"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

PARLA IL COMANDANTE DELLA RESISTENZA IN UCRAINA ORIENTALE

Lugansk bandiere

Si sa poco di Igor Strelkov, ma il 7 giugno, in seguito all’insediamento del nuovo presidente ucraino Poroshenko, il comandante ha concesso una lunga intervista in cui delinea anche gli aspetti strategici della resistenza armata. L’intervista è stata apparentemente bloccata da YouTube, ma è disponibile qui: http://www.mondbasis.com/ukraine/20140607.html

Credo che la situazione peggiorerà, perché ora questo cosiddetto presidente “legittimo” si rivolgerà subito ai paesi della NATO chiedendo prima di tutto aiuto militare. Ci possiamo aspettare di dover affrontare nuovi carriarmati, elicotteri, aerei, consiglieri, istruttori, mercenari della NATO. Ci sarà un numero maggiore di granate, di truppe e di vittime. Questo è tutto quello che mi aspetto dalla cosiddetta “inaugurazione”.

Stamattina c’è stato ancora bombardamento di artiglieria sul quartiere Artem di Slavyansk. I nostri posti di blocco si trovano sul perimetro, ma il nemico bombarda regolarmente le case nei quartieri civili. Le granate sono esplose anche vicino all’ospedale. […]

Come fanteria, per ognuno dei miei combattenti ci sono 5 o 6 soldati nemici. Inoltre ci sono 50-60 pezzi di artiglieria pesante dedicati a bombardare la città, e anche due sistemi Grad e molti carriarmati. Sfortunatamente non li possiamo ingaggiare direttamente, vista la distanza di 1,5-2 km. […] Bombardano da posizioni di assoluta sicurezza. […] Sperano di costringere la popolazione ad abbandonare la città, per poi occuparla. Una grande parte della popolazione, almeno a Semyonovka e Cherevkovka, è già partita, non c’è quasi più nessuno. Eppure, loro non provano ad attaccare. Il motivo è semplice: sanno benissimo che avrebbero molte perdite. La loro fanteria non è abbastanza forte né in attacco né in difesa. In pratica si stanno semplicemente vendicando dei nostri colpi di precisione contro la loro artiglieria, i loro veicoli corazzati. Sfogano la loro rabbia bombardando a tappeto i quartieri civili. […] Hanno colpito la centrale di Nikolaevskaia con la specifica intenzione di metterla fuori uso, così da tagliare la corrente elettrica non solo alla nostra città, ma a diverse altre del Donbass settentrionale. Insieme al bombardamento delle aree industriali, questo fa parte della distruzione intenzionale del complesso industriale. […]

Igor Strelkov

La mia previsione è che non solo la regione di Slavyansk, che in questo momento sta facendo da scudo alle province di Lugansk e Donetsk, ma l’intero territorio di queste regioni diventerà un campo di battaglia. E’ ovvio che nessuno fermerà questa operazione militare; nessuno intende farlo. […] Tutto questo si espanderà a Donetsk, Gorlovka, Makeevka, Lugansk, a tutte le altre città e parti della regione. Queste sono le conclusioni che si possono tirare in base a quello che l’esercito ucraino sta facendo.

Diventerà una catastrofe umanitaria non per una città, ma su scala regionale, forse mondiale. Dico questo perché nella regione ci sono più di 6 milioni di abitanti che diventeranno i bersagli di questa macchina militare stupidissima, non professionale e noncurante. Mentre una guerriglia (e noi di fatto lo siamo) può difendere le città, respingere la fanteria e perfino gli attacchi dei carri armati, sfortunatamente non può difendere la regione dagli attacchi aerei e dalle granate. […] Indipendentemente da quanti volontari possiamo mettere in campo, non possiamo armarli tutti, ad oggi manchiamo di tutto (fucili, munizioni, elementi anti-aerei e anti-carro) e, anche se ricevessimo tutto l’equipaggiamento necessario per fronteggiare l’esercito ucraino, si avrebbe comunque una completa catastrofe umanitaria nella regione. Sfortunatamente, senza forze di pace (e ovviamente intendo forze di pace russe, perché nessun altra forza di pace sarebbe accettata qui, né considerata “di pace”) la regione scenderà nel caos sanguinario e nell’illegalità. Tutto quello che è stato costruito in decenni sarebbe perso, distrutto.”

