"Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero". Proverbio Arabo

Milano in fiamme scontri e devastazioni: chi ne tira le fila?

di Luciano Lago

Milano in fiamme per l’inaugurazione dell’EXPO.  Auto bruciate, vetrine spaccate, negozi devastati, bombe molotov, un coro di condanna e di riprovazione si eleva da tutte le forze politiche e dai media. Normale che questo succeda quando si verificano episodi di violenza indiscriminata per le strade che turbano la normale vita di una città.

I cittadini non si sentono sicuri: sono state attaccate e danneggiate le proprietà stesse di cittadini milanesi: auto, negozi, vetrine ed è stata turbata la vita normale e la sicurezza di quanti vogliono poter uscire tranquilli per le strade della propria città. Questo non può essere tollerato, lo dicono il ministro Alfano, giudicato un incapace e di cui si chiedono le dimissioni, lo dice il presidente Mattarella e lo dicono tutti gli esponenti politici di governo e di opposizione.

Per la verità gli scontri per l’Expo di Milano riaprono un capitolo che potrebbe essere l’anticipazione di quanto potrà accadere nei prossimi mesi a causa di un aumento delle tensioni sociali nel paese, per la crescita del disagio, della disoccupazione in specie fra i giovani e per il contemporaneo arrivo incontrollato di masse di immigrati africani che vagheranno per le città italiane senza meta ma buona parte di loro con la sicurezza di pasti gratis ed alloggio a spese dello Stato Italiano, uno Stato che si dimostra generoso con gli altri ed avaro e vessatorio con i propri cittadini.

Notiamo bene quanto accade: la rabbia dei teppisti ed agitatori professionali in tuta nera a Milano non si è rivolta contro obiettivi della politica, dei sindacati o delle istituzioni, al contrario si è trattato di una rabbia ed una devastazione che hanno colpito indiscriminatamente qualunque cosa si trovasse nel raggio d’azione di questi elementi: un auto parcheggiata, una vetrina di un negozio, una filiale di una banca, un concessionario di auto, ecc..  Si tratta di azioni che vogliono seminare paura, insicurezza e timore nell’opinione pubblica.

I gruppi di agitatori si muovono con una tattica militare: si confondono nella folla dei manifestanti, poi si mascherano con tute e cappucci, colpiscono, rientrano e si svestono per riconfondersi fra gli altri. Tutta la dinamica degli avvenimenti  dimostrerebbe che non si tratta di una violenza occasionale o spontanea ma piuttosto di un piano predisposto per devastare, colpire e bruciare, in pratica per fare notizia per giornali e TV che non a caso hanno dato ampio risalto a questi scontri.

A questo punto sorge lecitamente un sospetto: a chi potrebbe giovare il risorgere di una ondata di violenza indiscriminata da strada? Certo non alle reali forze di opposizione antagonista (poche e frammentate) verso il sistema politico economico imposto dalla finanza sovranazionale e tanto meno a chi si batte per cancellare le riforme neoliberiste introdotte dal governo Renzi e da quelli che lo hanno preceduto, attuate in ossequio alle direttive europee e delle centrali finanziarie che hanno cancellato i diritti e smantellato buona parte dello stato sociale.

Sembra chiaro che una ondata di violenza, che (facendo gli scongiuri)  potrebbe anche peggiorare nei prossimi mesi a venire, sarebbe il pretesto giusto che il governo prenderebbe al balzo per approvare norme più restrittive della libertà di circolazione, di manifestazioni pubbliche, oltre che di espressione sui mezzi di informazione e sul web, norme che siano più severe nel reprimere la violenza ma che colpirebbero inevitabilmente anche chi voglia  semplicemente manifestare il dissenso.

Provvedimenti  di questo genere sono già in preparazione, naturalmente dietro il pretesto della”lotta all’omofobia” ed alle discriminazioni in genere (concetti facilmente interpretabili in senso lato e soggettivo da qualsiasi autorità giudiziaria) per colpire ogni forma di dissenso ideologico rispetto al pensiero unico dominante e, se non dovesse essere il governo ad emanarle, sarà la Commissione europea ad imporle, per l’Italia e per gli altri paesi, visto che la UE si occupa di tutto, persino del problema degli alberi di ulivo da abbattere e della misura giusta per le vongole e le cozze. Vedi: Cosa prevede il disegno di legge Scalfarotto

Figuriamoci se la UE si potrebbe mai astenere dall’emanare le sue direttive in tema di sicurezza pubblica e di lotta alle forme di dissenso ideologico, visto che proprio da Bruxelles arrivano le principali prescrizioni  di tipo  ideologico dettate agli Stati membri. Un provvedimento dettato dall’Europa sarebbe anche gradito  perchè fornirebbe la perfetta giustificazione per i nostri politici: “ce lo chiede l’Europa”, diranno e dobbiamo farlo, imbavagliare il dissenso ed uniformare tutti al “pensiero unico”.

