"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

di  Alexander Orlov (*)

L’ 11 dicembre, mentre si recava in Egitto, il presidente russo si è fermato presso la base aerea delle forze armate russe a Khmeimim, dove si è congratulato con i soldati russi per la sconfitta di DAESH e ha annunciato l’inizio del ritiro delle truppe russe dalla Siria. Infatti, durante l’incontro con il presidente Vladimir Putin nella base aerea di Khmeinim, i rappresentanti delle forze aerospaziali russe hanno dichiarato che il ritiro dei loro aerei dalla Siria sarebbe iniziato l’11 dicembre.

Questo significa che davvero è finita la guerra civile in Siria, una guerra che è stata incoraggiata e finanziata dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e dal Qatar dal 2011 ? No, non è così. Ma è possibile affermare che grazie alle azioni delle Forze aerospaziali della Russia, ai consulenti militari e alle forze speciali, DAESH non è più una potente organizzazione terroristica con il proprio territorio e propria amministrazione.

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Un’organizzazione per i diritti umani , la HR Yemen, ha finalmente avviato un procedimento legale nel Regno Unito per assicurare alla giustizia i governanti dell’ Arabia Saudita per le loro atrocità commesse  nello  Yemen.  La gravità della crisi yemenita non si ferma incitando gli attivisti per cercare di fermare questa atrocità o denunciando solo  la complicità dei loro governi in questa aggressione.

Il gruppo per i diritti umani dello Yemen (Yemen HR) Martedì ha avviato un procedimento giudiziario per assicurare alla giustizia i dignitari britannici e i funzionari provenienti da Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti (UAE) e Qatar , per presunti crimini di guerra.

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Il comandante della Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), Ghasem Soleimani, ha dichiarato che la Repubblica islamica dell’Iran è pronta a sostenere con tutto il cuore le forze della Resistenza islamica in Palestina.

Il generale maggiore Ghasem Soleimani ha fatto questa osservazione nel corso di due colloqui telefonici rispettivamente con il comandante delle Brigate di Izz ad-Din al-Qassam, braccio militare di Hamas, e il comandante delle Brigate Al-Quds, braccio militare del Jihad islamico. Il generale iraniano ha sottolineato che altri gruppi del Fronte della Resistenza Islamica sono pronti a difendere la Moschea di Al-Aqsa.

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Ci sono voluti tre anni alle Forze Armate siriane per ristrutturare le unità da difesa aerea, primi bersagli dei terroristi taqfiri che, subito dopo l’inizio della guerra nel 2011, ne attaccarono i siti principali nel sud della Siria. Guidati dal servizio segreto israeliano, i terroristi distrussero queste unità prima di smembrarle e consegnarne i pezzi ai servizi segreti israeliani.

Uno dei siti, probabilmente il più grande, vicino al confine israeliano, era a metà strada tra Dara e Qunaytra, nel sud della Siria. Gli attacchi dei terroristi al sito di Tal Hara, al centro di sorveglianza di Saydnaya e al centro di comando aereo tra Jarmanah e al-Maliha, minarono gravemente la difesa aerea siriana. Ma ora è finita e i recenti fallimenti dell’aviazione israeliana lo provano. L’analista libanese Umar Marabuni ritorna su un articolo ripreso dal sito del canale televisivo al-Mayadin.

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di Luciano Lago

Risulta fuori di ogni dubbio che in molti paesi occidentali , tradizionali alleati degli USA, si inizia a diffidare della capacità del Governo di Washigton di mantenere la leadership del mondo occidentale e di esercitare quel ruolo di supremazia che dalla fine della guerra del 1945 era stato di tacitamente accettato da una buona parte del mondo.

La scorsa settimana il ministro tedesco Gabriel si era fatto interprete di questo diffuso sentimento in Europa ed aveva affermato: “la percezione implicita del ruolo fondamentalmente protettore degli Stati Uniti nonostante dispute occasionali, comincia a collassare”, ed ha espressamente sottolineato che questo resterà anche se Trump venisse mandato via dalla Casa Bianca.

