"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Giorgio Cattaneo

«Povero Renzi, non ha ancora capito che, se mai andrà al governo, non potrà comandare». Idem gli altri “volti nuovi” (o semi-nuovi) della politica, da Grillo a Vendola fino al leghista Salvini, tutti «destinati a vedere vanificate le loro riforme: che siano di destra o di sinistra, sono accomunati dallo stesso destino. Perché il vero potere è altrove. Così vicino, eppure invisibile», incarnato dagli uomini dislocati a Roma dal vero dominus dell’Italia, Mario Draghi. Secondo Marcello Foa, se la Seconda Repubblica ha portato ad esecutivi più longevi ma non troppo stabili – Berlusconi, Prodi – fino al super-tecnocrate Monti e alle larghe intese di Letta, è per via del «male endemico che però non spiega la cronica inefficienza dei governi», a cui è stato impedito di cambiare la politica.

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Emergono le prove del ruolo di complicità svolto dalle reti TV (del Qatar e saudite) di al-Jazeera ed al-Arabiya  con le organizzazioni terroriste degli integralisti in Egitto e negli altri paesi del M.O.

In Egitto la Procura generale ha accusato 20 giornalisti della rete televisiva del Qatar Al-Jazeera, fra di loro anche quattro stranieri, di aver collaborato ed aver aiutato un gruppo terrorista nel diffondere notizie false che hanno danneggiato lo Stato egiziano e possono mettere in pericolo la sicurezza nazionale.

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di Manuela Comito

Si è conclusa con un fallimento la “missione romana” dei sindaci della Piana di Gioia Tauro che si sono recati all’incontro con il Presidente Letta, avvenuto martedì 21 gennaio. Quello che doveva essere un tavolo di confronto e di trattative si è rivelato l’ennesima beffa ai danni delle istituzioni locali calabresi e della popolazione che rappresentano. La delegazione dei sindaci si è trovata di fronte ad un ultimatum, ad un ordine imposto dall’alto e a nulla sono valse le motivazioni addotte per spiegare il rifiuto di ospitare la nave carica di armi chimiche che giungerà i primi giorni di febbraio dalla Siria.
I sindaci dei 33 comuni della Piana di Gioia Tauro si erano riuniti in assemblea lunedì 20 gennaio, per decidere quale linea adottare e seguire in previsione del vertice di Palazzo Chigi e ne era scaturito un documento, sottoscritto da tutti i presenti, con il quale davano mandato ai sindaci di Gioia Tauro e di San Ferdinando ad opporsi al transito delle navi nel porto della cittadina calabrese. Ma il vertice con i rappresentanti del governo non ha avuto l’esito sperato e auspicato: l’operazione di trasbordo si farà, con o senza l’approvazione degli enti locali.

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“Malgrado i segnali di recupero che sembra presentare l’economia globale, l’Europa continua ad essere un anello debole che potrebbe anche arrivare al collasso nel 2014”, questo quanto ritiene Barry Eichengree, professore di Economia e scienze Politiche dell’Università della California.
Nel corso di una intervista al Der Spiegel, il professore, ex consulente del FMI, ha sottolineato che “anche negli Stati Uniti continua ad persistere il rischio che si formino nuove bolle economiche , così come nella UE, in particolare nelle emissioni del tesoro dei paesi europei”.
“Pertanto è ancora troppo presto per parlare di recuper dell’economia europea. La crisi bancaria ancora non è terminata, la supervisione finanziaria generale inizierà a funzionare in pochi anni, anche il tasso di crescita si mantiene ad un livello basso e le ultime elezioni al parlamento Europeo hanno dimostrato che l’Europa attraversa anche una crisi politica, ha sottolineato il prof. Barry Eichengreen”.

“Forse l’Europa utilizzando soluzioni parziali sarà capace si sopravvivere un anno in più, ma esiste anche la possibilità che tutto collassi una volta di più nel 2014, ha avvertito il prof. Eichengreen.”

I cittadini europei sono avvisati e possono “toccare ferro”.

