"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Praga contro Italia e Grecia, gestiscano meglio crisi migranti

BRUXELLES – Praga torna a criticare l’Italia e la Grecia per il modo con il quale gestiscono la crisi dei migranti e prospetta la possibilità di escludere da Schengen i due paesi che si affacciano sul Mediterraneo.
A esprimersi in questi termini, con toni particolarmente duri, è stato il ministro dell’Interno Milan Chovanec, socialdemocratico, secondo il quale Italia e Grecia devono “necessariamente essere costrette a prendere sul serio questa situazione, perché il vero problema è l’estrema facilità con la quale si riesce a superare i confini di ingresso in Unione europea. “In caso contrario, Italia e Grecia in Schengen non ci stanno a far niente” ha proseguito Chovanec, nel corso di un dibattito televisivo andato in onda sulla Ceska televize, la televisione pubblica della Repubblica ceca.

Il ministro ha anche prospettato la possibilità che Praga dia inizio a “una dura offensiva diplomatica per indurre “in primo luogo la Grecia ad iniziare a rispettare i suoi doveri in relazione alla crisi dei profughi”. “Soprattutto la Grecia deve capire di dover purtroppo diventare, per un certo periodo, un centro di detenzione dove i migranti sappiano, ancor prima di arrivare, che saranno internati, controllati e rimandati indietro”.

Fonte: Pars Today

UNGHERIA REPUBBLICA CECA E SLOVACCHIA SI ALLEANO CONTRO LA UE CHE VUOLE IMPORRE I MIGRANTI ISLAMICI: VERTICE A SETTEMBRE
lunedì 26 agosto 2016

LONDRA – Forse nessuno e’ al corrente che il 30 di Settembre il presidente ceco Milos Zeman, il primo ministro ungherese Victor Orban e il leader slovacco Robert Fico si incontreranno e la cosa non deve sorprendere visto che questa notizia , che e’ stata riportata dal Daily Express, in Italia e’ stata completamente censurata.

Lo scopo di questo evento e’ quello di elaborare una strategia comune contro il piano di ripartizione degli immigrati dell’Unione Europea e quindi mettere sotto pressione i parassiti della UE.

Come si sa l’Unione europea vorrebbe obbligare ogni stato membro ad accettare una quota degli immigrati (la cui maggioranza sbarca in Italia, prelevata dal governo Renzi a nemmeno 4 chilometri dalle coste della Libia nelle zone controllate dall’isis che gestisce questo traffico finanziando quindi il terrorismo islamico) che stanno arrivando nel nostro continente ma Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia non ci stanno e per tale motivo i leader di questi tre Paesi si incontreranno in questo evento organizzato da un centro studi russo.

Il  gruppo Visegrad dei 4 paesi dell'Est
Il gruppo Visegrad dei 4 paesi dell’Est

Milos Zeman ha dichiarato che i musulmani non possono essere integrati e se non li si tiene fuori dalla Ue si rischia di fare la fine di Colonia dove a capodanno migliaia di donne sono state molestate sessualmente e questa posizione non e’ affatto isolata visto che la scorsa settimana il vice primo ministro ceco Andrej Babis ha dichiarato che il suo paese non intende accettare un solo rifugiato.

Robert Fico ha fatto notare come ci sia un legame tra questo afflusso di rifugiati e terrorismo sottolineando come molti di questi richiedenti asilo sono terroristi che usano le frontiere colabrodo per far arrivare armi ed esplosivi.

Dal canto suo Victor Orban ha indetto un referendum per il 2 Ottobre in cui chiede ai cittadini ungheresi di opporsi a questa ripartizione e per ora i no sono in forte vantaggio.

Ma Orban nel frattempo non se ne sta con le mani in mano perche’ proprio in questi giorni ha schierato 3mila poliziotti in piu’ per pattugliare i confini di Serbia e Croazia al fine di proteggere le frontiere ed evitare l’arrivo di terroristi.

Com’e’ possibile vedere dopo i Paesi Baltici anche i paesi dell’Europea dell’Est stanno usando la linea dura contro gli immigrati e stanno facendo la voce grossa contro i parassiti della Ue che vorrebbero riempire questi paesi di criminali e terroristi e sicuramente la maggioranza degli italiani concorda con queste misure di buon senso.

Per tale motivo non deve sorprendere la censura dei giornali di regime perche’ chiaramente questa presa di posizione da’ parecchio fastidio al governo Renzi.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo deciso di riportare questa notizia per informare gli italiani e provare a convincerli ad opporsi a questo folle piano.

