"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Rifiuto questa onorificenza perchè ritengo che non spetti al Governo decidere chi sia onorabile e chi no”, afferma l’autore del libro” Il Capitale nel XXI secolo”.

A suo tempo molto vicino all’attuale presidente della Repubblica, l’economista ha alzato ultimamente il tono delle sue critiche contro la politica dei tagli attuata da Valls.

Thomas Piketty, considerato il guru francese dell’economia, autore del “Il Capitale nel XXI secolo”, ha annunciato questo Giovedì che si rifiuta di ricevere la massima onorificenza civile che un cittadino francese possa ricevere, la Legion d’Onore. Rifiuto questo riconoscimento perchè non ritengo che spetti al governo decidere chi è onorabile e chi no”, ha afermato Piketty nelle sue polemiche dichiarazioni rilasciate all’agenzia AFP. “Farebbero meglio a concentrarsi su come risuscitare la crescita economica in Francia ed in Europa”, ha aggiunto l’economista.

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L’impresa israeliana per il Petrolio ed il gas “AFEK”, ha iniziato le sue operazioni di perforazione nel Golan siriano occupato, nella zona denominata “El petroleo 5”, dove sono arrivati vari veicoli pesanti per iniziare quelle che l’impresa definisce “perforazioni di prova”, come preludio all’inizio di altre operazioni reali nell’arco di due settimane.

I preparativi per iniziare i lavori di perforazione sono stati fatti dopo che un Tribunale Supremo israeliano aveva dato luce verde all’impresa israeliana per rubare il petrolio del Golan occupato (dopo la guerra del 1967).

L’azione ostile di Israele, avviene dopo che l’ONU aveva reiterato la sua richiesta al governo di Tel Aviv di cessare l’occupazione israeliana e di adempiere alle risoluzioni già emesse circa il Golan siriano occupato, in particolare la risoluzione del Consiglio di Sicurezza n.497 dell’anno 1981 che considera nulla e senza effetto legale l’imposizione delle sue leggi sul territorio occupato del Golan.

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di Simone Sauza

Su Mafia Capitale si è detto e scritto relativamente tanto. Eppure sembra non averci insegnato nulla. Del resto, l’errore più grande che si possa fare è relegarlo in qualche anfratto della memoria collettiva come uno dei tanti casi di corruzione, tanto per alimentare il misero qualunquismo del “so’ tutti ladri!”. Il procedere caso per caso, scandalo per scandalo, empiricamente, non solo è poco utile, ma è letteralmente dannoso. Come quando si pensa che Mafia Capitale sia un problema di Roma; o quando si tratta la Mafia come una specie di villain dei fumetti. È la visione sistematica di queste vicende (Mafia capitale come il Mose o la Tav) a mancare.

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di Peter Koening *

Washington è determinata a scatenare una guerra contro la Russia. Fa tutto parte del PNAC (Plan for a New American Century, Piano per un Nuovo Secolo Americano) per dominare il mondo. Dopo la Russia, la Cina dovrebbe seguirla. Questo è il piano. La Cina è circondata, ora, mentre ne parliamo. Non importa che Russia e Cina abbiano di recente concluso un patto, una stretta alleanza finanziaria e militare – quasi impossibile da sconfiggere.

A meno che – e qui sta il nocciolo della questione – a meno che Washington non inizi una guerra nucleare totale, distruggendo il pianeta, incluso se stessa – ma soprattutto l’Europa.

Dei 28 Paesi membri della NATO, 26 sono in Europa, di cui 12 in Europa orientale, Paesi che erano il “cortile di casa” della ex Unione Sovietica. E tutto ciò è accaduto nonostante la promessa di Washington, al momento della caduta del Muro di Berlino, di non di espandere la NATO verso est. Una menzogna e un vero affronto verso la Russia.

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I paesi che compongono la UNASUR (“Union de Naciones Suramericanas”) hanno manifestato il loro rifiuto verso il progetto di legge con cui il governo Nord Americano pretende di emettere sanzioni contro il Venezuela e che rappresenta un’altra evidente ingerenza dell’Amministrazione di Obama nella politica interna dei paesi della regione.

L’informazione è stata diffusa attraverso un comunicato emesso dal Ministero degli Esteri dell’Organizzazione in data 26 di Dicembre, in cui il blocco dei paesi latinoamericani aderenti all’Organizzazione hanno tutti condannato in forma categorica l’approvazione del progetto di legge con cui la Nazione Nord Americana trasgredisce “il principio di non interferenza nei fatti interni di altri Stati e non contribuisce alla stabilità, alla pace sociale e la democrazia in Venezuela”.

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BEIRUT – Il pilota giordano catturato dalle milizie Isis in Siria la settimana scorsa sarebbe stato ucciso. E’ quanto riferisce l’emittente araba “Al Mayadeen”, che ha sede a Beirut.
La notizia arriva dopo che nelle prime ore di oggi l’agenzia stampa turca Anadalou aveva riferito di “un blitz” fallito, tentato da un commando Usa per liberare dell’ostaggio. L’Isis ha giustiziato il pilota giordano Muad al Kassasbeh che era stato preso ostaggio una settimana fa nel Nord della Siria”: è questo il testo della notizia flash data dall’emittente araba “Al Mayadeen”, senza fornire ulteriori dettagli.

