"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Pagate le tasse senza discutere! Sono per la mafia e per la partitocrazia!

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di Marco Della Luna

Ormai è sotto gli occhi di tutti: le tasse che paghiamo vanno in mano ai ladri della politica, delle istituzioni, della burocrazia, delle mafie, che le usano soprattutto per arricchirsi, senza curarsi di spenderle bene e utilmente, nell’interesse collettivo. A Roma era così già 50 anni fa. E’ la costante nazionale, il carattere essenziale e immutabile dello Stato italiano. Rubare è lo scopo per cui si fa politica, e il mezzo con cui si fa politica, è il criterio con cui si fa carriera in politica e nell’apparato pubblico e partecipato.

In questo quadro, i divieti all’uso del contante, l’imposizione di tenere i soldi in banca e di rendersi completamente tracciabili, col Fisco che ti fa i conti in tasca e ti manda la dichiarazione dei redditi a casa, come se l’evasione fiscale dipendesse dall’uso del contante nelle transazioni spicciole, è un modo per consentire alla casta di saccheggiare direttamente e senza difese il cittadino, e per le banche di lucrare su ogni transazione, cumulativamente: 100 pagamenti di 100 Euro l’uno, a 1,5 Euro di commissioni, fanno guadagnare alla banca 150 Euro, se fatti con la carta di credito, e zero, se fatti per contanti.

Il principio della rappresentanza democratica parlamentare è clamorosamente e definitivamente fallito sia perché il Paese non ha più autonomia politica nelle cose che contano, sia perché i rappresentanti rappresentano le segreterie affaristiche che li nominano, e vanno contro gli interessi dei rappresentati.

Fino agli anni ’80 questo sistema di potere si notava meno, faceva danni sopportabili e compatibili con un certo sviluppo del Paese, con un certo benessere, garantito da una spirale costruttiva di investimenti e consumi, grazie al fatto che allora la banca centrale e i vincoli di portafoglio delle banche ordinarie garantivano il finanziamento del debito pubblico a tassi sostenibili escludendo il rischio di default. E grazie al fatto che le banche ordinarie si dedicavano all’economia reale anziché alle speculazioni finanziarie e alle truffe ai risparmiatori. E grazie al cambio flessibile.

Oggi gli uomini della buro-partitocrazia sono tutti in pasta, trasversalmente, tra loro e con la mafia. Sono tutti nella criminalità organizzata. Quelli che non lo sono direttamente e attivamente, lo sono comunque, perché consapevolmente e volontariamente fanno parte di quel mondo. Quindi sono corresponsabili. Non ci sono onesti, solo finti tonti.

Questo sistema ovviamente non si lascia cambiare dal suo interno, perché occupa i canali elettorali, mediatici, istituzionali, e in buona parte anche quelli giudiziari (molti arrestati di oggi sono assolti di ieri); e l’”esterno”, cioè l’”Europa”, la Germania, trae profitto e potere economici proprio da questa situazione.

E’ quindi chiaro che questa gente, questa casta, questa cupola nazionale non la si abbatterà mai con le leggi, i tribunali, l’indignazione popolare, anzi continuerà a tramandare il sistema alle nuove leve. Non la si potrà mai abbattere con strumenti interni all’ordinamento dello Stato, che essa occupa. La potrebbero fermare solo mezzi rivoluzionari solo la ghigliottina. Oppure un padrone straniero che la sostituisca e prenda direttamente in mano la gestione amministrativa del Paese – ovviamente nel suo proprio interesse.

