"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Quando I padroni del “Pensiero Unico” danno ordine di bruciare le librerie

di Luciano Lago

Si percepiva già da molto tempo che il sistema in Italia ed in tutta l’Unione Europea si va sempre più avvicinando ad un sistema totalitario strisciante dove i grandi media (giornali e TV) sono controllati dai gruppi finanziari che ne sono proprietari, altrettanto avviene per gli Istituti di cultura, per le Università e le cattedre di docenza, dove il controllo è essenzialmente politico, idem per le fondazioni culturali ed le principali case editrici.

Tutti gli attori principali, che siano intellettuali, politici ed operatori dell’informazione, si sono ( da molto tempo) accomodati adeguandosi all’ideologia del “politicamente corretto” e del “Pensiero Unico”, essenzialmente neo liberista in economia (il primato dei mercati), laico, relativista, progressista e filo europeista in politica (con le varie sfaccettature post ideologiche ) con al centro di questo sistema l’interpretazione della Storia precisamente conforme alla vulgata di regime e la deformazione cognitiva imposta dagli orientatori e opinionisti  a libro paga delle centrali di potere.

Non poteva essere diversamente, visto che il sistema non consente il dissenso, quello sostanziale sulle linee guida del pensiero “moderno” globalizzato e d’altra parte anche gli intellettuali, i docenti e gli operatori del settore sono interessati ad occupare posti ben retribuiti ed a fare carriera. Vale il vecchio motto del “tengo famiglia” e quasi nessuno è disposto ad esporsi per manifestare un qualsiasi dissenso che costerebbe la carriera e l’emarginazione dai circoli che contano.

Persino gli intellettuali che erano una volta considerati dei “maitre a penser” della cultura corrente, come ad esempio lo fu Costanzo Preve, quando questi si è discostato da quella  linea corrente, divenuto un “eretico”, allora il filosofo fu abbandonato dal mondo intellettuale e dal “circo mediatico” per le sue posizioni radicali e originali ritenute “eretiche” rispetto al “Pensiero Unico” conforme.

La realtà è quella che anche in Italia, come nel resto d’Europa si sta arrivando speditamente ad un sistema di repressione legale delle opinioni e ne fa fede la recente legge approvata che istituisce pesanti pene (dai tre anni ai sette anni e mezzo) per “chi nega o minimizza i crimini legati al genocidio“, si riferisce naturalmente  la Shoah, che viene ormai considerata l’unica religione ammessa e tutelata nel sistema attuale. Si intende che la legge si riferisce al ” genocidio”, quello universalmente riconosciuto, ovvero quello della popolazione ebraica, non avendo diritto di menzione o di alcun riconoscimento legale gli altri genocidi della Storia, neppure quelli recenti, come quello commesso in Iraq dalla soldataglia dei “liberatori” nord americani (un milione di vittime irachene circa), nè tanto meno quello avvenuto nei Gulag staliniani o nella Cina di Mao Tse Tung, o in Cambogia con i Kmer rossi, ecc..
Non a caso è andata molto male ad alcuni  intellettuali storici negazionisti (come Irving o come Berclaz ed altri)  i quali si sono visti non solo emarginare ma anche processare e rinchiudere in carcere per avere commesso il crimine di negare la Shoah o di avere la pretesa di voler sottoporre questa ad una vera ricerca storica. Un vero crimine che non può e non deve essere consentito. Persino i loro legali, quelli che li hanno difesi in giudizio, hanno avuto grossi problemi, come nel caso di Sylvia Stoltz, in Austria,  che fu condannata a tre anni e mezzo di reclusione nell’esercizio della sua funzione di avvocato difensore durante il processo a un “negazionista”. Vedi:  Sylvia Stoltz sotto processo

Bruciare le Librerie

Il passo successivo a cui si sta rapidamente arrivando è quello di bruciare le librerie dove sono custoditi e venduti al pubblico i libri dissenzienti rispetto al “Pensiero Unico”, quando non ci sia altra soluzione possibile per evitare che vengano diffuse idee non conformi al “politicamente corretto” o alla vulgata storica corrente. In quel caso il sistema fa ricorso al suo braccio violento, costituito quasi sempre dai “centri sociali” mobilitati per distruggere le librerie o bastonare le persone che siano interessate a divulgare le idee proibite.

