"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Luciano Lago

Nel corso degli ultimi  due decenni, nel mondo e nell’area Euroasiatica in particolare, sono avvenuti dei cambiamenti epocali, basti pensare  alla caduta del muro di Berlino nel 1989, alla dissoluzione dell’URSS  con creazione di nuove entità statali in Europa ed in Asia,  alla prima guerra  nel teatro europeo (Bosnia ed ex Jugoslavia), alle guerre condotte in Medio Oriente con la partecipazione dei paesi europei, al sorgere della Cina come seconda grande super potenza economica ed industriale, alla corsa per la conquista delle risorse dell’Africa, lanciata dalle grandi potenze.

Tutti avvenimenti questi nei quali vi sono stati alcuni grandi protagonisti ed altri, le nazioni europee in particolare, chiamate a svolgere un ruolo di  comprimari o consociati al  fianco della superpotenza  dominante, quella statunitense che, per un certo periodo (dopo la dissoluzione dell’URSS),  aveva indotto la falsa sensazione che il mondo dovesse  attestarsi in uno stato di “unipolarità” con l’impero degli USA in posizione di dominio assoluto, nel campo politico, economico e militare.

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Il coinvolgimento dei cd. Poteri Forti italiani nel progetto di alienazione all’estero delle aziende nazionali: cenni storici e prospettive future

di Mitt Dolcino

In termini storici i cd. Poteri Forti, aggregati attorno ai potentati famigliari locali, sembra abbiano vieppiù contribuito alla spogliazione dell’imprenditorialità nazionale, leggasi alienazione all’estero di aziende locali una volta leaders di settore o annichilimento di impresa.

Un breve escursus. Partiamo dalla fine degli anni sessanta con la morte prematura di Adriano Olivetti e il molto sospetto incidente del geniale Mario Tchou che aveva contribuito a dare forma tecnica alla visione profetica di Olivetti, divenendo successore del suo mentore a capo di quello che può a buon titolo essere definita l’azienda che inventò i personal computer come li conosciamo oggi, o ieri: alla morte della massima dirigenza, nelle more della conseguente liquidazione dell’innovativa azienda eporediese venne chiamato un gruppo di imprenditori italiani capeggiati da quel Gianni Agnelli destinato a diventare il riferimento USA in Italia, magari anche grazie al grande allineamento dimostrato.

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di Sebastiano Caputo

La lezione di Max Weber: dopo Matteo Renzi, la razionalissima “Troika”.

“La politica come vocazione” (Politik als Beruf) intesa da Max Weber ha perso tutta la sua forza espositiva da quando l’Occidente si è trasformato in quella “gabbia d’acciaio” (o universo razionalizzato) tragicamente avvertita nei primi del Novecento dallo stesso sociologo tedesco.

“Il nostro destino è di vivere in un’epoca estranea a dio e senza profeti” scriveva ne La scienza come professione per descrivere il progressivo “disincantamento del mondo”. Così nella quotidianità, così nella vita politica delle società capitalistiche. Nel terzo millennio riemerge dunque quel conflitto weberiano tra burocrati e partiti di massa, tra funzionario e capo carismatico, tra tecnicismo e populismo.

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Di Justin Raimondo

Mentre si avvicina il summit della NATO, e la spietata guerra dell’Ucraina contro le sue province orientali ha messo in moto l’esodo di quasi un milione di rifugiati verso la Russia, in Occidente l’isteria bellica sta raggiungendo proporzioni epiche. Gli esperti sono sul piede di guerra: irritati dal fatto che la tanto attesa invasione russa non si è materializzata, ora dichiarano che “è successa comunque” (è un’invasione “invisibile”, ovvero del tipo che vedono solo i neocon). Ci *deve* essere un’invasione russa, perché, dopotutto, gli ucraini stanno perdendo, e non può essere perché i loro soldati stanno disertando a frotte o dandosela a gambe alla prospettiva di dover sparare ai loro connazionali.

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Intervista a Perrucchetti : l’ideologia di genere punta all’omologazione dell’individuo

Il ministro della Pubblica Istruzione, Stefania Giannini, ex rettore della Università per stranieri di Perugia, da poco tempo ha fatto sospendere la distribuzione nelle scuole pubbliche e negli asili degli opuscoli “Educare alla diversità”, che hanno suscitato tante polemiche e contestazioni che con il pretesto della lotta alla «discriminazione sessuale», diffondevano in maniera neanche troppo velata l’«ideologia gender». Questi libretti erano stati realizzati dall’Unar (Ufficio nazionale antirazzismo).

Ma cosa c’è dietro l’deologia della cancellazione dei sessi? Enrica Perucchietti, giornalista, e Gianluca Marletta, docente, hanno pubblicato UNI SEX. La creazione dell’uomo senza identità (Arianna editrice, Gruppo Macro, pagg.120, euro 9,80). Il volume parla del tentativo di cancellare le differenze fra i sessi.

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Da Federico Nero un commento sul declino dell’America a stelle e strisce: il ventunesimo secolo è appena iniziato, ma il ruolo geopolitico degli USA è già in discussione. Dopo la fine del sogno americano, era solo questione di tempo prima che finisse anche la fiducia nell’egemonia americana. Il ventunesimo secolo è ancora giovane, ma per gli Stati Uniti le sfide che si sono presentate (e cercate) sono state già abbastanza da metterne pesantemente in discussione il ruolo geopolitico, che sembrava destinato a durare quasi per sempre. Dopo l’11 settembre 2001 gli americani hanno visto infrangersi il mito che disegnava la loro patria come un rifugio sicuro dalle insidie esterne.

