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Panama ed il massiccio “riflusso di capitali” operato dai Banksters di Wall Street

La Banca JP Morgan/Chase e gli USA hanno trasformato Panama in un paradiso narco fiscale: dal generale Noriuega fino al Mossack Fonseca

di Alfredo Jalife -Rahme

La procura di Panama (Fiscalia) ha perquisito gli uffici dello studio Mossack Fonseca a Città di Panama, dopo aver rivelato, in una indagine giornalistica, che questo realizza società offshore per aiutare i propri clienti ad evadere le imposte.
Gli antecedenti: secondo l’ Agenzia Centrale di Intelligence (CIA) , “Panama ruppe i rapporti con la Spagna nel 1821 e si unificò alla Repubblica della Gran Colombia”, costituita inoltre da Ecuador e Venezuela.

Quando la Repubblica della Gran Colombia fu dissolta nel 1830, Panama rimase come parte della Colombia e “con l’appoggio degli USA”, Panama si separò dalla Colombia nel 1903 e firmò nell’immediato un trattato con gli USA per permettergli la costruzione di un canale”, consegnando la sovranità agli USA su una fascia di territorio ai due lati della zona del Canale di Panama, che “fu costruito dal Corpo degli ingegneri dell’Esercito statunitense tra il 1904 ed il 1914.

I Fatti: La situazione del paese centroamericano/caribegno – 75 mila 420 Km2 (equivalenti a Zacatecas -Messico) ed una popolazione di 3,6 milioni – è strategicamente privilegiata: è un paese bioceanico e collega il Sud America con il Nord America.

Cento anni più tardi, due competitors geoeconomici, gli USA e la Cina, sono i principali usuari del canale, che ha iniziato il suo progetto di espansione nel 2007 e dovrà essere completato quest’anno ad un costo di 5 mila 300 milioni di dollari; tra 10 e 15 per cento del suo PIL, cosa che duplicherà la sua capacità.
Secondo la CIA, il suo “vigoroso disimpegno” economico non si è tradotto in una prosperità ampiamente condivisa, già che Panama “ostenta il secondo peggior reddito procapite in Latinoamerica: all’incirca di una quarta parte della popolazione vive in povertà”.

Ovvio: il narcoriciclaggio e l’evasione fiscale tipica dei paradisi fiscali non furono progettati a beneficio delle sue popolazioni, ma prioritariamente a beneficio dei banksters di Wall Street e della City.

Ed Vulliamy, del giornale britannico The Guardian, segnala che, al principio del secolo XX, lo Stato panamense fu originariamente creato per funzionare come rappresentanza delle elites dei  ricchi ed egoisti  detentori di capitali di questo mondo. A giudizio di Vulliamy, “Panamá fu creata dagli USA per causa di esclusive  ragioni commerciali ed egoistiche quando si percepiva la imminente caduta della Gran Bretagna con il suo impero globale e l’ascesa del nuovo impero statunitense”.
Lo sctittore Ken Silverstein smonta a Vce la imbiancante “firma legale” Mossack Fonseca che lavora con gli oligarchi, narco lavatori e dittatori”: “i veicoli di fuga dei banchieri d’assalto. La pestilente firma legale Mossack Fonseca fu fondata a Panama dal tedesco Jürgen Mossack e dal panameño Ramon Fonseca.

Il novellista e oggi narco lavatore Ramon Fonseca – un altro novellista, il propagnadista neoliberale Mario Vargas Llosa è stato preso in flagrante nelle carte di Panama – era stato consigliere e ministro del presidente Juan Carlo Varela e presidente  del Partito Panamnse al potere: dopo di questo dovette rinunciare per il suo collegamento con il riciclatore brasiliano “Petrolao-Operation Car Wash”.
Fonseca si era laureato nella London School of Economics. La fetida connessione britannica! Il padre di Jürgen Mossack proviene dalle file naziste ed ha offerto i suoi servizi alla CIA per spiare Cuba. Poi Jurgen ha lavorato come avvocato a Londra prima di tornare a Panama ad installare la sua fetida firma legale, con gli uffici in 44 paesi, che ricicla in vari paradisi fiscali: “Bahamas, Chipro, Hong Kong, Svizzera, N. Jersey, Luxemburgo e le Isole Vírgenes Británicas e, in forma di disturbo, negli USA, nello specifico nello Wyoming, Florida e nel Nevada”.