Fonte: Foreign Affairs

«Negoziato in segreto, questo progetto fortemente sostenuto dalle multinazionali permetterebbe loro di citare in giudizio gli Stati che non si piegano alle leggi del liberismo». Si chiama Trattato Transatlantico ed è l’uragano devastante che minaccia il futuro degli europei, o quel che ne resta. All’allarme – da più parti lanciato nei mesi scorsi – si associa ora anche Lori Wallach, direttrice del Public Citizen’s Global Trade Watch, prestigioso osservatorio indipendente di Washington. «Possiamo immaginare delle multinazionali trascinare in giudizio i governi i cui orientamenti politici avessero come effetto la diminuzione dei loro profitti? Si può concepire il fatto che queste possano reclamare – e ottenere! – una generosa compensazione per il mancato guadagno indotto da un diritto del lavoro troppo vincolante o da una legislazione ambientale troppo rigorosa? Per quanto inverosimile possa apparire, questo scenario non risale a ieri».

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di Nick Turse

Fonte: Global Research

Traduzione di Alessandro Lattanzio

Agiscono nello splendore verde della visione notturna nel sud-ovest asiatico e negli agguati nelle giungle del Sud America. Strappano gli uomini dalle loro case nel Maghreb  e attaccano militanti pesantemente armati nel Corno d’Africa. Sentono gli spruzzi salati quando volano sulle onde turchesi dei Caraibi e azzurro intenso del Pacifico, svolgono missioni nei soffocanti deserti del Medio Oriente e nella gelida Scandinavia . L’amministrazione Obama ha intrapreso una guerra segreta planetaria  la cui ampiezza finora non è mai stata pienamente rivelata.

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Si diffonde l’insurrezione in Libia contro il governo fantoccio della NATO. 

Secondo i media occidentali: si tratterebbe  di “scontri tribali”.

(Traduzione di Luciano Lago)

Fonti della resistenza libica, affermano che “si è sviluppata l’insurrezione per il recupero dell’onore, della dignità e dell’indipendenza del popolo libico e questa è stata attaccata dalle forze degli invasori e colonialisti della NATO e degli USA ”, informano circa la avvenuta restaurazione della sicurezza in generale nelle zone di Sabha ,Shati, Ubari, Murzuq e Gath.
Inoltre le stesse fonti della resistenza informano che la NATO sta pagando 12.000 dinari a mercenari e traditori, attraverso il loro governo di fatto instaurato in Libia, per combattere contro la resistenza.

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Bundesbank: patrimoniale per i paesi dell’eurozona che rischiano il default

Una imposta patrimoniale una tantum per i Paesi dell’Eurozona che rischiano un default. È l’«opzione» individuata dalla Bundesbank, per affrontare in prima battuta il «caso eccezionale di uno Stato che rischia l’insolvenza». La Banca centrale tedesca spiega – nel Bollettino mensile – che il coinvolgimento dei contribuenti con un prelievo straordinario sui capitali privati, «è preferibile ai salvataggi», anche se – riconosce la Buba – questo tipo di misura «non è priva di rischi e dovrebbe essere adottata solo in ultima istanza».
In Germania piace l«opzionè, individuata dalla Bundesbank, di una tassa patrimoniale una tantum per i Paesi dell’eurozona che rischiano un default. »Sostengo le dichiarazioni di Bundesbank a proposito di una partecipazione maggiore dei capitali privati al consolidamento delle finanze pubbliche«, ha detto oggi Carsten Schneider, vicecapogruppo della Spd, uno dei tre partiti che sostengono il governo di grande coalizione guidato da Angela Merkel. Per Schneider sia una tassa sulle transazioni finanziarie che una patrimoniale sono strumenti adeguati per far partecipare ai costi chi si è approfittato degli aiuti di Stato e chi ha causato la crisi. In Germania la tassa patrimoniale è stata cancellata alla fine del 1996. Nell’ultimo anno aveva portato nelle casse pubbliche l’equivalente di 4,6 miliardi di euro.

Electrolux, azienda chiede taglio dei salari in Italia da 1.400 a 700 euro
27 genn – Per far sopravvivere gli stabilimenti italiani di Susegana, Porcia, Solaro e Forlì il gruppo Electrolux chiede ai sindacati di accettare un taglio dei salari da 1.400 euro mensili a 700-800 euro, con una riduzione dell’orario a 6 ore lavorative. Lo si apprende da fonti sindacali, che definiscono “irricevibile” l’accordo. Inoltre l’azienda svedese degli elettrodomestici chiede un taglio dei 2.700 euro di premio aziendale dell’80%, con i blocchi dei pagamenti delle festività e degli scatti di anzianità. Se il piano non fosse accettato, Electrolux minaccia di bloccare gli investimenti previsti in Italia. Sempre secondo le fonti, le pause sarebbero ridotte mentre i permessi sindacali sarebbero dimezzati.
Nota:
Prosegue l’attacco all’Italia delle centrali finanziarie: 1° obiettivo, accaparrarsi  il risparmio dei cittadini e portarlo al sicuro nelle grandi  banche  internazionali, 2° obiettivo, “cinesizzare” lavoro e salari