I leaders carismatici proposti al pubblico possono essere “puliti” di faccia, ma gli apparati dei loro partiti sono tutto un cupolone, funzionano in quel modo, quindi nessun governo potrà cambiare questo sistema. Con le loro migliaia di società partecipate e di onlus mai contabilmente controllate che ricevono e spartiscono i miliardi del business dell’accoglienza. Renzi, che invoca giustizia e promette pulizia, finge di non conoscere che cosa sono gli apparati dei partiti e di non sapere che, se si mettesse di traverso, semplicemente verrebbe sostituito.  (in basso-Salvatore Buzzi con il sindaco Marino)

E infatti le principali componenti della partitocrazia, superando l’ipocrita distinzione maggioranza-opposizione, si accordano tra loro sulle riforme del sistema elettorale e del Senato, riforme concepite per proteggere e rafforzare il sistema stesso. E così alla Camera resta il sistema dei nominati: possono divenire deputati solo i graditi dei segretari dei partiti. La riforma del Senato mette quest’ultimo ancora di più nelle mani dei segretari, i quali vi collocheranno nominati regionali e comunali – cioè elementi presi dagli ambiti più ladreschi dell’apparato – dotandoli così di ciò che resta dell’immunità parlamentare.

Intanto, il governo ha allontanato il Commissario alla spending review, Cottarelli, che aveva ardito raccomandare la soppressione di 6.000 società partecipate mangiasoldi, una indispensabile greppia di consenso per la partitocrazia.

Le condizioni degli Italiani -tassazione, recessione, disoccupazione- continueranno perciò a peggiorare e peggiorare e peggiorare, finché questi non insorgeranno con le armi e non faranno fuori materialmente la casta parassita e criminale, o quella parte di essa che non riuscirà a fuggire all’estero. Ma non lo faranno mai: in parte emigrano, in maggioranza restano a subire o a raccontarsi le favole, aspettando il padrone straniero, e di vendersi a lui. Dopotutto, è questa la storica tradizione del Belpaese.

Fonte: Marco Della Luna

 

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  1. Werner 2 anni fa

    Analisi impietosa ma purtroppo assai veritiera, e ancor più veritiera é la conclusione dell’articolo.

    Paghiamo le tasse per mantenere questi ladri, parassiti, magnaccioni, e in cambio non riceviamo nulla, anzi, questi bastardi tagliano su sanità, istruzione, trasporti pubblici, forze dell’ordine che servono alla collettività, proprio per evitare che i soldi per mantenere i loro affari non bastino.

    Questo regime neofeudale buro-partitocratico va rovesciato con ogni mezzo, anche ricorrendo al colpo di stato, che dovrà essere organizzato dalla società civile (disoccupati, lavoratori, imprenditori) e i membri delle forze armate, (ma attenzione, non gli alti ufficiali che sono superpagati e collusi col potere, ma quei poveri cristi che percepiscono 1.000 euro al mese e ogni giorno rischiano di perdere la vita).

    Tanto per citare un esempio, l’episodio che il mese scorso ha visto lo scontro frontale tra i lavoratori dell’AST di Terni e le forze dell’ordine, é una vergognosa guerra fra poveri fomentana da quei criminali al potere, perché ha visto scontrarsi persone che hanno in comune gli stessi problemi quotidiani, a cominciare dal fatto che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese. E bene, l’episodio sopraccitato non si deve più ripetere, altrimenti questo paese rimarrà diviso e una giusta rivoluzione auspicata dal Della Luna nell’articolo, non potrà mai verificarsi.

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  2. francesca fachechi 2 anni fa

    Un giorno qualcuno disse “abbiamo fatto l’Italia ora dobbiamo fare gli italiani!”Ecco,qui sta il problema,unire l’Italia non è servito a molto,gli italiani dove sono?Gli italiani che hanno accolto l’ arrivo di Monti con gioia o che credono alle parole di quel fantoccio di Renzi,quelli che votano a seconda delle proprie esigenze,sull’onda di allettanti promesse elettorali .Mettere d’accordo tre italiani su una questione futile è già assai ostico, figuriamoci l’intero Paese su questioni di vitale importanza.Combattere l’ignoranza è difficile,siamo zombie senza cervello che continuano a produrre,consumare e crepare.Dunque,non vedendo all’orizzonte un Che Guevara all’italiana disposto ad una guerra armata contro questo sistema,temo che la situazione sia destinata a peggiorare fino all’annientamento totale del popolo italiano e dell’Italia ,Amen.

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