"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Perchè Juncker sogna l’Esercito Europeo ?

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di Luciano Lago

L’ultima uscita di Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Europea, il quale si pronunciato pochi giorni fa, nel corso di una intervista, sulla necessità di un esercito europeo, ha provocato numerose reazioni ma non è sembrata raccogliere un grande entusiasmo dai partner europei.

Alcuni analisti hanno osservato che questa idea dell’esercito Europeo, da un lato potrebbe far comodo alla Germania che potrebbe utilizzare il Piano Juncker per creare un esercito europeo e togliere al resto degli Stati membri la possibilità di operare investimenti militari autonomi e riversarli sulla creazione di una forza armata autonoma dalla Nato.  Questo permetterebbe alla Germania  di  rilanciare l’industria bellica tedesca ed i consorzi europei a scapito del mercato e delle industrie militari che ruotano attorno al patto nordatlantico, dominato dagli USA.

In pratica la Germania approfitterebbe di questo piano per scaricare il costo dell’adeguamento delle sue forze armate sui partner europei con grande vantaggio della propria industria bellica.

A questo proposito, interessante notare la reazione di Nigel Farage, leader del UKIP, il quale ha risposto all’idea di Junker con un suo intervento al Parlamento europeo: “Noi dell’Unione europea abbiamo provocato un conflitto con il nostro espansionismo territoriale in Ucraina. Abbiamo infilzato l’orso russo con un bastone, e prevedibilmente, Putin ha reagito. Ma questo ora deve essere utilizzato come un’opportunità per costruire un esercito europeo .. . E Juncker ha detto, dobbiamo far capire alla Russia che facciamo sul serio. Chi credi di prendere in giro, Juncker?”……………………Vedi: Youtube.com/watch

Da registrare che un sospetto aleggia fra alcuni osservatori: essendo Junker, il lussemburghese, come noto un personaggio che ha avuto grande dimestichezza con le maggiori multinazionali che venivano a stabilirsi in Lussemburgo, attirate dalla possibilità di pagare soltanto l’uno per cento di imposte (quando lui era il primo ministro di quel paese), ci si domanda  se non  stia stringendo accordi sottobanco anche con le multinazionali degli armamenti?    A pensar male si fa peccato ma (come qualcuno ha detto) “il sospetto è l’anticamera della certezza”.

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In primo luogo bisogna considerare che il principale ostacolo alla realizzazione di questo E.E. sta nel fatto che l’idea di un dell’Esercito Europeo, non piace a Washington, l’ingombrante alleato di tutti i paesi europei.
Gli USA hanno sempre fatto pressioni sull’Europa per ottenere un maggiore contributo finanziario e militare alle spese per la difesa nell’ambito degli “interessi comuni nella sfera della sicurezza”. Sono loro che hanno sempre imposto il loro modello standard di armamenti ed a questo gli alleati europei si sono dovuti adeguare.

Gli statunitensi sostengono di essere soprattutto loro a finanziare la NATO, che d’altra parte, da sistema mutuo di difesa si è con il tempo trasformata in uno strumento indispensabile per la politica di egemonia degli interessi anglo americani, dall’Europa al Medio Oriente.

Ci si può chiedere quale sia lo scopo reale della proposta per la creazione di un Esercito Europeo? Significa che l’Europa sta cercando di uscire da sotto il controllo degli USA? E se Bruxelles avesse un obiettivo diverso? Secondo il direttore dell’Istituto di studi politici Grigory Dobromelov,
“Al momento è impossibile dire se si tratti di un tentativo di diventare autonomi dagli USA, perché la proposta di creare e finanziare un esercito unificato non è stata ancora formalizzata. Ci sono però due scenari. Il primo ci dice che nel contesto degli ultimi eventi geopolitici gli europei potrebbero pensare che la loro dipendenza politica e militare dagli Stati Uniti abbia raggiunto un livello critico. Siccome l’Europa non può creare un esercito forte in ciascuno dei paesi membri, perché in tal caso l’onere finanziario sarebbe insopportabile, potrebbe decidere di creare un esercito europeo unificato ad alta mobilità con un unico centro di coordinamento. D’altra parte, l’America ha più volte dichiarato che da parte dell’Europa vuole vedere una più attiva partecipazione ai conflitti locali e un maggior impegno finanziario. Per creare l’esercito europeo tutti gli Stati dell’Unione Europea dovranno aumentare le loro spese militari, e gli USA dovrebbero esserne contenti”.      vedi:     Sputinik News…..

