"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Napolitano, il presidente garante dei poteri finanziari

Napolitano  con gli oligarchi della UE

Il presidente Napolitano ha tenuto oggi al Parlamento europeo di Strasburgo un discorso durante il quale, tra le altre affermazioni, ha detto “ la costruzione Europea  ha ormai delle fondamenta talmente profonde che si è creata una interconnessione così radicata tra le nostre società, tra le nostre istituzioni, e tra i nostri giovani che nulla, nulla può farci tornare indietro” ha ribadito Napolitano.

Questa è stata l’affermazione più forte fatta da Napolitano nell’ambito di un discorso dove ha riconosciuto che la politica di austerità da sola non basta più “anche se era servita per il riequilibrio dei conti pubblici e non si poteva sfuggire ad una disciplina di bilancio rimasta carente dopo l’introduzione della moneta unica”; ha detto testualmente.
Napolitano ha però temperato la precedente affermazione enunciando che sul debito pubblico non si può desistere da una sua graduale e progressiva riduzione”. Ha proseguito: “è’ un pesante fardello che non può essere caricato sulle generazioni future. Le ricadute in termini di recessione di PIL e domanda interna a causa dei sacrifici sono evidenti, nonostante gli sforzi della BCE di immettere liquidità”.

In sostanza Napolitano nel suo discorso ha sostenuto che la costruzione europea e l’euro sono entrambi un qualche cosa di “irreversibile”.
Tanto è che subito dopo ha affermato: “C’è vacua propaganda e scarsa credibilità nel discorso di quanti hanno assunto atteggiamenti liquidatori verso quel che abbiamo edificato nei decenni scorsi”.”
Il discorso di Napolitano era stato previsto nell’ambito delle celebrazioni del 30° anniversario dell’approvazione del trattato costituzionale europeo di Altiero Spinelli.

L’impressione ricavata da questo anziano presidente, al suo secondo mandato nonostante la veneranda età (fatto unico in Europa), che si reca al Parlamento europeo per pontificare un discorso infarcito di retorica e luoghi comuni, dove riconosce (bontà sua) il fallimento delle politiche di austerità e ne chiede il riesame, dove parla di “generazioni future” senza evidenziare che il disastro di questa politica europea è stato proprio quello di produrre una generazione di spiantati e disoccupati costretti ad emigrare per trovare lavoro e prospettive.
Da notare che nel suo discorso il Presidente ha però inserito una frase, quella relativa all’ “irreversibilità” della costruzione europea e dell’euro che denota il distacco dalla realtà e l’arroganza del personaggio che, evidentemente, non ha appreso le lezioni della Storia che pure dovrebbe ben conoscere

Ci ricordiamo che Napolitano, quando era un dirigente del PCI, progenitore diretto dell’attuale Partito Democratico, affermò in più di un suo discorso della “irreversibilità delle conquiste socialiste nell’Unione Sovietica” ed ebbe il coraggio di fare queste affermazioni anche di fronte ai fatti dell’Ungheria del 1956, quando gli insorti per la libertà a Budapest furono schiacciati dai carri armati sovietici. Anche allora Napolitano giudicò “irreversibile” il corso del socialismo nei paesi dell’est Europa e si è visto poi come è andata a finire.
Bisognerebbe ricordare a Napolitano che di “irreversibile” nella Storia non c’è nulla, neppure i grandi imperi, neppure le monarchie consolidate. Anche Luigi XVI Re di Francia, aveva affermato che la monarchia in Francia fosse irreversibile e dovette ripensare a questa sua frase il 21 gennaio del 1793 quando venne ghigliottinato davanti alla folla di Parigi.
Tanto meno potrebbe essere irreversibile questa costruzione di Europa che si sta evidenziando ogni giorno di più come un fallimento non solo per aver portato al disastro economico i paesi come Italia, Spagna, Portogallo e Grecia, una volta fiorenti , ma anche per aver fallito sotto qualsiasi forma l’idea di aggregazione, di solidarietà di integrazione. Al contrario la costruzione europea di fatto ha determinato l’esasperazione delle conflittualità, della concorrenza e delle divergenze di interessi fra Stati, annientando in un solo colpo le forme avanzate di assistenza sociale e di diritti che le nazioni europee avevano conquistato in oltre 60 anni di storia e di lotte sociali.
Siamo noi a doverle ricordare che sono i popoli, signor Presidente, quelli che determinano i cambiamenti e non c’è nessuna istituzione o costruzione politica che resista quando la volontà manifesta di un popolo, che sia in forma pacifica o in forma rivoluzionaria, decida di abbatterla.

Potrebbe essere questo anche il caso della costruzione europea che al momento attuale corrisponde ad una mega struttura burocratica costituita da varie istituzioni dove il potere decisionale è stato assunto da una oligarchia tecno finanziaria centrale che decide e dispone sulla testa dei popoli e delle Nazioni. La costruzione europea resisterà  fino a quando i popoli europei non arrivino a prendere coscienza dell’enorme truffa fatta ai loro danni da parte di che ha sottratto loro la sovranità per conferirla ad una  “elite”  di tecnocrati designati (non eletti ) che operano in base a precisi interessi dettati dal grande capitale finanziario sovrastante.
Napolitano esalta la funzione dell’euro ignorando che questo non ha prodotto convergenze ma piuttosto ha accentuato le divergenze rappresentando un enorme freno per la maggior parte dei paesi che l’hanno adottato, ad eccezione naturalmente della Germania, il vero dominus della costruzione europea.

Napolitano, con il suo discorso, si conferma ancora una volta come il garante della obbedienza dell’Italia ad una politica economico finanziaria stabilita dagli organismi europei che avvantaggia il capitalismo bancario (franco tedesco) e l’apparato industriale straniero (leggi tedesco) a danno degli italiani.

Fonte:  Aise.it