"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Raggiunti gli accordi a Minsk per l’Ucraina . Difficile la prospettiva di attuazione di un piano di pace

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Da VARSAVIA – Dopo una maratona negoziale iniziata alle 19:00 (ora italiana) di ieri sera, le trattative sono giunte a una svolta. Le parti hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte tra il 14 e il 15 febbraio. Secondo quanto appreso sono stati sciolti i principali nodi che ostacolavano un’intesa. Un accordo essenziale fra le parti per arrivare ad una cessazione delle ostilità. Circa mezz’ora dopo è arrivata anche la firma degli indipendentisti al documento proposto dal quattro leader.

Gli accordi prevedono essenzialmente riforme costituzionali, parallelamente alla smilitarizzazione e reintegro del Donbass nell’Ucraina.

L’Ucraina si impegnerà ad attuare le riforme costituzionali atte ad assegnare uno status speciale al Donbass, fermo restando l’integrità territoriale del Paese. L’esercito di Kiev si ritirerà lungo l’attuale linea del fronte, mentre gli indipendentisti lungo la linea stabilita nel vertice di Minsk nello scorso settembre, creando una zona demilitarizzata.

Putin e Poroshenko si son trovati d’accordo sul fatto di inviare degli esperti militari e concludere senza spargimenti di sangue l’assedio della cittadina di Debaltseve, dove si trovano accerchiati migliaia di soldati dell’esercito ucraino.

È stata accolta la richiesta del Presidente ucraino Poroshenko di liberare Nadezhda Savchenko, pilota dell’aviazione ucraina, catturata dagli indipendentisti e detenuta a Mosca dallo scorso luglio con l’accusa di essere implicata nell’omicidio di due giornalisti.

Il raggiungimento di un’intesa scongiura l’applicazione di nuove sanzioni a carico della Russia, come confermato dal Primo Ministro finlandese Alexander Stubb.

A margine dell’incontro Vladimir Putin ha commentato “Non è stata la notte migliore della mia vita, ma abbiamo raggiunto un accordo per far cessare i combattimenti, ed era la cosa che contava di più”.

Il testo degli accordi di Minsk-2

Il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza ha riportato punto per punto il testo dell’accordo, che qui traduciamo:

Immediato e completo cessate il fuoco nei rispettivi distretti delle regioni di Donetsk e Lugansk. La sua urgente attuazione inizia dalla mezzanotte del 15 febbraio, ora di Kiev.
Ritiro delle truppe da entrambe le parti per creare una zona di sicurezza (50 km nel caso di sistemi di artiglieria del calibro di 100 mm, e più di 140 km per i lanciarazzi). Il trasferimento delle truppe dovrebbe iniziare non più tardi del secondo giorno di cessate il fuoco e terminare entro 14 giorni. A questo processo devono partecipare gli osservatori dell’ OSCE. Allo stesso modo deve sostenerlo il Gruppo di contatto.
Garantire da parte dell’OSCE un controllo effettivo sul cessate il fuoco, a partire dal primo giorno.
Dopo il primo giorno successivo al ritiro delle truppe, iniziare un dialogo sul tema dello svolgimento delle elezioni locali in conformità con la Legge ucraina e con la legge “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk” (adottata l’anno scorso dopo la firma del primo accordo di Minsk prevedeva l’introduzione di uno status speciale per le autorità locali, della durata di tre anni, insieme all’esenzione dalle responsabilità penali per coloro che hanno partecipato agli eventi; in seguito Poroshenko aveva ritirato la Legge poiché i ribelli non avevano rispettato le condizioni del trattato di Minsk). Entro 30 giorni dalla data della firma del documento bisognerà recepire le risoluzioni del Consiglio Supremo del Territorio che includerà misure particolari in accordo alla Legge “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk”.

Garantire un’amnistia tramite l’introduzione di una legge sul divieto di persecuzione delle persone in relazione agli eventi che si sono svolti nelle repubbliche di Donetsk e di Lugansk.
Provvedere alla liberazione e lo scambio di tutti i prigionieri e delle persone detenute illegalmente in base al principio di “Tutti per tutti”, entro cinque giorni dal cessate il fuoco.