In realtà il governo britannico è il primo a respingere la proposta di un Esercito Europeo ed è abbastanza facile capire il perchè: la Difesa è una prerogativa nazionale e non esiste possibilta’ di cambiare questa impostazione. Una posizione che sarebbe condivisibile se non fosse che Londra, da molto tempo, ha posto le sue forze armate al servizio dell’imperialismo USA di cui è il più fedele vassallo.

Inoltre c’è una giusta osservazione, con sottile humor britannico, che viene fatta dagli inglesi: visto quello che l’eurocrazia di Bruxelles è riuscita a combinare dopo che gli sono stati affidati la gestione economica e quella della moneta unica, figuriamoci cosa sarebbero capaci di fare una volta che gli venisse affidata anche la difesa.

È chiaro che, in caso di una decisione della UE che vada verso la creazione di una difesa comune, la maggior parte delle spese dovrebbe essere finanziata dagli Stati più forti, in primo luogo dalla Germania. Anzi, l’esercito tedesco potrebbe diventare la base delle forze armate dell’Europa unita. Tuttavia, considerando il basso livello di efficienza attuale delle forze armate tedesche, per creare questo esercito, ci vorrebbe parecchio tempo e tante risorse che in questo momento in Europa scarseggiano. Di conseguenza, non è affatto scontato che un eventuale Esercito Europeo possa diventare un serio contrappeso politico agli USA.

D’altra parte gli specialisti affermano che questo eventuale “Esercito Europeo” sarebbe giustificato, dati i suoi enormi costi, esclusivamente nel caso di una seria minaccia esterna, che in questo momento non sussiste.
Nell’ambito degli stati europei, un ruolo importante potrebbe essere svolto dalla Francia in qualità di potenza nucleare, con una propria industria militare di un certo livello, dalla stessa Italia, che è attualmente un produttore di armamenti (Finmeccanica, Augusta, Beretta, ecc.) come anche dalla Spagna e da qualche altro paese. I paesi dell’Est Europa, fra i nuovi soci della UE, potranno contribuire non tanto con le risorse finanziarie, quanto con le loro risorse umane, fornendo le truppe da arruolare (bulgari, rumeni, croati, ecc..), una valvola di sfogo per la disoccupazione che affligge quasi tutti i paesi del continente.

La Polonia, fra gli altri paesi, vorrà svolgere un ruolo di rilievo, perché in questo momento è il paese che più si sforza di esercitare una seria influenza all’interno dell’Unione Europea.

L’attuale presidente di turno dell’Unione Europea è un polacco, Donald Tusk, il quale è già volato a Washington di sua iniziativa, senza neppure consultarsi con i partners europei, tanto meno risulta che si sia consultato con la F. Mogherini (ufficialmente responsabile della politica estera della UE), per richiedere più armi, più mezzi corazzati, truppe, artiglieria e sistemi anticarro, questo perchè il governo polacco è quello che più spinge per misure anti russe e per armare il governo di Kiev.

Nel corso di una conferenza stampa a Washington, lo stesso Tusk ha rivelato che, nell’ambito dei partner europei, ci sono molte divergenze e che vari paesi europei si oppongono ad approvare altre sanzioni contro la Russia. L’Europa è spaccata nella sua politica contro la Russia e non tutti sono disposti a seguire la frenesia bellicista degli stati baltici e della Polonia, sostenuta anche dal Senato USA dove predominano i “falchi” repubblicani.