Abbiamo voluto mettere insieme queste due notizie apparentemente diverse ma che in realtà ci danno il quadro esatto di quello che sta accadendo in Italia: l’eurocrazia di Bruxelles e Francoforte ci sta massacrando secondo un piano preciso e concordato dove la Troika di Bruxelles trasmette le sue direttive ed i “camerieri” della politica italiana eseguono e mettono in pratica le ricette preparate dalla Commissione Europea e da BCE.
Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, queste due notizie, per una strana coincidenza arrivate nella stessa giornata, sgombrano il campo da ogni incertezza.
Il risparmio italiano è consistente e fa gola alle banche tedesche, così si vuole adottare in Italia il modello cipriota: per salvare le banche un prelievo forzoso sui conti dei risparmiatori. lasciamo indovinare poi dove andranno a finire i soldi prelevati, a tamponare le falle delle banche tedesche e americane esposte con i loro crediti verso i paesi in sofferenza.
Le grandi multinazionali vedono l’Italia come un paese dove installarsi a patto di avere salari e condizioni di lavoro simili a quelle di paesi come Bulgaria, Serbia e Turchia. Di conseguenza i lavoratori italiani saranno costretti a prendere o lasciare. Se molti avranno ancora delle remore ad accettare, già pronte le masse di immigrati sbarcate in Italia per accaparrarsi i lavori a bassi salari che dovessere essere rifiutati dagli italiani.
Questo dovrebbe far capire anche ai più ottusi per quale motivo la classe politica (servile verso interessi stranieri) insiste tanto nel favorire l’immigrazione di massa, quale sia la ragione per la quale  si vuole approvare in fretta lo “ius soli” che darà un ulteriore impulso agli arrivi di masse di immigrati.
Tutto risulta attentamente programmato dalle centrali di potere per annientare l’Italia come paese sovrano, lo Stato è già indebitato e privato di ogni sovranità, da quella di emettere moneta a quella di predisporre un bilancio, ci pensa la Troika di bruxelles e Francoforte. La legislazione viene adattata alle esigenze di un mercato omologato e si procede ad annullare diritti sul lavoro ed a tagliare assistenza sociale e pensioni.
Alla fine tutti i nodi vengono al pettine e diventa tardi per rimediare e riconquistarsi un paese, la Patria dei nostri nonni, che era uno dei paesi più invidiati del mondo, ridotto alla stregua di una nazione  del terzo mondo sottoposta ad un dominio neo coloniale.
Tempo scaduto.

http://www.rischiocalcolato.it/2014/01/bundesbank-patrimoniale-per-i-paesi-delleurozona-che-rischiano-default.html

http://www.imolaoggi.it/2014/01/27/electrolux-azienda-chiede-taglio-dei-salari-in-italia-da-1-400-a-700-euro/

di Luciano Lago

Per il 2014  si prospetta, secondo vari analisti, l’ombra di una nuova crisi o sconvolgimento finanziario paragonabile a quello causato dal crack della Lehman Brothers nel 2008., questa volta per causa dell’esplosione di bolle monetarie speculative negli USA e nei paesi emergenti, come già si avverte da quanto sta accadendo nei paesi emergenti dall’Argentina al Brasile, alla Turchia.
Le crisi finanziarie sono divenute ormai cicliche, nulla è cambiato dal 2008, i banchieri che sono stati salvati dalla bancarotta  con denaro pubblico, negli USA come in Europa, hanno continuato ad operare con gli stessi sistemi utilizzati pochi anni prima che hanno portato allo sconvolgimento ed alla ondata di crisi.

