"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Napolitano lancia l’ennesimo monito e qualifica come “eversori” gli antieuro

NAPOLITANO, QUANDO SI PARLA DI PAESI AMICI SERVE RISPETTO

di Luciano Lago

Ancora una volta l’esimio presidente Giorgio Napolitano, nonostante la sua vegliarda età, non si risparmia e lancia il suo ennesimo monito, preoccupato per il montare delle contestazioni contro l’eurosistema (di cui lui si considera una specie di guardiano ), approfitta di una cerimonia all’Accademia dei Lincei per esternare il suo pensiero.

Napolitano ha sferrato un attacco contro quella che lui chiama “l’antipolitica” che ha definito “patologia eversiva” ed ha denunciato, nello stesso tempo, “un grave decadimento della politica” che “senza moralità” degenera inevitabilmente nella corruzione riferendosi al recente scandalo di mafia e corruzione politica che ha investito il Comune di Roma .

Da grande sostenitore dell’Eurocrazia di Bruxelles, Napolitano ha voluto anche mettere in guardia dal crescente sentimento anti-UE, che, secondo lui, troppo spesso si mischia con l’antipolitica. “Svalutazioni sommarie e posizioni liquidatorie a cui hanno certamente contribuito – aggiunge – miopie e ritardi delle istituzioni comunitarie insieme a calcoli opportunistici degli Stati membri”.

Naturalmente Napolitano, quando parla di “patologia eversivasi riferisce alle posizioni anti euro ed anti eurocrazia della Lega di Salvini e del Movimento 5 Stelle di Grillo, le due principali forze di opposizione e, non si capisce bene perchè, le proposte di queste due formazioni politiche, rispettivamente di fuoriuscita dall’eurosistema e ritorno alla sovranità monetaria da parte della Lega di Salvini, di sottoporre un referendum sull’euro da sottoporre ai cittadini (benchè inefficace per essere incostituzionale) da parte del movimento 5 S., vengono considerate “eversive e manifestazioni di antipolitica”.

Si dovrebbe ricordare all’esimio Presidente che si tratta di due partiti i cui esponenti sono stati eletti dai cittadini e che hanno quindi pieno diritto di presentare le loro proposte politiche, quali che siano, senza essere obbligate a conformarsi al pensiero politico del presidente della Repubblica il quale anzi, secondo Costituzione, dovrebbe essere al di sopra delle parti. Questo se l’Italia fosse una vera democrazia.

Evidentemente, secondo Napolitano, chi si discosta dal “pensiero unico”, politicamente corretto, quello che esalta il radioso futuro prospettato per l’Italia nel contesto dell’Unione Europea e dell’eurosistema, non ha diritto di essere considerato un interlocutore politico ma piuttosto di deve etichettare come autore di una forma di “eversione” e di antipolitica.

Non importa che l’eurosistema abbia determinato di fatto l’affossamento dell’economia italiana e la perdita di buona parte della nostra dell’industria manifatturiera (oltre il 25%) a vantaggio della Germania (il socio forte della UE), non interessa che le politiche di austerità determinate dalla UE abbiano prodotto un forte aumento della disoccupazione e della miseria, questo per Napolitano non è significativo. Per Napolitano l’integrazione nella UE e nell’erurosistema viene prima di tutto, anche a costo di cedere la sovranità (quella che lui dovrebbe garantire, secondo la Costituzione).

Quello espresso dal presidente è un giudizio fortemente offensivo e dispregiativo che viola il principio costituzionale sancito nell’art. 87 (….il presidente della R. si colloca al di sopra delle parti ed è garante del corretto funzionamento delle istituzioni…..).

Non sappiamo fino a a quando rimarrà ancora Napolitano alla Presidenza della Repubblica, non possiamo prevedere quali altri moniti possa emettere, di sicuro saranno poi gli storici ed i giuristi a valutare quale sia stata la portata del suo settennato (prorogato a termine indefinito).

Certamente Napolitano avrà la gratitudine di quanti sono stati beneficiati dalla sua presidenza, ad esempio i senatori a vita da lui nominati, fra i quali spicca la figura di Mario Monti, ex presidente del consiglio ed autore (assieme alla Fornero) della macelleria sociale costata lacrime e sangue a tutti gli italiani ed in particolare agli esodati ed ai pensionati.

Lo rimpiangeranno di sicuro anche i membri dell’oligarchia di Bruxelles per i quali ha sempre fatto da garante e da guardiano: i vari Manuel Barroso, Van Rompuy, Jean Claude Junker (attuale presidente ed uomo di fiducia delle multinazionali) e gli altri responsabili delle fallimentari politiche europee.

Lo rimpiangeranno “i mercati”, quelli per la cui stabilità e per il loro giudizio, si è sempre dimostrato molto attento Napolitano. Lo rimpiangerà frau Merkel per tutti i vantaggi che le politiche europeiste hanno apportato alla Germania ed alle sue banche. Lo rimpiangerà di sicuro il governo di Washington, verso cui Napolitano si è sempre dimostrato un alleato, subordinato e fedele anche nelle peggiori operazioni neocoloniali e di aggressione che la Casa Bianca ha architettato con il coinvolgimento dell’Italia (vedi la Libia).

I cittadini italiani lo rimpiangeranno molto meno: loro, nei loro diritti, nei loro interessi e nei loro redditi, non sono stati garantiti ne’ difesi da questo Presidente che non si è dimostrato “super partes” come avrebbe dovuto essere.

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  1. Anonimo 7 mesi fa

    Sarebbe stato interessante evidenziare come lo stesso Napolitano, in un celebre discorso pronunciato alla Camera nel 1978 (alla vigilia dell’ingresso dell’Italia nello SME) era CONTRO l’€uro!!!

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