D’altra parte bisogna considerare che da tempo viene additato in Europa il pericolo del dissenso creato dai partiti e movimenti accusati di essere “populisti” ed intolleranti, in quanto contestano le basi stesse su cui è stata costituita l’Unione Europea, l’ideologia neo liberista e tutte le sue derivazioni (multiculturalismo, relativismo e globalizzazione). Basterebbe  un passo in più per accusare questi movimenti di essere apportatori di violenza e di discriminazione. Le  centrali di potere che esercitano il controllo sui media  hanno già iniziato da tempo una campagna di diffamazione e di manipolazione per convincere l’opinione pubblica del pericolo rappresentato dai movimenti così detti “euroscettici e populisti”.
“Vogliono fermare il progresso, vogliono tornare all’Europa delle guerre e dell’intolleranza, sono razzisti, totalitari, antisemiti”, le accuse più frequenti e quella più subdola:  “potrebbero turbare l’equilibrio dei mercati”.

Non sarebbe la prima volta che accade e, per una strana casualità, è quanto sta accadendo anche in altri paesi.
A questo punto sarebbe interessante capire perchè la Polizia italiana, i Carabinieri e la Finanza (inclusi i servizi di sicurezza), non siano riusciti ad arrestare neppure uno degli agitatori stranieri, delle tute nere arrivate da oltre frontiera e non abbiano potuto interrogarli per capire da chi sono stati diretti ed istigati per venire a spaccare tutto a Milano. Non hanno potuto o non hanno voluto arrestare qualcuno degli agitatori stranieri, questo sarebbe da chiarire, in base alle disposizioni ricevute dal Ministero dell’Interno.

Tutto ci induce a sospettare che ci sia una regia occulta dietro questi scontri e queste manifestazioni di violenza che potrebbe essere, se si ripeteranno ancora, la stessa che era dietro alle “primavere arabe” ed alle manifestazioni di Maidan in Ucraina. Tutte rivolte di piazza che sono andate a favore di un certo tipo di sistema politico ed economico e, non per caso, si è saputo poi che, a finanziare i gruppi dei rivoltosi, c’era dietro un signore che si chiama George Soros e che, con la sua “Open Society”, ha finanziato tutte le manifestazioni ed i gruppi che si sono agitati nell’Est Europa per favorire un ricambio favorevole ai centri dominanti. Vedi: George Soros ammette le sue responsabilità sulla crisi in Ucraina

In Italia non sarebbe necessario un vero e proprio ricambio, lo hanno già ottenuto dall’epoca di Monti, con il “golpe bianco” di Napolitano, seguito poi da Letta ed adesso dall’impagabile fiorentino. Tuttavia la necessità di un consolidamento di potere e la finalità di mettere ai margini le forze antagoniste e squalificarne il contenuto della protesta, quella esiste ed è possibile che sia l’obiettivo del potere.

I focolai di tensione esistono tutti: crisi economica e possibile tracollo dei conti pubblici, disoccupazione record, tassazione da incubo, immigrazione incontrollata e rischi per la sicurezza con arrivo di ex detenuti dalla Libia dove le autorità locali hanno svuotato le carceri ed imbarcato i detenuti in forma obbligatoria per inviarli in Italia, unico paese in cui notoriamente si accettano tutti e non si domanda un documento a nessuno. Vedi: All News 24

Il ministro Alfano tuttavia si “mantiene vigile”, pronto ad interventi straordinari se dovessero essere necessari.
Lo vedremo presto, forse nei prossimi mesi e sarà importante anche verificare quale sarà l’atteggiamento di alcune forze politiche di vera/finta opposizione che fino ad oggi hanno mantenuto una posizione di ambiguità sulle varie questioni essenziali.

