"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Preparativi di Guerra nell’Ucraina di Poroshenko

Reso più forte dalle assicurazioni fornite dalla NATO sul rafforzamento del sistema difensivo/offensivo dell’Est Europa, Poroshenko ha disposto l’invio al fronte di mezzi pesanti ed artiglieria in violazione degli accordi di Minsk che avevano stabilito il divieto di posizionare mezzi blindati ed artiglieria in prossimità della linea di divisione.
In particolare l’Esercito ucraino ha schierato in prossimità della linea divisoria 40 unità di armamento pesante, tra cui carri armati, sistemi di artiglieria e sistemi lanciarazzi multipli Grad, come ha informato il vice somandante delle milizie del del Donetsk, Eduard Basurin.

“Continuiamo a registrare un rafforzamento delle truppe nemiche, violando gli accordi di Minsk che erano stati sottoscritti in precedenza; vicino alla località di Pervomáiskoe abbiamo verificato la presenza di quattro obici D-30, sei carri armati e l’arrivo di un centinaio di militari di Kiev” ha segnalato Basurin.


Si tratta di una delle località del Donbass distrutte nel corso dei combattimenti nella regione. Basurin ha  aggiunto  che in altre zone sono  stati  scoperti 14 sistemi d’artiglieria, 13 carri armati e sei sistemi lanciarazzi Grad.

“In questo modo le autorità di Kiev non soltanto violano tutti gli accordi relazionati con il ritiro delle armi pesanti ma ne aumentano la quantità, cosa che porterà immediatamente ad una acutizzazione del conflitto nel Donbass”, ha precisato il portavoce di Donetsk.
Facile pensare che il Governo di Kiev stia preparando una nuova offensiva contro le formazioni indipendentiste che si trovano sulla linea di divisione per abbattere le difese ed avanzare nei territori controllati dagli indipendentisti. Sarà poi normale per il Governo di Kiev scaricare la responsabilità sugli autonomisti e su fantomatiche truppe russe, accusando Mosca di aggressione, con l’appoggio di tutti i media occidentali, secondo un copione già sperimentato nel conflitto fra il 2014 ed il 2015.

Questa probabile nuova offensiva potrebbe far precipitare la situazione e provocare l’intervento di Mosca in difesa dei russi del Donbass. Inevitabilmente questa volta sarebbe coinvolta la NATO che ha già assicurato il suo appoggio al Governo di Kiev ed i contingenti di truppe stanziati in prossimità dell’Ucraina in Polonia. Inevitabile quindi un allargamento del conflitto.
Nell’Aprile del 2014 Kiev aveva lanciato una operazione militare nelle province orientali di Donetsk e di Lugansk per soffocare la rivolta di indignazione causata dal cambio violento di potere (golpe di Maidan) verificatosi nel paese, nel Febbraio dello stesso anno. L’Esercito di Kiev aveva effettuato bombardamenti indiscriminati sulle zone residenziali colpendo edifici, scuole e perfino l’ospedale di Donetsk e causando la morte di qualche migliaio di civili inermi ma il tutto era stato accuratamente occultato dai media occidentali interessati a presentare i russi come aggressori.

Attualmente sulla zona vige un armistizio concordato in Febbraio del 2015 , tuttavia sia Kiev che le autorità del Donbass denunciano continue violazioni del cessate il fuoco.

Le massicce esercitazioni militari della NATO nella zona e la forte concentrazione di truppe tra i paesi baltici e la Polonia stanno avendo l’effetto di acutizzare la tensione fino a livelli di estrema pericolosità, come rilevato da vari osservatori indipendenti.

Le dichiarazioni bellicose del segretario della NATO Stoltenberg, durante il vertice NATO svoltosi a Varsavia e la dura presa di posizione della cancelliera Angela Merkel contro la Russia, non aiutano a stemperare la tensione ma al contrario concorrono a generare un reciproco clime di sfiducia e di “Guerra Fredda” fra i due blocchi.

Fonte: Sputnik Mundo

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

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  1. Idea3online 1 anno fa

    La Russia potrà resistere alle difficili situazioni solo rafforzando la collaborazione con la Cina. Solo accordi commerciali di acquisti cinesi pagati in dollari, potranno offrire alla Russia la valuta per poter finanziare la sua politica estera. Acquisti della Cina in Russia da una parte aiutano la Russia a trovare risorse economiche in dollari(la Cina ne ha tanti meglio alleggerire le posizioni in dollari), e dall’altra offrono alla Cina materie prime. Solo questa sinergia potrà essere vincente, ed a costo zero per entrambi gli imperi. La Cina impero economico, la Russia impero militare. Unire i due imperi è l’unico modo. Al contrario gli Stati Uniti sono sia Impero economico e militare. Per questo gli Stati Uniti sono più potenti della Russia. Ma la Russia e la Cina insieme saranno un muro invalicabile.

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  2. Anna 1 anno fa

    In seguito alle notizie sulla mobilitazione militare Nato nel Baltico, mi stavo chiedendo cosa gli USA si sarebbero inventati per provocare una reazione della Russia su quel frangente (facendo poi finta d’esser stati loro a subire una provocazione, ovvio).
    Ma l’articolo in affetti ha spostato la mia attenzione verso la direzione di Kiev. Di certo in quella zona sarà molto più semplice per la NATO accendere la miccia che spinga la Russia ad una mossa decisa…
    Ad ogni modo, nutro grande stima per le capacità tattiche del presidente Putin e spero vivamente sia in grado di fronteggiare la partita.
    Non sono una persona che in realtà si schiera con gli occhi bendati in favore di nessuno, però Putin di questi tempi sembra l’unico capo di stato con ancora un po’ di buon senso e di coscienza. Sul fronte euroatlantico, invece, ormai s’è venduta l’anima al diavolo! (Per modo di dire)

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    1. Walter 1 anno fa

      In linea di massima sono d’accordo con te ma credo che in questa circostanza sia importante per Putin avere una strategia vincente dal momento che che non si profilano soluzioni di tipo tattico. Cinicamente parlando, secondo me a Putin converrebbe abbandonare il Donbass e consolidare l’annessione della Crimea. Le forze militari ucraine dovranno faticare per riprendere possesso delle regioni indipendentiste anche senza l’intromissione della Russia e, anche dopo averle riconquistate, non avranno vita facile nel gestirle. Invece che una risorsa, diventeranno una perenne palla al piede, un nemico interno irriducibile, pronto a contrastare e boicottare con tutti i mezzi qualsiasi decisione del governo centrale, un cavallo di Troia che l’Ucraina di Poroshenko si é costruita da sola. Putin potrà giustificare il suo disimpegno ufficiale nel Donbass come un sacrificio necessario per preservare la pace. e continuare, in via non ufficiale, a sostenere il dissenso interno di quella regione. Il Donbass per l’Ucraina diventerebbe come la regione a maggioranza curda per la Turchia.

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      1. Anonimo 1 anno fa

        Salve, se la Russia dimostra anche una piccola debolezza(tipo abbandonare il Donbass) sarebbe
        Immediatamente attaccata militarmente, i preparativi ai suoi confini sono quasi terminati e si aspetta
        La scintilla…

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