Garantire l’accesso, la consegna, lo stoccaggio e la distribuzione degli aiuti umanitari sulla base dei meccanismi internazionali.
Determinazione del modello di ricostruzione delle relazioni sociali ed economiche, comprendendo i pagamenti del welfare come le pensioni e altri. Con questo obbiettivo l’Ucraina ricostruisce la gestione del sistema bancario nelle regioni colpite dal conflitto, ed è possibile che venga introdotta un’effettuazione facilitata dei versamenti sociali da parte di organi internazionali.
Ritorno del pieno controllo da parte dell’Ucraina del confine in tutta l’area del conflitto. Il processo dovrebbe iniziare il primo giorno dopo le elezioni locali e terminare entro il 2015.

Ritiro delle unità militari di altri Paesi, tecnologie e mercenari dal territorio dell’Ucraina, sotto la supervisione dell’OSCE. Tutti i gruppi di combattenti illegali dovrebbero essere disarmati.
Realizzazione della riforma costituzionale in Ucraina. I cambiamenti devono entrare in vigore entro la fine del 2015. Devono preparare la decentralizzazione (tenendo conto delle caratteristiche specifiche delle repubbliche di Donetsk e Lugansk), così come l’introduzione di una legge sullo status particolare delle diverse regioni di Lugansk e Doentsk entro la fine del 2015.
Sulla base della legge ucraina “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk” le questioni relative alle elezioni locali saranno discusse e concordate con i rappresentanti delle diverse regioni di Donetsk e di Lugansk nei contesti di un gruppo di contatto trilaterale. Le elezioni si terranno nel rispetto degli standard OSCE e sotto il suo monitoraggio.

Intensificazione delle attività del gruppo di contatto trilaterale, nella realizzazione di gruppi di lavoro per l’attuazione dell’accordo di Minsk.
Nota: Le misure citate, in accordo alla legge “sulla modalità temporanea dell’amministrazione locale nelle repubbliche regionali di Donetsk e Lugansk”, includono:

Abolizione dell’imposizione di sanzioni, prosecuzione e discriminazione alle persone coinvolte negli eventi accaduti nelle repubbliche di Donetsk e Lugansk.
Diritto all’autodeterminazione linguistica.
Partecipazione degli organi dell’amministrazione locale nella nomina dei capi delle procure e dei tribunali nelle regioni particolari delle repubbliche di Donetsk e di Lugansk.
Possibilità per organi governativi centrali di stipulare accordi con gli organi competenti di autonomia locale per lo sviluppo economico, sociale e culturale delle particolari regioni delle repubbliche di Donetsk e di Lugansk.
Lo Stato assiste lo sviluppo socio-economico delle regioni di Donetsk e Lugansk.
Le autorità centrali promuovono la collaborazione delle repubbliche di Donetsk e Lugansk con le regioni russe.
Istituzione di una milizia nazionale in accordo con la decisione dei governi locali per garantire l’ordine nelle repubbliche di Donetsk e Lugansk.
Documento firmato dai membri del gruppo di contatto tripartito:

Ambasciatore Heidi Tagliavini
Ex Presidente dell’Ucraina LD Kuchma
Ambasciatore della Federazione Russa in Ucraina MU Zurabov
AV Zakharchenko
I.V. Plotnitskiy

(Fonte: OrientEstPress)

Analisi – Ci sono poche prospettive che si possa attuare l’accordo raggiunto a Minsk

Nicholas Redman, il direttore delle pubblicazioni nell’Istituto degli Studi Strategici (IISS), avverte che il successo dell’ultimo giro di consultazioni a Minsk dipende dalla volontà di arrivare ad un compromesso di tutte le fazioni coinvolte nell’accordo firmato questo giovedì.
Le differenze sono attualmente talmente ampie che le prospettive di una attuazione completa dell’accordo sembrano esigue“, valuta l’esperto della centrale londinese dell’IISS nelle sue dichiarazioni rilasciate a Sputinik News.

