"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Obama si impegna ad armare i “terroristi moderati” per contrastare l’EI

Mercenarios de CIA en Siria

di Luciano Lago

Con una grande manifestazione di cinismo e di ingerenza da parte della politica di egemonia portata avanti dall’Amministrazione Obama, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un emendamento che permette di fornire armi ed addestramento ai terroristi e mercenari operanti in Siria che combattono contro il governo legittimo di Assad, “con la finalità di combattere anche contro lo Stato Islamico (EI)”.  Il Mercoledì scorso, la Camera dei Rappresentanti, controllata dai Repubblicani, ha votato a favore della proposta per cui dovranno essere le autorità militari USA ad addestrare, armare ed equipaggiare i “ribelli siriani moderati” in appositi campi in Arabia Saudita, visto che il Presidente Obama ha dichiarato nuovamente che le forze statunitensi “non opereranno in missione di combattimento ” nella lotta contro gli jihadisti dello Sato Islamico, ha informato la A.P..

Il piano è stato appoggiato dai leaders repubblicani e democratici alcune settimane prima delle elezioni di metà mandato, nonostante  che vari componenti del partito si siano opposti all’emendamento. La disposizione è stata aggiunta al budget di spesa previsto e dovrà essere definitivamente approvata al Senato in questi giorni.

Si tratta di uno stanziamento per 500 milioni di dollari  deciso dallo stesso Obama che ha mal digerito la rielezione dello stesso Assad nelle ultime elezioni in Siria ed i successi dell’Esercito Siriano nella lotta contro i miliziani delle forze ribelli. Gli imperialisti USA vogliono essere loro a determinare chi debba governare la Siria e quale debba essere l’assetto dello Stato Siriano, in accordo con Israele, la volontà del popolo siriano per Washington (e per i suoi alleati) non conta nulla.

D’altra parte si sa che la Casa Bianca ha da tempo un piano per destabilizzare e dividere la Siria in due stati, su base etnica e confessionale, con nella parte nord una zona cuscinetto per la sicurezza di Israele. Questo spiega l’accanimento in una guerra civile che dura da tre anni e mezzo e nella quale gli americani (assieme a francesi e britannici) hanno inviato, attraverso la Turchia,  tonnellate di armi per armare i ribelli ed i miliziani  arrivati da ogni parte del mondo, inclusi i paesi europei, la Cecenia ed il Caucaso. La situazione gli è poi “scappata di mano”, come candidamente confessato da Hilary Clinton nel corso di una intervista, portando alla formazione dell’EI (Stato Islamico) confluito dalla Siria in Iraq.  Vedi: Hilary Clinton L’ISIL è roba nostra ma ci è sfuggita di mano.

Soltanto la forte resistenza dell’esercito siriano, oltre al deciso  sostegno ricevuto dalla Russia, dall’Iran e dagli Hezbollah del Libano, ha permesso di mandare a monte il piano di Washington e questo è stato un “boccone amaro” per Obama, per John Kerry e per il senatore Mc Cain, quest’ultimo entrato in Siria per incontrarsi con gli esponenti delle milizie anti Assad fra cui anche il famigerato califfo dell’EI.

Moderate-and-not-so-Moderate-rebels

Non tutti gli esponenti della politica USA sono però d’accordo con il piano di Obama e dei suoi consiglieri. Ad esempio Jim Moran, un influente membro della Camera dei Rappresentanti, ha dichiarato che “armare ed addestrare i ribelli siriani è la migliore di una lunga lista di cattive opzioni”.

Anche il senatore Rand Paul ha di recente dichiarato alla rete CBS che il piano di Obama (come quello precedente della Clinton) è tutto un errore dal suo inizio. I così detti “ribelli moderati” dell’Esercito Siriano Libero sono in realtà il gruppo più debole fra quelli che combattono in Siria e risulta che gli stessi  hanno sottoscritto un patto di “non aggressione” con l’Esercito dello Stato Islamico (EI). Questa politica della Casa Bianca ha di fatto consentito di creare in Siria un “santuario” per i miliziani dell’EI ed ha peggiorato i nostri problemi”, ha sostenuto Rand Paul. Vedi: Senator Rand Paul critica posturas de Hilary Clinton sobre Siria .

Anche altri rappresentanti della comunità dell’intelligence statunitense, all’interno del Dipartimento della Difesa e della stessa CIA,  hanno manifestato il loro scetticismo nei confronti di questo piano che, secondo Obama, dovrebbe procedere ad armare i così detti “ribelli moderati”.

