"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Preparando l’aggressione militare al Venezuela

Venezolanas manifestan

Notizie dal Latino America/ Atilio Boron, il conosciuto politologo e ricercatore del CONICET ha fatto una analisi della situazione politica ed economica degli Stati Uniti che ha spinto Barack Obama ad accusare pubblicamente il governo di Nicolas Maduro, in Venezuela.

In un dialogo con Luciano Galende e Nora Veiras , lo specialista ha assicurato che “ogni volta che gli Stati Uniti hanno fatto queste dichiarazioni, subito dopo c’è stata una guerra ed una serie di attentati o tumulti sociali”.
In questo modo si riferiva Boron alla dichiarazione pubblica del presidente Barack Obama che ha accusato il governo del Venezuela di minacciare la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Barack Obama, prosegue l’analisi di Boron, è una figura decorativa nella Casa Bianca, lo stesso  che non ha potuto impedire che un personaggio come Benjamin Netanyahu venisse a parlare al Congresso USA per sabotare i negoziati di pace con l’Iran per il programma nucleare di questo paese, ha ricevuto un ordine definitivo dal complesso “militare -industriale-finanziario”: deve creare le condizioni che giustifichino una aggressione militare alla Repubblica Bolivariana del Venezuela.

L’ordine presidenziale emesso da pochi giorni e diffuso per l’ufficio stampa della Casa Bianca stabilisce che il paese di Bolivar e di Chavez “costituisce una infrequente e straordinaria minaccia per la sicurezza nazionale e per la politica estera degli Stati Uniti”, motivo per il quale ha dichiarato l’emergenza nazionale per trattare contro questa minaccia.

Questo tipo di dichiarazioni di solito precedono le aggressioni militari, sia quelle dirette per mano propria, come la cruenta invasione a Panama per rovesciare Manuel Noriega, nel 1989, o quella emessa nel Sud Est Asiatico e che culminò con la guerra di Indocina e del Vietnam in particolare, a partire dal 1964. Tuttavia questo può anche essere il prologo ad operazioni militari di altro tipo, dove gli USA operano di comune accordo con i loro alleati europei, raggruppati nella NATO o con le petromonarchie della regione del Medio Oriente.

Ad esempio questo è avvenuto con la prima guerra del Golfo,nel 1991, o nella guerra contro l’Iraq, 2003-2011, con l’entusiasta collaborazione della Gran Bretagna di Tony Blair  e la Spagna dell’impresentabile Josè M. Aznar, oppure  nella guerra contro la Libia nel 20111, montata sulla farsa sceneggiata della rivolta di Bengasi, dove , presunti “combattenti per la libertà”- che poi si seppe erano mercenari pagati dagli USA, da Londra e da Parigi- furono messi a contratto per rovesciare Gheddafi e trasferire il controllo delle risorse petrolifere ai loro padroni esteri.

Casi più recenti sono stati quelli della Siria e dell’Ucraina dove, l’obiettivo ansioso del “cambio di regime” (eufemismo per nascondere il colpo di stato), che Washington persegue senza sosta per ridisegnare il mondo a sua immagine e somiglianza si è ottenuto grazie alla preziosa collaborazione della NATO e dell’Unione Europea, il cui risultato è stato il bagno di sangue che continua ancora oggi, nonostante la tregua. La signora Victoria Nuland, segretario aggiunto di Stato, fu inviata dall’insolito “premio nobel per la pace” alla piazza Maidan di Kiev per esprimere solidarietà con i manifestanti, incluso con le bande di neonazisti che poi avrebbero preso il potere con assalti a sangue e fuoco, ai quali la “amorevole” funzionaria distribuiva generi di conforto e bottiglie d’acqua per saziare la loro sete di dimostrare e con questo gesto voleva dimostrare che Washington si trovava sempre dalla parte della “libertà” , dei “diritti umani” e della “democrazia” .

Manifestaciones enVenezuela

Quando uno “Stato canaglia” come gli Stati Uniti, che per la loro sistematica violazione della legalità internazionale, proferisce una minaccia come quella che stiamo commentando contro il Venezuela, bisogna prenderla molto sul serio. Specialmente se si ricorda la consuetudine di una vecchia tradizione nordamericana che consiste nel realizzare autoattentati (“false flags2) che servano poi da pretesto per giustificare la sua immediata risposta bellica.

