"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Cristina Martín Jiménez *

Abbiamo già raccontato altre volte come la Terza Guerra Mondiale si componga di tre fasi: sottile e discreta quella economica, subdola ed occulta quella psicologica, poi la guerra classica. Oggi andiamo ad esaminare come viene utilizzata la televisione e la stampa come strumenti di controllo di Bilderberg nella prima di queste fasi.

Nel parlare di guerra, parlo di diversi tipi di violenza, psicologica e fisica. Terrorizzanti, sottili ed unicamente apprezzabili per i sintomi e le tracce che si lasciano nello spirito umano . Sono armi silenziose di distruzione di massa. Di annientamento del libero arbitrio.

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di Paul Craig Roberts

Con il suo efficace modo di scrivere e il suo solido impegno con l’integrità, John Pilger, è il tipo di giornalista ben informato che già è raro trovare nei media occidentali. In questa corsa, senza dubbio , lui è uno dei migliori.
In un articolo pubblicato il mese scorso, Pilger ha fornito una importante quantità di informazioni impressionanti su uno dei tanti argomenti che a me interessano di più, la creazione di una realtà artificiale da parte di Washington e dei suoi vassalli della NATO, una realtà in cui Washington ha immerso tutto il mondo occidentale mentre quello di fuori si ispira ad entrare a far parte dello stesso. Tuttavia questa realtà nella sua totalità consiste nella propaganda. Vedi: Perché l’ascesa del fascismo è di nuovo il problema – John Pilger

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Il Congressista repubblicano, Louie Gohmert, ha dichiarato  Domenica scorsa che il governo degli Stati Uniti dovrebbe “eliminare le capacità nucleari dell’Iran” bombardando  quel paese, piuttosto che continuare i colloqui sulla questione nucleare.

“È giunto il momento di bombardare”, ha dichiarato  parlando con l’emittente radio  Washington Watch, con sede nella capitale degli Stati Uniti, Washington DC

Gohmert ha inoltre  manifestato la speranza  che,  “invece di  maltrattare  Israele come se fosse un ospite inopportuno,” Barack Obama inizi a “trattarlo come un amico” (si riferiva a Netanyahu, il leader israeliano).

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La cantante ungherese Boggie , partecipando al concorso indetto dall’Eurovisione, aveva presentato la sua canzone “Wars for Nothing”, nella quale si accennava alle vittime innocenti causate dalla guerra di Israele contro la striscia di Gaza; immediatamente è arrivata la richiesta delle autorità di Israele ai dirigenti di Eurovisione di censurare tale canzone.

Il pretesto invocato dai responsabili israeliti è quello dell’obbligo per i cantanti di non inserire messaggi politici nei testi delle canzoni. Superfluo dire che i responsabili di Eurovisione si sono subito adeguati alla richiesta. Lo riferisce il sito Reseau International.

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di Guillaume Borel

Qualche mese fa il giornale online EU Observer segnalava l’esistenza di un documento informale redatto su iniziativa della Gran Bretagna, della Lituania, dell’Estonia e della Danimarca, che chiedeva di dotare la UE di mezzi d’informazione comuni volti a “decostruire… la propaganda ostile” che i media russi rappresenterebbero nella cornice del conflitto ucraino. La contrapposizione tra il blocco americano-occidentale e la Russia ha in effetti permesso che si rendesse evidente l’irregimentazione dei grandi media occidentali sui temi geopolitici e strategici, ed ha permesso a numerosi cittadini europei, alla ricerca di un’informazione realista ed oggettiva, di informarsi fuori dalla sfera d’influenza americana attraverso i grandi media russi come Russia Today, che dispone ora di un’edizione in lingua francese.

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Le forze di occupazione israeliane costringono i Palestinesi ad abbandonare le proprie case e le coltivazioni per spianare la strada all’espansione delle colonie ebraiche di Israele.

