"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Liliana Gorini ‘

Nelle ultime settimane è diventato evidente a tutti che il sistema dell’Euro è fallito. La decisione della Svizzera di sganciarsi dall’Euro e di lasciare la barca che affonda indica la gravità della situazione (vedi).

L’unica riforma che rilancerà davvero la crescita è la netta separazione tra banche speculative e banche ordinarie (commerciali), come quella attuata da Franklin Delano Roosevelt nel 1933 con la legge Glass-Steagall. Come ha dichiarato l’economista LaRouche, che guida la campagna per il suo ripristino negli Stati Uniti, “il tentativo di Draghi di salvare una bolla speculativa in bancarotta, con l’ennesimo imbroglio iperinflazionistico della BCE, non farà che accelerare il collasso dell’economia reale nella regione transatlantica”.

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di Immanuel Wallerstein

Il sistema mondo si trova in seri problemi e sta producendo malessere nella vasta maggioranza della popolazione mondiale. Gli esperti ed i politici si arrampicano sugli specchi per spiegare, mentre in realtà tutto sta bruciando. Gli esperti sono soliti magnificare ogni avvenimento che apporti lievi migliorie momentanee, normalmente transitorie, delle varie misure che siamo abituati ad utilizzare.

Nel lasso di più o meno un mese, all’improvviso ci possono raccontare, mentre termina l’anno di calendario, che il mercato si vedeva in ripresa negli Stati Uniti, nonostante che la situazione volgesse al peggio in Europa, in Russia, in Cina, in Brasile ed in molti altri luoghi. Tuttavia è arrivato conforme il nuovo anno e si è verificato un serio crollo nei prezzi delle azioni e dei buoni negli Stati Uniti. E’ stata una capriola rapida e marcata. Naturalmente di immediato gli esperti hanno dato spiegazioni, comunque hanno offerto una ampia gamma di cause per questa situazione.

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di Luciano Lago

Molto si sta parlando e si discute in questi giorni circa l’intervento fatto da Mario Draghi ed il suo programma di massiccio Quantitative Easing per immettere liquidità sul mercato e contrastare la deflazione dell’area euro.
A noi interessa rilevare anche un altro aspetto della questione: la straordinaria ascesa a posizioni di potere da parte dei personaggi come Draghi e gli altri governatori delle Banche Centrali.

In conformità alla logica dell’ideologia neoliberista dominante, la moneta risulta elevata ad una sorta di icona sacra e di conseguenza bisognosa di un “guardiano” indipendente da ogni potere politico. I governatori delle banche centrali sono quindi divenuti signori assoluti della gestione monetaria e della potenza finanziaria al di fuori del controllo degli Stati e di qualsiasi altra istituzione , senza alcun contropotere che possa bilanciare questa loro funzione. Tanto meno potrebbero essi rispondere ai governi ed ai rappresentanti politici democraticamente eletti. Al contrario questa possibilità viene del tutto esclusa.

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“Una soluzione federale è auspicabile solo da chi pensa ad una dittatura tecnocratica imposta alle popolazioni dell’Europa”
di Alessandro Bianchi

Ambrose Evans-Pritchard. International Business Editor of The Daily Telegraph

– Oggi si vota in Grecia e il giudizio si divide tra chi considera Tsipras un nuovo Papandreou o un nuovo Samaras che si piegherà presto ai voleri della Troika e chi, al contrario, la miccia in grado di far implodere la zona euro. Cosa comporterebbe una vittoria di Syriza e, più in generale, cosa rappresentano le elezioni in Grecia per il futuro della crisi europea in corso?

Sono un evento fondamentale per il futuro della zona euro. Ma non è ancora chiaro chi vincerà secondo gli ultimi sondaggi e gli scenari sarebbero diversi nel caso in cui Syriza dovesse ottenere una maggioranza assoluta o dovesse, al contrario, essere costretta ad una coalizione di governo, che complicherebbe inevitabilmente l’applicazione del suo programma.

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Le autorità dell’Ucraina hanno dato ordine di riiniziare il bombardamento della città di Mariupol con l’artiglieria pesante. Secondo le prime informazioni ci sono state almeno 30 vittime e decine di feriti fra la popolazione civile.

“Sparavano dalla zona di Sary Krym, che si trova sotto il controllo dell’Esercito”, ha riferito alla RT il comandante aggiunto delle forze militari della Repubblica Popolare di Donetsk, Eduard Basurin.

Il portavoce della Repubblica di Donetsk afferma che non sono le forze di autodifesa quelle che stanno bombardando le zone residenziali di Mariupol. “Secondo la nostra informazione, il fuoco procedeva dal villaggio di Srary Krym, occupato dai militari ucraini. In accordo con l’informazione di cui disponiamo attualmente, possiamo stabilire l’ipotesi che si tratti di una provocazione dei militari ucraini”, ha aggiunto il rappresentante della Repubblica di Donetsk.

