"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nuovi sviluppi della guerra in Iraq. Riappare il partito Baath ?

EIIS califado

di Luciano Lago

Bisogna prestare molta attenzione a quello che sta avvenendo in Iraq e non prestare fede alle descrizioni falsate che provengono dai media del sistema, tutti proni a ripetere acriticamente la versione americana dei fatti (vale a dire di coloro che hanno provocato il disastro di quel paese) ma neanche lasciarsi prendere la mano dall’utilizzare facili schemi di interpretazione che potrebbero essere inadeguati a comprendere la reale situazione e la dinamica degli avvenimenti in corso.
La situazione infatti è molto più complessa di quello che potrebbe sembrare a prima vista. Tutti i media del sistema mettono in primo piano l’azione da protagonista degli jihadisti dell’ISIS /Al Qaeda e la sua travolgente avanzata corredata da esecuzioni di massa degli sciiti e collaborazionisti del governo di Maliki. Tuttavia bisogna considerare che stanno operando sul terreno anche altre forze come quelle della resistenza laica dei baathisti (l’ex partito di Saddam) i quali sarebbero in realtà quelli che sono stati determinanti nella conquista di Mosul (secondo alcune fonti).


I militanti del vecchio partito Baath iracheno, che si trovava in clandestinità perché sciolto dagli occupanti USA e dichiarato illegale, stanno combattendo anche loro sul campo contro le forze governative ma sono nettamente distinti dai miliziani takfiri dell’ISIS, questi ultimi letteralmente al soldo dei sauditi (Ryad è generosa nel pagare gli stipendi alla truppa). I militanti del Baath venivano considerati dagli jihadisti alla stregua degli infedeli, in quanto sostenitori di un partito laico e socialista. Inoltre i takfiri sono fanatici ignoranti, integralisti, lobotizzati, che vengono utilizzati come carne da macello in Siria ed ora in Iraq dalla strategia americana e sionista di mantenere il caos e la divisione settaria tra le fazioni arabe.
Il militanti del Baaht sono comandati da Izzat al-Douri- foto sottostante- (un ex generale di Saddam) ricomparso nel paese dopo un esilio trascorso tra Siria ed altri paesi, personaggio contraddittorio ma che ultimamente ha incitato all’unione tra sunniti e sciiti incluso cristiani e curdi per liberare il paese dal governo di Maliki, fantoccio degli USA.

al-Douri_

Questo non si concilia con la strategia filo saudita dell’ISIS, finalizzata ad annientare la presenza sciita nel nord dell’Iraq e manovrato quindi dagli strateghi americani della CIA e del Mossad, oltre che dai servizi di intelligence dei sauditi, primi finanziatori del terrorismo jihadista.
Bisogna considerare che, prima dell’invasione americana del 2003, a Bagdad erano stati pubblicati documenti che comprovavano la filiazione sionista del regime saudita e della sua malefica dottrina.
Si può considerare quindi un asse di collegamento tra Ryad-Tel Aviv e Washington nella strategia di destabilizzazione dell’intera regione, con l’obiettivo conclamato dei sauditi di instaurare un califfato che includa Siria-Iraq-Libano in funzione anti Assad ed anti Hezbollah. Naturalmente gli obiettivi degli Stati Uniti sono diversi e mirano sostanzialmente alla suddivisione in tre stati dell’Iraq (uno curdo, uno sunnita ed uno sciita) ed al controllo delle risorse petrolifere.

In questo contesto è importante segnalare quanto dichiarato dalla figlia di Saddam, Raghdad , la quale ha dichiarato che gli insorti in Iraq sono gli uomini di suo padre e che tra essi vi sono alcuni ex ufficiali dell’esercito iracheno. Si sapeva che molte migliaia di iracheni si erano rifugiati in Siria dopo l’invasione alleata e che questo paese aveva accolto centinaia di migliaia di profughi dall’Iraq, in fuga dalla guerra e dalle distruzioni apportate dai “liberatori” americani. Non sarebbe una novità veder rientrare molti di questi iracheni in patria con il desiderio di vendicare la sconfitta subita.
La stessa figlia di Saddam, l’anno scorso aveva dichiarato che la Sira era vittima di una cospirazione americana come in passato lo era stato il suo paese ( questo nonostante la rivalità esistita a suo tempo tra Saddam ed Assad padre ). La dichiarazione segnava di fatto una riconciliazione fra le due ali già rivali e del partito Baath, quello Iracheno e quello Siriano, diverse come impostazione (nella foto accanto la figlia di Saddam).

raghad Saddam

Nello stesso tempo occorre comprendere anche l’evoluzione in corso nel vicino Iran, dove alla posizione radicalmente anti mondialista ed anti imperialista di Ahmadinejad, un uomo ed uno statista che aveva una sua precisa visione ideologica di tipo nazional socialista, è subentrata la gestione più possibilista e compromissoria degli Ayatollah che sono propensi al compromesso con l’Occidente, con gli USA in particolare, in funzione di una stabilizzazione dei rapporti. Questo spiega l’appoggio dato dall’Iran al regime di Maliki in Iraq, oltre alla contiguità settaria sciita di cui l’Iran è il più importante paese.
Una cosa è sicura: l’attività dei miliziani jihadisti in Iraq ed in Siria è conforme alle strategie degli Stati Uniti ed Israele, questi settari hanno la medesima funzione che viene svolta dai neo nazisti di Pravy Sektor inm Ucraina e costituiscono il pretesto per l’intervento e l’ingerenza degli Stati Uniti.