Così avvenne già nel 1898, con l’affondamento della nave da crociera Maine, che giustificò la guerra contro la Spagna, la stessa cosa avvenne a Pearl Harbour, nel dicembre del 1941, sacrificando con questa manovra 2403 marinai nordamericani. Ci si deve ricordare del famoso incidente del Golfo del Tonchino per avere il pretesto dell’intervento in Indocina e tanti altri episodi della storia recente, come ad esempio l’invasione delle piccola isola di Granada dove il presidente Maurice Bishop fu anche lui considerato una “minaccia alla sicurezza degli USA”. Per non parlare poi del sospettoso episodio dell’11 Settembre 2001 da cui sono partite le guerre contro il terrorismo degli ultimi anni.

La Storia potrebbe estendersi indefinitamente. Conclusione: nessuno potrebbe sorprendersi se, nelle prossime ore o giorni, Obama dovesse autorizzare una operazione segreta della CIA o di altri servizi delle proprie forze armate contro un qualche obiettivo sensibile degli USA in Venezuela (una false flag).. Abbiamo assistito in passato ad operazioni fatte alla CIA in Italia- come l’assassinio di Aldo Moro, nel 1978, o la bomba esplosa presso la stazione di Bologna nel 1980- per creare il panico e giustificare poi la risposta dell’impero chiamato a restaurare “l’ordine democratico”, i “diritti umani” e le “libertà pubbliche”. Anni dopo si è scoperto che questi crimini erano stati commessi dalla CIA.

Bisogna anche ricordare il colpo di stato fatto in Venezuela nel 2002, già allora forse per assicurarsi il controllo del paese e delle risorse in vista dell’attacco all’Iraq. Adesso si sta lanciando una guerra su due fronti: la Siria/lo stato Islamico e la Russia e anche si vuole mantenere una retroguardia energetica sicura. Grave, molto grave.  Si impone solidarietà attiva ed immediata dei governi sud americani per denunciare e fermare questa manovra.

Boron: dopo il Venezuela, gli Stati Uniti arriveranno contro di noi e contro il Brasile

Boron ha ricordato, in n’altra conversazione, che “qualche cosa di molto simile è avvenuto con Muammar Ghedafi in Libia, con Mahmud Ahmadineyad in Iran o Petro’ Poroshenko in Ucraina. Ha continuato “quando vedo che c’è una abitudine di condotta sistematica, vale la pena di più che prendiamo alcuni riferimenti per evitare che torni a verificarsi quello stesso tipo di avvenimento”.

Atilio Boron

In questo contesto Boron (nella foto accanto) ha spiegato che gli ” Stati Uniti si stanno confrontando con un momento molto difficile perchè perdono posizioni in diversi teatri di operazioni nel mondo”.
“Gli USA hanno seri problemi in Europa con la Russia e con l’Ucraina; hanno problemi n Medio Oriente visto che gli è scappato di mano il loro primo alleato e questi si reca al Congresso a criticare la politica degli Stati Uniti in Iran ed hanno problemi in Africa dove il gruppo estremista Boko Haram ha dichiarato la sua fedeltà al famoso ISIS”.

“In questo contesto il Venezuela appare come un grande fornitore di petrolio per gli Stati Uniti che  non hanno petrolio in Europa, non possono avere il petrolio da alcuni paesi del Medio Oriente nè dall’Africa, allora vengono al Venezuela”.
Atilio Boron ha spiegato che gli USA necessitano del petrolio per mantenere attiva la loro macchina bellica e in questo contesto ci si potrebbe aspettare che si verifichino alcune situazioni in Venezuela che possano giustificare una invasione nord americana, nella ricerca di assicurarsi questo petrolio.

“Un auto attentato nell’ambasciata americana a Caracas che giustifichi un attacco, questa potrebbe essere una opzione”, ha spiegato Boron ed ha previsto una ipotesi in questo caso di un drone senza pilota che lanci un artefatto esplosivo contro l’ambasciata.

“Inoltre si potrebbe trattare di una serie di attentati in massa, come quello che accadde anni addietro in Italia, o sostenere un qualche gruppo insorgente che si dichiari indipendente dal Governo di Maduro e inizi il processo di una guerra civile all’interno del paese”.
Secondo Atilio Boron sarebbe molto importante che la UNASUR (il gruppo di nazioni sud americane che ha manifestato solìdarietà al Venezuela) possa operare in forma rapida.
“Devono muovesi rapidamente, molto presto, come fece Nestor Kirchner nel 2010 quando avvenne il colpo di Stato in Ecuador”.
Inoltre Boron ha avvisato che gli Stati Uniti “non arrivano soltanto per mettere in riga il Venezuela ma vengono anche per l’Argentina e per il Brasile”.

Fonti:   Contrainjerencia                         Pagina 12

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Gringos go home

 

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