"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nuovo attacco terroristico ad Ankara: autobomba ha causato la morte di 34 persone

Un attentato terroristico si è verificato questa sera in una zona centrale di Ankara.  Si  è verificata una esplosione  domenica sera nel centro di Ankara che ha provocato almeno 34 morti, inclusi due kamikaze, e 125 feriti, dei quali 19 in condizioni critiche. Lo riferisce l’ufficio del governatore locale. Si tratta della prima dichiarazione ufficiale delle autorità turche sull’attentato che, secondo le Tv locali, è stato originato da un’autobomba fatta esplodere contro un bus, nei pressi di una fermata molto trafficata dove erano parcheggiati diversi altri mezzi.

L’attacco è avvenuto in una zona centralissima della capitale turca, tra il parco Guven e la piazza di Kizilay, a poca distanza anche da due fermate della metro. L’attentato non è ancora stato rivendicato ma fonti dei servizi di sicurezza citate dalle agenzie di stampa puntano il tito contro il PKK, il Partito curdo dei lavoratori che il Governo considera un’organizzazione terroristica.

Fonte: Rsi.ch

L’area dell’incidente è situatata in una zona vicina a quella in cui il 17 febbraio scorso scoppiò un altro ordigno inserito in un veicolo che costò la vita a 29 persone.

Attacco ad Ankara
Attacco ad Ankara

La Turchia in questo periodo risulta devastata dagli attentati terroristici che non è chiaro da quale matrice provengano: alcune fonti indicano i gruppi curdi del PKK, altre fonti indicano l’ISIS, cosa che apparirebbe strana visto che tale organizzazione è stata supportata e appoggiata dal governo turco. Altri commentatori, anche appartenenti a movimenti di opposizione al Governo Erdogan,  puntano l’indice contro i servizi di intelligence turchi che avrebbero interesse nel creare una psicosi di paura che favorisce i provvedimenti di emergenza ed il bavaglio  all’opposizione che il governo turco sta applicando in modo marcato. Di sicuro il governo di Ankara ed paese si trovano  ormai coinvolti  in una guerra che si combatte su più fronti: contro i curdi, contro la Siria di Assad, contro la Russia di Putin, contro l’opposizione interna.

L’autorità radiotelevisiva turca ha imposto un divieto temporaneo di pubblicazione delle immagini relative all’esplosione. Anche le connessioni internet e l’accesso ai social network risultano essere rallentati.

Molti analisti prevedevano già da alcune settimane che si sarebbe verificato un ulteriore giro di vite sul rafforzamento delle misure di controllo del governo.  Questo attentato produrrà sicuramente un inasprimento delle  norme liberticide e non è escluso che Erdogan proclami lo stato di emergenza.

 

*

code