"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Fonte: Conflitti Globali

Sin dalla chiamata, rimbalzata nei forum di movimento, evocata nei muri delle principali città, resa virale tramite i social-network, si intuiva che la giornata di lotta del 27 Dicembre sarebbe stata campale, come non lo si vedeva dalle settimane calde di Gezi Park di luglio-Agosto. E in effetti i primi resoconti dalle piazze ci parlano di un clima di tensione altissimo tra i manifestanti e il Governo: se i concentramenti delle manifestazioni nelle maggiori città erano date per le sette di sera, già da un’ora prima disordini e scontri con la polizia si sono verificati tutt’ intorno a Piazza Taksim e lungo Via Istiklal, a Istanbul..

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di Thierry Meyssan

In risposta alle pretese rivoluzionarie di Ahmadinejad, gli occidentali hanno seminato dubbi sul programma nucleare iraniano e hanno utilizzato l’ONU per proibirgli di arricchire il proprio uranio, del quale dispone di enormi riserve.
Così, gli hanno impedito di utilizzare le proprie risorse e lo hanno costretto a vendere il suo prezioso metallo a basso prezzo. Hanno stabilito, sia presso il Consiglio di Sicurezza sia in modo unilaterale, una serie di sanzioni storicamente senza precedenti per strangolare il paese. Inoltre, hanno condotto una campagna propagandistica per far passare Ahmadinejad come un pericoloso illuminato. Infine , hanno organizzato con l’aiuto di Rafsanjani e di Khatami, un tentativo di rivoluzione colorata, nel 2009.

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Fonte: Libre

Quelle che abbiamo attorno sono le macerie di una guerra. Lo afferma senza giri di parole il centro studi di Confindustria descrivendo questa crisi, ovvero la più drammatica recessione della nostra storia, dopo il secondo conflitto mondiale. A partire dal propagarsi nel mondo degli effetti reali della crisi iniziata con i “sub-prime”, lo sfacelo dell’economia è paragonabile a una guerra per i danni e le macerie che ha lasciato dietro di sé. In pochi anni sono svaniti quasi due milioni di posti di lavoro. E la drammatica morsa creditizia, operata dal sistema bancario, continuerà ancora a lungo, almeno fino al 2015 nello scenario più negativo. «Otto anni di vacche magre, anzi, scheletriche», annota Eugenio Orso. La catastrofica recessione neocapitalistica sta dando segni di luce in fondo al tunnel? Attenti: se la “guerra” è finita, «il dopoguerra potrà essere altrettanto negativo e socialmente drammatico». Parlano le cifre: oltre 7 milioni di senza lavoro e quasi 5 milioni di poveri.

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di Funny King
Rischio Calcolato

Premessa: quanto state per leggere vi farà incazzare. Ma non fatevi trarre in inganno, non cadete nella trappola di pensare di essere di fronte all’ennesima rapina di denaro pubblico da parte delle banche italiane. O meglio, di rapina si tratta, ma siamo di fronte ad un disperato stato di necessità. Le banche italiane sono in uno stato comatoso, da una parte si sono riempite di crediti inesigibili, spesso presatando agli amici. Dall’altro sono state letteralmente spinte a comprare oltre 200 miliardi di euro di debito pubblico italiano. E sono dunque loro “il  prestatore di ultima istanza” che tiene a bada lo spread.
Quindi incazzatevi, ma fatelo per la ragione giusta. Non prendetevela con le banche ma con la Banca d’Italia e con lo Stato. Perché è vero, alcune banche italiane sono sottocapitalizzate e a rischio default, alcune banche italiane non sono in grado di reggere alcun serio stress test. A fronte di questo la Banca d’Italia e lo Stato hanno deciso di accondiscendere al desideriodei banchieri italiani di mantenere la LORO autonomia a spese dei contribuenti italiani.

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da WSI

In prigione le vittime della crisi, schiacciate dalle lobby. Mentre i banchieri continuano a fare i loro sporchi affari.

NEW YORK (WSI) – In un mondo governato dalle banche, le lobby continuano ad avere la meglio. Con l’aiuto dei vari politici di turno, le varie caste sparse un po’ in tutto il mondo riescono a salvarsi dalle forme più feroci di tassazione. Tanto, a pagare per loro, ci pensano i meno abbienti.

E’ in atto una vera e propria guerra contro i più poveri, contro chi non riesce ad arrivare a fine mese, e contro chi, sull’orlo della povertà, non riesce a pagare le tasse.

Per loro, ora in America sono pronte le manette. Mentre i banchieri artefici della Grande crisi finanziaria del 2007 sono ancora in libertà, per la gente comune si aprono le porte del carcere.

