"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

MORIREMO MUSULMANI, SANTITA’ ?

di Marco Della Luna

A seguito delle recenti stragi in Francia e Belgio, nonché dell’espansione dell’Isis in Medio Oriente e in vari paesi africani, compresa la Libia, anche il mainstream politically correct ha riconosciuto che non siamo alle prese con gesta di fanatici isolati ma con una strategia di espansione islamica diretta anche verso l’Europa. Tematizzare questa realtà, quindi, non è più islamofobia.

La geostrategia islamica agisce con tre strumenti principali:

penetrazione finanziaria mediante l’acquisto di sostegni politici, di banche, di industrie strategiche, di mass media, pagati coi petrodollari soprattutto dai saudi-salafiti finanziatori del jihad e alleati di Washington; business dell’immigrazione per onlus etc.;

espansione demografica mediante immigrazione incontrollata e graduale occupazione di spazi territoriali, assistenziali, sanitari, scolastici, con l’appoggio di politici e mass media lautamente sensibilizzati; acquisizione di cittadinanza;

intimidazione terroristica, con i jihadisti che entrano, si muovono, si appoggiano e reclutano martiri, mescolandosi tra gli immigrati.

Il primo strumento poteva essere fermato mediante la sovranità monetaria (cioè investendo per l’economia reale produttiva il denaro che ora la BCE sta creando e donando all’economia virtuale improduttiva);

il secondo, mediante respingimento tecnologico (controllo satellitare, respingimenti in mare e ai confini esterni dell’UE) e rifiutando o revocando la cittadinanza (avrete notato che, dopo gli ultimi attentati, non si insiste più per lo jus soli);

il terzo, sventando il secondo, e inoltre stabilendo che i cadaveri dei terroristi vengano mutilati e dati in pasto ai maiali – così non potranno andare nel loro paradiso.

Integralisti islamici
Integralisti islamici

I nostri politici complici e colpevoli non hanno fatto alcuna di queste cose pratiche e possibili, anzi hanno creato norme per impedirle e legarci le mani, mentre insistono sulle menzogne della necessità di investimenti stranieri e dell’inarrestabilità dell’immigrazione di massa.

Sua Santità si fa bello nelle periferie del mondo, dove la Sua chiesa può ancora espandersi, esibendo le porte aperte all’accoglienza in Italia che Egli contribuisce a mantenere. Sacrifica l’Italia per espandersi nel Terzo Mondo.

Entro 20 anni, continuando così, avremo nell’UE il 30% di islamici, quasi tutti giovani e combattivi, mentre noi siamo… La forza numerica moltiplicherà la loro potenza e le loro pretese politiche. L’alternativa allora sarà tra il sottomettersi e morire musulmani (ma sottomettersi al Corano non sarà peggio che sottomettersi alla Borsa) lasciandoli distruggere quanto rimane della civiltà europea, e il combattere una guerra interna all’Europa per liberarsi da loro – una guerra dalla quale, se la vinceremo, nascerà forse davvero l’unità-identità nazionale europea.

L’Italia è stata sinora risparmiata perché i suoi governanti hanno fatto gioco alla strategia islamica offrendola quale terra di sbarco e transito verso il resto d’Europa (come negli anni ’70-’80 era complice dei transiti terroristici palestinesi); se ora Austria e Francia ripristinano i controlli alle sua frontiere, gli immigrati non potranno più proseguire per l’Europa centrale e settentrionale, sicché diviene probabile che venga attaccata.

I fatti dimostrano che la strategia anti-jihadista, soprattutto francese, degli attacchi militari mirati ai centri di comando islamici in Siria, Libia, Mali etc. è inidonea a fermare l’espansionismo islamico. Gli attacchi massicci condotti dalla Russia in Siria sono invece risultati piuttosto efficaci.

La rinuncia agli attacchi mirati però è improponibile perché permetterebbe il dilagare dell’Isis e la sua estensione a buona parte del Medio Oriente e dell’Africa: nascerebbe un impero espansionista dell’Islam guerriero, che prima o poi si doterebbe di armi nucleari.

Una soluzione effettiva si avrebbe soltanto in due modi: o ripristinando in tutta l’area regimi forti, laici e repressivi come quelli che abbiamo da poco abbattuto in Iraq e in Libia; oppure mediante una campagna interna ed esterna di eliminazione materiale dell’Islam come tale, whatever it takes, con molti milioni di morti.

Una tale campagna diverrebbe politicamente proponibile solo in caso di stragi molto, ma molto più gravi delle ultime, magari nucleari, con bombe sporche o col gas Sarin che recentemente i nostri amici guerrieri hanno rubato in buona quantità. Oppure se fanno saltare una diga o avvelenano un acquedotto. Allora il cliché buonista si capovolgerebbe e l’Occidente userebbe la sua immensa forza militare per risolvere il problema. Forse è un evento simile, ciò che si sta aspettando, per poter agire in modo risolutivo. Ma – guardatevi intorno e siate realisti – è l’espansionismo islamico il fattore cardine nel mondo di oggi?

Fonte: Marco Della Luna

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  1. giannetto 2 anni fa

    Mi limito alla foto che la redazione mette in testa all’eccellente articolo di Della Luna. – Ah! ah!… Lui lava i piedi al musulmano (è musulmano?… la foto mi mostra solo un nero in jeans e giacchetta)… e poi lui nasconde la croce ai rabbini intubati, quando li incontra. Fossi Blondet, direi che è l’Antipapa. Ma son solo un modestissimo epigono di Voltaire, e mi domando: dove vuol andare a parare? Speranze di conversione? Da ebrei e musulmani? Mah! …Qui gatta ci cova! E in tale sospetto condivido molto di quel che dice il grande Blondet illuminista (personalità parallela al Blondet cattolico, ma da lui distinta come, su un altro piano di comunicazione, era ben distinta la personalità del Manzoni illuminista da quella del Manzoni convertito).

