"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Norcia: la Cristianità, ossia l’Europa

Preghiera a San Benedetto

Non tutto può crollare. Una riflessione dopo il terremoto che ha raso al suolo la Basilica di San Benedetto.

di Alessandro Sansoni

Ancora una scossa di terremoto ha sconvolto l’Italia.
Ancora una volta è la faglia dei Monti Sibillini a far tremare gli Appennini, la spina dorsale della Penisola.
Una scossa tremenda, di magnitudo 6.5, con epicentro a Norcia in Umbria, proprio dove la settimana scorsa un violento sommovimento tellurico, di forza lievemente inferiore, aveva colpito i borghi di Ussita e Castelsantangelo sul Nera. Una potenza paragonabile a quella del terremoto dell’Irpinia nel 1980.

E’ il cuore geografico dell’Italia ad essere colpito a morte. E già questo sarebbe un fatto dall’alto valore simbolico. Ma c’è di più.

Ad essere colpito a morte, in realtà, è il cuore spirituale dell’Europa.

A Norcia, infatti, è crollata la Basilica di San Benedetto, un luogo il cui valore storico-culturale è solo di poco inferiore a quello del monastero benedettino di Montecassino, il primo chiostro informato alla regola della preghiera e del lavoro, fondato dal Santo Patrono d’Europa.

La Basilica norcina, secondo la tradizione, sorgeva nel luogo stesso in cui nel 480 d.C. si ergeva la casa natale di Benedetto e Scolastica. Ciò che è certo, è che la chiesa romanica a croce latina, frutto di stratificazioni varie, che comprendevano anche elementi gotici e barocchi, era stata costruita laddove in precedenza era situata una struttura romana.

In ogni caso, si trattava di uno degli innumerevoli piccoli gioielli disseminati su tutto il territorio italiano costellato di borghi carichi di storia e di significato.

Quei gioielli architettonici, di radiosa bellezza, che rendono l’Italia un paese unico al mondo, definendone l’identità – che è cristiana e cattolica a dispetto dell’ideologia laicista che pretende, oggi, di spazzare via secoli di Tradizione e di Bellezza – e dandole il rango di superpotenza culturale della quale ogni paese europeo è debitore.

E’ quindi storiograficamente esatto affermare che ad essere colpito domenica mattina è stato il cuore spirituale dell’Europa, proprio lì, nella terra natìa del Patrono d’Europa, Benedetto.

E se un simile dato di fatto già di per sé sprigiona un’estrema commozione ed il rammarico profondo per il crollo di quelle mura che raccoglievano un simile mistero e che fino all’altro giorno ogni sera, a Compieta, risuonavano di formule rituali latine e delle mistiche note dei Canti Gregoriani intonate dai monaci, è comprensibile il motivo per cui una pietas ancora più grande promani da quell’immagine trasmessa sulle televisioni di tutto il mondo e rimbalzata quasi ossessivamente su internet e sui vari social network.

Il riferimento è a quel fotogramma che ritrae alcuni abitanti di Norcia in ginocchio, al centro della piazza, dinanzi alla facciata diroccata della Basilica, raccolti in preghiera.

Quale potenza promana da quel frammento di dolore e di religiosità!

Un sentimento di profondo senso del Sacro dispiegatosi dal cuore lacerato di una comunità che istintivamente avverte che quelle rovine non sono soltanto ciò che resta di un luogo sacro ed affascinante, ma addirittura il Palladio di un’identità e di una appartenenza antiche.

Ecco, in quella preghiera vi è una consapevolezza che non riguarda solo i norcini, ma tutte le stirpi italiche ed i popoli europei: è la coscienza che la Cristianità, parafrasando Novalis, è l’Europa.

Da quella preghiera, resa in un momento così tragico e disperato, sorge la speranza che non tutto può crollare e che di fronte al disastro e ad una perdita così grave, possa risorgere l’affermazione di una Verità, ovvero che l’Europa è, in quanto esistono le sue Chiese, le sue mura, i suoi castelli, la sua Storia, la sua Tradizione, il suo Spirito, che la Modernità, le mode contemporanee (e le massonerie insediate nella UE) vorrebbero smantellare, misconoscendone i principi e i valori.

