre assente come protagonista dalla scena internazionale e totalmente subordinata alle politiche imposte dagli USA e dalla NATO.

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