"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nuland: gli USA continueranno i loro sforzi per far ritornare la Crimea all’Ucraina

La sottosegretaria di Stato degli USA per l’Europa e l’Eurasia, Viktoria Nuland, ha assicurato lo scorso Sabato che il suo paese continuerà tutti i tentativi per far tornare la penisola di Crimea all’Ucraina.
“Washington non interromperà i suoi sforzi per fare in modo che la penisola di Crimea sia restituita all’Ucraina!, ha affermato la Nuland nel corso della conferenza di Strategia Europea di Yalta ( Yalta European Strategy, YES), svoltasi a Kiev, capitale dell’Ucraina.
“Abbiamo chiaro che fino a che gli accordi di Minsk si applicano, non toglieremo le sanzioni”, ha detto la sottosegretaria di Stato degli USA. Nel riferirsi alla consegna di 244 milioni di dollari dagli Stati Uniti all’Ucraina, la Nuland ha affermato che “Washington continuerà a fornire aiuti militari a Koiev e li aumenterà più che a qualsiasi altro paese”.

Dall’altra parte ha avvertito la Russia che le sanzioni contro di essa rimarranno fino a che si applichino gli accordi di pace in Ucraina e che ci saranno ancora più sanzioni se si verificheranno violazioni degli accordi da parte della Russia.
In questo contesto, la Nuland ha minacciato di fare pressioni sull’Unione Europea per fare in modo che questa aumenti le misure di embargo contro la Russia.
Dopo le conversazioni di pace tenutesi nella capitale bielorussa, Minsk, lo scorso 11 e 12 di Febbraio, i dirigenti di Germania, Francia, Russia ed Ucraina avevano firmato un accordo di pace di quattro punti che stabilisce la ritirata degli armamenti pesanti dall’est dell’Ucraina e la partecipazione degli indipendentisti nella redazione di una legge elettorale, come parte di una riforma costituzionale in Ucraina, tra gli altri aspetti.

Questa misura tuttavia non ha ottenuto di porre fine alla crisi scoppiata dal Febbraio del 2014, quando fu rovesciato il governo dell’ex presidente Víktor Yanukóvich.
La crisi ucraina  è entrata in una nuova fase, dopo che la penisola di Crimea si è incorporata a metà di Marzo del 2014 nel territorio della Federazione Russa.
Dopo la secessione della Crimea, le autoproclamate repubbliche dell’est dell’Ucraina (Lugansk y Donetsk) hanno optato  per seguire l’esempio della Crimea. Attualmente continuano a combattere per ottenere i loro obiettivo.

Nell’Aprile del 2014, l’Ucraina aveva lanciato le denominate operazioni “antiterroristi” per contenere e sconfiggere gli indipendentisti delle regioni orientali. Tuttavia l’Esercito di Kiev è stato bloccato dalla controffensiva degli indipendentisti a Debaltsevo ed ha subito un pesante rovescio militare.
La violenza ed i combattimenti causati dalla crisi nel paese ha lasciato, fino a questo momento, più di 6.832 vittime e 1,3 milioni di rifugiati interni, secondo le stime dell’ONU.    Fonti: Sputnik News       Yes-Ukraine.org

Nota: La Viktoria Nuland con le sue dichiarazioni sembra voler gettare benzina sul fuoco, visto che parla dell’Ucraina come se non fosse un fatto assodato che questa penisola è tornata definitivamente alla Russia grazie ad un referendum mediante il quale il 95 % della popolazione ha espresso la volontà di ritornare alla Russia a cui aveva appartenuto da circa tre secoli, nell’epoca degli Zar, fino al 1954.

Per la Nuland, e per i membri dell’elite di potere di Washington, la volontà dei popoli e la Storia di una Nazione sono del tutto ininfluenti.
D’altra parte la Crimea ha un enorme valore strategico per la Russia in quanto in Crimea sono presenti le importanti installazioni navali russe e questo consente a Mosca di avere uno sbocco sui mari caldi e sul Mediterraneo.

Proprio in questi giorni si sono visti i convogli di navi russe partire dalla Crimea, attraversare il Bosforo per portare armi e rifornimenti alla Siria che si trova sotto attacco dei gruppi terroristi sostenuti dagli USA e dalle potenze occidentali. Questa operazione di sostegno della Russia alla Siria non sarebbe stata facilmente attuabile senza avere le basi in Crimea.

Questo spiega l’interesse strategico di Washington nel voler sottrarre la Crimea alla Russia e vanno visti in questa luce gli avvenimenti del 2014 con il golpe attuato a Kiev, sobillato dai servizi di intelligence USA e studiato per allontanare l’Ucraina dall’influenza russa e sottrarre la Crimea al controllo di Mosca.

La mossa di Putin nel Marzo del 2014 ha mandato all’aria il sogno degli strateghi americani e questo sembra che li abbia resi “furiosi” e propensi a nuove provocazioni per cercare di indebolire la Russia. Le sanzioni fanno parte di questo gioco e l’Europa è stata coinvolta nella strategia americana pur subendo eccezionali danni alla sua economia per la chiusura del mercato russo alle proprie esportazioni.

Traduzione e nota: Luciano Lago

 

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  1. Alessandro 1 anno fa

    Questa donna è pazza!
    Non solo ha scatenato la guerra civile in Ucraina imponendo Iatseniuk ma, a quanto pare, è disposta ad una guerra atomica: Putin più volte ha ribadito che par la Crimea è disposto ad usare l’atomica. E Putin non è certamente un farlocco come i nostri politici

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  2. Ares 1 anno fa

    Cazzo c’è stato un referendum ma che minchia di democrazia siete, siete solo guerrafondai con il passatempo di destabilizzare le altre nazioni, ma annate a fanculo.

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