"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nuovi “venti di guerra”: la Russia e l’Iran prendono posizione sulla nuova crisi in Medio Oriente

Bombardamenti sullo Yemen

Il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, nel corso di una conferenza stampa, ha messo in risalto il “doppio standard” adottato da Washington nell’offrire il proprio appoggio (logistico e militare) all’ex presidente destituito e fuggitivo dello Yemen, Abdu Rabu Mansur Hadi, e non aver operato allo stesso modo rispetto all’ex presidente ucraino destituito, Víctor Yanukóvich, che fu rovesciato da un golpe in Ucraina, nel Febbraio dello scorso anno (golpe che fu pilotato dagli USA secondo tutte le evidenze).

Lo Yemen, ha detto Lavrov, ha assistito ad un cambiamento del suo sistema politico: la maggioranza delle fazioni, diretta dal movimento popolare Anzarolah, avevano concordato, nello scorso 6 Febbraio, la creazione di un Consiglio Presidenziale per mettere fine al vuoto di potere nel paese e preparare, in un termine di due anni, lo svolgimento di elezioni presidenziali e parlamentari.

Tuttavia alle prime ore dello scorso Giovedì, una coalizione di 10 paesi, capeggiati dall’Arabia Saudita ed integrata dagli Stati del Golfo (CCG), con l’eccezione dell’Oman, hanno iniziato una offensiva contro lo Yemen, in cui, secondo il Ministero yemenita della Salute, per effetto dei bombardamenti, almeno 64 civili, in maggioranza donne e bambini, hanno perso la vita.

L’intervento militare dell’Arabia Saudita e degli altri paesi, spalleggiati da Stati Uniti e Gran Bretagna, costituisce una indebita ingerenza in uno Stato sovrano ed una aperta violazione del diritto internazionale. Approfittare del contrasto fra sunniti e sciiti nello Yemen, per imporre un regime conforme ai propri interessi, come stanno attualmente facendo gli USA ed i loro alleati sauditi, costituisce un gioco molto pericoloso, ha sostenuto Lavrov.

Nel corso dell’incontro con i vari corrispondenti  internazionali,  Lavrov ha messo in guardia la comunità internazionale nel voler assistere passivamente alla creazione di uno stato ultranazionalista in Europa, l’Ucraina, che non corrisponde certo alle normative europee esistenti. Inoltre Lavrov ha stigmatizzato che non vengano fatti sforzi significativi per la riconciliazione della parti e per un dialogo, tanto in Ucraina come nello Yemen, quando sarebbe questo l’unico modo per far terminare la crisi in entrambi i paesi.

Nella stessa conferenza che si è svolta in Guatemala, dove Lavrov si è recato nel corso di un giro fra i paesi del Latino America, il ministro russo ha lodato l’atteggiamento di tutti i paesi del sud America che non hanno voluto partecipare al piano occidentale delle sanzioni contro la Russia e che anzi hanno stabilito tutti nuovi accordi di cooperazione con Mosca.

Lavrov Sergei

Nel frattempo si è avuta una dura presa di posizione del vicepresidente della Commissione di Sicurezza del Parlamento iraniano, Mansur Haqiqatpur, il quale ha condannato l’aggressione saudita contro lo Yemen ed ha sollecitato il rispetto degli altri paesi verso le scelte autonome del popolo yemenita.

“I sauditi sono irritati per aver perso il loro cortile di servizio (“el patio trasero”) nella regione e questo ha causato le loro azioni ingiustificabili ed inumane contro il popolo yemenita che stanno producendo vittime e sofferenze nella popolazione civile. In queste azioni criminose la monarchia saudita viene sostenuta da altri paesi arabi complici e dal sostegno degli USA che agiscono per i proprio interessi egemonici nella regione. Il popolo yemenita saprà dare la sua risposta a questa aggressione e la Repubblica Islamica dell’Iran sarà al suo fianco”, ha dichiarato l’esponente iraniano.

Oltre alla dura presa di posizione  dell’Iran e della Russia rispetto alla crisi yemenita, anche la Siria e l’Algeria hanno espresso la loro ferma condanna dell’operazione militare di ingerenza effettuata dall’Arabia Saudita e dagli altri paesi della coalizione.

