"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Rinuncia la direttrice regionale dell’ONU dopo pressioni ricevute per critiche contro Israele

La sottosegretaria generale dell’ONU, Rima Khalaf, ha annunciato oggi la sua rinuncia all’incarico dopo aver ricevuto pressioni affinché cancellasse una relazione che accusava Israele di imporre un “regime di apartheid” contro i palestinesi.

In una conferenza stampa offerta a Beirut, Khalaf, che era anche direttrice della Commissione Economica e Sociale dell’ONU per l’Asia Occidentale (Escwa, per le sue sigle in inglese), ha rivelato di essere stata oggetto di pressioni da parte del segretario generale, Antonio Guterres, per ritirare dal sito web dell’Organismo la notizia in questione.

L’Escwa che comprende 18 stati arabi, aveva pubblicato il mercoledì una relazione, per la prima volta, dove veniva responsabilizzato direttamente il regime di Israele per utilizzare con la popolazione palestinese, nei territori occupati, un trattamento giudicato similare all’apartheid.

Guterres aveva chiesto alla commissione di ritirare la notizia dal suo sito web ed aveva insistito su questa richiesta, come ha rivelato la funzionaria di nazionalità giordana, argomentando davanti ai giornalisti le ragioni del perché abbia presentato “la rinuncia con dimissioni dal suo incarico presso le Nazioni Unite”.

Il controverso documento aveva esposto ampiamente gli oltraggi che i sionisti commettono nei territori occupati contro la popolazione civile palestinese ed aveva concluso che Israele “ha stabilito di fatto un regime di apartheid che domina il popolo palestinese completamente”.

Secondo informazoni provenienti dalla capitale libanese, il portavoce dell’ONU, Stephane Dujarric, ha commentato da New York che il rapporto informativo  era stato pubblicato senza consultarsi con la Segreteria Generale dell’ONU.

Le autorità di Tel Aviv, per mezzo del portavoce del Ministero delle Relazioni Estere, hanno collegato tale notizia a quella che viene descritta come “propaganda nazi antisemita”, e gli Stati Uniti, il principale alleato di Israele, hanno manifestato di sentirsi “indignati” per tali imputazioni.

“C’era da aspettarselo che Israele ed i suoi alleati facessero enormi pressioni sul segretario generale delle Nazioni Unite per rinunciare al dossier ”, ha commentato Khalaf, che si sente orgogliosa del documento, “il primo di questo tipo” che richiama l’attenzione sui crimini che  Israele continua a commettere contro il popolo palestinese. Questi crimini, ha sottolineato,  si qualificano come crimini di guerra contro l’umanità”.

Il documento elaborato dalla Commissione,  su richiesta degli stati membri della Escwa, è stato censurato e ritirato da internet.

Fonte: Prensa Latina

Traduzione: Manuel De Silva

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  1. Giorgio 7 mesi fa

    D’origini giordane!! Ma questa è una marziana, in Terra lo sanno anche i sassi che Israele è intoccabile ed innominabile essendo al di sopra di ogni legge, perché loro sono la legge e voi non siete un c@tzo, parafrasando il marchese del Grillo.

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