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Brandon Ryant, un ex operatore addetto ai droni delle Forze Armate Statunitensi, ha chiesto scusa alle famiglie delle vittime degli attacchi aerei degli USA provocati dalle operazioni a cui egli stesso aveva partecipato. Con una lista di più di 1.600 morti sulle sue spalle, Bryant riconosce che gli attacchi si realizzavano “con una completa incertezza”.
“Mi dispiace che questo errore sia avvenuto. Sto facendo tutto il possibile per evitare che si producano più errori (…….) Non lo potrei sopportare”, afferma Brandon Bryant, il quale ha lasciato il suo lavoro nel 2011 dopo di aver lavorato per cinque anni nelle missioni di droni statunitensi per bombardare obiettivi in Pakistan ed in Iraq, in una intervista rilasciata ad RT.

Inoltre Bryant riconosce che “gli operatori erano carenti di visibilità e non erano sicuri della identità degli obiettivi su cui sparavano”. “Noi scorgevamo soltanto una sagoma, ombre di persone e uccidevamo le ombre. Non c’era nessun tipo di supervisione (…..) ed il programma era marcio da dentro”, confessa.

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di Marco Mori

Anche al sottoscritto piace scrivere articoli ed esprimere le proprie tesi su questa UE in convegni e dibattiti. Tuttavia, prima di tutto, resto un Avvocato e dunque non mi sarei sentito in pace con me stesso se non avessi tradotto le tesi che professo in una reale azione giuridica.

Con atto di citazione (clicca qui per leggerlo) insieme agli Avvocati Laura Muzio e Gabriela Musu, con il prezioso supporto dell’associazione Salviamo gli Italiani, e l’aiuto altrettanto prezioso fornitomi dal materiale redatto dai giuristi e dagli economisti che compongono la squadra di Riscossa Italiana, ho convenuto in giudizio davanti al Tribunale di Genova, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Interni e quello degli Esteri per fare accertare che i Trattati UE costituiscono illegittime cessioni di sovranità nazionale non consentite ai sensi e per gli effetti del combinato degli artt. 1 ed 11 Cost..

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di Eric Sommer

Per causa dell’attacco terroristico di Parigi, il ministro della Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, ha rilasciato la seguente dichiarazione, che si può considerare altamente significativa:
“oggi affrontiamo una situazione nuova: è quella per cui non esiste più una linea di divisione tra la minaccia esterna e la minaccia interna“.
Ripetiamo la base di questo argomento tanto grave: “non esiste più una linea di divisione tra la minaccia esterna e la minaccia interna”.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate con il fine di giustificare la mobilitazione di più di diecimila soldati all’interno della Francia, con la presupposta finalità di garantire la sicurezza e, nello stesso tempo, come base di argomentazione che possa giustificare il ruolo militare francese nella espansione delle guerre neocoloniali capeggiate dagli USA nel Medio Oriente ed in altre regioni del pianeta.

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di Renàn Vega Cantor *

Tale e quale ad una caricatura appare la libertà di espressione che domina in Francia che, se io vivessi in questo paese, potrei stare in carcere per aver scritto questo articolo. Le caricature che illustrano questo scritto sono del disegnatore brasiliano Carlos Latuff, il quale nel Novembre del 2012 fu catalogato dal Centro Simon Wiesenthal degli Stati Uniti come il terzo antisemita del mondo per causa delle sue denunce grafiche relative ai crimini commessi dallo Stato di Israele a Gaza.

“La libertà di espressione in Francia è una completa falsità ed una frode”, (Noam Chomsky).

In questi giorni per motivo dei luttuosi avvenimenti di Parigi, è apparsa ogni forma di acclamazione alla pretesa libertà di pensiero, di opinione e di espressione che esisterebbe in Francia. Come era avvenuto dopo l’11 Settembre del 2001 quando si iniziò a dire senza molta immaginazione “”siamo tutti statunitensi”, adesso si ripete come pappagalli “siamo tutti francesi” o, più banalmente “Je suis Charlie”.

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Un interessante approfondimento di Jacques Sapir sottolinea alcuni aspetti della decisione di Mario Draghi che sono passati quasi inosservati e tuttavia rappresentano un passo importante verso un ritorno alle politiche monetarie nazionali, e forse una preparazione allo scioglimento dell’euro.

di Jacques Sapir, 22 gennaio 2015

E così, Mario Draghi ha usato il “bazooka”. L’annuncio appena fatto di questo giovedì 22 gennaio resterà agli annali. La Banca Centrale Europea si è infine convertita all”allentamento’, il cosiddetto “quantitative easing” (o QE per gli addetti ai lavori). Ma è una misura disperata. Non vi è alcuna prova che darà i risultati sperati. E invece solleva molte domande. In un certo senso, ci si può anche scorgere, e questo è forse il punto più importante, l’inizio di un riconoscimento che la zona euro non funziona più ed è opportuno prepararne lo scioglimento.

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