"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

In Sicilia, non più soltanto a Lampedusa ma anche nei centri della provincia di Ragusa e di Siracusa, si iniziano a sentire le conseguenze dell’emigrazione di massa e della situazione di assenza di controlli da parte dello Stato. La sciagurata politica delle “porte aperte per tutti” e l’utilizzo sconsiderato della marina Militare per soccorrere i clandestini (persino in acque territoriali libiche) sta fornendo il colpo di grazia definitivo alla situazione sociale dei paesi costieri in Sicilia con emigranti che girano ubriachi, con molti casi di molestie alle donne, quando non tentati stupri, neri che si denudano davanti ai minori, furti nei negozi e insicurezza per i cittadini.

Le conseguenze che si potevano  facilmente prevedere, come effetti dell’immigrazione di massa, già  si possono verificare sul posto nei paesi come Pozzallo, Porto Palo ed altri (oltre a Lampedusa) dove rimangono inascoltati gli appelli alle istituzioni lanciati da sindaci impotenti a mantenere il controllo della situazione. D’altra parte sono entrati nelle istituzioni personaggi mondialisti di primo livello come la Boldrini o la ministra Kyenge che hanno predicato insistentemente la politica dell’accoglimento generalizzato ed illustrato i “grandi vantaggi” dell’integrazione, ascoltati ed amplificati da giornali e TV, proclamando la ineluttabilità del fenomeno e la necessità quindi di adeguarsi da parte dei cittadini italiani al nuovo modello di società “multietnica” e “multiculturale”.

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Negli avvenimenti verificatisi in Medio Oriente nell’arco degli  ultimi mesi, se c’è un chiaro sconfitto, questo è il regime della monarchia saudita che ha visto il fallimento di tutti i suoi obiettivi di egemonia ed un rigetto da parte di altri paesi della regione   della politica attuata dai sauditi per perseguire i propri interessi.

Il disegno dei sauditi è quello di promuovere i conflitti settari in Siria, in Iraq ed  in Libano con il fine di opporsi alle fazioni sciite e filo iraniane.

In particolare in Siria i sauditi hanno investito risorse enormi per appoggiare i gruppi integralisti  salafiti collegati ad Al Quaeda, utilizzati nella guerra contro il regime di Damasco. Allo stesso tempo i sauditi si sono impadroniti della “coalizione nazionale della Siria” imponendo un loro uomo di fiducia, Ahmad Yarba, come suo presidente.

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NEW YORK – Il New York Times contro la Casa Bianca sulla gestione dello scandalo spionaggio ai danni di molti leader mondiali e delle loro popolazioni, su cui Washington non ha fornito risposte convincenti, ma “un patetico mix di rassicurazioni, di stereotipi sul bisogno di sicurezza e di una bizzarra difesa del presidente, che non sapeva” dei controlli sul telefono del cancelliere tedesco, Angela Merkel.

“E’ davvero meglio per noi credere che ogni attività di spionaggio possa essere fatta e che nessuno abbia pensato di informare il presidente Obama su quelle riguardanti uno degli alleati americani più importanti?” si chiede il quotidiano, in un editoriale.

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L’ex ministro degli esteri britannico Jack Straw, durante un dibattito parlamentare,  ha dichiarato che “i fondi illimitati di cui dispone l’AIPAC (una delle più importanti lobby pro Israele presente negli USA) sono da considerare il maggior ostacolo per la pace in Medio Oriente”. Straw ha aggiunto che “questo denaro viene utilizzato di fatto per controllare la politica statunitense nella regione e per influenzare ed intimidire i politici americani.”  Al fallimento del processo di pace tra Israele ed i suoi vicini arabi, in primo luogo con i palestinesi, secondo Straw, ha contribuito anche la ossessione della Germania nel difendere Israele sempre e comunque, atteggiamento questo  che rappresenta un ostacolo al processo di pace.

Queste dichiarazioni hanno provocato l’ira dei politici filo israeliani ed una reazione rabbiosa dei media di Israele.

