"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Renzi e la Mogherini totalmente esclusi e snobbati dai colloqui diplomatici sui rischi di guerra in Europa

Mogherini-Renzi

di Luciano Lago

In Italia possiamo essere certi soltanto di una cosa: con il governo del personaggio fiorentino, totalmente prono alle direttive di Bruxelles e di Washington, l’Italia conta meno di zero sulla scena internazionale.

Se qualcuno aveva ancora dei dubbi su quale fosse il ruolo dell’Italia sulla scena europea ed internazionale, questi si sono dissolti nel vedere lo spettacolo di questi giorni quando, con l’aggravarsi della crisi ucraina, con le minacce di Washington di fornire armamenti e truppe al governo di Kiev, si sono riuniti i capi di Stato ed i rappresentanti dei paesi che contano sulla scena internazionale ad esclusione dell’Italia ed in assenza anche della Federica Mogherini, cioè del personaggio fatto nominare da Renzi alla posizione di rappresentante diplomatica dell’Unione Europea. Vedi: Lo schiaffo a Renzi di Merkel e Hollande: volano a Mosca ignorando la Mogherini

L’incontro avvenuto ieri su iniziativa di Germania e Francia, con la Merkel e con Hollande volati a Mosca ad incontrare Putin per cercare una soluzione alla crisi ucraina ed alle tensioni con la Russia, segna di fatto una iniziativa unilaterale della diplomazia europea che ha per protagonisti i due grandi paesi europei che si sono mossi, nelle persone di Angela Merkel e di Francois Hollande, essendo questi fortemente preoccupati di un allargamento della guerra dall’Ucraina in Europa e per il possibile crollo militare del loro protetto, il governo fantoccio di Kiev che rischia di soccombere sotto la controffensiva lanciata dai separatisti del Donbass.

Questa la sostanza dell’incontro che segna comunque una prima importante divergenza  tra i soci della NATO, con Germania e Francia che escludono di fornire armamenti al governo di Kiev (cosa che gli USA stanno già facendo), mentre da Washington i falchi della Casa Bianca e del Congresso premono per fornire altri armamenti letali a Kiev e consiglieri militari USA sul campo, con rischio di aggravamento della crisi.

La Merkel ed Hollande hanno proposto un piano di pace che prevede il cessate il fuoco con il congelamento sulla linea di difesa conquistata dai separatisti, il riconoscimento sostanziale dell’ autonomia della regione del Donbass, il possibile intervento di una forza dell’ONU a separare i contendenti. Non si sa quanto siano propensi ad accettare un tale piano i guerrafondai di Washington che premono per risolvere il conflitto militarmente.

merkel_putin_hollande

La Gran Bretagna, appiattita come sempre sulle posizioni di Washington, non è stata invitata. Si chiarisce anche l’inesistenza di una politica estera comune dell’Unione Europea, divisa come sempre tra i falchi ultra atlantisti, come la Polonia, la Lituania ed i paesi nordici, caratterizzati da una isteria anti russa, gli interessi prevalenti della Germania che inizia a vedere le conseguenze sulla sua economia della politica di sanzioni verso la Russia, i paesi ininfluenti come l’Italia, che non esprimono posizioni autonome ma attendono di allinearsi alla posizione comune espressa dall’Europa che viene dettata come sempre dagli interessi della Germania e dalle direttive di Washington.

L’incontro di Mosca, anche se non è approdato ancora a niente di concreto, è importante perchè segna per la prima volta una profonda spaccatura tra i più importanti soci europei della NATO e gli Stati Uniti, confermando la divergenza degli interessi europei da quelli statunitensi.

I soci europei sembra che inizino ad avere delle remore a voler seguire passivamente la politica avventurista dello screditato governo di Poroshenko, sostenuto dagli USA,  impegnatosi nel voler creare una provocazione militare anti russa per ottenere poi il coinvolgimento della NATO in suo appoggio. La Merkel ha compreso che una guerra contro la Russia sarebbe un gioco troppo pericoloso ed avrebbe il teatro di battaglia in Europa e la Germania sarebbe la prima ad essere coinvolta con tutte le conseguenze del caso. Ne vale la pena per assecondare le istanze belliciste di Washington e di Kiev? Questo iniziano a domandarselo in molti in Germania e la Merkel non può non tenerne conto.

