"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Protesta contro la Tares Guerriglia a Giugliano (NA)

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Servizio di Enrico Nocera

Trafferugli al Comune di Giugliano per il caro Tares. Alcune centinaia di cittadini si sono radunati in piazza Municipio per la quarta volta in poche settimane. Chiedono che la tassa sui servizi (che comprende anche la raccolta rifiuti, di certo non il fiore all’occhiello del Comune campano) venga rimodulata in base al reddito, visto che attualmente sfiora cifre altissime, risultando fra le più alte d’Italia. «Stiamo morendo tutti di tumore, affoghiamo nell’immondizia e loro ci chiedono pure soldi», urlano i manifestanti rivolti alle finestre dell’edificio.

Una protesta inizialmente pacifica, che attendeva l’esito di un incontro fra i commissari prefettizi che amministrano il Comune (dopo il suo scioglimento per infiltrazioni mafiose) e una delegazione di cittadini. Incontro che ha condotto a un esito positivo: sospensione fino a febbraio, in attesa delle decisioni che prenderà il Ministero dell’Economia. I cittadini dovranno pagare solo una piccolissima parte della tassa, quella indirizzata allo Stato. Gran parte della stessa, quella indirizzata al Comune di residenza, non dovrà essere corrisposta fino a che non si prenderanno decisioni in merito alla rimodulazione in base al reddito. «Noi chiediamo il ritorno alla Tarsu per il 2013 – dice Giovanni Caruso dell’Eco della Fascia Costiera – e visto che la Tares verra sostituita, non vedo la difficolta dei commissari ad accettare la richiesta che in altri tanti comuni viene attuata».

Prima che la delegazione scendesse dalle stanze dei commissari prefettizi, si è verificata una vera e propria guerriglia che ha coinvolto una trentina di persone e i reparti mobili delle forze dell’ordine. Lancio di pietre, rondelle d’acciaio, transenne. Modalità da cui molti cittadini si dissociano: «Non siamo qui per commettere atti di violenza – urla un rappresentante della delegazione – la protesta continua, tutti i giorni, ma in modo civile. Altrimenti io sarò il primo a dissociarmene». Durante le cariche i poliziotti hanno lanciato spray urticante sulla folla, anche sui manifestanti che protestavano in modo pacifico. Durante le cariche si è verificato anche lancio di lacrimogeni, proprio mentre le campanelle della vicina scuola media Giambattista Basile suonavano l’orario di uscita. I bambini sono stati “barricati” nelle aule scolastiche, fino a che la situazione non si è calmata.

Fonte:  Campania sul Web

Nota:
Iniziano le prime rivolte di popolo nelle zone più disagiate del sud, nel silenzio dei grandi media che ignorano questi avvenimenti.
La misura è colma e l’imposizione fiscale divenuta insostenibile per la gran parte delle famiglie, assieme agli altri motivi di disagio sociale, mancanza di lavoro, criminalità diffusa, inquinamento tossico dei terreni, sembra inevitabile che ne derivi una prima protesta spontanea contro le autorità pubbliche locali e nazionali, corrotte ed incapaci. Il governo dei fiduciari delle banche in questo momento è distratto da alri temi: bisogna cedere le quote di Banca d’Italia alle grandi banche internazionali, bisogna adeguarsi alle direttive della Troika di Bruxelles e Francoforte, alienare il patrimonio dello Stato, riformare il sistema del lavoro e renderlo più “cinese” perchè sia competitivo.
Non c’è tempo per occuparsi delle proteste dei “cafoni” in terra campana. Nella storia è già accaduto altre volte: partono in questa forma le prime rivolte popolari e la protesta, sottovalutata all’inizio, diventa poi di massa. Le rivolte dei “cafoni” hanno già segnato la storia di questo paese al Sud,. Sarà questa la volta buona per la scossa al sistema politico?

 

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