"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Obama e la diplomazia dell’ingerenza in Siria

Obama mercenarios

di Leandro Albani

Il presidente statunitense è tornato ad attaccare contro la Siria: ha confermato il suo appoggio ai gruppi oppositori ed ha promesso loro più denaro per finanziare la destabilizzazione del paese arabo.  Il discorso doppio di Obama, convertito in politica di stato a Washington.
Con il passare del tempo, il discorso doppio si è convertito nella principale caratteristica del presidente statunitense Barack Obama. Il suo predecessore, George W. Bush, possedeva la brutale virtù di rappresentare i settori più conservatori e guerrafondai di Washington, per questa ragione non vacillava nel momento di ordinare una invasione contro alcuno dei paesi membri dell’”asse del male”, cosa che Obama ha tenuto molto in conto nell’assumere il potere nella casa Bianca.

La dimostrazione del discorso doppio del presidente è risultata chiara ieri, quando si è rivolto ai cadetti dell’Accademia Militare di West Point , ubicata a New York. In questa opportunità si è riferito al conflitto interno che da circa tre anni dilania la Siria ed ha seminato circa 160.000 morti. Il mandatario nordamericano ha comunicato che il suo paese sta predisponendo i dettagli per iniziare con l’addestramento di gruppi di “oppositori”siriani.

Benchè  Obama abbia negato l’invio di truppe americane nella nazione araba ed abbia cercato di allontanare le accuse di aver appoggiato le milizie dei terroristi, il suo annuncio si deve interpretare come parte della dottrina che porta avanti dal momento del suo insediamento: un “confronto (militare)indiretto” con il nemico di turno. Il banco di prova era stato fatto funzionare in Libia, con l’obiettivo di rovesciare il colonnello Gheddafi. Fattosi scudo dei bombardamenti della NATO, facendo leva sui membri della “opposizione democratica e liberale” che vivevano al di fuori della nazione nordafricana, attraverso i gruppi mercenari composti da da individui di diverse nazionalità, la Casa Bianca spinse la destabilizzazione del governo Libico, cosa che ottenne dopo circa otto mesi di bombardamenti ed attacchi sul terreno.
Se erano ben evidenti dietro la operazione in Libia (come adesso in Siria) le oscure mani degli Stati Uniti, Obama ha ottenuto un successo nel mezzo della crisi economica che si vive in Nord America, visto che non ha dovuto muovere le truppe, soprattutto dopo dei duri rovesci in Afghanistan ed in Iraq.

Per questo motivo il discorso del mandatario a West Point è stato caratterizzato dalla doppia faccia. Mentre Obama ha dichiarato che avrebbe lavorato con il Parlamento del suo paese per aumentare l’appoggio per quei gruppi dell’opposizione siriana che offrono la migliore alternativa ai terroristi ed ad un “dittatore brutale”, riferendosi al presidente Bashar al-Assad, indicando anche che il ricorso alla forza sarà l’ultima risorsa. Nonostante queste dichiarazioni, è risaputo da tutti che Washington ha inviato milioni di dollari nel territorio siriano sotto la denominazione di “aiuti non letali”.
Diverse agenzie di notizie hanno citato funzionari statunitensi i quali affermano che l’aiuto annunciato da Obama includerebbe” l’addestramento militare ad oppositori scelti dopo aver richiesto l’autorizzazione al Congresso” ed in accordo con gli alleati arabi ed europei di Washington. Da parte sua il giornale Wall Street Journal ha pubblicato notizia che la CIA sarà incaricata di preparare ed addestrare gli “oppositori siriani” (mercenari provenienti da vari paesi).

Ugualmente nel suo discorso Obama ha sottolineato che “il suo governo rinforzerà la lotta contro il terrorismo, per cui consegnerà più fondi alla Giordania, al Libano, alla Turchia ed all’Iraq perché possano destinare questi alla protezione dei rifugiati siriani e lottino contro i mercenari che cercano di attraversare le frontiere”.
“Gli Stati Uniti sono una nazione indispensabile. Questo è stato durante il secolo scorso e probabilmente continuerà ad esserlo durante il secolo prossimo”, ha enunciato Obama, per aggiungere che, “Quando un tifone colpisce le Filippine o alcune bambine vengono sequestrate in Nigeria o alcuni uomini mascherati occupano un edificio in Ucraina, il mondo si aspetta aiuti dagli Stati Uniti”. Secondo il mandatario, “il suo paese ….poche volte è stato più forte rispetto al resto del mondo”.
Nonostante queste parole, Obama ha asserito che l’utilizzazione della forza militare statunitense per intervenire in altri paesi in forma unilaterale non viene scartata, perché “mai si chiederà permesso” per proteggere i cittadini del suo paese e la propria forma di vita.
Nello stesso tempo il segretario di Stato nordamericano, John Kerry, ha informato che nei prossimi giorni lavoreranno al Congresso per partecipare nell’aiuto  aggiuntivo all’opposizione siriana.

Oltre agli annunci è risaputo che gli USA mantengono contatti costanti con i gruppi irregolari siriani. Diversi media hanno denunciato il finanziamento diretto ai mercenari, oltre al loro addestramento in paesi come la Giordania. La stessa commissione del Senato americano aveva approvato una legge di difesa che autorizzava il governo a fornire addestramento ai membri dell’opposizione siriana. vedi Estados Unidos entrenana  teroristas en Siria

Nel comunicato ufficiale della Casa Bianca si è spiegato che tanto Obama che la consigliera per la sicurezza nazionale, Susan Rice, hanno ripetuto che “Bashar Al Assad ha perso ogni legittimità per dirigere la Siria e non ha un posto per il futuro”, (lo hanno deciso loro a Washington). Hanno proseguito sostenendo che è arrivato il momento di installare un governo “rappresentativo” nella nazione araba, confermando quindi in questo modo la loro intenzione di rovesciare il governo di Assad.
Da parte sua, Jarba (leader opposizione)  ha ringraziato gli USA per l”’aiuto non letale” che ha offerto la CNFROS per un importo che ha superato i 287 milioni di dollari.

L’annuncio di Obama è arrivato un giorno dopo che un gruppo terrorista aveva attaccato l’equipe di ispettori della missione congiunta dell’Organizzazione per la proibizione delle armi Chimiche (OPAQ/ONU) nella località siriana di Kafar Zeta. L’attentato è arrivato quando la missione si accingeva ad investigare circa l’uso delle armi chimiche fatto da gruppi terroristi, come dichiarato dagli stessi ispettori, che sono rientrati incolumi alla loro base. Su questo episodio Obamna non ha rilasciato dichiarazioni come anche non si è pronunciato sulle elezioni che si stanno effettuando in Siria in questi giorni, questo perché  il silenzio del mandatario statunitense su certi fatti, è parte intrinseca del suo discorso doppio.

Fonte originale: barometrointernacional

Traduzione di Luciano Lago

*

code