"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Orfani della Repubblica, dunque, obiettori di coscienza

terroristi ISIS

Qui non c’entra l’Italia. Davvero morireste per Tripoli, Renzi, Alfano, Pinotti, Gentiloni, a difesa di questo Occidente?

di  Sebastiano Caputo

Dopo gli attentati di Parigi vi avevamo annunciato che i mesi a venire sarebbero stati difficili. Più l’Isis conquista terreno, più l’isteria compulsiva degli occidentali cresce. Del resto lo scenario era facilmente prevedibile. Fare la guerra a Saddam Hussein, poi ad Ahmadinejad e a Gheddafi ed infine a Bashar al Assad voleva dire eliminare l’interlocutore naturale delle cancellerie occidentali in Vicino e Medio Oriente. Invece di stare dalla parte di chi il terrorismo lo ha combattuto sul campo, si è preferito intavolare la spartizione del mondo con chi invece lo ha fabbricato. Ridotti al rango di “Stati Canaglia”, Iraq, Iran, Siria e Libia, sono diventati nemici primari di una politica estera occidentale allo stato terminale. Ecco che i nuovi fari della democrazia sono diventate nazioni come Qatar, Israele, Arabia Saudita e Turchia. Le stesse che per anni hanno sostenuto indirettamente o finanziato direttamente, l’ascesa politica dell’Isis in tutta l’area geografica.

Adesso, questi ermetici miliziani – nessun giornalista ha ancora spiegato seriamente cos’è lo Stato Islamico e come si struttura – sembrerebbero situarsi a pochi chilometri dalla nostra penisola, più esattamente, in Libia. Sebbene in un primo momento il governo italiano studiava l’offensiva, adesso ribadisce la necessità di una posizione prudente. “L’Isis è a pochi chilometri dalle nostre coste” titolano i giornali. Ma ci siamo domandati se c’è interesse da parte di questi miliziani di attraversare il Mediterraneo? Con quali mezzi militari? Con quali obiettivi? Poco importa della realtà dei fatti, perché in questo clima di ante-guerra e di tensioni ci viene presentato uno scenario artificiale, quasi inevitabile, che vede l’Impero occidentale, giudaico-cristiano, protestante, libero, sviluppato, democratico, progressista e bianco, fronteggiarsi con un’orda barbarica di arabo-musulmani che al grido “Allah akbar!” (Dio è grande!) sgozza prigionieri e promette vendetta.

Difendersi è legittimo se non un dovere, tuttavia intervenire militarmente senza un progetto a lungo termine sarebbe un suicidio annunciato. Non serve scomodare l’Articolo 11 della Costituzione (“l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”), tantomeno rifarsi ad una banale retorica nazionalistica. Qui c’è da chiedersi: morireste per Tripoli, Renzi, Alfano, Pinotti, Gentiloni? Morireste per difendere questa Repubblica Italiana? Questo Occidente? Lo scontro di civiltà è una scelta di campo. “O con noi o contro di noi”. Dichiararsi obiettori di coscienza significa invece non cadere nella trappola più pericolosa della storia.

Tratto da L’Intellettuale Dissidente

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