"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nuovi sviluppi nel conflitto siriano: I sauditi spingono Israele ad intervenire

Milicianos sirios

Traduzione di Luciano Lago

Beirut, 15.02-Una delegazione saudita in visita segreta a Tel Aviv  ha trattato con il governo Natanyahu per ottenere l’intervento diretto di Israele nella guerra in Siria.
La notizia viene riportata da alcune agenzie libanesi solitamente ben informate sugli avvenimenti in Medio Oriente.
La delegazione del governo dell’Arabia Saudita, che era composta dal vice ministro della Difesa Salman bin Sultan al Saud e da altri alti ufficiali sauditi, ha confermato che il regno di Ryad continuerà a fornire appoggio logistico e finanziario ai gruppi terroristi che operano in Siria per rovesciare il governo del presidente al Assad ed hanno richiesto al governo israeliano di intervenire militarmente nel conflitto attaccando con le proprie forze nella parte sud del paese arabo.


Bin Sultan risulta essere il fratello del capo dei servizi di intelligence sauditi, Bandar bin Sultan, colui che si trova la comando delle operazioni dei gruppi di miliziani terroristi che operano contro il popolo siriano e che inoltre era stato incaricato dal fratello di addestrare alcune migliaia di terroristi in Giordania.
Non è la prima volta che esponenti governativi della monarchia saudita visitano il governo di Israele per convincere le autorità di Tel Aviv ad attaccare la Siria.
Nel frattempo la comunità internazionale produce sforzi senza esito per arrivare ad un ad una risoluzione pacifica del conflitto in Siria.
Nel Dicembre del 2013, una delegazione militare dell’Arabia Saudita, comandata da Salman bin Sultan, aveva viaggiato nei territori palestinesi occupati e si era riunita con le autorità governative israeliane nella città di Eilat.

Arabia Saudita ed il regime israeliano svolgono un ruolo decisivo nel conflitto siriano, visto che entrambi appoggiano militarmente e finanziariamente i gruppi terroristi, appoggio che si andrà moltiplicando a partire da adesso visto il fallimento sostanziale dei tentativi di risolvere il conflitto nel corso dei primi negoziati a Ginevra.
Nel frattempo si è saputo che, sia i sauditi che i servizi di intelligence degli USA, hanno iniziato a fornire ai miliziani ribelli in Siria nuovi armamenti sofisticati fra cui i missili antiaerei portatili e missili anticarro che in passato gli USA avevano negato agli stessi miliziani nel timore che finissero nelle mani dei gruppi più estremisti, come segnala lo stesso Wall Street Journal. La stessa fonte del W.S.J. indica che sono stati versati dal governo USA tre milioni di dollari destinati ai salari delle le milizie mercenarie che operano in Giordania e destinati ad essere infiltrati in Siria, nell’ambito di un nuovo piano di sostegno mirato ad ottenere il rovesciamento del regime di Assad.
Tutti i nuovi armamenti vengono depositati nei magazzini in Giordania in attesa di essere utilizzati.

Misiles antiaereos

 

Si conferma anche di un prossimo incontro dei leaders dell’opposizione siriana con alcuni membri del Congresso USA per discutere della consegna si questi aiuti.
Non c’è pace per la Siria ma anzi si prevede l’intensificarsi dei combattimenti visto che l’Esercito Nazionale siriano sta riconquistando una ad una le località che erano sotto il controllo dei miliziani ribelli. In Siria operano un numero presumibile fra gli 80.000 ed i 115.000 miliziani di varie nazionalità, fra le quali egiziani, libici, sauditi, pakistani, tunisini ed anche un folto gruppo di europei (francesi, olandesi, belgi ed inglesi) arruolati nei loro paesi per combattere la Jihad ed accanto a questi un numero di diverse migliaia di ceceni di lingua russa. In pratica quella siriana è tutto meno che una guerra civile tra siriani ma piuttosto un conflitto combattuto per conto degli interessi di varie potenze.

Fonti: Al Manar

 Hispantv

Al Ahed news

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