"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Putin e l'”Isteria antirussa” aiutano a vendere copie dei media occidentali

Putin con i suoi ufficiali

La figura di Putin e l’isteria antirussa in Occidente sono “buoni per gli affari, fanno vendere più copie”, lo ha detto Freddy Gray, redattore capo aggiunto del giornale britannico “The Spectator”, dopo che il suo giornale ha messo in copertina la figura di Putin ed il logo dell’agenzia russa “Russia Today”.

Nell’ultimo  numero del giornale erano contenuti due articoli sulla Russia, uno di Paul Wood in cui si indagava sulla possibilità che Mosca stia cercando di ingannare il mondo, mentre starebbe preparando una invasione dei paesi baltici. Nel secondo vi era un pezzo di Rod Liddle che rileva la guerra di propaganda dell’Occidente contro la Russia e sostiene che Putin sta vincendo di fatto questa guerra di propaganda.

Afferma l’autore del secondo pezzo che “i media ed i politici occidentali non tralasciano di distorcere la realtà incolpando la Russia di molteplici crimini ed occultando le violazioni continue dei diritti umani che commettono le stesse potenze occidentali”, lo scrive Rod Liddle, autore di un importante articolo per il giornale britannico “The Spectator”.

Copertina dello The  Spectator
Copertina dello The Spectator

La russofobia dell’Occidente è incurabile“, Rod Liddle sottolinea che ogni giorno va crescendo la retorica contro la Russia tra i media ed i politici occidentali e ricorda le dichiarazioni di Andrew Mitchell, un politico conservatore britannico con cui ha invitato ad abbattere gli aerei russi in Siria, così come ricorda le parole di Boris Johnson, ministro degli Esteri del Regno Unito il quale ha invitato la gente a manifestare davanti alle ambasciate russe. Allo stesso modo l’analista rievoca le accuse lanciate dai media occidentali contro il grande paese slavo e contro l’Esercito siriano per causa dei bombardamenti ad Aleppo.

“Provochiamo e provochiamo, distorcendo i fatti con il fine di adattarli al nostro programma, diffamiamo Putin ed il suo paese in un modo totalmente belligerante ed asimmetrico, tralasciando le nostre malefatte in Ucraina, in Siria ed in Iraq, e questo in relazione con i diritti umani e la libertà di espressione, afferma l’autore.

“Davvero la gente si inghiotte questa spazzatura”? Si domanda l’autore. “Un milione di persone si  trasformeranno  in rifugiati come conseguenza della “gloriosa liberazione” di Mosul che dovrà avvenire ad opera della coalizione comandata dagli USA e probabilmente a centinaia moriranno i civili  per gli “effetti collaterali”. Tuttavia in questo caso non sarà colpa della coalizione ma sarà colpa del Daesh (lo Stato Islamico) o dei vendicativi soldati delle milizie sciite e dei sanguinari peshmerga curdi”, commenta l’autore circa la doppia morale della narrativa occidentale fatta dai media.

Secondo Liddle “l’azione della coalizione in Siria ed in Iraq è tanto “incoerente e sbagliata come tutte le altre che abbiamo fatto in Medio Oriente negli ultimi tempi: dall’invasione dell’Iraq al catastrofico e stupido intervento in Libia”.

Quello che abbiamo fatto in nome dello sconsiderato evangelismo liberale è costato molte più vite umane di quanto si possa incolpare i russi e Vladimir Putin”, enfatizza l’analista.

Il redattore capo del settimanale “The Spectator”, Freddy Gray, in una intervista rilasciata ad RT ha espresso l’opinione che i media occidentali ricorrono di frequente alla pratica del doppio standard, i democratici negli USA cercano ansiosamente una qualche scusa per accusare la Russia, mentre Putin sta di fatto vincendo la guerra delle informazioni nel confronto con la NATO.

Putin sta vincendo la guerra mediatica: la Russia gioca a scacchi e gli USA a dama, visto che le azioni del presidente russo nell’ambito mondiale sono state più opportune mentra l’Occidente ha aperto la stagione della caccia contro tutte le cose russe già da tempo. Liddle menziona le accuse contro gli atleti russi e gli atacchi cibernetici di cui viene incolpato Putin per influire sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, così come la chiusura dei conti bancari dell’agenzia russa RT nel Regno Unito.

Da notare che anche la portavoce del Ministero degli Esteri russo, María Zajárova, ha commentato l’articolo uscito sul giornale britannico. “Bene”, ha detto, “a giudicare dall’immagine, la redattrice della agenzia RT a Londra, Simonyán, merita la stella di eroina. A giudicare dai titoli, il Dipartimento per la stampa e le Informazioni del Ministero degli Esteri, almeno merita un premio, ha scritto la Zajárova nella sua pagina Facebook.

Fonte: The Spectator

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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