"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di Yusuf Fernandez

Traduzione di Luciano Lago

Alcune mesi addietro, durante una visita a Mosca del capo dei servizi di intelligence  sauditi, Bandar bin Sultan, questi aveva promesso di rendere la vita difficile alla Russia se Putin non avesse accettato di cessare il suo appoggio al governo legittimo di Bashar al Assad  in Siria.   In quell’intervista, il cui contenuto era filtrato attraverso varie agenzie, Bandar aveva lasciato intendere chiaramente che il suo servizio di intelligence aveva il controllo del terrorismo estremista nel nord del Caucaso ed in particolare in Cecenia e che avrebbe potuto utilizzarlo contro Mosca ed in specie contro i prossimi giochi olimpici invernali che si terranno nella città di Sochi. Questo se il presidente russo non si fosse sottomesso alle sue esigenze riguardo la Siria.

Leggi tutto…

Fonte: RT Actualidad

Almeno 14 persone sono morte e altre 41 sono risultate ferite in una esplosione avvenuta in un filobus di Vovograd, secondo le informazioni del Ministero della Salute della regione. L’esplosione nel bus si è trattato di un attentato suicida, secondo il Comitato di investigazione della Russia.
Il giornalista ed analista specializzato nelle questioni di difesa Gustavo Morales, ritiene che gli attantati a Volvograd siano collegati con le teti terroriste finanziate dai paesi del Golfo, che si oppongono al ruolo della Russia come garante della pace e sicurezza nella regione.
Gli attentati di Volvograd sono con tutta evidenza collegati alle reti terroriste che operano  specialmente nella zona della Cecenia e della repubblica del Daguestan. Sono da collegarsi anche all’attività dei terroristi islamici che vengono finanziati dall’Arabia Saudita, ha riferito a TR il militare e giornalista della difesa e membro della Elespia digital.com Gustavo Morales.

Leggi tutto…

di Giovanna Canzano

Fonte: Rinascita.eu

Nel suo ultimo libro ci sono molte affermazioni ‘forti’. Forse quella di maggiore impatto è “libera impresa in Stato padrone dell’emissione monetaria”. Ma lei è diventato liberista?

No, continuo a pensare che il modello migliore per il nostro paese sia un’economia mista, con alcuni settori strategici nelle mani dello Stato come è stato fino al 1992. Ma il liberismo va comunque rideclinato, e anche chi è contro il liberismo deve impegnarsi in questo senso: bisogna distinguere tra liberismo d’impresa produttiva e liberismo finanziario. Il primo ha una sua legittimità, tale anche perché normato e in permanente dialettica con i sindacati e i governi. Il secondo tipo di liberismo naviga invece nell’assoluto vuoto normativo, è una attività borderline tra furbizia, truffa, guadagni comunque illeciti: le banche che accumulano masse di denaro enormi attraverso la riserva frazionaria e l’anatocismo, i futures, il caso Madoff. Un potere che oggi è non di supporto, ma antagonista al mondo della produzione, un po’ come fotografato da Hobson nella seconda metà dell’Ottocento. I capitalisti industriali e i produttori dipendenti hanno da questo punto di vista non dico gli stessi interessi, ma interessi convergenti nell’azione di contrasto della crisi.

Leggi tutto…

di Alfonso  Piscitelli

Fonte: Centrostudilaruna

Nel suo discorso nel Giorno della Costituzione del 12 dicembre 2013 Vladimir Putin cita due personaggi russi significativi: il Primo Ministro Stolypin e il filosofo Berdaiev. Stolypin negli ultimi anni dell’Impero Zarista cercò di portare avanti una riforma agraria che diffondesse la piccola proprietà contadina, di affermare il principio dell’auto-governo locale (Zemtsvo) e di porre le basi di una grande modernizzazione industriale. Insomma Stolypin cercava di opporsi alla marea montante del comunismo rivoluzionario sviluppando una politica di riforme graduali, che salvaguardassero i due pilastri della tradizione politica russa: lo Zarismo e l’Ortodossia.

Leggi tutto…

Il governo Letta/Saccomanni aspira ad essere all’altezza della fiducia che in esso hanno riposto sia la BCE di Mario Draghi sia la Commissione Europea ed il grande cartello bancario sovranazionale che domina l’economia dei paesi europei. Questa potrebbe essere la motivazione del decreto predisposto da Saccomanni (la vera mente finanziaria del governo Letta) che dispone la rivalutazione delle quote di partecipazione nella Banca d’Italia, affidata ad un comitato di esperti della BCE che avranno il compito di individuare il valore corretto di tale capitale.

