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Rapporto: l’esercito israeliano ha arrestato 390 palestinesi ad ottobre, 65 sono bambini

Ninopalestino preso por isr

Al Khalil (Hebron)-InfoPal. Un rapporto sui diritti umani ha rivelato che nel mese di ottobre, le autorità di occupazione israeliane hanno proseguito le loro campagne in Cisgiordania, Gerusalemme e la Striscia di Gaza, effettuando più di 240 incursioni nelle città, i villaggi e i campi profughi palestinesi, e arrestando più di 390 persone.

In un rapporto pubblicato sabato 2 novembre, il Centro studi Asra Filastin (Prigionieri della Palestina), ha reso noto che l’occupazione ha intensificato le sue campagne di arresti contro i palestinesi nel mese di ottobre, “per soffocare il clima gioioso dovuto al rilascio di un secondo gruppo di detenuti veterani”. Ha aggiunto che i villaggi della Cisgiordania e Gerusalemme hanno testimoniato vari arresti che hanno colpito tutti i segmenti della società palestinese.

La relazione ha sottolineato che nello scorso mese, le autorità di occupazione hanno arrestato 65 bambini palestinesi, il più giovane di soli otto anni, oltre a tre ragazze e due membri del Consiglio legislativo palestinese.

In un contesto correlato, nel suo rapporto, il centro per i diritti umani ha sottolineato che le violazioni contro i detenuti nelle carceri israeliane si sono intensificate durante lo stesso periodo. Ha quindi riferito di 13 aggressioni, tra incursioni notturne e campagne improvvise di ispezioni nelle celle. “Tutto ciò è avvenuto senza il minimo riguardo per la sacralità della festa di Eid al-Adha e, mettendo in atto dei comportamenti arbitrari atti a rovinare il clima di festa che si era creato”, si legge nel rapporto.

Dal canto loro, ad ottobre, i tribunali israeliani hanno esteso la detenzione di più di 200 cittadini palestinesi, mentre, la detenzione amministrativa di più di 30 prigionieri palestinesi è stata prorogata.

In questi giorni è arrivata anche una nuova  denuncia dell’organizzazione UNICEF per l’infanzia che è ritornata ad accusare il governo di Tel Aviv per la situazione dei minori  palestinesi arrestati e detenuti nelle carceri israeliane il cui numero viene calcolato in circa 7.000 bambini arrestati  negli ultimi 10 anni.

Secondo l’Unicef i bambini palestinesi detenuti dall’esercito israeliano sono spesso soggetti a maltrattamenti sistematici che violano il diritto internazionale. Un rapporto dell’Agenzia Onu rivela che molti minori palestinesi vengono arrestati nel mezzo della notte, spesso con l’accusa del lancio di pietre verso militari israeliani presso insediamenti ebraici.

Il reato prevede una pena di sei mesi per i ragazzi fino a tredici anni, che aumenta tra i 10 e i 20 anni se l’accusato ha compiuto 14 anni. Tra i maltrattamenti rientrano la pratica di bendare e legare le mani con fascette di plastica, abusi fisici e verbali, l’uso di sistemi di detenzione dolorosi.

Gli interrogatori si svolgono spesso in assenza di un avvocato o di un familiare e avvengono sotto condizioni che costringono i minori alla confessione. La prova principale per la condanna alla detenzione è spesso la sola confessione, cui segue la firma di documenti in lingua ebraica di difficile comprensione. La pena viene usualmente scontata fuori dalla Cisgiordania, con il trasferimento forzato dentro le prigioni in Israele.

Il rapporto stima che negli ultimi 10 anni oltre 7 mila bambini di età compresa tra i 12 e i 17 anni  (ma sono stati segnalati anche casi di 10 ed 11 anni) siano stati arrestati e interrogati dall’esercito e dalla polizia israeliani in Cisgiordania. L’Unicef ha documentato esempi di pratiche definite “trattamenti crudeli, inumani o degradanti secondo la Convenzione sui diritti del fanciullo e la Convenzione contro la tortura”.

Il rapporto dell’Unicef si basa sull’analisi di oltre 400 casi dal 2009 registrati da documenti forniti da Israele, rapporti di Ong, interviste con minori palestinesi, funzionari israeliani e avvocati palestinesi.

Il Ministero degli Esteri israeliano ha detto di voler studiare la relazione e promesso che coopererà con l’Unicef. Un portavoce del Ministero della Difesa israeliano ha affermato che di recente organizzazioni terroristiche hanno fatto ampio uso di bambini.

Circa 233 bambini – 31 di età inferiore ai 16 anni – sono attualmente in carcere dopo essere stati arrestati dalla fine di gennaio. Jean-Nicolas Beuze, consigliere regionale dell’Unicef sulla protezione dei minori per il Medio Oriente e Nord Africa, ha detto che la situazione in Cisgiordania è unica nel suo genere, perché gli arresti dei minori vengono gestiti da forze militari impreparate al trattamento di minori accusati di crimini civili.

Continua quindi la repressione dura, da parte del governo di Tel Aviv, delle proteste dei palestinesi ed in Cisgiordania in particolare dove prosegue l’opera di abbattimento delle case ed occupazione  delle terre dei palestinesi per fare posto ai nuovi insediamenti dei coloni ebraici (circa 1.200 nuove abitazioni previste per la fine dell’anno). Il governo di Netanyahu prosegue senza soste la sua politica di colonizzazione nonostante le molte proteste internazionali.

http://www.lastampa.it/2013/08/11/esteri/israele-via-libera-a-nuove-case-tra-gerusalemme-e-la-cisgiordania-rIKeBk3LwApArmB9uYLf4N/pagina.html

http://news.yahoo.com/israele-annuncia-costruzione-nuovi-insediamenti-gerusalmme-est-073913822.html

 

 

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