Questo scetticismo deriva da un buon numero di fattori: in primo luogo perchè la stessa CIA ha proceduto negli anni scorsi (in forma coperta) ad armare ed addestrare i “ribelli” o quelli altrimenti visti come “terroristi moderati”, seguendo le istruzioni della Casa Bianca. Tuttavia questo piano è stato segnato da un fiasco totale dovuto alla disorganizzazione dei gruppi ribelli e dalla radicalizzazione sempre maggiore del conflitto che ha fatto si che le armi fornite dagli USA finissero prevalentemente nelle mani dei gruppi più estremisti come “Al Nusra” e gli altri, divenuti predominanti sul terreno.

Un congressista democratico, sotto anonimato, ha dichiarato all’Huffington Post, che la CIA aveva messo in chiaro che dubita della possibilità che la strategia dell’Amministrazione possa avere successo, piuttosto ritiene che questo potrà essere con ogni probabilità un’altro fallimento, ha riferito l’esponente del  congresso. La CIA ritiene che sia impossibile armare ed equipaggiare una forza di siriani pro occidentali che possano contemporaneamente combattere contro l’Esercito siriano di Assad, contro il fronte  “al Nusra” e contro l’EI (lo Stato Islamico), ha riferito.

Secondo l’opinione dei responsabili della CIA, questa di Obama è l’estensione di una strategia che non  funziona.  La CIA ritiene che il suo precedente incarico di portare avanti la missione è stato una sorta di “missione impossibile” ed è ben cosciente che molte delle armi consegnate ai ribelli sono finite in “cattive  mani”.

Di questo e del cinismo occidentale si sono accorte molto bene  le vittime della violenza in Siria ed in particolare i membri delle comunità cristiane, molti dei quali sono stati torturati e poi sgozzati da questi “ribelli moderati” amici di Obama e di Mc Cain che hanno bruciato e distrutto le chiese delle antiche comunità cristiane della Siria. Stessa sorte per i mussulmani sciiti o alwiti ritenuti eretici dai miliziani takfiri (wahabiti e salafiti) e come tali massacrati o costretti a fuggire dalle loro case (due milioni di profughi attualmente calcolati in Siria e fuori).

Di sicuro i leaders occidentali, i vari Obama, John Kerry, i Cameron e Francois  Hollande, non saranno chiamati a rispondere di questa situazione di persecuzione e di stragi che loro stessi hanno favorito per i loro interessi geopolitici. Sono gli stessi rappresentanti dell’Occidente “civile e democratico” che definiscono “un tiranno” Bashar al-Assad, rieletto dal suo popolo alla presidenza della Siria per altri 5 anni, mentre se ne vanno a braccetto e si baciano con gli esponenti della dinastia dei Saud, in Arabia Saudita, lo stato più tirannico, assolutista  ed oscurantista esistente al mondo ed ispiratore e finanziatore dei gruppi terroristi ed integralisti sunniti, assieme al sultano del Qatar,Tamin Bed Hamad al Thani, ultimamente ricevuto in pompa magna anche dalla “Frau” Merkel a Berlino.

Come sempre accade ognuno si sceglie le compagnie che merita e si sa molto bene che, quando ci sono forti interessi petroliferi, “pecunia non olet” , dicevano gli antichi latini che avevano capito come va il mondo fin dai loro tempi.

Fonti: Al Manar              Global Research

Alahednews

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  1. Ares 2 anni fa

    Quindi si armano terroristi moderati (??? ahahahah) per combattere altri terroristi da loro (gli USA) a sua volta armati… roba da vernacoliere…

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    1. Redazione 2 anni fa

      Sembrerebbe una barzelletta ed in effetti pare che la proposta di Obama abbia prodotto molta ilarità fra gli addetti ai lavori. Tuttavia il “nobel per la pace” procede convinto per la sua strada e gli alleati lo seguono anzi qualcuno (come Renzi per esempio) ha dichiarato (in occasione della visita di Obama a Roma) di essersi proprio ispirato a lui ed al suo celebre motto “yes we can”. Siamo ridotti così in Italia, con il “gelataio fiorentino” ispirato da Obama a condurre anche la politica estera. Un bel programma davvero….
      Luciano Lago

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  2. fabio 2 anni fa

    A volte la realtà riesce a superare persino la più fervida fantasia.

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