"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

NATO, “incubo della Russia” diventa permanente

Proxima guerra

di Andrey Fediašin

In vista del vertice della NATO che si terrà in Galles il 4-5 settembre, i dirigenti dell’alleanza hanno esortato i membri europei a votare a favore dell’ampliamento della “prolungata” presenza militare in Europa Orientale.

Il Segretario della NATO, il danese Rasmussen, e il Comandante delle forze alleate in Europa, l’americano Philip Breedlove, hanno pubblicato sulle pagine dell’americano Wall Street Journal un articolo nel quale hanno cercato di motivare questa necessità. La causa di tutto, ovviamente, è “l’aggressione della Russia contro l’Ucraina” e la minaccia di un’aggressione analoga contro la NATO.

In via di principio, per le persone preposte alla direzione politica e militare dell’alleanza è abbastanza normale chiedere soldi e “hardware”, anche se dopo la disintegrazione dell’URSS e del Patto di Varsavia l’esistenza della NATO non ha più alcun significato storico. I due sono (ben) pagati proprio per trovare sempre nuove motivazioni e tenere a galla l’alleanza occidentale. Tuttavia, fino a questo momento avevano affrontato separatamente “l’incubo della Russia”. Il primo articolo congiunto significa che il disturbo ha raggiunto un nuovo grado di intensità.

Rasmussen e Breedlove stanno preparando l’Europa (gli USA già sono pronti) alla necessità di immagazzinare nel continente nuove quantità di armamenti, all’ampliamento della presenza militare dell’alleanza e dell’attività di pattugliamento dei cieli, al prolungamento della permanenza delle navi occidentali nel mar Nero, all’intensificazione dell’attività di intelligence (avendo per oggetto la Russia) e delle esercitazioni delle truppe. E a una serie di altre cose.

Nato incubo Russia

Il piano per creare un “muro orientale” ai confini della Russia prevede il potenziamento delle Forze di pronto intervento “da poter dispiegare ai primi sintomi dei problemi, prima che inizi un conflitto”. “Dobbiamo immagazzinare in anticipo equipaggiamenti e munizioni, affinché le truppe possano viaggiare senza troppo peso ma siano in grado di sferrare un colpo, qualora fosse necessario”, scrivono Rasmussen e Breedlove. I magazzini potrebbero essere creati presso il Centro di comando multinazionale “Nord-Est” a Stettino, in Polonia.

La presenza militare della NATO ai confini della Russia, compreso nel mar Nero, non è un qualcosa che l’alleanza può cambiare e ingrandire a proprio piacimento, ha fatto ricordare il ministro degli Esteri della Russia, Sergej Lavrov.

Nei rapporti tra Russia e NATO esistono determinate regole, in particolare la Dichiarazione di Roma e l’Atto costitutivo del Consiglio NATO-Russia, che escludono la presenza militare aggiuntiva, su basi permanenti, negli Stati dell’Europa Orientale. Abbiamo già trasmesso le relative domande all’alleanza atlantica. Ci attendiamo non semplicemente una risposta, ma una risposta interamente basata sull’osservanza delle regole con noi concordate.

La Dichiarazione di Roma del 2002 ha stabilito i principi delle relazioni tra la NATO e la Russia. Ha confermato anche la fedeltà delle parti al Trattato sulle armi convenzionali in Europa (Trattato CFE), che vieta l’ingrandimento degli armamenti in Europa. La Russia sta rigorosamente osservando questo documento.
L’UE e i membri europei della NATO non hanno altra scelta: possono soltanto soccombere e accettare il piano degli USA per il nuovo ampliamento dell’alleanza, crede il politologo americano Paul Craig Roberts, nel passato assistente al Segretario del Tesoro USA. In un articolo, pubblicato dallo stesso Wall Street Jaournal, Roberts ha scritto che l’idea della “rivolta ucraina” era appunto quella di coinvolgere la “nuova Ucraina” nella NATO.

Il principale scopo di tutta l’impresa è indebolire la Russia. Se l’Ucraina viene “inquadrata” prima nell’UE e poi nella NATO, gli USA avranno la possibilità di dispiegare nel suo territorio, ai confini della Russia, delle basi ballistiche di difesa antimissile. Nonché altre basi militari. Ciò servirà ad azzerare il potenziale russo della deterrenza strategica, e al governo della Russia sarà molto difficile opporsi all’egemoia globalista dell’America.

Seppure sia stato messo al comando delle forze europee soltanto l’anno scorso, il generale Breedlove è molto più “creativo” di Rasmussen. Nel mese di marzo è stato proprio Breedlove a diffondere le “foto segrete”, scattate dai satelliti commerciali, per far credere che la Russia avesse concentrato ai confini all’Ucraina un gruppo armato di 80 mila uomini. Allora persino il Dipartimento di Stato ha dovuto ammettere di non avere alcun dato a conferma. Prima di Breedlove nessuno dei comandanti NATO in Europa aveva esibito delle foto satellitari. Lo potevano fare soltanto il Pentagono o il Dipartimento di Stato.

Un giorno prima che uscisse l’articolo scritto insieme a Rasmussen, Philip Breedlove ha rilasciato un’intervista all’emittente tedesca Deutsche Welle e al settimanale Welt am Sonntag. In questa intervista il generale ha detto che adesso la NATO dovrà condurre una lotta difficile contro gli “omini verdi”, ossia “ribelli armati senza mostrine”. Il destino ha voluto che il numero più grande di tali “ribelli armati” oggi stia combattendo in Iraq, Afghanistan e Libia. Questi combattenti sono stati addestrati e armati dai consiglieri e con i soldi degli USA. Ma Breedlove, dall’Europa, non lo può certamente sapere.

Fonte: Italian.ruv

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