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  2. Giuseppe 2 anni fa

    A volte dimentichiamo , come occidente , di aver condizionato sin dall’alba dei tempi con metodi più’ o meno ortodossi le loro vite ,vedi banalmente Iraq….

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  3. Ireneo Corbacci 2 anni fa

    La “geostrategia islamica” non la fanno gli “islamici” e, men che meno, i popoli musulmani o cospicue frazioni di essi. Che una parte faccia da “massa di manovra” è indubbio. Ma la geostrategia viene decisa e condotta sulla loro testa e sulla loro pelle, allo stesso modo di quella (ma è la stessa) che viene agita sui cristiani, sugli induisti e sui buddhisti.
    L’islamismo radicale, poi, è una creatura molto occidentale, e deriva dalla saldatura fra il pensiero wahhabbita e la famiglia Saud desiderosa di conquistare il potere nella penisola arabica col determinante assenso dei governanti inglesi di allora, senza i quali non avrebbero nemmeno potuto insediarsi e durare come hanno fatto. Perché fu privilegiato il wahhabbismo? Probabilmente perché ha certi tratti comuni con il calvinismo e con certo radicalismo cristiano della predestinazione via successo e ricchezza…
    Se si dovesse mai parlare di “eliminazione materiale” non si dovrebbe guardare all’Islam tradizionale e popolare (come al Cristianesimo dai medesimi caratteri…), visto quanto lo stanno devastando a vari livelli e reso praticamente impossibile da vivere…
    Ci si dovrebbe invece rivolgere alle versioni occidentali pompate dai media e dirette dai geostrateghi della cosiddetta globalizzazione, che vogliono individui indifesi, isolati, stressati dai mille device tecnologici, che abboccano alle versioni ufficiali ad ogni provocazione di terrore come quelle recenti, ecc.
    Musulmano, cristiano o altro a loro non fa differenza: basta che siano mentalmente servi.
    Saluti a tutti.

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  4. Cro Magnon 2 anni fa

    Il radicalismo islamico esisteva prima che gli USA lo utilizzassero per creare uno spauracchio buono per imporre la dittatura sull’Europa e sull’intero Occidente. Il vero islamismo integrale o fondamentalismo, è una complessa realtà. E’ una reazione allo stato-nazione, nasce nei gruppi sociali urbani: commercianti piccoli e medi, artigiani, studenti, professori, impiegati statali. Per concludere con le parole Youssef M. Choueri, “Il richiamo costante al primato di valori morali e religiosi o a verità eterne e immutabili riduce le complesse procedure che regolano la vita di una società umana a vuote liturgie pubbliche, nell’illusione di celebrare la gloria divina in terra. A pagarne le conseguenze sono coloro che possiedono un poco di senso della storia: i semplici uomini di fede musulmana”.

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  5. Salvatore Penzone 2 anni fa

    Incolpare l’Islam per quello che succede è molto ingenuo.
    La massa di rifugiati che si riversa in Europa è volutamente spinta sulle nostre terre con lo scopo di portare caos nelle nostre società e indebolire l’identità dei popoli europei per sottrarre loro ogni residuo di pretesa sovranità. Il vero nemico è da rintracciare nei poteri che governano la globalizzazione, che hanno il loro braccio armato negli USA e strumenti di pressione nel FMI e nella Banca Mondiale, e si annidano nella city di Londra; che hanno creato istituzioni come l’Unione Europea per esautorare la volontà popolare e cancellare la sovranità degli stati.
    Per salvarsi gli europei devono abbandonare la NATO e aderire a un’alleanza con i paesi del BRICS e prendere le distanze da Israele e dal colonialismo angloamericano e francese, il vero responsabile di tutto. Quello che ha fomentato l’estremismo islamico con la cosiddetta guerra al terrorismo, le divisioni confessionali tra sunniti e sciiti; e, prima ancora, le varie guerre che hanno ridisegnato, a cominciare dagli inizi del 900, tutta l’area mediorientale; che ha fomentato le rivoluzioni colorate con lo scopo di abbattere i regimi laici che tenevano unite le comunità nelle pur varie differenze confessionali, etniche e tribali.
    La dove è preservata la sovranità dello stato e del popolo si creano le condizioni per la convivenza e il rispetto reciproco. La Russia ne è un esempio. Da noi non si potevano creare le condizioni per una vera integrazione perché le popolazioni arabe che vengono da noi sono sempre state vittime di un esodo procurato. Procurato dagli stessi che hanno creato le condizioni perché trovassero, alla fine del viaggio, diffidenza e inospitalità se non disprezzo. Infatti le generazioni vissute da noi in questo clima sono quelle che si sono offerte per essere assoldate dai terroristi dell’ISIS, quelle che aderiscono a un estremismo islamico che l’Islam vero non riconosce perché non appartiene a quella cultura avendo tutt’altra matrice. Un esperimento con le stesse caratteristiche è stato fatto nelle carceri irachene, dove le vittime della violenza statunitense sono state addestrate a diventare strumento efficace per giustificare la cosiddetta guerra al terrorismo.
    Il loro scopo è mettere tutti gli uni contro gli altri.

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