GIUSEPPE DE SANTIS – Londra

Fonte: Il Nord

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  1. giannetto 9 mesi fa

    Nonostante tutto può darsi che la maggioranza degli italiani ancora concordi con misure di buon senso. Per questo sarebbe necessario (come ora ripeto) che anche loro imponessero, come Orban, un referendum sull’immigrazione. Ci dovrebbe pensare a formularlo qualche giurista “alternativo”, che pure esiste anche qui. Prima che sia troppo tardi. Infatti la mia diretta esperienza visiva dice che sempre più popppolo inizia a fraternizzare con l’equatore in casa. Prevedibile anche questo, visto che la materia grigia secolarmente cattolica del popppolo, archiviata la parentesi del Fascismo, è tornata alla sua consistenza abituale di gelatina che assorbe la “fraternità” universalista e respinge il feeling nazional-patriottico. Di Mazzini e Garibaldi glien’é sempre fregato molto meno che di Pio X e Papa Giovanni.Unica speranza è fare appello all’antidoto delle reazioni antagonistiche ed egoistiche di sopravvivenza, che gli italioti pure possiedono in maniera eccelsa.Ma bisogna far presto. – Quanto al nostro Grande Elemosiniere dei Baluba, che raccatta l’Africa a quattro km. dalle coste libiche, cosa v’aspettate? Che metta in gioco la sua sistemazione futura come “grand commis”, pur nei gradi infimi dell’elite globalista, perché si vergogna d’inondare la nostra nazione con ogni sorta di zavorra colorata, da caricare sulle nostre spalle? Avete mai sentito parlare di classi politiche “compradoras”? Quel che erano in Sud America sono ancora il nostro attuale modello politico.

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  2. Walter 9 mesi fa

    Della serie “anche gli scarafaggi vogliono urlare”. Innanzitutto, più che censurata direi che la notizia é stata ignorata. Un incontro tra Zeman, Orban e Fico non é che sia proprio l’evento dell’anno; per gli italiani, che di politica estera si interessano (molto) poco, la notizia vale quanto un pareggio delle ultime due squadre di serie C. Secondo punto, al contrario dell’Italia (che paga tanto e riceve briciole), la Repubblica ceca e la Slovacchia finora hanno pagato 1 e preso 10 dall’Europa (a proposito di parassiti) e alla prima richiesta si tirano indietro. Poi, la voce grossa la fanno quando parlano ai loro elettori, per “uso interno”, perchè per il resto in Europa contano quanto il due di picche quando briscola é fiori. Quando sono stato a Praga per la prima volta (circa 23 anni fa), i cechi avevano ancora negli occhi la paura e la diffidenza, retaggio del recente passato di occupazione russa, mentre le edicole di giornali vendevano ai turisti il loro best seller: il “puttan tour”. Forse i cechi e gli slovacchi hanno dimenticato il dominio dei russi e hanno bisogno di un ripassino – che vadano pure a gettarsi tra le braccia di Putin.
    Intendiamoci, sono contrario anch’io a questo flusso incontrollato di immigrati ed al modo in cui viene gestito. Capisco la rabbia dei tedeschi, la perplessità e lo sconcerto di greci e italiani, ma che siano i cechi e gli slovacchi a fare “la voce grossa” mi sembra un tantino fuori luogo.

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    1. giannetto 9 mesi fa

      – Sul colossale menefreghismo civico-politico degli italiotelli non stiamo ad aggiungere altre parole.
      . Se è vero – ma non ho i mezzi per provarlo- che quei paesi hanno pagato 1 e preso 10 dalla Ue, mentre per noi è vero il contrario… ebbene, tonti noi e bravi loro, che han praticato una legittima Realpolitik (che gli altri han loro concesso di praticare).
      – A me non sembra che faccian la voce grossa SOLO ad uso interno. Hanno infatti, in più, qualche contenzioso inter-europoide. E meno male che fan la voce grossa ANCHE ad uso interno. Vuol dire che per loro l’opinione dei loro cittadini conta ancor qualcosa, mentre in Italia l’opinione nostra è cacca che il Potere-NWO-Delegato sterilizza con la calce viva dei soliti insulti (razzista, populista, omofobo ecc…)
      – Il “puttan tour” (come lo chiama Lei) è un best-seller che si vende nei cinque continenti. Però questi ungari e slavi non vendono ancora, se devo fidarmi di quel che sento, LGTB e gender.
      – Non credo che abbian voglia di gettarsi sconsideratamente nelle braccia di Putin solo perché non gradiscono invasioni colorate. Non credo che questo non-gradimento comporti senz’altro la ricostituzione del Patto di Varsavia.
      – Come mai cechi e slovacchi, membri paritetici di un’associazione, sarebbero fuori luogo se fanno la “voce grossa”? Solo perché son piccoli di dimensione e di numero?
      Saluti.