Libreria Il Bargello Firenze
Libreria Il Bargello Firenze

Questo è accaduto due giorni fa a Firenze, dove La libreria “Il Bargello” è stata assaltata da un gruppo di venti persone a volto coperto. Gli assaltanti, gridando slogans, hanno distrutto la vetrina ed hanno lanciato all’interno mattoni, bottiglie, petardi. Una ragazza, che lavorava come commessa, è stata aggredita, alcuni scaffali con relativi libri distrutti, e l’azione ha voluto avere un significato “punitivo” in quanto la libreria è considerata vicina all’area di Casa Pound, in gruppo classificato di estrema destra e che si ispira alle opere del noto poeta e storico del novecento, considerato “estraneo” alla cultura storica corrente.

Dalla ricostruzione dell’episodio, sembra che il caporione della “squadraccia”, una volta entrato, si è reso conto che sugli scaffali della libreria fiorentina erano custoditi testi di Pound, di Evola, di Celine, di Robert Brasillach,  di Spengler, di Junger, di Maurras, di Carl Schmitt, nonchè di G. Gentile, di Papini, di Oriani e di Pannunzio ed altri autori all’indice della cultura ufficiale. Inorridito, con una smorfia di disgusto ha dato subito un ordine secco e perentorio alla sua squadra: “bruciare tutto”. L’ordine è stato prontamente eseguito ed una giovane commessa che ha cercato di impedirlo è stata insultata e percossa con una spranga.

La cosa più grave, al di là dell’assalto, è quella che non si è registrata alcuna levata di scudi da parte dell’intellighentia italiana, dei circoli intellettuali, non c’è stato alcun premio Nobel alla Dario Fo a indire manifestazioni di “libertà e giustizia”, tanto meno è stato dato risalto alla notizia e non vi è stato alcun programma televisivo ad hoc condotto dal Formigli o dal Fabio Fazio di turno per illustrare il concetto di “democrazia” e libertà di opinione.
Stesso copione di quando, lo scorso Aprile, venne devastata la libreria Ritter a Milano o quando in Francia, nel centro di Parigi venne assaltata la libreria “Facta” nel corso di una manifestazione antifascista proclamata “contro l’omofobia e le forze reazionarie”. Tanto meno fu espressa alcuna riprovazione dalle autorità pubbliche, quando un gruppo di assalitori incappucciati distrusse un anno fa la libreria Europa a Barcellona.

Anche in quei casi il mondo intellettuale non si espresse per manifestare alcuna forma di condanna intellettuale. Dopo tutto le librerie, dove si diffondono testi non omologati, vengono considerate pericolosi “covi fascisti”, dissenzienti dal “Pensiero Unico” globalista e laico, quindi da “chiudere con azione diretta”, incaricando per questo i mercenari al servizio delle centrali politiche dominanti, quelle della sinistra mondialista.

Tutto regolare, quando il sistema non può agire direttamente, incarica il suo braccio armato, all’interno come all’esterno.
Già pronto ed in fase reclutamento il prossimo “braccio armato” del sistema che sarà costituito dagli integralisti islamici formati nei laboratori dei servizi di intelligence; loro si che potranno essere utilizzati per ogni possibile provocazione pianificata dalle solite centrali di potere e  per possibili “false flag”, eventi funzionali a creare un clima di psicosi e di terorrore che consentirà di stringere ulteriormente le redini della repressione di ogni dissenso con il pretesto della “sicurezza”.

D’altra parte da Israele ci avevano avvisato: “voi europei dovrete sentirvi presto come ci sentiamo noi, sempre sotto assedio e allora potrete capire e giustificare le nostre azioni che spesso criticate”, come ad esempio quando i nostri militari fanno  il tirassegno con i ragazzetti palestinesi e quando vengono arrestate intere famiglie perchè sospette di collaborare con i ragazzi della “intifada”.

Allora  anche in Europa non ci sarà posto per chi dissente e le misure estreme, che le Autorità prenderanno per il “nostro bene” ,saranno applicate a chi dissente o a chi giustifica i terroristi, a chi critica l’immigrazione, il multiculturalismo, le coppie gay, a chi contesta l’unica religione ammessa ed i concetti base del Pensiero Unico.

