"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Notizie dall’Ucraina: le milizie separatiste denunciano la presenza di “mercenari stranieri” nell’Esercito ucraino

Ucraina guerra

Tra i militari ucraini, bloccati nella sacca di Debaltsevo, assediata dalle forze separatiste della RPD, ci sarebbero un numero imprecisato di mercenari stranieri, lo ha denunciato il comandante in aggiunta delle forze separatiste, Eduard Basurin.

“Per adesso abbiamo soltanto intercettato le voci dei messaggi in quattro lingue diverse”, ha detto. Nello stesso tempo le milizie non dispongono ancora di oggetti personali che permettano di assicurarsi della presenza di mercenari stranieri, ha precisato.
In precedenza Basurin aveva affermato che i miliziani separatisti hanno trovato nell’aeroporto di Donetsk ricetrasmettitori portatili e carte di credito SIM che non vengono utilizzate nel territorio ucraino. Le milizie della RPD denunciano che i militari ucraini cercano di eliminare i testimoni della presenza di mercenari stranieri nelle loro file.

Nell’est dell’Ucraina si sta assistendo nelle ultime settimane ad una escalation del conflitto armato che, secondo l’ONU, ha causato più di 5.300 morti (secondo gli analisti tedeschi sarebbero 10 volte di più) ed oltre 12.000 feriti dall’Aprile scorso, quando Kiev aveva lanciato la denominata ‘”operazione castigo” per annientare le milizie separatiste di Donetsk e di Lugansk che si è però risolta in un mezzo disastro per l’esercito di Kiev, a causa della forte resistenza e della controffensiva attuata dalle forze separatiste.

Nel frattempo, questo Lunedì 9 Febbraio, il comando delle forze separatiste della RPD ha comunicato di aver preso il controllo totale della strada provinciale di comunicazione di Debaltsevo, attraverso la quale l’Esercito ucraino riceveva i rifornimenti ed il materiale bellico.
Il comando dell’Esercito ucraino ha invece smentito questa notizia ed ha comunicato di aver resistito a tutti gli attacchi dei separatisti e di aver distrutto il materiale bellico di questi, lo ha dichiarato Alexander Motiuzianik, portavoce dell’esercito di Kiev.

Di sicuro Debaltsevo è il fulcro della battaglia tra le forze ucraine e quelle separatiste, essendo questo un importante nodo ferroviario situato tra le province di Donetsk e di Lugansk, nell’Est dell’Ucraina.

In ogni caso, al di là della guerra dei comunicati, gli esperti militari indicano che l’esercito Ucraino si trova in una situazione di forte difficoltà, circondato e chiuso dalle forze separatiste in quelle che viene chiamata la sacca di Debaltsevo dove sono assediati circa 10.000 militari ucraini, con poche possibilità di ritirarsi.
Non era questo quello che prevedeva il governo di Kiev quando era partito con l”operazione castigo”, pensando di poter annientare in pochi mesi le forze separatiste grazie alla sua superiorità, sulla carta, in uomini e mezzi.

L’offensiva dell’esercito ucraino aveva coinvolto anche le città e le zone residenziali di Donetsk e delle località limitrofe che hanno subito incursioni aeree e bombardamenti dell’artiglieria ucraina con un forte numero di civili, incluso donne, bambini e vecchi, che sono rimasti vittime dei bombardamenti indiscriminati che hanno colpito case, palazzi, scuole, ospedali ed esercizi pubblici. Colpiti anche autobus che trasportavano i civili.

Da notare che la maggior parte delle notizie che riguardavano queste operazioni militari ed i bombardamenti sulle zone civili fatti dall’esercito di Kiev, nei mesi scorsi, sono stati accuratamente coperti dalla stampa e dai media occidentali (con poche eccezioni) i quali hanno continuato a indicare la responsabilità della Russia e di Putin nella crisi, omettendo di dire che il golpe avvenuto a Kiev e l’operazione tentata di “pulizia etnica” ,attuata dal governo ucraino, erano tutte operazioni dettate da Washington, il vero sobillatore della crisi che ha determinato la guerra civile odierna. Il tutto avvenuto con la complicità dei governi europei che adesso iniziano a preoccuparsi seriamente della possibilità di una guerra allargata in Europa dopo 70 anni di pace.

L’offensiva di Kiev ha creato anche un numero di profughi calcolato dall’ONU in più di un milione di persone, molte delle quali hanno trovato rifugio nella vicina Russia, una volta attraversato il confine. Inizialmente, nella prima fase del conflitto, questo flusso di profughi era anche negato dagli americani.

L’effetto di questa guerra civile, oltre alle vittime ed alle macerie, è anche quello di aver creato una frattura insanabile fra le due comunità che compongono l’Ucraina: quella ucraina (in parte di origine polacca) e quella di etnia russa. Sarà molto difficile per il futuro ricomporre una possibile armonia fra queste due comunità. I leaders separatisti hanno già dichiarato che non gli basta più l’autonomia ma desiderano ottenere uno stato indipendente non sottoposto al governo di Kiev, sostenuto dall’ Occidente ed inquinato dagli estremisti neo nazisti.

Fonti: Sputiniknews                      Unian.info/war

Traduzione e nota:  Luciano Lago

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