"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Nervosismo in Israele per il rafforzamento di Hezbollah: in vista un allargamento del conflitto al Libano?

Dopo l’ultimo discorso pubblico del leader di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasralá, in cui questi ha preannunciato che non rimarrà impunito l’assassinio di Samir Qantar, uno dei capi del movimento libanese, colpito pochi giorni addietro in un raid mirato dell’aviazione israeliana nei pressi di Damasco, inizia a circolare un certo nervosismo ed una certa preoccupazione sui media israeliani.
“Samir era uno di noi, ed un comandante della nostra Resistenza», ha ricordato Nasrallah intervenendo in televisione. «Ci riserviamo pertanto il diritto, che è nostro, di vendicarci per il suo assassinio nel luogo, momento e maniera che riterremo appropriati. È un diritto», ha avvertito, «che ad Allah piacendo eserciteremo».

L’espressione utilizzata da Hassan Nasralà, ” …lo vendicheremo qualunque siano le conseguenze”, ha lasciato la senzazione nelle autorità israeliane di doversi aspettare da un momento all’altro un attacco di rappresaglia da parte di Hezbollah sul territorio israeliano. D’altra parte quello che è il leader spirituale degli sciiti libanesi si è impegnato personalmente a fornire una dura risposta ad Israele e non si può dubitare che questa avverrà, se pure” nel luogo, momento e maniera che riterremo appropriati “, come ha annunciato Nasrallà.

Sayyed Hassan Nasralá, leader di Hezbollah al funerale
Sayyed Hassan Nasralá, leader di Hezbollah al funerale

Gli analisti israeliani accusano l’autorità militare israeliana di aver commesso un grave errore di calcolo rispetto a quella che potrebbe essere la risposta di Hezbollah. In particolare si insiste sul fato che Israele debba preoccuparsi sia di quanto accade al proprio interno con l'”Intifada dei coltelli” sia su quanto possa avvenire dall’esterno, con eventuali azioni di ritorsione che possano essere fatte da Hezbollah. Una possibile azione di ritorsione potrebbe provenire dalle alture del Golan occupato sulle quali di recente il governo Netanyahu ha manifestato l’intenzione di procedere ad una annessione unilaterale, in violazione dei trattati ONU e degli accordi precedenti.  Tuttavia si sa che per Israele tutti i trattati, le norme ed il diritto internazionale sono carta straccia.

Le autorità israeliane non sottovalutano la capacità di colpire gli obiettivi israeliani detenuta da Hezbollah che ha enormemente aumentato il suo potenziale missilistico e di armamento da quando partecipa direttamente al fianco dell’Esercito Siriano e delle forze iraniane ai combattimenti in Siria. Il canale 2 ella TV israeliana ha rivelato che Hezbollah dispone di un sistema di sorveglianza attraverso cui capta tutte le comunicazioni che avvengono in Israele e potrebbe essere in grado di sapere in anticipo le possibili mosse del comando militare.

Non è escluso che Israele potrebbe maturare l’idea di muovere un attacco preventivo sul Libano per neutralizzare alcune posizioni ma è anche certo che questo complicherebbe le cose e determinerebbe una reazione allargata che andrebbe a coinvolgere anche le forze iraniane presenti sul territorio siriano che affiancherebbero di sicuro Hezbollah nella difesa ad un attacco israeliano e che offrirebbero all’Iran il pretesto di un intervento diretto a protezione delle proprie forze operanti in Siria.

Da tener presente che L’Iran e la Siria hanno trasferito un grande quantitativo di razzi e di missili teleguidati presso le postazione di Hezbollah, in Libano, e lo stesso movimento sciita libanese aveva dichiarato, già dal 2006, di avere a disposizione 33mila fra missili e razzi, di cui poi, durante l’invasione israeliana del Libano nel 2006, furono effettivamente lanciati su Israele dalle postazioni nel Libano meridionale 3.970, che causarono l’uccisione di 118 soldati dell’esercito e di 44 civili israeliani, oltre a diversi carri e blindati israeliani andati distrutti.
La cifra dei 33mila razzi era stata confermata dagli esperti statunitensi anche per il 2014, mentre le stime di Israele parlano di circa 40mila sistemi a medio e corto raggio, con esperti che arrivano fino a 100mila pezzi. L’iran sotiene invece che gli Hezbollah possano contare oggi su una forza di 40 – 50mila fra missili e razzi.
In pratica tutte le fonti concordano sul fatto che Hezbollah disponga di importanti impianti di razzi e missili come lo Zelzal 2 (una versione iraniana del missile Luna-M, FRog-7 nella denominazione Nato), con sistema di lancio mobile rappresentato dal camion MB LA-911, lungo 8 metri: le stime sulla gittata variano dai 100 a 400 km., con la capacità di portata di 600 kg. di esplosivo ad altro potenziale, ma in grado di alloggiare anche testate chimiche.
Esistono rapporti secondo i quali l’Iran e la Siria hanno trasferito le versioni sviluppate a lungo raggio di missili come i M300, i M302 ed i M600, con guida GPS, cosa che aumenterebbe notevolmente la capacità eglii Hezbollah di effettuare attacchi letali contro obiettivi in Israele.

Gli esperti israeliani avevano già avvisato che le capacità di gittata per colpire con precisione obiettivi da parte dei missili di fabbricazione iraniana sono enormemente aumentate e questo presuppone che, in caso di un conflitto preventivo, Israele subirebbe la minaccia missilistica direttamente sul suo territorio e sulle sue città ed aereoporti fino a 350 400 Km dalla frontiera con il Libano.
Questo spinge le autorità israeliane ad andare piuttosto caute prima di ordinare azioni che potrebbero innestare una reazione da parte di Hezbollah e dell’Iran che avrebbe conseguenze pesanti per Israele.

Inoltre bisogna calcolare che Hezbollah si trova a combattere sul terreno in Siria accanto all’Esercito siriano ed alle forze iraniane che partecipano alle operazioni contro i gruppi terroristi( vedi: Anche Haaretz ammette che Israele sta aiutando Al Qaeda ),
alcuni dei quali godono della protezione e dell’assistenza israeliana, come si è visto con evidenza nei mesi scorsi. Fra l’altro Israele offre anche asssitenza medica e ricovero nei propri ospedali ai miliziani jihadisti che vengono feriti sul terreno in Siria e dispone di propri reparti speciali che operano affiancando i gruppi di miliziani.

Tutto questo complica la situazione e potrebbe portare a sviluppi imprevisti.

Fonti:   Al Manar

Al Mayadeen

Traduzione e sintesi: Manuel De Silva

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  1. matteo 2 anni fa

    w hezbollah , forza ragazzi fategliela pagare cara ai sionisti

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