Fonte: Hispan TV

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

Nella foto in alto: i soccorritori trasportano una piccola vittima dei bombardamenti sauditi nello Yemen

Nella foto al centro: il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov

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  1. Pansa 2 anni fa

    Pero’ non capisco alcune cose.
    Le ultime notizie parlano di un avvicinamento tra usa ed Iran, in questo caso invecel’Iran contro Arabia saudita e quindi anche Stati Uniti.
    È’ confusione diplomatica o confusione giornalistica?

    Grazie della risposta
    Buona giornata

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Non bisogna farsi fuorviare dalle notizie manipolate trasmesse dai media: il riavvicinamento tra USA ed Iran per la campagna militare contro l’ISIS in Iraq è solo apparente. In realtà l’Iran non si fida degli USA poichè a Teheran sono consapevoli della politica del doppio gioco di Washington (da una parte arma il terrorismo dell’ISIS e dall’altra finge di combatterlo) e la politica degli USA è dominata dagli interessi di Israele e di Netanyahu che vogliono la guerra con l’Iran a breve scadenza. Tutto quello che può indebolire il predominio dell’Iran nella regione(incluso l’espansione dello Stato Islamico e l’avanzata delle formazioni jihadiste in Siria) è utile per Israele ed è appoggiato dagli USA. L’Arabia Saudita è il vero alleato di ferro degli USA e di Israele nella regione. La dinastia dei Saud finanzia l’establishment di Washington ed è intoccabile per gli statunitensi.

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      1. Alessandro 2 anni fa

        Ciao Luciano, ottimo commento, davvero arguto.

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      2. Pansa 2 anni fa

        Premessa: ho passato la mia giovinezza a vedere happy days poi,col tempo, sono diventato anti americano,non per partito preso, ma per evidenti invasioni socioeconomico americane.
        Detto questo bisogna stare attenti al bizantinismo orientale che oggi dice una cosa e domani l’esatto contrario.
        L’unica mia certezza è che l’Europa oggi conta come il due di coppe quando briscola e’ bastoni.
        Le divisioni dopo la 2a guerra mondiale e le tensioni create appositamente in Europa tengono il vecchio continente ai margini delle ultime decisioni mondiali.
        È un errore lasciare l’Europa fuori dalle decisioni: la cultura e la civiltà sono nate qui.
        Il resto del mondo è ,rispetto a noi ,arretrato!

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  2. Ares 2 anni fa

    L’accordo Usa Iran può a lungo termine rivelarsi una trappola…al posto degli Iraniani non mi fiderei degli yankee, coma la Russia non deve sottovalutare l’armistizio in Ucraina che è evidente servito per riorganizzarsi.

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  3. Idea3online 2 anni fa

    Tutto inizia ad essere più chiaro, adesso la Russia starà al gioco del Caos, la Russia come gli USA cercherà di alimentare il caos, con l’obiettivo di formare un buco nero in medio oriente, che aspiri tante risorse agli USA. Alla fine la strategia del giocatore ordinato ed abile davanti ad una scacchiera supererà la strategia del caos disordinata ed basata solo sulla forza ed arroganza e poco sulla sapienza. Ma la prepotenza è del più forte, siano gli USA o la Russia, il più forte applica sempre una strategia violenta, spetta all’inferiore superare con la Sapienza la superiorità della Potenza.
    Per concludere il gioco degli USA di fare uscire di senno la Russia, non avrà effetto in quanto la regia russa obbligherà di stare al gioco, ma alla fine l’isteria prenderà il sopravvento e gli USA lanceranno il colpo di grazia da fare svegliare dal sonno millenario tutto il pianeta.
    Questa volta non è un gioco, sono delineati due attori geopolitici, Russia e Stati Uniti(la Cina senza la Russia è un pugno di dollari), quando nella storia umana si verificano questi confronti tra super potenze è giusto e saggio prendere in considerazione che entro 5-10 anni potrebbe accadere di tutto. Tra 2 secoli chi sa da chi sarà governato il mondo. Ma ogni giorno non sarà una tragedia, il Maestro disse: continuarono a sposarsi, a piantare vigne…e non si avvidero di nulla.

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