"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

“Festa per il Gay Pride al centro estivo di Casalecchio , rabbia dei genitori
Casalecchio di Reno (Bologna), 13 luglio 2018 – Il Gay Pride si festeggia anche al centro estivo dell’asilo, aperto per i bambini fino a 5 anni. Laboratori di pittura e scrittura, letture orientate al mondo omosessuale e persino i volti colorati con l’arcobaleno della parata. Accade nella scuola dell’infanzia del quartiere Meridiana di Casalecchio, cittadina satellite di Bologna.
Le educatrici del centro estivo – gestito da una cooperativa (la Coop Dolce) – hanno voluto fare celebrare il giorno prima anche ai bambini.
I genitori ignari hanno scoperto la scelta educativa quando sono andati a ripredersi i bimbi. Ad accoglierli, oltre a i figli, i cartelloni finali dell’attività, con tanto di foto dei piccoli in versione parata arcobaleno: «Oggi ci siamo dipinti la faccia per festeggiare insieme il Gay Pride!!!». E per evitare equivoci, il cartellone chiosa con un «Viva l’amore!» che fa tanto politicamente corretto”. (da Il Resto del Carlino)

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Sembra ormai sulla via dell’archiazione la morte  del giornalista investigativo Bechir Rabani, che si era infiltrato nei gruppi violenti di sinistra come gli antifas ed era  stato trovato morto nel dicembre 2017, poco dopo aver presentato delle denunce sui finaziamenti occulti del finanziere globalista George Soros a queste organizzazioni.

Bechir Rabani, 33 anni, di origine palestinese, con passaporto svedese, era un giornalista indipendente e blogger molto conosciuto in Svezia per le sue inchieste e per le sue rivelazioni circa le collusioni fra i settori dell’alta finanza e le organizzazioni pro immigrazione che operano in Europa. Alcune delle sue inchieste avevano suscitato reazioni ed attacchi dagli ambienti della sinistra mondialista e dai media ufficiali che lo accusavano di “complottismo”.

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Circa 7.000 persone sono scese nelle strade di Tel Aviv per protestare contro un disegno di legge controverso che dichiara Israele esclusivamente “lo stato-nazione del popolo ebraico”.

Diversi politici israeliani, attivisti sociali, personalità pubbliche e legislatori hanno preso parte alla manifestazione di sabato per condannare la natura discriminatoria della misura legislativa.

Il disegno di legge dovrebbe arrivare a un voto finale al parlamento israeliano (Knesset) lunedì. Se approvato, potrebbe diventare parte delle leggi fondamentali di Israele che servono come costituzione de facto.

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Jean-Claude Juncker, lo stimato presidente della Commissione europea, ha uno dei posti di responsabilità più difficili e stressanti al mondo. Deve fare finta che molte persone e paesi che si odiano a vicenda e che sono impegnati costantemente in battibecchi e che si pugnalano alle spalle, si amino davvero.

A lui sono affidate decisioni delicate e difficili e deve risolvere situazioni complicate fra i soci dell’Unione Europea.

L’unico modo per far sparire lo stress quotidiano di questo incubo europeo – seppur temporaneamente – è quello di stimolare alcune bottiglie di vino prima di pranzo, molte altre durante e dopo il pranzo, e poi alcune di vodka e gin dopo che il suo staff lo ha tirato fuori da una pozza di vomito intorno alle cinque e lo abbia ripulito.

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di  Ilaria Bifarini

Ingenti prestiti da parte delle organizzazioni finanziari internazionali, consistenti sgravi del debito statale, fondi raccolti da iniziative private, che hanno mobilitato tutti, dai singoli cittadini occidentali attraverso forme organizzate di beneficenza alle star dello spettacolo, che si sono spese per i diritti dei più deboli attraverso concerti ed esibizioni.

Fiumi di miliardi di dollari che non sembrano aver intaccato per nulla il problema del sottosviluppo e della povertà endemica del Terzo Mondo. Anzi. E’ stato riscontrato che, dalla metà degli anni Novanta, circa 60 paesi in via di sviluppo siano diventati più poveri in termini di reddito pro-capite rispetto a 15 anni prima. Entro il 2030 i due terzi dei poveri di tutto il mondo proveranno dall’Africa.

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di Paul Antonopoulos

L’aviazione cinese invierà  in Russia bombardieri strategici, jet da combattimento e aerei da trasporto in luglio, mentre il paese cerca di sviluppare legami di difesa più forti con diversi governi stranieri – in questo caso, prioritariamente con Mosca.