Molti Palestinesi, nella periferia di Al-Khalil (Hebron), nella Cisgiordania occupata, hanno trasformato le grotte di montagna in abitazioni in quanto l’occupazione israeliana continua ad impedire loro la costruzione di case nei territori palestinesi destinati soltanto alle colonie ebraiche.

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La esile tregua di Kiev, già violata per oltre 50 volte dalle autorità di Kiev, con i bombardamenti ripresi sulla zona di Donetsk ( soltanto ieri si sono registrate diverse vittime civili tra cui una bambina di 10 anni ed un adolescente di 14), viene definitivamente annullata per decisione del Congresso USA e darà luogo ad una ripresa del conflitto.

Questo il risultato della decisione, presa a maggioranza dal Congresso USA, di inviare armi pesanti e letali all’Ucraina che seppellisce definitivamente gli accordi di pace sottoscritti a Minsk il 12 Febbraio con l’avallo della Germania, della Francia e della Russia.
Il rappresentante russo, vicepresidente del raggruppamento “Russia Unita” presso Duna (Parlamento russo), Franz Klintsevich, lo ha dichiarato esplicitamente: “i congressisti statunitensi devono essere consapevoli che ogni sforzo di ottemperare agli accordi di Minsk sarà vano, una volta che questi abbiano deciso di inviare armi letali all’Ucraina”. Queste dichiarazioni hanno fatto seguito alla richiesta fatta dal Congresso USA ad Obama di inviare armi letali al governo dell’Ucraina.

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di Eugenio Orso

Molti si saranno stupiti per il “ritorno” di Nicolas Sarkozy, vincitore delle elezioni dipartimentali di domenica scorsa, in Francia, e per la mancata affermazione del Front National, la cui vittoria era malevolmente prevista da molti sondaggi e osteggiata con ogni mezzo dalla sinistra euroserva di Hollande e Valls, che ha chiamato a raccolta persino gli intellettuali-manutengoli del sistema. Com’è possibile? La vittoria arride a uno come Sarkozy, già sputtanato abbondantemente, coinvolto in almeno sette inchieste (tanto per citarne una, finanziamento occulto della campagna elettorale 2012 per almeno una decina di milioni di euro), “spalla” della Merkel nell’unione dell’austerità e dei poteri forti finanziari, traditore degli interessi del popolo francese in molti sensi. Per intenderci, colui che ha riportato la Francia nel comando militare integrato dell’alleanza atlantica – tabù dai tempi di De Gaulle, che ne uscì negli anni sessanta – legandola mani e piedi all’avventurismo militare americano e all’”occidente” neocapitalista.

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di Alfredo Jalife-Rahme

La prestigiosa rivista britannica The Economist- che si è specializzata nel minacciare e disinformare per promuovere la sua agenda globalista -annuncia che il mondo è entrato in una “nuova era nucleare”.
Il mondo in realtà non è mai uscito dall’era nucleare. Una cosa è  che- in conseguenza della dissoluzione dell’URSS-Washington e Mosca abbiano negoziato, a suo tempo, in forma sensata e creativa la diminuzione sostanziale del loro arsenale nucleare, ed altra è  la disponibilità di bombe atomiche tanto per i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’ONU- USA, Gran Bretagna, Russia, Francia e Cina- come per gli altri paesi: Israele, India, Pakistan Corea del Nord.

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di Marco Mori

Secondo i luoghi comuni del campanaccio mediatico l’unica via per combattere la corruzione è quella di arrendersi ad essa. Ovviamente non ce la raccontano proprio così, ma i fatti sono esattamente questi. Lo posso argomentare con estrema facilità.

I continui scandali che provano la costante commistione tra politica ed interessi privati nel settore pubblico fanno dire a gran voce che l’unica soluzione per eliminarla alla radice è ridurre la macchina statale privatizzando ogni settore economico. Ovvero l’idea di fondo è questa: “se lo stato sparisce con esso sparirà anche la corruzione ed allora cresceremo”.

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