Il primo punto interrogativo è l’atteggiamento della Germania che, con una recente presa di posizione pubblicata dallo “Spiegel” ed ispirata dalla cancelleria di Berlino, ha dato del visionario al generale USA Breedlove, quando questi ha parlato di “una invasione in corso dei russi nell’Ucraina dell’Est”. Vedi: La Germania in aperto contrasto con la NATO e con la “frenesia bellicista” dei falchi di Washington
L’atteggiamento del governo tedesco, che è stato il promotore degli accordi di Minsk, appare molto cauto e sembra sia quello di opporsi comunque ad una soluzione militare in Ucraina ed agli atteggiamenti aggressivi e bellicisti dell’Amministrazione USA contro la Russia. La Germania sa bene cosa significhi sfidare le ire dell’orso russo e la sua esperienza storica gli suggerisce di non percorrere una strada che si trasformerebbe in una catastrofe per la Nazione tedesca.

Tuttavia non si può escludere che i settori più guerrafondai di Washington, a cominciare dalla Victoria Nuland e dal senatore MC Cain , possano prevalere sulle decisioni dell’Amministrazione USA e creare l'”incidente” o la “false flag” che fornirebbe il pretesto per la ripresa delle ostilità in grande stile in Ucraina e contro la stessa Russia. La CIA ed i servizi di intelligence di USA e Gran Bretagna potrebbero essere già al lavoro su questo piano.
A quel punto agli alleati europei, già privi della capacità di decidere in modo autonomo, vincolati dagli accordi NATO, messi davanti al fatto compiuto,  sarà negata qualsiasi possibilità di scelta.

Altro che ” Esercito Europeo”, che appare soltanto nelle farneticazioni di Jean C. Junker, magari dopo qualche bicchiere di buon cognac d’annata, di cui sembra che sia un forte estimatore.
La minaccia esterna per l’Europa in questo momento non sussiste, ma si potrebbe prefabbricare per tutti gli usi.
Gli europei sono avvisati: i 70 anni di pace ininterrotta potrebbero divenire soltanto un ricordo.

Nella foto sopra: esercitazioni militari NATO in Germania

Nella foto al centro: Jean Claude Junker, presidente della Commissione Europea

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  1. Eugenio Orso 2 anni fa

    Il quadro che ne esce è francamente sconcertante e – vantaggi per l’industria tedesca a parte, nel caso di un esercito europeo – la marcia di avvicinamento alla guerra è sempre più rapida. La tensione verso la guerra, manifestata dagli usa, non potrà essere fermata dai deboli stati europei, che temono il conflitto sul loro territorio. Gli usa faranno saltare Minsk2 con i loro invii di “addestratori”, di humvee (corazzati e non, gli stessi forniti all’isis) e droni, e allora saranno dolori, nonostante la resistenza di alcuni (deboli) europei.
    Scritto questo, l’esercito europeo sarebbe non solo un affare economico per la germania – come si precisa molto bene nell’articolo – ma uno strumento militare sovranazionale, con scopi diversi e un po’ più limitati di quelli nato, per costringere a più miti consigli eventuali popoli dell’eurolager che dovessero insorgere contro la dittatura “contabile” e monetaria … Penso all’area di crisi dell’Europa mediterranea. La “difesa dell’eurozona” (ma dalle minacce interne) potrebbe essere una delle missioni del nuovo esercito.

    Cari saluti

    Eugenio Orso

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Condivido totalmente le sue osservazioni. Un eventuale Esercito Europeo svolgerebbe un compito essenziale per l’oligarchia europea di Bruxelles e Francoforte: sarebbe prevalentemente uno strumento ad uso interno per controllare e reprimere eventuali sollevazioni popolari nei paesi oggetto della dittatura finanziaria europea. In pratica avrebbe una funzione di “braccio armato” della Commissione Europea che permetterebbe a questa di intimorire e reprimere ogni possibile dissidenza in qualsiasi paese dell’Unione. Il tutto accompagnato da leggi che limitino in qualsiasi ambito (internet incluso) la possibilità di esprimere idee difformi dal “pensiero unico” prevalente e politicamente corretto. In Francia lo ha già preannunciato il presidente Francois Holland propenso all’incriminazione dei dissidenti. Si sa che la Francia è il paese che precede sempre gli avvenimenti in Europa, sia nel bene che e nel male. Prepariamoci dunque a vendere cara la pelle. Ricambio i saluti

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