Da Washington per il momento non si commenta e si ostenta una certa indifferenza con patetici tentativi fatti da John Kerry di assentire formalmente al tentativo di mediazione fatto dagli europei. Salvo il fatto che il senatore McCain, in rappresentanza dell’ala oltranzista del senato USA ha immediatamente attaccato la Merkel per aver questa rifiutato l’ipotesi di fornire altre armi al governo di Kiev, affermando che “la Merkel risulta insensibile alle sofferenze della popolazione ucraina”. Vedi: Sputiniknews

Detto da uno dei massimi promotori delle guerre americane che hanno prodotto centinaia di migliaia di vittime in tutti i paesi coinvolti, la sua affermazione risulta massimamente patetica ed ipocrita.

In realtà gli USA sono ostili ad un nuovo possibile piano di pace perchè questo farebbe guadagnare del tempo ed andrebbe a vantaggio dei separatisti del Donbass appoggiati da Mosca, i quali vedrebbero riconosciuta il loro status. Al contrario il tempo in questo caso lavora contro il governo di Kiev che si trova ornai al collasso, in bancarotta, minacciato divorato dalla corruzione dei suoi oligarchi, scosso da forti proteste della popolazione e minacciato dalle stesse milizie neonaziste che fino ad oggi lo hanno sostenuto.

In questo contesto lascia interdetti la campagna di demonizzazione fatta dalla stampa occidentale ed americana in particolare contro Putin, dipinto come tiranno o come “nuovo Hitler” (Hilary Clinton), come avventuriero o “nuovo zar” delle Russie. Non si può non considerare che tutti gli interventi militari e le guerre provocate da Washington sono sempre stati preceduti da una analoga campagna, orchestrata dai media, su imput del Dipartimento di Stato, di forte demonizzazione contro quelli che venivano indicati i nemici da abbattere, definiti di volta in volta “tiranni” e “nemici della democrazia”, che si trattasse di Noriega, di Milosevic, di Saddam Hussein, di Gheddafi, di Bashar al-Assad e di altri che si frapponevano come ostacolo di fronte agli interessi degli Stati Uniti.

Questo fa pensare che la campagna di menzogne di manipolazione delle informazioni che avviene sull’Ucraina, analoga a quelle fatte in altri casi (“le armi di distruzione di massa” di Saddam) e la demonizzazione di Vladimir Putin, siano effettivamente il preludio di un intervento diretto degli Stati Uniti nella guerra in Ucraina.

La domanda da porsi è se potrà mai l’Europa, debole e divisa, fermare la smania bellicista del “premio nobel della pace”, Barack Obama e dei suoi consiglieri.

Certo dal governo del fiorentino sarà vano aspettarsi un qualsiasi contributo, lui ed i suoi, si sa puntano molto sulle riforme e sulla legge elettorale, per le restanti questioni attendono di accodarsi alle decisioni degli altri. Sono lontani in tempi in cui Berlusconi, a capo del governo, con tutti i suoi difetti, prendeva iniziative come quelle di volare da Putin per consultazioni e si atteggiava al ruolo dell’intermediario tra USA e Russia nelle importanti questioni internazionali, con tanto di convegni internazionali a Pratica di Mare. Magari non contava niente neanche lui ma almeno ci provava.

Al Matteo Renzi che tutti dipingono come il nuovo leader di successo, decisionista ed incontrastato, perchè attribuire l’onere di crearsi altri problemi? Alla Mogherini, alla quale è assicurata comunque una buona  carriera diplomatica oltre ad una buona visibilità internazionale ed ottimi  emolumenti, perchè farla “impicciare”  in questioni tanto complicate quando queste non sono neppure nelle sue capacità di comprensione, a che serve  quindi sforzarsi più di tanto? Non ne vale la pena. Loro stanno bene così.

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  1. Jean 2 anni fa

    I nostri sono i Muppets….

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  2. Ares 2 anni fa

    Ma dai, da non credere che due persone del loro peso non li hanno manco cag….e dire che i due fanno da tappetino ai germanici nella UE.

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  3. nessuno 2 anni fa

    questi due (e non solo loro ) buffoni sono stati confermati come linea di guida in Europa dalle ultime elezioni, con dei pagliacci del genere che ci governano, quale considerazione ci si può aspettare?

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  4. leo 2 anni fa

    La fotografia la dice lunga: mostra due scemuniti eletti da un popolo che per la maggioranza, purtroppo, é fatto di scemi.

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