"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Prosegue senza soste l’offensiva saudita contro lo Yemen

di Luciano Lago

Prosegue per il sesto giorno consecutivo l’offensiva delle forze saudite e delle altre petromonarchie del Golfo, contro lo Yemen. Bombardamenti ed incursioni aeree si sono registrate contro obiettivi civili, colpita una fabbrica di alimenti nella provincia di Al-Hadida, bombardate anche abitazioni civili, depositi e strutture pubbliche, si contano ormai centinaia di vittime e molti danni.

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha dichiarato martedì che per lo meno 62 bambini yemeniti sono stati uccisi sono rimasti vittime delle incursioni aeree delle forze saudite ed altri 30 risultano feriti nell’offensiva iniziata da una settimana contro il paese arabo.


“I bambini si trovano con una disperata necessità di protezione e da tutte le parti nel conflitto dovrebbero fare tutto il possibile per metterli in salvo”, ha dichiarato il rappresentante dell’UNICEF per lo Yemen, Julien Harneis, che si trova attualmente in Giordania.
“La situazione è molto critica poichè mancano i servizi medici di assistenza e c’è scarsezza di medicinale e di alimenti in un paese che era già considerato uno dei più poveri di tutta l’area Medio Orientale, con gravi problemi di denutrizione dell’infanzia”. Le poche strutture ospedalieri esistenti sono ormai al collasso e c’è un disperato bisogno di aiuti, medicinali e alimenti per l’infanzia e la Croce Rossa Internazionale ha accusato il governo saudita di impedire il passaggio degli aiuti nel paese.

Arabia Yemen-Hezbola (1)

Questa della situazione umanitaria nello Yemen tuttavia non costituisce una preoccupazione per la ricca monarchia saudita che, spalleggiata dagli Stati Uniti e da Israele, ha scatenato l’offensiva per rovesciare il governo degli Huthi (la popolazione di fede sciita) che avevano spodestato il presidente, Abdu Rabu Mansur Hadi,  protetto dalla Monarchia Saudita.

Dalle informazioni arrivate, sembra che sia lo stesso monarca saudita, Salman bin Abdelaziz al Saud, a seguire e dirigere personalmente le operazioni militari dal suo lussuoso palazzo di Riyad, circondato dai fidi consiglieri militari fra cui Bandar Bin Sultan, il potente capo dei servizi segreti di Riyad che sembrava caduto in disgrazia e con lui gli altri componenti del Consiglio di Difesa della Monarchia. I sauditi hanno fretta di concludere l’operazione e riportare al potere il loro pesidente, Abdu Rabu Mansur Hadi, fiduciario di Riyad, per dimostrare agli americani di essere in grado di prendere il controllo della situazione.

Nel frattempo la Corte internazionale di Giustizia dell’Aja ha ricevuto lo scorso Martedì una petizione da parte di gruppi per la difesa dei diritti umani che hanno richiesto l’apertura di una indagine sulla violazione dei diritti umani commessa dall’Arabia Saudita contro lo Yemen. La Corte ha giudicato il ricorso ammissibile e si riserva di decidere.
L’offensiva contro il paese della penisola araba è stata appoggiata, oltre che dalle petromonarchie del Golfo, anche dall’Egitto e dalla Turchia che si sono schierate a fianco del governo di Riyad e l’Egitto ha inviato delle sue unità navali nel golfo di Aden per bombardare le posizioni yemenite. D’altra parte il governo Egiziano sta ricevendo sostanziosi aiuti finanziari dallla Monarchia Saudita e ci tiene a dimostrare la sua collaborazione ed il suo sostegno con questa.

Allo stesso modo i principali alleati europei dell’Arabia Saudita, la Gran Bretagna e la Francia, hanno garantito appoggio all’operazione militare saudita attraverso i loro ministri degli esteri e l’invio di consiglieri militari. A Londra come a Parigi si giudica prezioso mantenere l’alleanza con la monarchia saudita che rappresenta il principale cliente nell’acquisto di armamenti ed uno dei più importanti investitori finanziari nella city di Londra.

Le operazioni militari sono facilitate dall’appoggio logistico, tattico e di intelligence fornito dagli USA che in particolare hanno fornito la copertura radar tramite gli aerei Awacs e provvedono a segnalare le posizioni delle forze yemenite al comando saudita. Nonostante questo le forze yemenite della contraerea hanno abbattuto già il secondo caccia bombardiere F16, il primo era stato abbattuto Domenica scorsa ed il suo equipaggio si era catapultato in mare e subito recuperato dalle unità USA che incrociano nel Golfo di Aden. Si registra anche l’abbattimento di alcuni droni senza pilota inviati dai sauditi sul territorio yemenita.

Si comprende che l’obiettivo immediato della campagna militare, iniziata dai sauditi, è quello di annientare il movimento Ansarullah, in prevalenza composto da sciiti, che aveva preso il potere abbattendo il regime fantoccio di Mansur Hadi, protetto da Riyad, mentre l’obiettivo finale risulta quello (secondo tutti gli analisti) di contenere la crescente influenza dell’Iran nella regione che è il diretto antagonista dell’Arabia Saudita, paese quest’ultimo che è stato notoriamente, finanziatore e sostenitore di tutti i gruppi takfiri che operano in Siria come in Iraq.
L’Iran ha accresciuto la sua influenza nella regione, essendo stato il paese che ha fornito aiuto concreto nella lotta contro il terrorismo dei takfiri (salafiti e wahabiti) in Siria, in Iraq ed in Libano, contrastando il disegno egemonico dell’Arabia Saudita, spalleggiata dai suoi alleati occidentali, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia.

Fonti: Al Manar           HispanTv

 

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  1. Piero61 3 anni fa

    salve
    curioso come non ci sia nessun corteo per la “pace”, nessuna bandiera multicolore ai balconi o una “ferma condanna” di ciò che accade in Yemen da parte di Repubblica, Stampa, Fatto quotidiano, tg3 e dalla nostra simpaticissima Boldrini…
    che strano…
    saluti
    Piero e familgia

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    1. Luciano Lago 3 anni fa

      Gli yemeniti non sono degni di compassione per i pacifisti nostrani del politicamente corretto. Non vale la pena neanche di parlarne. E’ noto che la sinistra mondialista e filo atlantista considera vittime di serie B tutti coloro che subiscono l’aggressione diretta o indiretta dei poteri egemonici, che si tratti dei siriani o dei patrioti del Donbass, tanto meno si occupano della popolazione yemenita massacrata dai sauditi, soci in affari della Clinton, di Obama, di Netanyahu e di Hollande. Sono dei semplici “incidenti di percorso” nel cammino verso il “nuovo ordine mondiale”.
      Ricambio i saluti

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