Se gli uomini e le donne d’Europa sapranno stringersi accanto a quei norcini in preghiera ed unirsi al loro anelito spirituale, allora tutto ciò che è accaduto non sarà stato vano.

Fonte: Katehon

 

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  1. giannetto 1 mese fa

    Sono annichilito dalla commozione. E dire che non mi ritengo cristiano, nel “nocciolo duro” del termine, e tanto meno un cattolico. Forse la mia commozione sarebbe stata altrettanto grande quando, in tempi ancora semi-pagani, un terremoto distrusse dalle fondamenta il tempio di Olimpia.
    – Saranno segni dei tempi? dI una inconcepibile “nemesi storica”?
    – Comunque… onore ai benedettini, senza i quali non si sarebbe conservata l’antichità classica!… senza i quali l’Occidente non sarebbe (stato) quello che è (forse sarebbe meglio dire : “che fu”).
    – Fate collette per loro, direttamente, invece che per i bietoloni parrocchiali che elemosinano per l’accoglienza degli islamici (che ci ditruggeranno più dei terremoti).

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  2. Tania 1 mese fa

    Un articolo fortemente toccante, mi ha commossa, se si pensa che sono convinta che nasciamo con già nel DNA il bisogno di credere in un Dio, avere una fede, e solo il ragionamento ci distacca da questo bisogno ancestrale, che nasce con noi.
    Io ho un rifiuto psicologico per ciò che sta succedendo in quei luoghi, cerco disperatamente una spiegazione, che non credo dopo millenni la natura abbia deciso di infierire proprio ora, adesso, e tutto in un tempo così concentrato, perché tutto ora?

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    1. nessuno 1 mese fa

      Salve, ha scritto: ” che non credo dopo millenni la natura abbia deciso di infierire proprio ora”
      la “natura” non può spiegare o essere l’alibi di tutte le bizzarrie atmosferiche di questi tempi.
      Personalmente ci vedo una manipolazione umana o almeno tentativi di manipolazione che
      senza dubbio ogni tanto gli sfugge di mano,non prendo nemmeno in considerazione l’ipotesi
      che l’origine di questo evento sia causato da mano umana,sarebbe troppo mostruoso, ma di
      questi tempi a pensare male si sbaglia ma a volte…………ecc..ecc…
      Cordiali Saluti

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      1. riccardo 1 mese fa

        ..infatti, se cerchi il blog di “su la testa” di Lannes scrive dei terremoti (di bassa profondità) come conseguenze delle trivelle dell’Adriatico – e/o esperimenti militari sulla ionosfera

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        1. riccardo 1 mese fa

          ..infatti, se cerchi il blog di “su la testa” di Lannes scrive dei terremoti (di bassa profondità) come conseguenze delle trivelle dell’Adriatico – e/o esperimenti militari sulla ionosfera – inoltre se cerchi l’esplosione avvenuta a Tiangjin in Cina, il cratere creato e le auto carbonizzate, si può prendere l’ipotesi delle armi segrete che hanno le superpotenze di cui nessuno parla

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      2. Tania 1 mese fa

        Concordo.

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  3. maboba 1 mese fa

    Bravo l’autore. Un plauso per un articolo di verità.

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  4. Salvatore Penzone 1 mese fa

    Le radici e l’identità dei popoli, con al centro quella cristiana, sono attaccate su tutti i fronti. La distruzione di Palmira e delle testimonianze della Siria preislamica come quella persiana, e soprattutto quelle, ancora vivissime, delle più antiche comunità cristiane fanno parte di un’ampia manovra per fare spazio all’affermazione del portato “culturale” del liberismo. Non è un mistero che i poteri massonici abbiano puntato da sempre alla cancellazione dell’identità, dei principi e dei valori cristiani. Tutto il dettato del relativismo modernista con lo sdoganamento di un anti moralità resa inattaccabile dal “politicamente corretto”, va in quella direzione. Ora, che il terremoto concorra alla distruzione di quel retroterra è, ovviamente, solo un caso ma la tracotanza e la cattiveria presente nell’affermazione dell’esponente sionista, che vede nel terremoto un intervento della giustizia divina, conferma la partecipazione, o quantomeno, il sostegno sionista a quel piano.

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    1. Anonimo 1 mese fa

      Concordo…Lei è un osservatore attento!

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