Il bombardiere strategico cinese, Xian H-6K, che pattuglia il Mar della Cina e lo Stretto di Taiwan, parteciperà ai Giochi Internazionali dell’Esercito il 28 luglio nella Russia meridionale e nella regione  del Caucaso per la prima volta, secondo un portavoce dell’Aviazione. La Cina si unirà alle forze aeree della Russia, della Bielorussia, dell’Azerbaigian, del Kazakistan, dell’Armenia e dell’Iran nelle esercitazioni  di guerra. Questi paesi hanno di fatto costituito una alleanza militare nel gruppo dello SCO (Gruppo di Shangai) per uniformare le difese comuni. Una sorta di NATO Asiatica.

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La Russia ha riaffermato che il Movimento di Resistenza Hezbollah del Libano non uscirà dalla Siria fino al completo sradicamento del terrorimo dal paese arabo, così ha ribadito un diplomatico russo sotto condizione di anonimato e riferito dall’agenzia Interfax.

Le richieste per far uscire Hezbollah dalla Siria, prima dello sradicamento completo del terrorismo dalla intera regione, sono del tutto inaccettabili, ha proseguito il diplomatico, visto che il Movimento Hezbollah sta combattendo contro i gruppi terroristi per la sicurezza dello stesso Libano.
A questo proposito il funzionario russo ha messo in rilievo che la lotta degli Hezbollah contro il terrrorismo radicale e l’estremismo sono in linea con la politica in Medio Oriente, seguita dal Governo russo, presieduto dal presidente Putin.

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di  Elena Quidello

Siamo in guerra! Una guerra interna che vede come sempre la sinistra mondialista all’attacco dei sovranisti che ostacolano il piano mondialista di invasione e africanizzazione dell’Italia.
Questo avviene soprattutto adesso che la battaglia si è estesa a livelli europei quando il ministro Salvini, con determinazione e senso di responsabilità verso i milioni di italiani che gli hanno dato fiducia con il loro voto, (nell’incontro di Insbruck) ha saputo egregiamente affrontare con i rispettivi ministri di Germania e Austria e con la stessa Cancelliera Merkel il drammatico fenomeno migratorio che sta facendo collassare le società dell’Italia del sud , del Nord, Centro. A Innsbruck Salvini è riuscito a strappare alla grande Germania il consenso alla protezione dei confini esterni dell’Europa per fermare gli sbarchi irregolari di cui l’Italia si è dovuta far carico in tutti questi anni oltre la revisione del Trattato di Dublino.

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di  Pablo Jofré Leal (*)

L’asse della resistenza, guidato dalla Repubblica Iraniana, si è assicurato il controllo di un’ampia fascia di territorio, che va dai confini della nazione persiana alle rive del Mar Mediterraneo in Siria. E’ stata questa una politica di evidente profondità strategica, che consolida l’influenza dell’Iran nella regione e nella sua popolazione.

In un modo senza precedenti, dall’inizio della guerra di aggressione contro la Siria – marzo 2011 – le Forze speciali Quds, la milizia sciita irachena, il movimento Hezbollah in Libano, i militanti palestinesi e l’esercito siriano governativo hanno ottenuto di consolidare un percorso di terra , che prevede non solo le operazioni anti-terroristiche contro il Daesh (l’ISIS), contro Fath al-Sham, Ahrar al-Sham (ex Al- Nusra) e altri gruppi takfirí e movimenti terroristici, attivi sia sul terreno dell’Iraq come nella Siria, ma allo stesso tempo queste forze  sono riuscite a consolidare una via di accesso che parte dal territorio iraniano fino alle rive del Mar Mediterraneo.

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di  Marco Della Luna

Salvini e Di Maio dovrebbero approfittare del periodo di favore di cui godono ancora presso l’opinione pubblica per uscire dal Trattato di Velsen e togliere agli interessi bancari europei mandare le truppe di normalizzazione, ossia l’Eurogendfor, in Italia, in caso di caduta di questo governo.

L’autunno e l’inverno presentano insidie per il governo: il pil cala, lo spread sale, diversi miliardi fuggono all’estero, l’” Europa” esige una manovra da 5 miliardi, la flat tax e il reddito di cittadinanza sono in sospeso, la Germania cerca di scaricare sui paesi sottomessi i 55.000-75.000 miliardi di dollari di titoli tossici nella pancia di Deutsche Bank (per non parlare delle perdite sui derivati e dei passivi delle Landesbanken). Potrebbe implodere l’Eurosistema.

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