D: Poroshenko ha promesso a Putin che, a breve, la guerra in qualche modo verrà finita o sospesa. Nella sua opinione, cosa intendeva con questo?

“Credo intendesse che l’esercito ucraino asfalterà l’intera regione del Donbass, eliminerà tutti quelli che sono insorti contro il governo illegittimo di Kiev e che si sono ribellati alla discriminazione contro la gente russa, e che metterà fine alla guerra in questo modo. Penso che avesse in mente questo. Un oligarca che ha sponsorizzato il cosiddetto “Maidan”, che ha fatto le affermazioni più bellicose e preso le posizioni più estremiste quando era ancora un candidato presidenziale, che è un fantoccio controllato direttamente dagli Stati Uniti d’America, un oligarca così non può cambiare da un giorno all’altro. Ovviamente intende che “imporrà l’ordine” con il pugno di ferro. […] Ecco perché noi, ovviamente, resisteremo fino all’ultimo uomo. E resisteremo con successo, lo voglio sottolineare.

Il vero problema non è che non riusciamo a difenderci dalle forze ucraine, è che, se questa guerra continua indefinitamente, per la regione sarà una catastrofe umanitaria. Di conseguenza la Russia riceverà milioni di rifugiati impoveriti ed arrabbiati. Ciò che è stato creato in decenni, se non secoli, verrà distrutto. Prevarremo su di loro ogni volta, su tutti i fronti. Non sono stati capaci di ottenere alcuna vittoria significativa. Sono riusciti a sopraffare la nostra guarnigione di 100 uomini a Krasniy Liman solo con una forza di 3.000, e attaccando da tutte le parti. Dove devono fronteggiare una nostra forza numerosa, più o meno addestrata e in qualche modo equipaggiata, sempre ogni volta vengono sconfitti. Non riescono ad avanzare nemmeno di un passo. La loro tattica consiste nel riempire il paesaggio di truppe, carriarmati, trasporti corazzati, artiglieria, e di difendersi, nella speranza che noi, non avendo parità numerica e di equipaggiamento, non riusciamo a smuoverli dalle loro posizioni. Un esempio di questo approccio è al Monte Karachun. Non riusciamo a cacciarli da lì prima di tutto perché le loro forze sono almeno il triplo della mia guarnigione (a Slavyansk).

[…] I media ucraini mentono, mentono senza fine. Si assicurano che nessuno fornisca queste informazioni. E, siccome i media occidentali vanno a braccetto con i colleghi ucraini e forniscono solo informazioni che avvantaggiano l’Ucraina, i media russi diventano il loro nemico naturale.

[…] Le norme e leggi internazionali a loro non interessano minimamente. Per esempio, qui usano bombe a grappolo e armi illegali simili. Sparano e spazzano via interi municipi dalla faccia della Terra. Bombardano le città. Continueranno così in modo sempre più brutale. Questo perché non trovano opposizione materiale a quello che fanno. Non hanno altra tattica. Non sono capaci di prendere le loro armi e attaccare le nostre posizioni faccia a faccia, nonostante la loro schiacciante superiorità numerica. Appena la loro fanteria si imbatte in combattimento diretto, si ritira. Si ritirano perfino se sono supportati dai carriarmati. Li abbandonano e si ritirano. Capiscono che la loro fanteria non è capace di combattere. La loro unica opzione è bombardarci da lontano, e farlo ancora, ancora e ancora, nella speranza di infliggere la maggiore distruzione possibile.”

Fonte: ZeroHedge

Traduzione: Anacronista

*

code

  1. Pingback: parla il comandante della resistenza in ucraina...