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      1. Walter 9 mesi fa

        Mi riesce difficile ammirare la furbizia (tonti noi e bravi loro) di chi frega qualcosa alla comunità a cui appartengo (che sia l’Italia o l’Europa) e alla quale contribuisco con le tasse che pago. Ma mi rendo conto che é una abitudine radicata nel popolo italiano.
        Quando mai l’opinione dei cittadini cechi e slovacchi ha contato qualcosa? Sono abituati a tacere per paura di essere spediti in Siberia a riflettere; la libertà di parola é un concetto estraneo per i cechi e gli slovacchi. Chi parla non sono i cittadini ma politici eterodiretti che usano il populismo più becero e retrogrado per (ri)guadagnare consensi. Fico, in particolare, ha messo insieme un governo che sta in piedi con le stampelle e cerca di creare un’identità e un orgoglio nazionale reinventandosi la storia (vedi, per esempio, Svatopluk I, “primo re slovacco”).
        Non é che me ne importi qualcosa di LGBT, gender e troiai vari e non ne faccio certo una questione morale ma capitali come Praga e Budapest che campano di prostituzione non sono certo un esempio da seguire e ammirare. Certo, anche noi italiani avremo i nostri difetti, ma se chiedi un’informazione a Roma é molto probabile che ti rispondano in modo gentile e ti indichino la strada che cerchi; a Budapest se non paghi non si voltano nemmeno per risponderti e se possono fregarti qualcosa, lo fanno.
        Riguardo l’ultima domanda, sono fuori luogo perchè di fatto il problema degli immigrati non ce l’hanno loro, ce l’abbiamo noi. A loro é stato chiesto di prenderne un piccolo numero e di integrarli nella loro società. Non ne vogliono nemmeno uno? Benissimo, ma allora se rifiutano di accollarsi qualsiasi onere che vengano privati anche degli onori – cosa che non accadrà, per questo hanno gioco facile a parlare.
        Saluti anche a te – per favore, non diamoci del Lei.

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        1. giannetto 9 mesi fa

          Non voglio affatto polemizzare, davvero. Preciso solo.
          1. il discorso furbi-fessi, che è riprovevole nelle relazioni personali, ha pure una giustificazione innegabile in politica, nella Realpolitik, e non sto a rivangare Machiavelli.
          2. I cechi e slovacchi non contano internazionalmente meno degli italiotelli NATO-servi e USA-getta. In meglio, forse, non hanno 100 basi americane sul loro suolo. Han di peggio, forse, che per loro la libertà di parola è un concetto estraneo. Da noi non è estranea come concetto, ma chi comanda se ne è sempre bellamente infischiato, e se ne infischia, di quel che pensiamo e diciamo.
          3. Ohibò! Da chi sarebbero “eterodiretti” i politici ungaro-slavi? Non credo da Soros. Allora da Putin? Dai cinesi?
          3. Quanto alla gentilezza dei contatti quotidiani, a Roma e Budapest, non ho esperienze sufficienti per aver idea di quella degli ungaro-slavi. Dico però che, per mia esperienza, quella degli italiani lascia molto a desiderare rispetto a quella dei francesi o degli spagnoli. Ma ognuno la pensi come vuole.
          $. Prova a domandarti perché noi sì, e loro no, abbiamo (lasciato nascere e crescere fino all’ipertrofia) il “problema Immigrati”, che fuor di linguaggio orwelliano è un problema di licenza alla clandestinità!
          4. Da ultimo non so di che “onori” sti “insignificanti” slavi verrebbero privati se venissero esclusi dall’UE. Mica è l’Eldorado! Bon per loro! – direi -.
          Ancora saluti.

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          1. Walter 9 mesi fa

            Ti invito a leggere il seguente (breve) articolo che riassume bene lo spirito del popolo ceco nei confronti degli immigrati:
            http://www.economicrevue.com/HTM/archivio/20/it/09.pdf
            Quello che l’articolo non dice é che anche loro, quando hanno potuto farlo (durante l’occupazione sovietica non si poteva espatriare), sono emigrati a ovest: migranti economici, ne più ne meno di ciò che oggi rifiutano e disprezzano.
            Perchè noi si e loro no… ? Per motivi prettamente geografici; la Repubblica ceca e la Slovacchia non sono sulle “rotte” dei migranti (medio-orientali e africani). La maggior parte degli immigrati (10-12000 l’anno) nella Repubblica ceca provengono dalla Slovacchia o dall’Ucraina; gli immigrati provenienti dai paesi medio-orientali sono 70 (su una popolazione di 10 milioni di abitanti, circa).
            Se venissero esclusi dalla UE, farebbero la fame. Il loro benessere, sia pure al di sotto dei nostri standard, dipende non tanto dalla facilità con cui recepiscono finanziamenti dalla UE (per investimenti in infrastrutture etc.) quanto al costo del lavoro che da loro é ancora relativamente basso; sono tra i paesi in cui i nostri industriali decentrano la produzione per abbassare i costi; bon per loro e male per noi.
            Da chi sono eterodiretti personaggi come Fico e l’alcolizzato cronico Zeman? Per capirlo, basta leggere la loro biografia su wikipedia. Sono come camaleonti che cambiano colore al mutare delle condizioni ambientali ma la sostanza resta sempre la stessa.
            Non ho parlato dell’Ungheria perchè non si può considerare sullo stesso piano di Slovacchia e Repubblica ceca. Primo, perchè per l’Ungheria il problema degli immigrati esiste davvero (non per finta come negli altri due casi) e, secondo, perchè gli ungheresi (per quanto, in generale, non mi siano molto simpatici) un’identità e un orgoglio nazionale ce l’hanno davvero e Orban ha dimostrato sul serio di essere un bravo statista.

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