"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

NATO complice ISIS nella vendita di petrolio rubato a Siria e Iraq

Un media tedesco ha rivelato la complicità della NATO nel contrabbando di petrolio rubato dall’Isis (Daesh, in arabo) alla Siria e all’Iraq.

I paesi membri della NATO, in particolare Turchia, Stati Uniti e il Regno Unito, fanno finta di non vedere su queste attività, facilitando la continuazione di questo saccheggio economico. Lo ha riferito il sito web di informazione tedesco DWN.

Inoltre, si aggiunge che il gruppo terroristico Daesh sta beneficiando del furto e della vendita illegale di petrolio, con un profitto di tre milioni di dollari al giorno, per una vendita giornaliera di 45.000 barili di petrolio.

L’Isis ha il controllo del 60% della produzione del siriano e sette dei campi petroliferi dell’Iraq.

La fonte aggiunge che i più stretti alleati di Londra e Washington, come il governo regionale del Kurdistan iracheno e l’Organizzazione di intelligence nazionale della Turchia (MIT), facilitino il contrabbando di petrolio.

Le autorità del Kurdistan iracheno e il governo turco, negano qualsiasi coinvolgimento nel contrabbando di idrocarburi svolto da questo gruppo, evidenziando le misure adottate per rallentare questo traffico.

Nafiz Ahmed, un giornalista del portale di notizie online Middle East Eye, citando una fonte del governo iracheno, che ha parlato a condizione di anonimato, ha sottolineato l’omertà delle autorità curde sulla vendita del petrolio iracheno sul mercato nero.

«Gli USA sanno molto bene ciò che sta accadendo, ma Erdogan ha buoni rapporti con il presidente Obama; Erdogan fa quello che vuole e gli USA approvano», ha aggiunto il funzionario iracheno.

Come ulteriore prova della complicità della NATO, DWN aggiunge che la compagnia petrolifera anglo turca Genel Energy legata ai parlamentari britannici, ha ricevuto un ordine per la fornitura alle raffinerie della società curda Gruop Nokan, che è sospettata di sostenere la vendita illegale di petrolio dell’Isis alla Turchia.

Tra i clienti del greggio rubato all’Iraq e alla Siria figurano alcuni paesi europei che lo comprano ad un prezzo speciale, come indicato alla fine del 2014 dal direttore del Servizio federale di sicurezza russo (FSB), Alexander Bortnikov.

Oltre al contrabbando di petrolio, Daesh ha altre fonti di finanziamento, quali il traffico di organi e la vendita di reperti archeologici e storici.

Traduz.  di Francesco Guadagni  per

ALBA informazione 

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