"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Preoccupazione in Germania per gli effetti dello scandalo sul gruppo Volkswagen

di Luciano Lago

Lo scandalo della Volkswagen circa la presunta evasione delle regole contro l’inquinamento, accertata dalle autorità statunitensi, si va espandendo a macchia d’olio su tutti i mercati e rischia di compromettere la solidità dell’immagine della grande casa automobilistica tedesca.
Anche il ministro delle finanze francese, Michel Sapin, ha richiesto un’indagine su “scala europea” dopo la rivelazione del caso. “Risulta importante tranquillizzare” ha dichiarato Sapin in una intervista rilasciata alla radio Europe 1. Inoltre il ministro ha considerato importante che l’indagine non sia limitata alla Volkswagen ma sia più generale ed ha puntulizzato che non si ha ragione di credere che i costruttori francesi si siano comportati allo stesso modo della Volkswagen.

Il ministro ha giustificato la necessità di procedere ai controlli sul territorio europeo, visto che le regole contro l’inquinamento dei motori diesel esistono anche sul mercato europeo e la questione dell’inquinamento riveste molta importanza per evitare che la gente sia avvelenata dalle esalazioni dei motori.
Evidente che l’industria francese attende con preoccupazione l’esito dello scandalo per verificare se gli effetti di questo dovessero portare ad un inasprimento dei controlli ma non si esclude che tutto il polverone sollevato contro la casa tedesca possa produrre un indebolimento del principale concorrente dell’industria dell’auto francese con un rafforzamento di quest’ultima nella sua posizione di mercato in Europa.

Di sicuro i contraccolpi dello scandalo che investe il gruppo tedesco si avranno su tutto il mercato delle automobili  in Europa e probabilmente produrranno un cambiamento di posizioni nei segmenti di mercato dove operano i vari costruttori.
Diverso il caso dell’Italia ove l’industria dell’auto è stata ridimensionata ed internazionalizzata dalle scelte fatte dal gruppo Fiat/FCA e questo segue ormai strettamente le regole che valgono sul mercato USA e non dovrebbe avere problemi da un eventuale inasprimento dei controlli.

Nonostante questo anche il gruppo FIAT potrebbe avvantaggiarsi dall’indebolimento della casa tedesca ed aumentare la sua quota di mercato in Europa, approfittando anche delle buone performance della Ferrari.
Se verrà accertata la frode, l’autorità USA, in particolare l’Ente per la protezione ambientale (EPA) potrebbe comminare alla Volkswagen una colossale sanzione che gli esperti calcolano per circa 18 miliardi di dollari.
Da questo scandalo si sono avuti i primi contraccolpi sulla Borsa di Francoforte ove il titolo della casa tedesca ha perso di colpo oltre il 22% nelle sedute di ieri.

Non si può escludere la necessità, per i manager del gruppo tedesco, di doversi “scusare” pubblicamente, come era già successo in precedenza a Mary Barra della Gm ed a Akio Toyoda della Toyota. La prima per il caso dei blocchetti di accensione difettosi, per il quale Gm è stata colpita di recente dal dipartimento della Giustizia con una multa da 900 milioni di dollari; nel caso della Toyota, cinque anni fa, per lo scandalo dei veicoli che acceleravano improvvisamente senza che il conducente potesse frenarli”.

Una umiliazione non da poco conto per il gruppo tedesco che soffrirebbe una lesione alla sua immagine non rimediabile nel breve periodo. Un colpo all’efficienza ed alla qualità eccellente del made in Germany, da sempre vanto dell’industria tedesca.

Da notare che, proprio pochi giorni prima che emergesse lo scandalo, la cancelliera Angela Merkel aveva invitato, l’industria automobilistica tedesca, in occasione del Salone di Francoforte, ad impiegare i profughi siriani nei propri stabilimenti approfittando del flusso di provenienza di queste persone che fuggono dalla guerra. Un invito a cui l’industria tedesca e lo stesso gruppo Volkswagen avevano risposto positivamente, considerando questa una buona occasione per utilizzare mano d’opera, con un buon livello di scolarizzazione, facimente integrabile ed a buon mercato rispetto a quella europea.

La nuova situazione in cui si trova adesso la Volkswagen, il gruppo leader dell’industria automobilistica tedesca, potrebbe produrre una crisi del settore con perdita di fatturato, riduzione della produzione e mano d’opera in eccesso. L’industria tedesca potrebbe trovarsi presto nelle condizioni di non poter dare facile attuazione alla promessa di ricorrere a nuova mano d’opera nei propri stabilimenti.
La questione è molto delicata ed ha richiesto anche un intervento della stessa Frau Merkel la quale, nel corso di una conferenza stampa, ha dichiarato che si aspetta una “trasperenza totale” nei provvedimenti che dovranno essere presi ed ha manifestato fiducia che, “nella complessa situazione si trovino al più presto le soluzioni possibili”.

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  1. graffio selvaggio 2 anni fa

    …semplicemente una strategia americana per battere l’ Europa in ambito economico e indebolirla e’ una vera e propia guerra economica…signori..le guerre si combattono anche col fucile…e sottolineo anche. Propio l’America parla che quante marachelle ha alle spalle e inquina più di tutti gli altri messi assieme.

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