"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

ROMA – “L’Europa che poteva essere un’opportunità in questo momento su tanti fronti è un problema, pensiamo a migranti, banche, politica agricola, sanzioni alla Russia”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini a margine dell’inaugurazione della nuova Questura di Fermo.

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“Penso che vediate anche voi che questi sforzi hanno fallito e che non avrebbero mai avuto successo”, ha detto Putin in una lunga conversazione con il giornalista di Fox News, Chris Wallace, con il quale ha commentato l’incontro con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump , concentrandosi principalmente sulla politica e sulla sicurezza.

Secondo il leader russo, il suo paese è interessato a sviluppare sicurezza, stabilità strategica e relazioni economiche con gli Stati Uniti , nonostante i numerosi equivoci tra le due potenze.

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di  Luciano Lago

Il conflitto dimenticato nello Yemen che viene oscurato dai media occidentali, segna i crimini dell’Arabia Saudita e dei suoi alleati di Washington e Londra.

L’Arabia Saudita cerca di giustificare le sconfitte che le sue truppe stanno subendo nello Yemen e incolpa l’Iran di fornire aiuti militari alle forze yemenite, inclusi i missili terra-terra che hanno colpito più volte obiettivi militari in territorio saudita.

In realtà tanto i sauditi come i servizi di intelligence USA hanno semplicemente sottostimato la capacità difensiva dello Yemen e dei suoi combattenti commettendo un grave errore. Nonostante il blocco aeronavale a cui il paese arabo è sottoposto da tempo da parte delle forze della coalizione USA-Saudita che assediano il paese, i combattenti Ansarolla dello Yemen hanno utilizzato una tattica di resistenza che ha messo in crisi le forze saudite e quelle degli Emirati (EAU) che hanno lasciato sul terreno centinaia dei loro soldati uccisi e decine di mezzi blindati distrutti dalla resistenza yemenita.

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L’UE sta ancora affrontando importanti divisioni politiche sulla risposta dei paesi membri del blocco all’afflusso massiccio di immigrati e richiedenti asilo, che ha preso il via nel 2015.

L’Austria non ha in programma di accogliere nessuno dei 450 migranti sbarcati in Sicilia, ha sottolineato il cancelliere del paese, Sebastian Kurz, nella sua lettera al primo ministro italiano Giuseppe Conte, secondo l’agenzia stampa austriaca , che ha ottenuto una copia della lettera.

Nella lettera, Kurz avrebbe citato il fatto che, in termini di popolazione, dal 2015 l’Austria ha accettato più richieste di asilo di “molti altri paesi dell’UE”.

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di  Luciano Lago

Il primo incontro fra i due presidenti , Trump e Putin, si è appena concluso e sull’evento si profilano una marea di commenti e una quantità di retorica circa i nuovi rapporti fra le superpotenze, il superamento della nuova “guerra fredda”, il nuovo canale di comunicazioni aperto, ecc. ecc..

Ci permettiamo di esprimere molti dubbi che tutto questo sia una propettiva reale. Per quello che ci riguarda, abbiamo compreso già da tempo che il presidente Trump, al di là di essere imprevedibile, con le sue tante chiacchiere ed i suoi discorsi (in buona pate strampalati) cerca di lanciare una cortina fumogena per nascondere la sostanza di essere lui un presidente che viene tenuto in ostaggio da più settori interni del “Deep State” e che per districarsi da questa incomoda situazione si è venduto alla lobby più potente che esiste negli Stati Uniti, quella sionista/evangelica.

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In occasione di una conferenza stampa a Mosca, Matteo Salvini ha parlato ai giornalisti presenti sul tema delle sanzioni alla Russia ed ha confermato la nuova posizione politica del Governo Italiano, critica nei confronti dell’Unione Europea per una serie di questioni e non soltanto quella dei migranti.
La conferenza stampa si è tenuta nella sede dell’agenzia stampa Tass, a Mosca.

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Gli Stati Uniti, il Canada e diversi paesi europei, in particolare la Gran Bretagna e la Francia, stanno prendendo in considerazione l’evacuazione dei componenti degli elmetti bianchi (White Elmets) notoriamente affiliati ad Al-Qaeda e dei loro parenti dalla Siria.

Secondo la rete della CNN, il piano prevede il trasferimento di circa 1.000 membri dell’organizzazione e delle loro famiglie in altri paesi, come il Canada, il Regno Unito o la Germania.
Secondo fonti citate dal canale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sollevato la questione al vertice della NATO a Bruxelles e le delegazioni occidentali hanno convinto Trump a esaminare le rotte di evacuazione con Israele e Giordania.

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di  Pepe Escobar

Trump ha ragione – La NATO è obsoleta, e se l’Europa vuole combattere i nemici immaginari, dovrebbe pagarsi le spese a modo suo
Terrorizzati da Trump, gli eurocrati di Bruxelles in questi ultimi giorni hanno trasmesso i loro timori ad Asia Times circa la fine della NATO, la fine dell’Organizzazione mondiale del commercio, persino la fine dell’UE.
Il livello d’isteria è giunto al culmine. Dopo il vertice della NATO a Bruxelles, il declino definitivo dell’Occidente è stato dichiarato da un accordo fatto mentre il presidente Trump si preparava a incontrare il presidente Putin a Helsinki.

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La Russia aveva chiesto ed ottenuto dall’Iran di avere l’accesso nella base aerea iraniana di Hamedan per schierare i suoi pesanti bombardieri strategici TU-22M3.
Levan Dzhagaryan, ambasciatore della Russia in Iran, in questi giorni ha improvvisamente fatto valere quella che sembra la possibilità che le forze aeree russe ancora una volta utilizzino la base aerea di Shahid Nojed vicino ad Hamadan in Iran.
I media russi con riferimento all’esperto di difesa iraniano Babak Taghvaee, hanno riferito che il Ministero della Difesa russo aveva chiesto ufficialmente all’Iran di fornire l’accesso per schierare i suoi pesanti bombardieri nella base aerea di Hamedan.

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La campagna lanciata dagli USA per usare le sanzioni come un’arma di routine della guerra economica ha persino incluso il blocco dell’accesso ai dollari USA. Stiamo già assistendo a una diminuzione della domanda di dollari, come la risposta naturale di vari paesi per essere più indipendenti possibile dal commercio del dollaro.

In ogni caso c’è un effetto a catena che va oltre il problema della valuta. I paesi stanno anche spostando le loro riserve auree dagli Stati Uniti per paura che possano essere “trattenute” in una futura mossa di guerra economica degli Stati Uniti, che è passata dalla estorsione e ricatto sotto il regime di Trump.

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