"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Piano degli StatiUniti per un lunga guerra di logoramento contro la Siria

Obama in Arabia Saudita

di  Ghaleb Kandil

Dissanguare  la Siria ed impedire il suo recupero è l’obiettivo degli sforzi compiuti dagli Stati Uniti , dalla NATO , dalla  la Turchia ,  dall’Arabia Saudita ed dal Qatar , dopo che l’alleanza ha compreso che la caduta del regime e il rovesciamento del presidente Bashar al-Assad sono obiettivi impossibili da realizzare .
I mezzi per intensificare la guerra contro la Siria sono stati infatti al centro delle discussioni del presidente Barack Obama ,nel corso della sua visita in  Arabia Saudita,  Sabato 279 di Marzo .


Le dichiarazioni  fatte dai funzionari statunitensi che hanno accompagnato Obama  dimostrano che entrambe le parti hanno concordato l’aumento degli aiuti degli Stati Uniti ai gruppi armati in Siria , definiti come “moderati ” da Washington.
Si tratta in realtà del Fronte islamico e il Fronte al- Nusra affiliato ad Al – Qaeda, il cui capo, Abu Mohammad al – Joulani, il quale  ha visto il suo nome cancellato dalle liste terroristiche degli Stati Uniti .
Alcuni membri della delegazione degli Stati Uniti  hanno pianificato un progetto per l’addestramento di 600 ribelli ogni mese nei campi in Arabia, Qatar, Giordania e Turchia ( il coinvolgimento della Turchia non ha più bisogno di dichiarazioni pubbliche ).
Le stesse fonti precisano che Obama ha ribadito il suo rifiuto di fornire missili antiaerei ai gruppi ribelli. Tuttavia risulta che  i servizi segreti sauditi hanno fornito gli insorti, negli ultimi mesi, probabilmente con il consenso e il sostegno degli Stati Uniti, quantità di armi sofisticate, che sono state recentemente usate nelle battaglie a Qalamoun .
Importanti quantità di queste armi sono cadute in mano all’Esercito siriano nei depositi sequestrati nella regione dove i ribelli avevano costituito le loro basi.
Gli indizi mostrano che gli Stati Uniti, in collaborazione con i loro alleati, vogliono provocare una lunga guerra di logoramento in Siria, formando nuovi gruppi armati, simili ai Contras in Nicaragua, che furono sostenuti e ricostituiti nonostante le sconfitte consecutive subite contro le forze sandiniste .
Gli sforzi sono impiegati per inviare più uomini e armi in Siria, per prolungare la guerra e le distruzioni .
L’addestramento di un mese dei ribelli dimostra l’esistenza di un progetto a lungo termine, basato principalmente su omicidi e sabotaggi, al fine di ostacolare l’ avanzata dell’esercito nazionale siriano sul terreno di battaglia, così come il recupero dello Stato.
Questo piano di addestramento mira a compensare il ritorno alla vita normale all’interno della Siria di migliaia di ex- ribelli, attraverso la riconciliazione e amnistie presidenziali, e l’inversione dei flussi migratori degli estremisti stranieri .
E’in questo quadro che interviene l’implicazione diretta della Turchia nella guerra in Siria. Dopo la prima visita di Tayyeb Erdogan a Teheran, il centro del potere turco ha indicato che Ankara ha convenuto, con la parte iraniana, che la priorità in Siria era la lotta al terrorismo.
Tuttavia è sembrato la realtà degli avvenimenti sul terreno siano l’opposto di tali dichiarazioni. La Turchia ha infatti pianificato ed organizzato l’attacco di gruppi terroristici contro la città siriana di Kassab (a nord di Latakia ), i cui abitanti sono sopravvissuti al genocidio armeno.
Lo scopo di questa aggressione è quello di aprire un nuovo fronte per disturbare l’organizzazione delle prossime elezioni presidenziali in Siria .
Malgrado gli sforzi degli Stati Uniti e dei suoi alleati, la Siria è in grado di resistere ancora a lungo, grazie all’appoggio popolare, grazie al suo esercito ed allo Stato, grazie anche al sostegno degli alleati regionali e internazionali.

Fonte: Voltairenet

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