"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Pizza per tutti!

di Eugenio Orso

Pizza e Alfano sono due cognomi che, in qualche modo (o in molti modi), s’intrecciano e si completano …

Ambedue generati dalla Dc del crepuscolo, ambedue, nel recente passato, legati al traballante carro di Berlusconi.

Giuseppe Pizza, della “rinata” Democrazia Cristiana post Tangentopoli – della quale ha sempre rivendicato il simbolo scudocrociato, nonché gli immobili di proprietà – ha dato un colpo al cerchio e uno alla botte, perché si è schierato a suo tempo con Romano Prodi (elezioni politiche del 2006), prima di fare il sottosegretario all’istruzione, fra il 2008 e il 2011, nell’ultimo governo del Cav, dopo un “sofferto” cambio di campo.

Angelino Alfano, per non essere da meno, ha mollato Berlusconi al momento giusto (novembre del 2013), in barba alla fedeltà al suo “mentore” politico, scegliendo le appetitose poltrone di governo, con il suo seguito di guitti in offerta speciale … tutti centristi e moderati, naturalmente. Si è ridotto, costui, a fare il collaboratore dei collaborazionisti della troika, partecipando in posizione subordinata ai loro esecutivi. Nelle elezioni ottiene risultati penosi, ma può contare deputati e (soprattutto) senatori a sufficienza per fare l’ago della bilancia … Come si sa, contano i seggi che si occupano in parlamento, non i voti del popolo bue.

Seguendo l’esempio di Angelino e Giuseppe, in questa Italia terminale si deve saltare sempre sul carro del vincitore, se si vuole partecipare al banchetto e mangiarsi un pezzetto di pizza.

L’Italia, a ben vedere, grazie a individui di tal fatta è ridotta proprio a una pizza (piuttosto scadente quanto a ingredienti) sul punto di essere completamente divorata da Mercati & Investitori.

Pizza Giuseppe
Pizza Giuseppe

Si dirà che c’è una bella differenza fra i due compari di tavolata, poiché Alfano non è indagato e non c’è ragione (penale) perché lasci la poltrona di ministro degli interni, mentre il malcapitato Giuseppe Pizza è caduto nella rete della procura di Roma, accusato di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, eccetera eccetera. Alfano non farà la fine del dimissionato Maurizio Lupi, quello del Rolex donato al figlio e dei vestiti di sartoria, fatti su misura.

Si dirà che se le Poste Italiane SpA hanno assunto in qualità di dirigente il fratello minore di Angelino, Alessandro, la cosa è irrilevante, anzi, addirittura naturale, perché le poste … sono state privatizzate e sono diventate SpA! Poi c’è Raffaele, il fratello minore di Pizza … e vuoi che non trovino un posticino anche per lui, magari al ministero degli interni?

Si dirà, come fa pubblicamente Angelino, che il papà del ministro degli interni, Angelo, è anziano e malandato e non può aver inviato un’ottantina di curriculum per assunzione alle Poste (è una barbarie! Secondo Angelino), anche se la segretaria personale di Raffaele Pizza – il fratellino indagato di Giuseppe – abbondantemente intercettata e informata sui fatti, non sembra essere della stessa opinione …

Si dirà e si dice …

Si diranno tante stronzate, arrampicandosi sugli specchi, per nascondere, minimizzare, assolvere politicamente. Questo lo sta già facendo la marmaglia piddina, perché i senatori alfaniani, in area popolare (pensiamo a Schifani …), sono fondamentali per assicurare al buffone di Firenze – Matteo Renzi, per l’anagrafe – una maggioranza di governo. Altrimenti non resterebbe che Verdini quale ancora di salvezza, autentico babàu per gli idioti della “sinistra dem”!

Questa vicenda ci offre un “gustoso” spaccato della vita politica in Italia, ai tempi del governicchio Renzi e della decadenza terminale, mostrandoci con spietata chiarezza quali reti di relazioni la determinino.

Pizza per tutti, dunque, in attesa che arrivi il conto …

Fonte: Pauper Class

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