In precedenza, l’agenzia turca “Anadalou”, aveva riferito di “un fallito tentativo per la liberazione di al Kassasbeh” che sarebbe stato compiuto da un “commando americano”, secondo quanto riferisce il sito d’informazione arabo “Bokra.net”, secondo cui “gli elicotteri del commando sono stati bersagliati da una pioggia di piombo nella zona che si ritiene che l’Isis tiene in prigionia il pilota”. Martedì scorso, siti dell’Isis hanno lanciato un sondaggio sulla sorte di al Kassasbeh con un hastag che recita così: “Suggerisci un modo per uccidere quel maiale del pilota giordano”.

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di Marco Mori

Il 24 settembre, Mario Draghi, governatore di BCE e primo artefice delle politiche volte allo smantellamento della democrazia in Europa, dichiarava quanto segue: “In Eurozona non c’è rischio deflazione”.

A pronta smentita della sua assurda profezia pubblicavo questo articolo che vi invito a rileggere. Vedi: Draghi dice che in Europa non c’è rischio deflazione e intanto Renzi agisce per abbattere i salari.

Draghi, ancora tre mesi fa, dunque negava apertamente l’evidenza ed, in manifesta malafede, ribadiva che l’austerità non avrebbe portato l’Europa in deflazione. In realtà è ovvio, come era ovvio tre mesi fa, che la deflazione arriverà ovunque in Europa e, dove già c’è, aumenterà esponenzialmente. Siamo, infatti, in una situazione di palese rarefazione monetaria, causata dalle politiche recessive che vengono imposte ad oltranza alle nazioni (si tassa più di quanto si spende). Manca moneta (che ricordiamolo: si crea dal nulla senza alcuna contropartita), serve più spesa, ma invece che immetterla si fa l’esatto opposto. Questo per l’ormai acclarato disegno criminoso di utilizzare la crisi come leva per cancellare le sovranità nazionali di ogni singolo paese UE.

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di Luciano Lago

La vicenda delle due ragazze italiane, Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, sequestrate da un gruppo jihadista in Siria e ricomparse in un video trasmesso dai terroristi, dimostra quanto può capitare a chi, ingenuamente ed in modo sprovveduto, crede alla narrazione falsata dei media nostrani, si entusiasma e parte ad arruolarsi come crocerossina per prestare aiuto ai “ribelli democratici” (così descritti dalla RAI e dagli altri media italiani) ed alla popolazione siriana presa in ostaggio dall’Esercito di quello che i media filo atlantisti definivano “il cattivo tiranno” Bashar al-Assad…

Le due ragazze che si facevano fotografare con la bandiera dei ribelli in piazza, sorridenti ed allegre, una volta arrivate sul posto e calate nella realtà del conflitto in corso, dopo qualche giorno le due, idiotizzate dalla propaganda, hanno dovuto toccare con mano quale fosse la realtà della situazione e proprio quei “ribelli democratici” che loro sostenevano, guarda caso, le hanno catturate e sequestrate, probabilmente sottoposte chissà a quale violenze, ed adesso le trattano come preziose prede di un certo valore al fine di ottenere un facile riscatto dall’imbelle governo italiano. Governo, sia detto per inciso, complice di quei gruppi terroristi che combattono in Siria da tre anni e mezzo e che sono stati armati ed appoggiati dagli USA e dalla NATO, per rovesciare il governo legittimo di Assad, colpevole di essere non conforme agli interessi USA.

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di Thierry Meyssan

Il popolo siriano ha vinto due guerre successive in quattro anni. Eppure il paese non arriva ancora a conoscere la pace. Non solo a Washington i “falchi liberali” fanno tutto quanto in loro potere per prolungare la crisi, ma hanno messo a punto un piano per preparare una terza guerra. Thierry Meyssan rivela qui come intendono utilizzare a proprio vantaggio la conferenza di pace che si terrà a Mosca a fine gennaio 2015.

Quando, nel 2001, il presidente George W. Bush decise di mettere la Siria nella sua lista di bersagli da distruggere, aveva tre obiettivi:
– rompere l’«Asse della Resistenza» e favorire l’espansione israeliana;
– fare man bassa sulle enormi riserve di gas;
– rimodellare il «Medio Oriente allargato».

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Il golpe di Kiev è come le operazioni CIA contro leader indesiderati in Iran, Cile e Venezuela: lo dice il regista di Platoon mentre gira un documentario in Russia

l colpo di stato armato a Kiev è dolorosamente simile alle operazioni fatte dalla CIA per cacciare via i leader stranieri indesiderati in Iran, Cile e Venezuela, ha affermato il regista Oliver Stone dopo aver intervistato per un documentario il presidente deposto dell’Ucraina.

Stone ha trascorso quattro ore a Mosca per parlare con Viktor Yanukovich, che fu deposto dalla sua carica nel corso del colpo di stato del febbraio 2014, come ha scritto il regista sulla sua pagina Facebook.
Vedi: Oliver Stone: la verità non va in onda in Occidente

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