“E’ preoccupante che entrambe le parti non abbiano neppure potuto accordarsi su di un punto comune a partire dal quale devono ritirare l’armamento pesante”, sottolinea Redman.
In accordo con l’editore, l’efficacia del cessate il fuoco, che dovrebbe iniziare questo fine di settimana, rimarrà in chiare evidenza all’inizio di Marzo.
“Il controllo della tregua richiederà la presenza sul terreno di un maggiore numero di effettivi del’OCSE per assicurare, in particolare l’assenza di forze armate straniere in Ucraina, spiega questa agenzia.

Rispetto alle promesse di riforma costituzionale in Ucraina, che dovrebbero garantire certi diritti e privilegi alle regioni separatiste, Redman fa risaltare gli importanti aspetti che mancano nel testo concordato nella capitale bielorussa.
Non esiste alcuna menzione della federalizzazione (dell’Ucraina) nè del diritto delle regioni ad intervenire sulle questioni di Stato, in particolare a quello che si riferisce alla politica estera e di sicurezza dell’ucraina”, avvisa l’esperto.
“Questa è una vittoria per Poroshenko, ma è un qualche cosa che i separatisti e la Russia vorranno senza dubbio cambiare nel corso dei negoziati sull’accordo politico”, prevede lo specialista dell’IISS.

A giudizio di Redman, la riunione di Minsk ha prodotto una bozza di percorso verso una possibile intesa ma senza annullare le distanze tre gli uni e gli altri, cosa che renderà difficile la sua attuazione.

“Si prospetta una questione importante: quando non sia possibile fare progressi nell’applicazione degli accordi, rimarrà il processo ad un punto morto o si farà marcia indietro? In questo ultimo scenario le ostilità potranno riattivarsi”, mette sull’ avviso il direttore editoriale del conosciuto Istituto.

Analisi di Paul Craig Roberts: la Russia non si assoggetterà al dominio degli USA nonostante le pressioni

Gli USA hanno spinto l’Ucraina ad una guerra per danneggiare in questo modi la Russia e, come secondo atto, rompere i legami di Mosca con l’Europa, in modo che questa non fuoriesca dalla propria sfera di influenza, lo afferma l’esperto Paul Craig Roberts. Nonostante questo nè la Russia nè la Cina si sottometteranno ai dettami di Washington, nonostante ogni tipo di pressione.

Gli USA hanno rovesciato il precedente governo eletto ucraino e stano spingendo verso il conflitto in Ucraina, stanno imponendo sanzioni contro la Russia per destabilizzarla”, lo sostiene l’analista Paul Craig Roberts, ex segretario aggiunto al Tesoro degli USA durante l’Amministrazione di Ronald Reagan. Secondo lui , “questo accade perchè le elites statunitensi sono convinte che il loro paese deve costituire l’unica potenza al mondo e non sopportano l’idea di una Russia ed una Cina forti che possono non obbedire a Washington”.

Dette elites non possono permettere che le capacità  economiche e militari della Russia si recuperino, così che hanno deciso di ” attaccarla attraverso l’Ucraina”, lo sostiene  Roberts aggiungendo che Washington ha investito 5.000 milioni di dollari in un decennio per finanziare le ONGs in Ucraina per “chiamare le gente a manifestare in strada”. Vedi: Distruggere l’Ucraina: un piano da 5 miliardi di dollari

Creando questo tipo di problemi (destabilizzazione del paese) ed imponendo anche sanzioni economiche contro la Russia, gli Stati Uniti in realtà, vogliono rompere tutti i rapporti economici e politici di Mosca con l’Europa, afferma Roberts. Questi rapporti si erano molto fortificati ultimamente e questo è un qualche cosa che fa temere agli USA di poter perdere il loro controllo sulla Unione Europea.

Dobbiamo essere preoccupati per la condotta di Washington verso l’egemonia, perchè questo implica la possibilità di una guerra. Non credo che i russi o i cinesi di vogliano sottomettersi alla volontà di Washington”, afferma Roberts. A differenza che negli USA, in Russia non si ascoltano le autoproclamazioni  del tipo  “siamo un paese eccezionale che ha il diritto di governare il mondo” (discorso di Obama) , conclude, mettendo in risalto che gli USA costituiscono oggi la maggiore minaccia per la pace.

Fonte: El Espia Digital

Traduzione: Luciano Lago

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