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da L’Italiano

I sondaggi in Francia indicano il Front National come primo partito. Il merito è senza dubbio di Marine Le Pen, che ha idee chiare sia per quanto riguarda la politica interna francese che per quanto riguarda l’Europa. Con lei abbiamo parlato proprio di quest’ultimo aspetto
Quali sono gli aspetti positivi e gli aspetti negativi della costruzione europea?
Aspetti positivi ce ne sono solo se distinguiamo la costruzione europea dall’Unione Europea. Penso a progetti come Airbus e Marianne che sono stati esempi di cooperazione fra Nazioni europee ma non progetti dell’Unione Europea. A interscambi di studenti, come Erasmus, un concetto che funziona correttamente ed è molto positivo, ma anche questo organizzato fra Nazioni sovrane.

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di Manuela Comito

da Il Faro sul Mondo

Il governo di Tel Aviv continua indisturbato e impunito a distruggere le abitazioni dei palestinesi residenti in Cisgiordania. Secondo quanto riportato da Press Tv, la Vigilia di Natale, nei pressi di Ramallah e Gerico, i bulldozer israeliani hanno demolito alcune abitazioni palestinesi, lasciando senza casa 70 persone, tra cui 32 bambini e una ragazza disabile. Inoltre, le forze israeliane hanno demolito per la 63esima volta il villaggio beduino di Al-Araqib, nel Negev.

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Beirut 27.12.2013 -Una grave esplosione avvenuta questa mattina ha scosso il centro di Beirut.

Per il momento le prime  informazioni parlano di 5 morti e 50 feriti. Tra le vittime figura un ex ministro libanese.

Secondo le prime informazioni l’attentato aveva come obiettivo una colonna di auto con a bordo esponenti politici libanesi.   Il giornale libanese “The Daily Star” informa che si tratta di Mohammad Shatah ex ministro delle finanze.

L’epicentro dell’esplosione si trova apoca distanza da dove fu assassinato il primo ministro libanese Rafik Hariri nel Febbraio del 2005. L’esponente politico rimasto ucciso oggi era stato un collaboratore di Hariri.

Continua quindi la strategia del terrore in Libano con attentati ed autobombe, come quello avvenuto poche settimane fa (il 20 Novembre)  contro l’ambasciata iraniana a Beirut con un saldo di 23 moretri e 150 feriti del quale è stata attribuita la responsabilità ai terroristi di matrice salafita, finanziati dall’Arabia Saudita e nemici dell’Iran e del movimento libanese Hezbollah.

Non si hanno al momento altre notizie.

di Alfio Neri

Oggi è di moda l’accusa di “complottismo”. D’altra parte come possiamo pensare che chi stia al potere non dica il vero? Visto che viviamo nel regno della libertà e della trasparenza, come possiamo criticare le nostre fonti informative?

Come possiamo pensare che qualcosa di essenziale non ci sia stato detto? In tempi di mobilitazione strategica lo stesso fatto di pensare criticamente è di per sé eversivo. Il culmine della nostra libertà personale sembra sia accettare che i mezzi di comunicazione ci liberino dal fardello della critica. Nel marzo del 2010, Bashar al-Assad, il futuro tiranno siriano, fu decorato ufficialmente da Napolitano, il nostro Presidente della Repubblica. Per la precisione il figlio di suo padre, che all’epoca era buono, meritava il nostro elogio ed ebbe effettivamente la più alta decorazione del nostro paese. L’evento fu realmente memorabile. Assad entrava ufficialmente nel palco dei nostri migliori alleati, assieme al beneamato colonnello Gheddafi. Il presidente siriano venne dunque insignito col più importante titolo onorifico italiano, quello di “Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran cordone al merito della Repubblica italiana”. Il titolo sanciva l’inizio di un’alleanza talmente “profonda” che sarebbe finita, di lì a pochi mesi, con l’accusa di essere a capo di uno ‘Stato canaglia’.

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Secondo quanto pubblicato dalla catena TV Al Arabiya, che cita fonti ufficiali francesi, il presidente Hollande si è totalmente allineato alle posizioni della monarchia saudita per quanto riguarda la questione del conflitto in Siria e per quello che si riferisce ai negoziati con l’Iran per lo sviluppo del nucleare.

Una fonte francese vicina al Ministero degli esteri francese ha affermato: “l’Arabia Saudita è un paese molto importante nel Medio Oriente. Un paese che riveste una importante responsabilità e che mostra una diplomazia molto dinamica”.

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