Prepariamoci per il mondo che verrà, quelli delle librerie che bruciano sono i primi bagliori del prossimo futuro che ci predispone l’Unione Europea.

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  1. PieroValleregia 1 anno fa

    …maaa, non erano i cattivoni nazisti quelli che bruciavano i libri ? hanno fatto anche un film, recentemente, mi
    pare si intitolasse “la ladra di libri” o qualcosa del genere, dove la protagonista rubava libri che sarebbero dovuti bruciare
    Del resto, sempe per bocca dei prodi antifa, abbiamo saputo che la genetica e la clonazione l’avevano inventata e scoperta i nazisti
    ma, fatta da loro è male, fatta dai progressisti (barbarie uguali) è bene…
    Siamo governati dall’ipocrisia…
    saluti
    Piero e famiglia

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  2. Idea3online 1 anno fa

    Oltre le librerie hanno bruciato anche la Musica…

    Siamo abituati ad assistere al desiderio di altri popoli ad esempio la Russia, di ascoltare musica italiana, ed ospitare presso i loro territori cantanti che raccontano l’Italia, e questo ad un primo sguardo è visto con orgoglio per la diffusione del made in Italy nel mondo, per esempio in Russia. Il popolo russo o i popoli dell’ex URSS, sono attratti dalla musica italiana, dall’Italia. Ed i popoli occidentali sono orgogliosi che altri amino e desiderino i nostri “prodotti”. Ma la musica è pure un mezzo di dominio, come il cibo, come quasi tutto, solo quello che genera uno scambio unitario, dove entrambi i soggetti possono farsi conoscere in modo unitario grazie a scambi culturali al 50%, cioè bilanciati, solo quando la bilancia è in equilibrio gli obiettivi sono neutri. Dall’Occidente la musica è stata usata come mezzo di penetrazione culturale, strumento soft e non hard come l’immigrazione o l’emigrazione per esempio. Tra Italia e Russia c’è un gap, il popolo russo conosce la nostra musica ma noi non conosciamo la loro. Perchè in tutti questi anni quasi mai sono stati invitati cantanti russi, e di bravi ci sono e sono tanto ma tanto bravi, è in genere una musica che esprime sentimenti profondi. Solo quando in una manifestazione musicale italiana per esempio Sanremo verranno invitati cantanti russi che possano rappresentare il meglio della loro musica, solo allora anche il popolo italiano potrà ammirare cantanti russi, allo stesso modo del popolo russo che ammira cantanti italiani. Perchè questo non accade?……Geopolitica…GeoMusica…..GeoCucina….è tutta questione di dominio, una cultura considerata superiore soffoca l’altra considerata inferiore. Ed anche noi dopo ci convinciamo che siamo i più bravi. La musica essendo linguaggio universale non è del più bravo perchè il linguaggio ed i sentimenti sono elementi universali, mentre la cucina il vino, certo una nazione può dimostrare qualità che altri non possiedono, per esempio l’olio in Russia non può essere prodotto….ma producono una bella musica come quella americana ed italiana.

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  3. piero deola 1 anno fa

    La situazione precipita nel silenzio generale. Fra poco avremo la democrazia sionista:
    leggi diverse per loro e per noi
    gli uomini nel marciapiede a destra le donne in quello a sinistra
    l’obbligo di odiare gli arabi
    subire gli attentati contro i cristiani finanziati dal governo canaglia

    e tante altre amenità. Sono pochi,brutti e cattivi ma con i tesori del mondo in mano.
    Il capitale,in questo sistema,vince sempre.
    Auguri a tutti.

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  4. flores 1 anno fa

    il male metafisico è in atto da parecchio tempo: oggi ne troviamo la massima espressione. Ma il tempo va a cicli.

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  5. luigi43 1 anno fa

    Se solo “casa Pound” e tutta la destra italiana appoggiasse le nozze per tutti , avrebbero un paio di milioni di voti in piu’. Non dimenticate che il braccio destro di Marina Le Pen è gay e paxato con un Austriaco. Quello che acceca e limita ,alle volte , è l’omofobia .

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