"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Napolitano sulla via delle dimissioni: lo rimpiangeranno soltanto i potentati finanziari

FI CONTRO NAPOLITANO, GIOCÒ RUOLO IN CADUTA BERLUSCONI

di Luciano Lago

Il presidente Giorgio Napolitano lascerà molto probabilmente a fine Dicembre, magari con l’annuncio in diretta Tv per il discorso della sera di Capodanno. Poi, per l’addio ufficiale, bisognerà attendere qualche settimana, magari febbraio, quando scatteranno i 15 giorni canonici per la convocazione delle Camere. Dopo le voci esplose sabato su Repubblica (a firma di Stefano Folli, storicamente vicino al Colle) e sul Fatto quotidiano, arriva la conferma quasi “istituzionale” del quirinalista del Corriere della Sera Marzio Breda, che lancia anche un’ipotesi sui tempi. Vedi: Libero quotidiano

Questa la notizia delle probabili dimissioni del Presidente Napolitano, ci si troverà quindi alla fine dell’anno, in epoca di saldi, a dover eleggere un nuovo Presidente della Repubblica italiana.
Quando Napolitano, con le sue dimissioni, avrà liberato la scena politica dalla sua “ingombrante presenza”, non sappiamo quanti lo rimpiangeranno ma di sicuro noi non saremo fra questi.

Al Presidente Napolitano viene addebitata una gestione delle Istituzioni della Repubblica che, a nostro avviso, è risultata molto più simile a quella di un “sovrano” che non a quella di un presidente democratico.
La principale responsabilità di Napolitano, a detta anche di eminenti costituzionalisti non allineati,  è stata quella di aver violato ripetutamente la costituzione.

La più grave violazione, quella dell’art. 1 della Costituzione (La sovranità appartiene al popolo che la esercita nei modi e nelle forme previste dalla Costituzione) è stata attuata da Napolitano con la nomina, avvenuta nel 2011, di Monti, quale presidente del consiglio e la destituzione del precedente governo (governo Berlusconi) avvenuta in maniera del tutto anomala totalmente difforme dalla prassi costituzionale e dalle norme che richiedono la convocazione delle Camere ed il voto di sfiducia di queste (art. 94 Costituzione).

Napolitano in quella occasione “ha tradito la sostanza essenziale della sovranità popolare delegando il suo diritto a decidere autonomamente ad organismi esterni alla Repubblica (BCE, SEBC, Commissione Europea) di struttura e composizione prettamente oligarchica e privi di alcun fondamento democratico, senza che mai il popolo abbia mai manifestato ed espresso formale consenso”. Vedi denuncia avv. Paola Mossu di Cagliari, 8 i capi di accusa.

Inoltre il Presidente del Consiglio eletto da Napolitano, Mario Monti, è apparso subito come un personaggio espressione di quella oligarchia, il quale figurava formalmente come presidente della Trilateral Commision (sezione europea), nel Comitato esecutivo dell’Aspen Istitute, nonchè nello Steering Committee del Gruppo Bilderberg , come da documenti ufficiali.  Lo stesso Monti appariva quindi strettamete colluso con le principali lobbies dei poteri finanziari, con evidente violazione dei principi sanciti nella Carta Costituzionale.

Non contento di questo, il presidente Napolitano, che dovrebbe essere il garante della sovranità popolare, ha espressamente esortato più di una volta, nel corso del suo mandato, a consegnare la sovranità alle Istituzioni Europee. Vedi: Napolitano: per crescere cedere ulteriore sovranità all’Europa.

Il Presidente Napolitano ha successivamente nominato quale capo del governo, Enrico Letta e subito dopo Matteo Renzi, arrogandosi un potere di indirizzo politico e di tutela dell’esecutivo che non è previsto dalla Costituzione.

Napolitano ha inoltre sollecitato il Parlamento ad attuare una serie di riforme costituzionali per le quali si è speso indicandone priorità e finalità, senza che fosse richiesto a lui di dare queste indicazioni che sono di stretta competenza del Parlamento e che debbono essere ratificate da Referendum costituzionale da parte dei cittadini.

Kissinger & Napolitano (foto quirinale.it

L’altra grave responsabilità di Napolitano si è manifestata in occasione della crisi libica del Marzo del 2011, quando Napolitano ha esortato il governo a prendere parte all’operazione militare della NATO, in violazione dell’art. 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…..).

Una operazione di aggressione militare nei confronti di uno Stato sovrano, legato da un trattato di amicizia e cooperazione con L’Italia, attuata in conformità ad interessi geopolitici ed economici di altre potenze, in contrasto con l’interesse nazionale, operazione attuata, senza alcun avallo dell’ONU, sotto il pretesto dell'”intervento umanitario”, che ha prodotto migliaia di vittime civili, distruzione e caos in quel paese, le cui conseguenze sono oggi sotto gli occhi di tutti, con gravi rischi per la sicurezza dell’Italia.

Queste esposte sopra sono le principali responsabilità per le quali, in un paese serio, questo Presidente avrebbe dovuto essere deferito, come recita la Costituzione, al Parlamento in stato d’accusa per violazione della Costituzione.

A breve  termine Napolitano lascerà il suo incarico. Siamo sicuri che una buona parte dei cittadini italiani non avranno nostalgie per questo Presidente ma possiamo essere certi che i potentati finanziari sovranazionali, i cui interessi sono sempre stati garantiti durante la presidenza dell’illustre personaggio, ne rimpiangeranno la presenza e faranno di tutto per trovarne un sostituto adeguato alle loro necessità.
Prepariamoci a vedere chi saranno i nuovi pretendenti al Supremo Colle.

Nella Foto in alto: Napolitano con Monti

Nella foto al centro: Napolitano con Kissinger

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