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  1. Piero61 2 anni fa

    salve
    la domanda infatti è: Cui Prodest ? non certo a me, all’ottimo signor Lago e a quanti si battono, con mezzi diversi, contro la dittatura UE/URSS…e sarà la gente stessa (il famoso popolo bove imbibinato da falsi problemi e alienato dai social network complici del sistema) a chiedere ordine, leggi severe, limitazioni…ma chi lo capisce ormai ?
    saluti
    Piero e famiglia

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  2. nessuno 2 anni fa

    generazione: “smartphone” ovvero il declino della intelligenza umana, estinzione della specie umanoide spazio ai robot ……..il 90% della popolazione non serve a niente…..è stupida e rincoglionit e mi fermo qui!

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    1. Alessandro 2 anni fa

      Vedrai, tra un po’ (ti dico qualche annetto) arriverà la guerra, i 70 anni di pace in Europa stanno per finire, non dovrebbe andare a finire così, ma la generazione “smartphone”, come la chiami tu, purtroppo nella sua totale indifferenza alla realtà vi è destinata.
      Quando arriverà la guerra, chissà se allora metterà piede nella realtà

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  3. mirko 2 anni fa

    piero … contro la dittatura UE/URSS allora aggiuncici pure l’ammerica non sono da meno

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    1. Piero61 2 anni fa

      …ha ragione, ma lo davo per scontato…
      saluti e buonanotte
      Piero e famiglia

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  4. Jean 2 anni fa

    Sono pianamente d’accordo, anzi direi che arriverà prima di quanto si possa credere, le cose sono messe molto male a parer mio, viene solo tutto nascosto, ma non sarà all’infinito.
    Per quanto rigarda l’articolo, visto e sentito quello che è successo, diciamo che serve per inasprire pene e nuove leggi di restrizione anche in rete, ma naturlamente non sui social network controllati dai burattinai…

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  5. Someone 2 anni fa

    Riguardo a quella notizia likata su ‘all news 24’, mi ha incuriosito e ho fatto qalche ricerca con Google e l’unica fonte che ho trovato è il sito ‘voxnews’, noto perle notizie inventate o montate che è solito pubblicare. C’è qualche altra fonte per quella notizia a parte voxnews che secondo me non è affidabile? Grazie.

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    1. Luciano Lago 2 anni fa

      Sulla questione di chi viene imbarcato in Libia sui barconi per l’Italia, non è difficile capire che, dato il caos che regna in quel paese, non esiste alcun controllo su quanti salgono sui barconi per l’Italia di propria volontà o sospinti. La notizia dello svuotamento delle carceri è stata riportata da più fonti, ad es. http://www.lettera43.it/cronaca/libia-1000-detenuti-fuggono-da-carcere_43675103707.htm.
      Risulta che ci sia anche una informativa dei servizi segreti che non è stata però divulgata ma che ci è pervenuta attraverso altre fonti. Le notizie preoccupanti circa gli ex detenuti, terroristi e delinquenti di ogni specie che si imbarcano per l’Italia, vengono tenute nascoste. Lo stesso era successo con le carceri svuotate in Tunisia a seguito dei rivolgimenti di quel paese. Stia sicuro che la notizia ha il suo fondamento.

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      1. Someone 2 anni fa

        La notizia non è la stessa, nessun sito fa riferimento al fatto che sono stati presi e spediti qui a forza a parte quella schifezza di voxnews che inventa o distorce notizie vere (quando va bene). Non conosco bene questo sito in quanto lo seguo da poco ma il fatto che pubblichino notizie senza fonte prese da siti che inventano le notizie per tirare acqua al loro mulino è una delusione, specialmente con quel proverbio arabo in cima a ogni pagina. Seppur condividendo la posizione contro l’invasione utilizzare notizie (fino a prova contraria) false o alterate è sbagliato e fa perdere credibilità a tutto.

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        1. Luciano Lago 2 anni fa

          Inutile cercare riscontri su notizie provenienti da fonti riservate. Ribadisco che non è Vox News la fonte delle nostre informazioni. Dal caos della Libia, provocato dall’operazione NATO, potrebbe arrivare di tutto: ex detenuti come ex agenti segreti, infiltrati, provocatori, terroristi, mestatori, psicopatici, delinquenti di ogni tipo. Stia tranquillo però: il governo Renzi/ Alfano raccoglie tutti e li trasferisce in Italia, hanno ricevuto direttive precise da Bruxelles e da Washington. Se cerca attestazioni e certificazioni di queste persone che arrivano in Italia sarà difficile trovarle ma di Kabobo (il picconatore di Milano) celati tra i migranti possiamo scommettere che ce ne saranno più di uno.

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