La “guerra globale contro il terrorismo”, lanciata dall’amministrazione Bush, non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati (e nemmeno quelli non dichiarati) e ha messo il paese nel disastro dei conti pubblici, ne ha danneggiato la reputazione internazionale e ne ha messo in luce la capacità di proiettarsi in qualunque conflitto senza essere capace di risolverne nessuno. Leggi tutto…

di Thierry Meyssan

Sebbene da 35 anni sostenga tutti i movimenti jihadisti fino ai più estremisti, l’Arabia Saudita sembra improvvisamente cambiare politica. Minacciata nella sua stessa esistenza da un possibile attacco dell’Emirato Islamico, Riyad ha dato il segnale per la distruzione dell’organizzazione. Ma contrariamente alle apparenze, l’Emirato Islamico rimane sostenuto da Turchia e Israele, che mettono in commercio il petrolio da esso saccheggiato.  –

Su questa fotografia  (in basso) diffusa dall’Emirato islamico, si nota uno dei suoi combattenti armato di un Famas francese mentre Parigi nega qualsiasi contatto con questa organizzazione. In realtà, la Francia ha armato l’Esercito Siriano Libero con l’istruzione di riversare i due terzi del suo materiale al Fronte Al-Nusra (cioè ad Al-Qai’da in Siria), così come è attestato da un documento fornito dalla Siria al Consiglio di sicurezza dell’Onu. In seguito varie unità di Al-Nusra si sono radunate con le loro armi all’Emirato islamico. Inoltre, contrariamente alle dichiarazioni ufficiali, il comandante dell’Emirato islamico, l’attuale califfo Ibrahim, cumulava le sue funzioni con quelle di membro dello stato maggiore dell’esercito Siriano Libero –

Miliziani jiadisti

Premessa: l’Emirato Islamico è una creazione occidentale

L’unanimità del Consiglio di Sicurezza dell’ONU contro l’Emirato Islamico (EI) e l’approvazione della risoluzione 2170 sono soltanto un atteggiamento di facciata. Non possono far dimenticare il sostegno statuale di cui l’EI ha beneficiato e del quale beneficia ancora.

Si prendano ad esempio i recenti avvenimenti in Iraq: tutti hanno potuto osservare che i combattenti dell’EI sono entrati nel Paese a bordo di colonne di Humvee nuovi fiammanti, usciti direttamente dalle fabbriche statunitensi della American Motors, e armati di materiali ucraini, altrettanto nuovi. È con questo equipaggiamento che si sono impadroniti delle armi statunitensi dell’Esercito iracheno.

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Abbiamo voluto porre alcune domande al prof. Enrico Galoppini, storico e ricercatore, esperto delle tematiche del mondo islamico e redattore della rivista Eurasia.

1 – È evidente a tutti come il mondo stia attraversando una fase estremamente critica: crisi economica, ambientale, conflitti politici, guerre, epidemie… Come interpreta tutto questo? Qual è il quadro generale?

La cosiddetta “crisi” ha tutte le caratteristiche dell’avvio di una fase di “tribolazione”, di durata indefinibile, che dovrebbe condurre l’intero genere umano ad una “Nuova Era”.
Ora, quest’ultima definizione si presta ad ogni genere di contenuti, anche diametralmente opposti, ma è evidente la sensazione generale di una “attesa” di qualche cosa di grosso, di epocale, che ciascuno interpreta in base alle proprie credenze ed aspettative.

A questa “Nuova Era”, che taluni identificano con un “cambio di paradigma”, altri con un “nuovo modo di pensare”, altri ancora con una sorta di nuova “Età dell’oro” nella quale gli esseri umani saranno finalmente “liberi” e “consapevoli”, si deve per forza di cosa pervenire attraverso la demolizione di quelli che sono stati gli elementi sin qui costitutivi della presente umanità.

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Un gruppo di importanti veterani dell’intelligence americana ha scritto questa lettera aperta ad Angela Merkel:

la pregano di non cadere nella trappola della disinformazione. Non c’è nulla di vero, dichiarano, nelle frenetiche notizie sulla pretesa “invasione” russa in Ucraina. Il gruppo si firma “professionisti dell’intelligence per la sanità mentale”: ma le firme sono sotto (il più importante è William Binney, un matematico addetto alla crittografie che fino al 2012 è stato direttore della NSA), e quello che compiono è un atto di grande coraggio civile: dato il clima odierno delle “libertà” americane, si espongono a ritorsioni e forse al pericolo della vita, per scongiurare il conflitto.

Il fatto che siano “ex” non tragga in inganno; è certo che essi esprimono la posizione della “comunità d’intelligence” in servizio, che non può esporsi come loro senza essere accusata di tradimento, Per questo diamo la massima visibilità alla loro lettera aperta. Che speriamo leggerà anche la nostra Mogherini, in vista del vertice europeo che deciderà più gravi sanzioni contro Mosca. (MB)

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Il giornalista di investigazione statunitense, Dave Lindorff, ha assicurato oggi che i membri dell’autoproclamato Stato Islamico (EL o ISIS) utilizzano armi fornite dall’Agenzia Centrale di Intelligence (CIA) ai denominati “ribelli siriani”.  “Molte delle armi che utilizza il gruppo terrorista sono state procurate attraverso la CIA  direttamente o indirettamente attraverso l’Arabia Saudita”, ha sottolineato il reporter nel corso di una intervista trasmessa dal canale Press TV.

“Suppongo che questo sia un vecchio gioco di Washington, quello di fornire armi ad ambedue le parti. Così noi giriamo intorno mentre la gente muore”, ha sostenuto il giornalista di investigazione.

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