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Nel mezzo di una grave crisi nelle relazioni tra Washington e Islamabad, il Pakistan ha considerato gli USA come responsabili di un gran numero di morti civili nel paese asiatico.
“Non permetteremo che alcuno violi il nostro spazio aereo. Ho personalmente ordinato alla PAF (Forza Aerea del Pakistan) di abbattere tutti i droni, in particolare quelli USA, che entrano nel nostro spazio aereo, violando la sovranità e integrità territoriale del paese “, ha detto il comandante in capo della Forza Aerea, Sohail Aman, in un discorso ad Islamabad, come ha informato il giornale The Times of India.

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di Roberto Pecchioli

Chi trova un nemico trova un tesoro. Rovesciando il detto popolare, questo ci sembra il commento più adatto all’ondata di antifascismo di ritorno che sta pervadendo l’Italia ufficiale. Colti di sorpresa da qualche inatteso successo elettorale “nemico”, nudi di fronte al loro fallimento politico, lorcompagni e l’esercito ausiliario progressista hanno trovato la soluzione, la solita: antifascismo, ancora antifascismo, ogni giorno di più, a dosi omeopatiche.

E’ diventata una dipendenza e, come per gli alcolisti irrecuperabili, basta un solo bicchiere per ubriacarsi. In qualche caso, è sufficiente l’odore del vino. Il neo- antifascismo è ormai giunto a questo stadio penoso.

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di Luciano Lago

“Anche se ancora non abbiamo un accordo, questo è quello che credo accadrà in futuro: la maggior parte dei Paesi europei sposterà le loro ambasciate a Gerusalemme, riconoscendola come capitale di Israele, e si impegneranno con forza, con noi, per sicurezza, pace e prosperità», così ha dichiarato sicuro il premier israeliano Benjamin Netanyahu, a Bruxelles, dove si trova per partecipare ad una riunione con i ministri degli esteri Ue.

Forte del riconoscimento del presidente Donald Trump, Netanyahu ritiene che i paesi europei , volenti o neolenti, si dovranno anche loro allineare, visto che chi dispone e decide sono loro, quelli che si sentono “i padroni del mondo”.

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di Antonio Mazzeo

 Capitale mondiale dei droni da guerra, base avanzata per le forze speciali e di pronto intervento USA e NATO e, da oggi, anche centro strategico per i programmi di supremazia nucleare planetaria delle forze armate degli Stati Uniti d’America.

Segretamente, senza che mai il governo italiano abbia ritenuto doveroso informare il Parlamento e l’opinione pubblica, sta per entrare in funzione nella grande stazione siciliana di Sigonella la Joint Tactical Ground Station (JTAGS), la stazione di ricezione e trasmissione satellitare del sistema di “pronto allarme” USA per l’identificazione dei lanci di missili balistici con testate nucleari, chimiche, biologiche o convenzionali. Una specie di “scudo protettivo” tutt’altro che difensivo: i moderni dottor Stranamore del Pentagono puntano infatti al controllo “preventivo” di ogni eventuale operazione missilistica nemica per poter scatenare il “primo colpo” nucleare evitando qualsiasi ritorsione da parte dell’avversario e dunque i limiti-pericoli della cosiddetta “Mutua distruzione assicurata” che sino ad ora ha impedito l’olocausto nucleare.

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I patrocinatori dello Stato Islamico, da giorni stanno evacuando i terroristi dalla Siria e dall’Iraq con destinazione in Egitto ed in Libia
I terroristi dello Stato Islamico continuano ad essere utili per i loro padroni, nonostante l’apparente sconfitta che i mass media al servizio della elite oscura cercano di venderci come “successo” della coalizione internazionale. In realtà sono state le forze russe, siriane iraniane ed Hezbollah quelle che hanno salvato quei paesi dalla instaurazione del califfato wahabita/salafita.

I mercenari armati ed addestrati dai loro patrocinatori continuano ad essere utili per mantenere lo stato di terrore che necessita ai loro padroni per tenere sottomessi i popoli.

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