Di sicuro, nel corso di uno dei miei viaggi a Lussemburgo ho scoperto il narcolavatore, ex presidente Miguel della Madrid Hurtado, il quale ha ottenuto la mia espulsione da una pubblicazione locale, Esilarante.
In forma travolgente, Silverstein denuncia che la società  “Truman Used Auto Parts en Kansas City y Missouri” muoveva denaro per conto di  Al Quaeda.   Silverstein afferma che nel 1903, Theodore Roosevelt ha creato il nuovo paese di Panama in rappresentanza di vari gruppi bancari degli USA, tra i quali JP Morgan, nominato come suo agente fiscale ufficiale.  Non va bene ma è la norma, nella Svizzera del Centro America.
Oggi Panama è uno dei principali centri finanziari del mondo e conta con più di di 110 banche e a partire dagli anni ’70 si è posizionato come un paradiso di narcolavaggio ed evasione fiscale, dove il segreto bancario è di rigore, cosa che ha attratto i conti spuri di tre tiranni: il filippino Ferdinand Marcos, l’haitiano Baby Doc Duvalier e il cileno generale Augusto Pinochet Ugarte.

Il business del narcolavaggio è stato in auge quando il generale Manuel Noriega prese il potere nel 1983 e si è associato con il cartello di Medellin. Noriega, che fu uno degli strumenti  criminali del nepotismo dinastico dei Bush, si trovava sul libro paga della CIA ed è caduto dalla graza degli USA quando si è opposto al rovesciamento del governo sandinista nel vicino Nicaragua, cosa che ha provocato l’invasione dei marines nel 1989 ed ha resitituito il potere alle anelanti elites bancarie ereditate dal testamento di JP Morgan.
Si ricorda che oggi la  JP Morgan-Chase,  è il banco che concentra la maggior parte degli speculativi derivati finanziari che operano giustamente dai paradisi fiscali del G-7.
Silverstein commenta che il Nevada si è trasformato nel centro di operazioni di speculatori, banditi delle transnazionali, evasori fiscali e truffatori di Internet. I banchieri schiavisti Rothshild, che controllano  il maligno mega speculatore George Soros, hanno stabilito un paradiso fiscale multimilionario a Reno (Nevada).

Andrew Penney, direttore della Rothschild & Co., sostiene che gli USA sono adesso di fatto  il maggior paradiso fiscale al mondo. Di sicuro il profugo israelita messicano David Nanes Schnitzer, ex presidente di Stanford Group México, fu arrestato nel Belice, un’altro paradiso fiscale, per una frode multimilionaria fatta a spese di 3.500 cittadini messicani.

In breve il cancelliere seguace de l pres. messicano  Fox, Castañeda Gutman, collegato a George Soros, ha fatto parte della Standford,  che riciclava il cartello bancario del Golfo, secondo quanto afferma l’FBI.
Panama si vanta di avere la maggior crescita economica di tutto il continente latino americano : l’anno scorso la crescita fu del 6% con un PIL di 82.000 e 180 milioni di dollari ed un reddito procapite di 20.000 e 900 dollari (superiore al Messico).

Secondo Nicholas Shaxson, autore del libro “Islas del tesoro: Paraísos fiscales y los hombres que robaron al mundo”, la GB opera con una rete di territori oltremare e dipendenze della Corona che include alcuni dei maggiori paradisi fiscali. Persino la Germania ha dovuto ammonire questa politica della Gran Bretagna ed il suo eccessivo riciclaggio di denaro nei paradisi fiscali, cosa che ha molestato David Cameron.

Conclusione: dopo il lancio della “bomba atomica finanziaria” effettuato dagli USA attraverso le sue antenne, USAID, Fundación Ford e George Soros, è probabile che Panama venga sacrificata sull’altare dei Banksters di Wall Street che hanno necessità di riindirizzare i 40 bilioni di dollari (4.000 miliardi) sparsi in più di 50 paradisi fiscali che controlla il G7 per riempire alcuni dei loro  buchi neri finanziari , apertisi da quando hanno iniziato a deflagrare i loro speculativi derivati finanziari.
Si tratta di un massiccio riflusso di capitali operato dai Banksters di Wall Street

Fonte: La Jornada

Traduzione: Luciano Lago

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