"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nella giornata odierna si sono susseguite due dichiarazioni importanti dal contesto Medio Orientale.
La prima dichiarazione proviene dal primo ministro iracheno, Haidar al-Abadi, il quale, nel corso di una sua visita in Egitto, ha dichiarato che l’Iraq non permetterà mai che il suo territorio venga utilizzato come base per attaccare l’Iran. In particolare al-Abadi ha messo in guardia dai tentativi di trasformare l’Iraq in un campo di battaglia tra l’Iran e gli USA o che il suo paese faccia da ponte per una aggressione contro l’Iran, anche se gli venisse promesso di ottenere in contraccambio la ricostruzione gratuita di tutto il paese o qualsiasi altro beneficio.

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Gli Stati Uniti prevedono di intensificare la loro battaglia contro le forze siriane nel sud della Siria, al fine di confrontarsi con l’Iran, rivelano fonti della sicurezza della Casa Bianca.

“Due alti funzionari della Casa Bianca stanno spingendo per espandere la guerra in Siria, vedendola come un’opportunità per confrontarsi con l’Iran e le sue forze alleate”, ha riferito la rivista statunitense specializzata nei temi di politica internazionale, ‘Foreign Policy’.

Secondo la rivista, che cita fonti della Casa Bianca, gli artefici di questo progetto sono Ezra Cohen-Watnick, direttore dell’intelligence del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, e Derek Harvey, consulente senior al Consiglio in materia di Oriente Medio.

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L’attacco è avvenuto dopo che due imbarcazioni da pesca iraniane avvano oltrepassato il limite della acque territoriali saudite, nel Golfo Persico, come dichiarato dal direttore delle Frontiere Iraniane, Majd Aqa Babaei. Di conseguenza e senza verificare se ci fosse stata effettivamente  una intrusione nelle acque di questo paese, i due guardacoste hanno aperto il fuoco ed un pescatore è rimasto uccioso ed un altro gravemente ferito, come ha riferito Babaei durante la conferenza stampa.

“Questa azione saudita non è compatibile con le leggi internazionali e con i prioncipi umanitari. Anche supponendo che i due pescatori abbiano attravarsato il limite delle acque saudite per causa delle alte onde del mare, i guardacoste non erano autorizzati a sparare sulle imbarcazioni iraniane”, ha aggiunto il funzionario iraniano.

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Come finire nella lista nera di un’organizzazione ipergovernativa filoisraeliana.
Il caso di Enrica Perucchietti. Un invito a non lasciar passare nessuna intimidazione di questo tipo.
Ne va della libertà di parola di tutti noi.

Enrica Perucchietti – autrice di “False Flag”

Redazione16 giugno 2017 megachip.globalist.it

di Enrica Perucchietti.

Con nota di Pino Cabras in coda all’articolo.

La caccia alle streghe continua. Il mio nome è finito nell’elenco dell’Osservatorio sull’Antisemitismo in quanto sarei “complottista”.

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Una informativa dell’ONU rivela la stretta collaborazione e contatti ravvicinati tra le forze israeliane ed i gruppi terroristi, come il Fronte Al Nusra, in Siria.
Si tratta di dati e informazioni raccolte dalla Forza delle Nazioni Unite di Separazione (FNUOS), nei giorni fra il 2 di Marzo ed il 16 di maggio del presente anno, pubblicate il mercoledì dall’Agenzia ufficiale SANA.
I documenti forniti al segretario generale dell Nazioni Unite, Antonio Gutierres, rivelano che le forze israeliane di frequente offrono aiuto ai gruppi terroristi armati come il Fronte al Nusra (conosciuto anche come Frente Fath Al-Sham) nella zona di separazione, situata nel sud della Siria, dove mantengono contatti e coordinano le loro azioni.

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Giusy Nicolini, pluripremiata da tutti i vari enti sovranazionali nemici dei popoli e delle identità, nel 2014 s’è accordata nientemeno che con George Soros.

