"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Renzi a Parigi: l’alleanza con il super massone Hollande

Renzi con Hollande

di Luciano Lago

Fra le tante notizie ed immagini trasmesse dall’informazione  del sistema dei media, una dobbiamo ammettere che ci ha più impressionato rispetto alle altre : Matteo Renzi, neo presidente del consiglio che si bacia con il super massone  Francoise Hollande.
Se doveva servire una prova di immagine sui collegamenti che il neo premier Renzi può vantare a livello internazionale, questa potrebbe essere quella decisiva.
Non bastava una semplice stretta di mano ma era necessario dimostrare il “grande affetto” che il super massone francese nutre per il nuovo promettente leader della politica italiana, osannato da tutti i rappresentanti dei poteri forti.


D’altra parte sarebbe interessante capire quanta parte dei francesi si senta  ancora rappresentata da  Hollande  attualmente, visto che questi è il presidente francese che vanta il più basso livello di popolarità mai raggiunto da un presidente.   Una buona parte dell’ opinione pubblica del  paese transalpino  oggi e già da tempo   manifesta appoggio e gradimento per le posizioni della Marine Le Pen del Front National , leader emergente ed in totale contrapposizione con la politica di asservimento all’oligarchia tecno finanziaria europea praticata da Hollande.

Hollande ha manifestato il suo gradimento alle posizioni dello stesso Renzi il quale da Parigi ha nuovamente confermato la sua stretta osservanza ai diktat della Troika europea, a partire dal “Fiscal Compact” e degli altri trattati vincolanti, alla faccia di quanti speravano che si potesse derogare dai vincoli di bilancio europei per favorire  sviluppo,  ripresa ed occupazione.
Due leaders in sintonia con le stesse posizioni di asservimento ai dogmi neoliberisti della BCE e dell’oligarchia europide.
Non avevamo dubbi su Matteo Renzi, malgrado il suo stile da “affabulatore” da televendita, per accattivarsi i consensi, si sapeva da chi fosse finanziato e da quali amici fosse circondato in Italia, ci potevamo immaginare anche all’estero quali sarebbero stati i suoi “compari”.
Evidente quindi la vicinanza di Renzi alle posizioni di Hollande il quale oltre ad essere un massone (descritto e definito a suo tempo come tale anche dal noto analista politico Paul Joseph sul prestigioso “Los Angels Times” , vedi jaccuse de Los Angeles Times),
Hollande risulta essere anche un mondialista convinto da sempre che si è costantemente  adoperato per essere favorire  le grandi istituzioni finanziarie sovranazionali e  le grandi multinazionali a scapito dell’industria nazionale francese che oggi è in forte sofferenza con aumento della disoccupazione.    Fervente sostenitore del trattato di Mastricht e dell’abolizione degli Stati nazionali in favore dell’integrazione europea, idolatra  dell’euro sistema  e di un nuovo “Ordine Mondiale”, il sogno di tutti i mondialisti.  Nel suo incontro con Renzi, entrambi si sono trovati d’accordo su queste posizioni e certamente non potevamo nutrire dubbi in proposito.
Renzi  adesso si è preso una giornata di meritato riposo e riflessione in attesa di incontrarsi con la sua “direttrice d’orchestra”, la signora Angela Merkel la quale lo aspetta a Berlino per consegnargli di persona gli “spartiti” della musica prevista in Italia che il fiorentino dovrà eseguire con tutta “l’orchestra” dei suoi ministri, sotto l’occhio vigile del ministro Pier Carlo Padoan, il vero “tutor” imposto dalla Troika ai giovani ed inesperti componenti  della nuova compagine governativa.

Tutto dimostra e conferma quanto andavamo sostenendo dal primo momento: le centrali di potere finanziario che di fatto hanno il controllo del sistema Italia hanno trovato il personaggio di facciata, telegenico, affabulatore ed abile a celarsi dietro una cortina fumogena di chiacchiere per attirare un consenso momentaneo, uno che potrà durare fino a quando il pubblico si sveglierà dall’intorpidimento ritrovandosi con sempre la stessa imposizione fiscale, con lo stesso stato criminale che si stringe come una tenaglia tra fisco e burocrazia sulle piccole e medie imprese, sugli artigiani e sui pensionati,  con una disoccupazione sempre più grave e condizioni di miseria generalizzate per migliaia di famiglie. Poco sarà il sollievo nel sapere che siano state tagliate anche alcune spese della casta politica (dalle auto blu alle province)  poichè  nel frattempo ne saranno aumentate delle altre.

Le ricette economiche fallimentari della Troika di Bruxells e Francoforte non vengono messe in discussione, si continua con il Fiscal Compact, con il MES/ESM fondo di stabilità, trattati che da soli obbligheranno lo Stato italiano a versare nelle casse delle banche altri 70 miliardi circa ed a tagliare ogni anno circa 50 miliardi di spese all’anno per rientrare nei parametri. Non si vede quindi dove si trovino le risorse e le coperture anche per i minimi tagli di tasse promessi sul lavoro dipendente e  meno che mai per agevolare le imprese.   Al contrario l’obiettivo di chi dirige il sistema(  le centrali di potere sovranazionale)  è esattamente quello di privare l’Italia del suo apparato industriale manifatturiero che creava concorrenza all’industria tedesca (quando c’era la lira) , far liquidare quello che resta delle aziende statali  (Finmeccanica ed ENI in testa) e privatizzare i servizi pubblici.  Sono già a buon punto visto che si calcola che il 25% circa dell’industria manifatturiera italiana (dalle piastrelle ai mobili, dagli elettrodomestici alla meccanica, ecc.) è già sparita.

Se lo stato italiano non dovesse essere in grado di fare fronte ai suoi impegni, come pagare gli interessi sul debito al cartello bancario (80 miliardi all’anno circa) , interverrà il FMI come successo in Grecia che finanzierà lo Stato imponendo le sue ricette economiche che in paesi come la Grecia conoscono ormai bene.
A quel punto sarà scoperto il bluff del  fiorentino e le mille promesse fatte avranno il sapore amaro della beffa per la grande maggioranza degli italiani che si erano lasciati incantare dalle chiacchiere del televenditore.
Anche volendo non esiste un politico che possa utilizzare la coperta corta delle  finanziare per invertire la tendenza negativa del sistema economico italiano fino a quando non si esca dai vincoli dei trattati europei e della gabbia dell’euro che stanno strangolando l’economia ed il lavoro della penisola.

Saremo forse pessimisti ma non vediamo all’orizzonte personaggi o formazioni politiche che possano dettare nette inversioni di tendenza o, se esistono, si trovano marginalizzate e poco influenti sul sistema politico. Soltanto un movimento dal basso, una forma di resistenza popolare e locale  potrebbe creare una frattura con il potere politico, fra l’altro  delegittimato dalla stessa Corte Costituzionale, richiedere la revisione dei trattati europei ed un autentico cambiamento.

Nel frattempo è partita una denuncia da un gruppo di cittadini ed è stato istruito un procedimento giudiziario dalla procura di Roma  contro i responsabili degli ultimi governi  per gravi delitti contro lo Stato ed il popolo italiano perpetrati negli ultimi 20 anni di così detta “integrazione europea”. Ne diamo notizia in un precedente articolo.

Sarà forse la  magistratura a tirarci fuori dal tunnel? Sarebbe la prima volta.

 

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