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La leader del Front national francese in un’intervista a Qn dice di apprezzare Renzi, “un uomo che decide e si getta nella mischia”, e Berlusconi, “un combattente”, ma sul fondatore del M5S usa parole dure: “Per uno che si proclama anti-sistema trovo che abbia infilato molto in fretta le ciabatte del sistema”. Rispetto alle prossime elezioni europee si dice convinta di vincere. E i sondaggi le danno ragione

Beppe Grillo? “Un tribuno sfiatato”. Matteo Renzi? “Un personaggio molto interessante”. E Silvio Berlusconi? “Un combattente”. In un’intervista a Qn Marine Le Pen, leader del Front national francese, dato nettamente in testa (al 23 per cento per Ifop) nei sondaggi alle elezioni europee del prossimo maggio, ha una definizione per ciascun leader italiano. E se per il capo di Forza Italia e il segretario Pd spende aggettivi positivi – “istintivo, furbo” il primo, “un decisionista” il secondo – per l’ex comico genovese fondatore del Movimento 5 stelle – la donna forte dell’estrema destra francese riserva parole non propriamente gentili: “Grillo non mi piace. L’ho trovato estremamente sgradevole nei nostri confronti, e per uno che si proclama anti-sistema trovo che abbia infilato molto in fretta le ciabatte del sistema – Spiega Le Pen al quotidiano milanese – E’ un tribuno sfiatato, un ribelle col piede corto. Trovo incoerente il suo progetto. Il suo non è un partito ma un’eruzione cutanea, un’allergia alla vita politica. E’ stato forse il suo punto di forza all’inizio, adesso è un enorme punto debole“.

La Le Pen  dimostra di aver  capito perfettamente quale sia la funzione del partito di Grillo all’interno del sistema: incanalare la protesta esclusivamente  verso un binario innocuo,  proteso integralmente  ad una offensiva nei confronti della “casta” politica, evitando però di attaccare a fondo le centrali del potere sovranazionale che dirigono il sistema economico e politico italiano.
A parte qualche atteggiamento encomiabile di singoli esponenti del movimento 5 S. (ad esempio Di Battista), Grillo si guarda bene dal richiedere la revisione o l’annullamento della firma ai trattati vincolanti  fatta dal governo italiano (Mastricht, Lisbona, Fiscal Compact, MES/ESM, ecc.).  Vero è che il movimento 5 S. ha protestato  in Parlamento  per il provvedimento ultimo scandaloso di rivalutazione delle quote di  Banca d’Italia ma non afferma chiaramente la necessità che la Banca d’Italia sia resa pubblica come lo era prima del 1992 . Passo fondamentale per sottrarre la Banca d’Italia  al controllo del cartello bancario sovranazionale.
Il movimento 5 Stelle si limita a proporre genericamente un referendum sulla permanenza  nell’euro, referendum per altro inammissibile per divieto costituzionale, che rappresenta una iniziativa ridicola e controproducente, visto il facile condizionamento dell’opinione pubblica dai media del sistema che sarebbero mobilitati in una prevedibile campagna terroristica (se usciamo dall’euro “saremo rovinati” ).
Non basta, con la loro approvazione all’annullamento della legge Bossi Fini, il movimento di Grillo ha di fatto accettato uno dei principali totem dell’ideologia mondialista e neoliberista: l’immigrazione di massa e la società multiculturale, esattamente l’arma micidiale che  viene utilizzata per scardinare la società italiana e l’identità nazionale.

vedi: Stampa Libera

Potremo poi facilmente aspettarci dai grillini la loro scontata approvazione, quando si voterà per la proposta dei matrimoni gay che presto porterà in parlamento il Renzi di turno e così per gli altri feticci dell’ideologia mondialista  e relativista  che spingono per l’abolizione per legge della preminenza della famiglia tradizionale.
Tutto questo è esattamente l’opposto di quanto prevede nel suo programma il movimento della Marine  Le Pen in Francia che sostiene in prima persona esplicitamente la sua lotta contro il mondialismo  e l’ideologia relativista e radicale  instaurata da Hollande, noto esponente della massoneria europea. La stessa Le Pen che attacca direttamente e senza ambiguità  l’oligarchia tecnofinanziaria di Bruxelles e Francoforte e che promette, in caso di vittoria del Front National, l’uscita della Francia dall’eurosistema, la riaffermazione della propria sovranità nazionale, nonchè della propria sovranità monetaria con ritorno al franco e la difesa dell’identità del popolo e della nazione Francese.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/26/marine-le-pen-grillo-un-tribuno-sfiatato-e-il-suo-partito-uneruzione-cutanea/858021/