Leggi tutto…

Minacce di “Al Nusra” dirette contro l’Iran e gli Hezbollah del Libano

Il fronte dei miliziani salafiti di Al Nusra, una delle organizzazioni integraliste islamiche (collegate con Al Qaeda) che combattono in Siria per rovesciare il regime di Assad, ha iviato oggi minacce al movimento Hezbollah del Libano dopo che gli stessi militanti di Hezbollah avevano ucciso in un agguato 32 terroristi che cercavano di infiltrarsi in Libano dalla Siria.
Il messaggio è arrivato da un gruppo che si autodefinisce “Las Brigadas de Maruán Hadid”  ed in questo messaggio hanno dichiarato di aver lanciato dieci obici di mortaio contro i bastioni dell’Iran nella regione libanese di Ermel.  Inoltre nel messaggio si accusa Hezbollah di appoggiare e sostenere le forze lealiste in Siria minacciando l’Iran ed il suo partito (gli Hezbollah) di attaccarli quanto prima.

Leggi tutto…

di Davood Abbasi

Fonte: Italian Irib

Dopo l’accordo quadro di Ginevra tra Iran e 5+1 sul programma nucleare iraniano, tutti hanno assistito alle minacce ed alle intimidazioni della autorità americane contro il governo e le autorità iraniane. Sulla base delle spiegazioni fornite dal Ministero degli Esteri iraniano, però, queste dichiarazioni delle autorità americane hanno “uso interno” e vengono fatte per tenere a bada alcuni ambienti di potere ed alcune realtà interne degli Stati Uniti particolarmente ostili all’Iran. Ora la domanda e’ fino a che punto giustificare le affermazioni talvolta ostili delle autorità americane contro l’Iran con la teoria “dell’uso interno” e fino a che punto analizzarle in maniera differente.

Leggi tutto…

Fonte: Conflitti Globali

Sin dalla chiamata, rimbalzata nei forum di movimento, evocata nei muri delle principali città, resa virale tramite i social-network, si intuiva che la giornata di lotta del 27 Dicembre sarebbe stata campale, come non lo si vedeva dalle settimane calde di Gezi Park di luglio-Agosto. E in effetti i primi resoconti dalle piazze ci parlano di un clima di tensione altissimo tra i manifestanti e il Governo: se i concentramenti delle manifestazioni nelle maggiori città erano date per le sette di sera, già da un’ora prima disordini e scontri con la polizia si sono verificati tutt’ intorno a Piazza Taksim e lungo Via Istiklal, a Istanbul..

Leggi tutto…

di Thierry Meyssan

In risposta alle pretese rivoluzionarie di Ahmadinejad, gli occidentali hanno seminato dubbi sul programma nucleare iraniano e hanno utilizzato l’ONU per proibirgli di arricchire il proprio uranio, del quale dispone di enormi riserve.
Così, gli hanno impedito di utilizzare le proprie risorse e lo hanno costretto a vendere il suo prezioso metallo a basso prezzo. Hanno stabilito, sia presso il Consiglio di Sicurezza sia in modo unilaterale, una serie di sanzioni storicamente senza precedenti per strangolare il paese. Inoltre, hanno condotto una campagna propagandistica per far passare Ahmadinejad come un pericoloso illuminato. Infine , hanno organizzato con l’aiuto di Rafsanjani e di Khatami, un tentativo di rivoluzione colorata, nel 2009.

Leggi tutto…

Fonte: Libre

Quelle che abbiamo attorno sono le macerie di una guerra. Lo afferma senza giri di parole il centro studi di Confindustria descrivendo questa crisi, ovvero la più drammatica recessione della nostra storia, dopo il secondo conflitto mondiale. A partire dal propagarsi nel mondo degli effetti reali della crisi iniziata con i “sub-prime”, lo sfacelo dell’economia è paragonabile a una guerra per i danni e le macerie che ha lasciato dietro di sé. In pochi anni sono svaniti quasi due milioni di posti di lavoro. E la drammatica morsa creditizia, operata dal sistema bancario, continuerà ancora a lungo, almeno fino al 2015 nello scenario più negativo. «Otto anni di vacche magre, anzi, scheletriche», annota Eugenio Orso. La catastrofica recessione neocapitalistica sta dando segni di luce in fondo al tunnel? Attenti: se la “guerra” è finita, «il dopoguerra potrà essere altrettanto negativo e socialmente drammatico». Parlano le cifre: oltre 7 milioni di senza lavoro e quasi 5 milioni di poveri.

Leggi tutto…