Il PDF dell’accordo è scaricabile al seguente link: proposta-soros-lampedusa [Fonte: Radio Spada]

Nota: Adesso si spiega la grande attenzione mediatica ed i riconoscimenti (l’ultimo il premio dell’UNESCO) ottenuti da parte del Sindaca di Lampedusa, Giusi Nicolini. La signora era appoggiata direttamente dalla Open Society di Soros per attuare una politica di totale apertura dell’isola ai migranti.

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di Alfredo Jalife Rahme

Mentre Washington si lacera con le poco convincenti ipotesi dell’ex direttore dell’FBI James Comey, volgare “gola profonda” e marionetta del “Deep State”, violentemente estromesso dal suo incarico per aver ogni volta più afflitto Trump-, il mondo si disordina e si riordina in forma simultanea a passi accelerati per occupare gli spazi lasciati vuoti dal declino dell’influenza degli Stati Uniti: la fino ad oggi superpotenza unipolare oggi in franca decadenza ed in piena “Guerra Civile” che non si azzarda a pronunciare il suo nome.

Totalmente boicottato dalla disinformazione del multimedia “occidentali”, il Gruppo di Shangai (Organizzazione per la Cooperazione di Shangai: OCS) ha celebrato il suo trascendentale vertice ad Astana il 17 di Giugno, nella capitale del Kazakistan, paese trasformatosi in cerniera euroasiatica tra la Cina e la Russia.
Il boicottaggio multimediatico occidentale collima con il puerile quando in tale vertice è stato confermato lo spettacolare ingresso dell’India e del Pakistan: il maggiore evento dopo 16 anni di esistenza teorica dell’alleanza. Un evento considerato “secondario” dalle fonti atlantiste.

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di   Luciano Lago

Secondo il rapporto pubblicato dal “Legal Center for Rights and Development” (ONU),  sono 33.395 morti e feriti, il bilancio in 800 giorni di aggressione e bombardamenti fatti dall’Arabia Saudita e dai suoi alleati sullo Yemen.
Il rapporto, pubblicato il Lunedì dal Legal Center per i Diritti Umani, ha fornito una dettagliata informativa del totale delle vittime, di cui 2.689 erano bambini, 1.942 donne e 7.943 uomini.

Tutti erano civili rimasti vittime dei bombardamenti indiscriminati che l’Arabia Saudita ha effettuato con l’indispensabile supporto logistico e di intelligence svolto delle Forze USA ed della Gran Bretagna, principali fornitori di armamenti alla Monarchia Saudita.

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di  Salvo Ardizzone

La Sicilia è il centro focale della Intelligence Usa non solo per il Muos, ma anche (e soprattutto) per quel mega hub di connessioni, cuore di Internet per vastissima parte del pianeta, chiamato Sicily Hub.

Che l’Isola sia da sempre considerata una base essenziale per gli interessi degli Stati Uniti e per il suo braccio operativo euro-atlantico, la Nato, è storia antica: le antenne del Muos completano uno scenario che comprende fra l’altro Sigonella, divenuta la più importante base dello Zio Sam nel Mediterraneo allargato, il porto di Augusta, l’aeroporto di Birgi, le assai poco conosciute stazioni radar a Lampedusa e nelle Eolie e molto altro ancora.

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Il Parlamento siriano ha denunciato che 120 membri dell’ISIS (Daesh in arabo) hanno potuto abbandonare con le proprie armi, la città di Al Raqqa, sotto assedio, per essere trasportati ad Al-Sijna, nella regione di Palmira dove seguiteranno le loro attività terroristiche, questa l’informativa data dal parlamentare siriano Amar al.-Assad.
In una intervista esclusiva con l’agenzia russa Sputnik News, il legislatore siriano ha riferito nei particolari che l’operazione si è realizzata circa tre settimane prima e tutti i capi terroristi trasferiti erano di nazionalità occidentale.

Tutte le fonti siriane e russe  coincidono nell’indicare che le forze USA stanno di fatto fornendo un grande aiuto ai terroristi del Daesh mentre le forze russe e siriane continuano le loro operazioni aeree sulla zona.

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