"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nino Galloni: vi racconto perchè è nato l’euro

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Pubblichiamo una interessante intervista con l’economista  Nino Galloni realizzata da  Gianluca Scorla

Poniamo il caso che un pomeriggio, un “qualunque” grande economista italiano vi dicesse che l’Euro è stato inventato per impedire all’Italia di rafforzarsi, ci credereste?
Gli credereste se dicesse che, dalla fine della primavera del 2001 i grandi ecomomisti, i premi Nobel, i centri di ricerca, i grandi esperti avevano previsto che “dal prossimo trimestre ci sarà la ripresa”. E che questa ripresa “slitterà al semestre successivo”, poi “all’anno successivo” e poi ancora a quello venturo senza alcuna spiegazione sulle logiche che avrebbero dovuto guidare questa ripresa? A questo, certamente, credereste! Ma della ripresa, nemmeno l’ombra. E vi pare possibile che, di trimestre in trimestre come di anno in anno per 13 anni – siamo, per inciso, nel 2014 – le banche abbiano emesso 800.000 miliardi di dollari di titoli derivati e altri 3 milioni di miliardi di dollari di derivati sui derivati, quindi di titoli tossici? E che il totale possa sfiorare i 4 quadrilioni di miliardi di dollari pari a 55 volte il PIL del mondo?


“Lacrime e sangue”: quante ne hanno davvero versate gli italiani obbedendo ai diktat degli ultimi Governi? Nella fase storica in cui la politica è stata superata dall’economia e le scelte operate seguono il paradigma della speculazione internazionale piuttosto che del rilancio dello sviluppo senza far virare i conti in area negativa, il grande economista Prof. Nino Galloni, scalzando ogni ideologia cara ai politici di tutte le epoche, racconta come stanno realmente le cose.

Ex Direttore Generale del Ministero del Lavoro e docente in diverse facoltà italiane, Galloni ha ripercorso – nella conferenza tenuta il 24 aprile a Noale in provincia di Venezia – la storia economica dal 1944 a oggi: dopo l’individuazione di tre grandi periodi economici e dopo aver motivato l’attuale congiuntura, ha indicato anche la via da percorrere per risalire la china.

Sempre in tema di moneta unica, si può uscirne rimanendo in Europa o è pura utopia?
Banca Centrale Europea e Banca d’Italia, divorzio tra Tesoro e Governo – motivo quest’ultimo trattato con enfasi dall’ex Premier Enrico Letta – sono argomenti toccati con semplicità di linguaggio dal Professore.

E ancora, cosa sono i derivati, i titoli tossici e perché sono stati introdotti dal sistema bancario?
Come possiamo uscire veramente da questa situazione di crisi?
“Chi ha tradito l’economia italiana”, edito da Editori Riuniti, è il titolo del libro del Professore che ha tenuto, in conferenza, una grande lezione di economia.
Per chi ha perso l’appuntamento, proponiamo la registrazione integrale dell’evento.

https://www.youtube.com/

In estrema sintesi: I 35 anni che vanno dal 1944 al 1979 sono lo specchio di uno stabile modello di capitalismo espansionista keynesiano che ha centrato l’obiettivo di massimizzare le vendite, i profitti complessivi e l’occupazione focalizzando la lente sulla valorizzazione delle grandi imprese a discapito però dei proprietari.

Nel 1979, in concomitanza con il G7 di Tokio, l’uscita dal sistema della solidarietà internazionale, dà luogo alla genesi di un nuovo tipo di capitalismo, definito di “rivincita dei proprietari”, che durerà fino agli inizi degli anni ’90 con l’avvento della crisi del sistema monetario europeo. Dalla fine degli anni ’70 la svolta liberista anti-keynesiana trova il suo apice devastatore nella logica del salvataggio bancario che spinge le Istituzioni e le banche stesse ad assoggettarsi, nel tempo, al sistema ultra speculativo voluto dalla grande finanza.

Dal 2001 quindi, le banche, affondano l’acceleratore nell’emissione di derivati e dei derivati sui derivati, generando così i titoli tossici. L’obiettivo raggiunto coincide con la massimizzazione del guadagno non sul rendimento del titolo ma sul numero delle emissioni.

Gianluca Scorla

Fonte: Il Giornale delle buone notizie

Nino Galloni, economista e docente universitario, si laurea in giurisprudenza nel 1975 e diventa ricercatore presso l’Università di Berkeley nel 1979.
Tra il 1981 e il 1986 è stato collaboratore del prof. Federico Caffè della facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Roma, e dal 1987 al 1999 ha insegnato all’Università Cattolica di Milano, all’Università di Modena, alla Luiss e all’Università degli Studi di Roma.
Ha ricoperto diversi incarichi e ruoli ai ministeri dell’Economia e del Lavoro, all’INPDAP e all’OCSE, nonché come consigliere di amministrazione dell’Agip Coal e Nuova SATIN, e di board director della statunitense FINTEXT Corporation. Dal 2010 è membro effettivo del collegio dei sindaci all’INPS[2].
Galloni è autore di numerosi saggi concernenti l’economia, e che trattano in maniera particolare di tematiche riguardanti il mercato, la finanza, e la sovranità monetaria.  Fra questi:

Mercato senza padroni. Condizioni per uno sviluppo socialmente sostenibile – Roma, Ediesse, 2000.
La rivincita dei temperini – Roma, Accademia degli Incolti, 2002.
Dopo lo sviluppo sostenibile – Bari, Palomar, 2003.
Misteri dell’euro, Misfatti della finanza – Soveria Mannelli, Rubbettino, 2005.
Il grande mutuo. Le ragioni profonde della prossima crisi finanziaria – Roma, Editori Riuniti, 2007.
La moneta copernicana (con Marco Della Luna), Battaglia Terme, Nexus Edizioni, 2009
Prendi i tuoi soldi…e scappa? La fine della globalizzazione – Roma, Koinè nuove Edizioni, 2010.
Chi ha tradito l’economia italiana? Euro, salvarsi senza svendersi – Roma, Editori Riuniti, 2012.

 

 

 

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  1. Anacronista 3 anni fa

    Consiglio anche l’intervista a Galloni e Ioppolo, per capire i fatti reali dell’economia:

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