Gli americani, nonostante i loro satelliti, i loro droni, i loro consiglieri militari sul campo,  vogliono far credere di essere stati ignari di tutto, mentre si formava questo nuovo esercito di Jihadisti che si è mosso dalla Siria. In realtà hanno volutamente ignorato l’allarme lanciato alcuni mesi prima dagli ufficiali curdi che avevano segnalato per tempo i movimenti dei gruppi terroristi in Siria puntati verso lo sconfinamento in Iraq.  La Casa Bianca non si è mossa tempestivamente ad inviare aiuti sul campo, salvo inviare un presidio speciale alla loro ambasciata a Bagdad, neppure hanno provveduto a fornire la copertura aerea richiesta dal governo di Maliki,  rivelando indirettamente lo sporco gioco di assecondare i movimenti sul campo di battaglia per poi intervenire da ultimo per decidere la defenestrazione del governo di Maliki e la suddivisione delle tre entità statali distinte, obiettivo finale degli strateghi di Washington.

La partita si giocherà nelle prossime settimane e l’Iraq potrebbe rivelarsi, al pari della Siria, un’altro boccone indigesto per l’imperialismo USA ed un errore fatale per il presidente Obama.

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  1. Werner 2 anni fa

    Quando Saddam era al potere in Iraq ero un ragazzino, e ricordo il ritratto che i nostri mass media facevano di questo personaggio, ovvero un dittatore sanguinario e pericoloso per l’intera umanità che aveva armi chimiche. Sta di fatto che il dittatore sanguinario non c’é più, e la situazione in Iraq é peggiorata notevolmente.

    E pensare che tutte queste cose che i media (per gran parte falsità) raccontavano, e come un fesso me le bevevo tutte all’epoca…la propaganda imperialista USA è stata davvero devastante e penetrante per i nostri cervelli. Avendo scoperto tante cose e guardandomi attorno, da qualche anno sono antimericanista, e mi vanto della scelta fatta.

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  2. Ostabard 2 anni fa

    carlo luciano lago, dalle informazione che sono riuscito ad ottenere pnso proprio che il Baath non sia alleato dell’Isis…tu cosa pensi?..

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      In effetti le sue informazioni coincidono con le mie . Il partito Baath sta cercando di giocarsi un proprio ruolo nella crisi dell’Iraq, sganciato da quello del califfo dello “Stato islamico della Siria e del Levante”, personaggio che è stato già soprannominato il “CIACaliffo” visto che risulta addestrato dalla CIA e dal Mossad e le sue azioni sono state pilotate dagli USA.

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  3. Ostabard 2 anni fa

    La “guerra” che contrappone l’esercito iraqeno dello stato fantoccio e la “resistenza nazionale” del Baath, viene descritta come un conflitto tra Stato e terroristi, tutti appartenenti allo stesso movimento di matrice islamista (ISIS). la realtà è molto diversa. La fazione islamista è estremamente minoritaria fra le forze dei ribelli, nonostante i proclami della propaganda occidentale.
    Ci sono tre fazioni: il Baath, il “Consiglio delle Tribù” e gli estremisti islamici dell’ISIS, che è nettamente minoritaria, anche perché composta da mercenari stranieri.

    In questo momento sostenere Maliki (burattino degli USA e dell’Iran, che nonostante tutta la ridicola propaganda si spartisce il paese sottobanco con la NATO), e presentare gli eroici combattenti del Baath iraqeno come “ribelli islamisti” e “qaedisti” fa soltanto comodo agli atlantisti.

    Quello che sta accadendo in Iraq non e, come affermano i media, un insurrezione islamista, ma una Rivoluzione di tutto il popolo iraqeno (sunnita, sciita, curdo, ecc…), contro i progetti di egemonia “persiana” e sciita-filoiranina del traditore Maliki, il quale pur di contrastare i “baathisti iraqeni” ha subito proposto la cooperazione militare agli USA.

    Tutto questa campagna mediatica-disinformativa ha lo scopo di catalizzare l’opinione pubblica in favore di Maliki, che si trova in difficoltà e non riesce più a garantire gli interessi delle multinazionali USA che operano in Iraq.

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  4. deca paradigma 2 anni fa

    Anche io fino a pochi anni fa mi bevevo le becere fandonie dei sionamericani, sono talmente nauseato ed arrabbiato che ho deciso di reagire, divulgando il verbo della verità a più persone possibili, un grazie a Luciano Lago !

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