"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Putin: l’appoggio della Russia a Damasco ha permesso di evitare la disintegrazione della Siria

Il presidente russo Vladimir Putin ha sottolineato, questo Mercoledì, il ruolo della Russia nella risoluzione del conflitto siriano :  L’Appoggio della Russia al Governo legittimo della Siria ha aiutato ad evitare il collasso del sistema statale dello stesso Stato; ha aiutato a preservare le istituzioni del governo ed è servito ad evitare maggiori perdite tra la popolazione civile”, ha sostenuto Putin durante il suo discorso nella cerimonia di presentazione delle credenziali degli ambasciatori stranieri.

“Grazie alla cooperazione della Russia con gli Stati Uniti e altri soci si è potuto iniziare un processo politico in Siria, con la partecipazione ufficiale di Damasco e delle forze di opposizione, e creare le condizioni per l’assistenza umanitaria alla popolazione che è stata richiesta in Siria”, ha affermato il Presidente russo.


Secondo Putin, la situazione in Siria ha fatto riaffermare  la capacità della comunità internazionale di ottenere risultati tangibili mediante un lavoro congiunto con la fiducia nelle leggi internazionali e con il ruolo centrale delle Nazioni Unite, ha sottolineato Putin.

Le affermazioni di Putin sono state fatte nel corso di una riunione tenutasi al Cremlino con i vari rappresentanti diplomatici che ha visto il formale ricevimento delle “credenziali” ,con i messaggi ricevuti dai vari capi di Stato per l’accredito dei rappresentanti diplomatici a Mosca nominati nel corso degli ultimi sei mesi.

Putin in conferenza
Putin in conferenza

Nota: Putin non ha voluto dire esplicitamente (visto il carattere formale della riunione con i diplomatici accreditati) quello che tutti ormai sanno: la disintegrazione della Siria ed il rovesciamento del Governo di Damasco era esattamente l’obiettivo delle forze esterne che hanno sponsorizzato ed armato i gruppi mercenari jihadisti che hanno operato in Siria. Gli USA la Gran Bretagna, con l’appoggio di Arabia Saudita, Qatar e Turchia, perseguivano precisamente questo obiettivo nel paese arabo, quello di spodestare Al Assad e creare un’altra situazione di caos tipo Libia.

L’intervento russo ha evitato che la situazione potesse precipitare ed ha sconvolto i piani degli USA, dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati. Un piano che non è stato abbandonato da Arabia Saudita e Turchia, paesi che continuano a rifornire di armi ed equipaggiamenti e rinforzi i gruppi terrroristi che ancora stanno combattendo in varie zone del paese arabo.
Attualmente l’obiettivo di questi paesi è quello di far fallire la tregua trovando pretesti per continuare ad intervenire tramite i loro gruppi terroristi, nel tentativo di contrastare il Governo centrale ed ostacolare il consolidamento del paese. Non è ancora chiaro quale sia l’atteggiamento dell’Amministrazione USA dove si sa che esistono dei contrasti tra la linea interventista del Pentagono, quella della CIA ed il Congresso, escludendo Obama che ormai conta quanto “il due di coppe”.

Movimenti sul campo di battaglia in Siria

Nel frattempo, dal fronte siriano si riporta che l’Arabia Saudita mantiene alcune delle sue brigate di miliziani jihadisti mescolati con i miliziani del fronte di Al Nusra, nel Nord est del paese, per dare il pretesto dei bombardamenti sui gruppi di oppositori e subito dopo dare la colpa alla Siria di aver rotto la tregua sul campo, cosa che hanno fatto anche fra ieri ed oggi.

Combattente siriano
Combattente siriano

L’Esercito siriano sta portando in anticipo la sua offensiva nei dintorni di Deir Ezzor, dove sono stati annientati molti terroristi che avevano tentato di attaccare le forze siriane e si accinge a trasferire truppe al nord di Latakia, dove la Turchia ha riforzato con armi e rinforzi di altri miliziani per tentare di sfondare le linee e riprendere possesso di alcune delle posizioni perse delle zone di frontiera. Questa mossa viene fatta in modo che Erdogan possa muovere le sue unità di turcomanni fuori dalla pressione dell’aviazione russa.

Lo stesso de Mistura, l’inviato dell’ONU che sta conducendo i negoziati a Ginevra, ha dovuto prendere atto che alcuni gruppi dell’opposizione, sostenuti dai sauditi, potrebbero rompere le fila e far fallire la tregua ed i negoziati.
Il Ministro degli Esteri della Federazione Russa, Serguei Lavrov, ha smentito oggi, nel corso di una conferenza stampa, che ci sia stata alcun accordo segreto tra Washington e Mosca sulla Siria, al di fuori dei negoziati che si stanno svolgendo a Ginevra. Inoltre il ministro ha ribadito che il futuro della Siria deve essere deciso esclusivamente dal popolo siriano.

Fonti: RT Actualidad 

Veterans Today

Traduzione e note: Luciano Lago

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