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L’Amministrazione USA rivede i suoi piani in Siria nella prospettiva di un prossimo collasso delle milizie  ribelli anti Assad ed in particolare del così detto “esercito libero di Siria”

Questo risulta da un dispaccio inviato dal Dipartimento di Stato USA, riservato ma  intercettato il 10 di  Giugno, nel quale si prevedeva una sconfitta delle forze dei miliziani ribelli in Siria. In questo messaggio si fa riferimento ad una informativa della CIA che aveva rilevato come le truppe dell’esercito nazionale siriano stavano recuperando terreno nelle zone già sottoposte al controllo dei miliziani ribelli.

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Il famoso analista e  politologo americano, Zbigniew Brzezinski, ha riconosciuto come sia arrivata alla sua fine l’egemonia globale degli USA. Ciò nonostante l’America continua a lottare per la supremazia mondiale, usando pero’ dei metodi nuovi.

“Nel sistema unipolare ereditato dagli Stati Uniti dopo la fine della guerra fredda, le decisioni prese a Washington determinavano  l’agenda internazionale, dopo 23 anni il contesto è cambiato e quel sistema oggi è giunto alla fine e non potrà più ristabilirsi per tutto il tempo che sarà destinato alla prossima generazione”.

Questa la considerazione fatta dall’ex consigliere per la sicurezza della casa Bianca, Zbigniew Brzezinski nel corso di un convegno.

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di Davood Abbasi

fonte: italianirib http://italian.irib.ir/analisi/commenti/item/133533-

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Dalla Francia, il prof. Francois Heisbourg , presidente del Institute for Strategic Studies (IISS),  personalità di rilievo dell’establischment francese, pubblica per la prima volta una analisi  dal titolo “La fin du Reve  Europe’en”, dove arriva a concludere che “il sogno europeo si è trasformato in un incubo. Dobbiamo affrontare la realtà: la stessa Unione Europea è minacciata dall’euro. Gli attuali sforzi per salvarlo stanno ancora di più mettendo in pericolo l’Unione”.

Non c’è niente di peggio che dover affrontare le livide mattine (matin blemes) di una crisi senza fine ma non abbiamo intenzione di evitarle negando la realtà, Dio sa che il rifiuto della realtà è stato per molto tempo, per impostazione predefinita, il modo di operare dei responsabili delle Istituzioni dell’Unione Europea”.

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Enrico Letta Ha dichiarato: “Bisogna saper dire dei NO………………..”

Si riferiva alle richieste di parti sociali (sindacati di regime e confindustria) per le eventuali variazioni alla nuova legge di stabilità  emanata dal suo governo e della quale si sente anche “fiero”.

Bene per una volta possiamo dare ragione a mr. Letta, bisogna saper dire di NO ma non agli interlocutori di cui lui parla, troppo facile, bensì dire di NO alla frau Merkel, al  commissario europeo Olli Rehn, al Manuel Barroso, al Mario Draghi ed agli altri componenti della “troika” europea che impongono le direttive al governo italiano in tema di bilancio, di politica economica e fiscale.  Sono quelle direttive che, in adempimento dei trattati europei fatti firmare ai governi collaborazionisti, hanno affossato totalmente l’Italia, il suo sistema industriale , apportando flussi finanziari nelle casseforti delle banche tedesche e francesi mediante il salasso fiscale dei contribuenti italiani.

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Non molto tempo fa i sostenitori delle teorie neoliberiste sembravano “vincenti” ed inarrestabili, tutti si dovevano adeguare all’ideologia del mercato come “supremo regolatore”, della libera iniziativa e della libera circolazione dei capitali senza barriere.

Il sistema britannico, reso efficiente dall’epoca delle cure della Thatcher, veniva portato quale esempio da imitare in tutta Europa e non solo. Idem per il sistema economico USA reso efficiente e competitivo dai tempi dell’Amministrazione Reagan e dalle leggi liberiste adottate dal presidente Clinton.

A distanza di pochi anni, considerando il fallimento delle loro teorie, i buchi di bilancio lasciati nelle banche e colmati con denaro pubblico, la crisi provocata dagli speculatori con i titoli spazzatura “subprime”, le bancarotte tipo Lehman Brothers, mentre i banchieri riscuotevano ugualmente le loro super liquidazioni e bonus, il sistema non è cambiato in nulla.

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